Cannara

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Cannara
Stato: bandiera Italia
Regione: Umbria
Provincia: stemma Perugia
Coordinate: 43°0′0″N 12°35′0″E / 43, 12.58333Coordinate: 43°0′0″N 12°35′0″E / 43, 12.58333
Altitudine: 191 m s.l.m.
Superficie: 32,65 km²
Abitanti:
4.165 2007
Densità: 127,56 ab./km²
Frazioni: Collemancio 
Comuni contigui: Assisi, Bettona, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Spello
CAP: 06033
Pref. telefonico: 0742
Codice ISTAT: 054006
Codice catasto: B609 
Nome abitanti: cannaresi 
Santo patrono: San Matteo 
Giorno festivo: 21 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Cannara è un comune di 4.165 abitanti della provincia di Perugia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Classificazione climatica: zona D, 1985 GR/G

Cannara fa parte:

[modifica] Storia

L'impianto primitivo della cittadina è di età romana, ma il borgo acquistò il nome di Cannara solo in età medievale, grazie ai rigogliosi canneti che crescevano in zona. Assisi e Perugia lottarono lungamente fra di loro per assicurarsene il possesso fino a quando cadde in potere di quest'ultima (fine del XV secolo). Dopo la Guerra del sale (1540) fu incorporata nello Stato della Chiesa.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

Fra le associazioni culturali più importanti presenti nel territorio comunale troviamo il Concerto Musicale "F. Morlacchi" di Cannara (PG) una banda musicale tra le più antiche d'Italia (fondata nel 1843) che comprende anche una scuola di musica per strumenti bandistici [1]

A Cannara, secondo la tradizione, San Francesco d'Assisi il 16 maggio 1221 istituì il Terz'Ordine Francescano oggi chiamato Terzo Ordine Secolare e vesti l'abito al primo seguace di questo stile di vita laicale nel segno del Vangelo: il beato Lucio Modestini da Cannara. Gli altri due Ordini sono consacrati e sono costituiti dai frati minori e dalle Monache Clarisse. Numerose fonti [2] e lapidi come pure alcune chiese di Cannara sono rimaste a testimonianza di questo importante evento[3]

Sempre a Cannara la tradizione vuole che San Francesco d'Assisi fece la celebre predica agli uccelli come testimoniato anche dai Fioretti francescani: "...et andando con impeto di spirito, senza considerare via, ne semita ionsero in un castello che se chiama Cannaia. Et sancto Francesco se puse ad predicare, commandando prima a le rondini, che cantavano..."[4]

I due celebri avvenimenti legati alla vita e alle opere di San Francesco d'Assisi sono immortalati in due importanti affreschi. Il primo è l'istituzione del Terz'Ordine Francescano, dipinto cinquecentesco del pittore Croce dove è chiaramente visibile, alle spalle del santo, il castello di Cannara. L'opera si trova nella cappella papale di San Pio V nella basilica di Santa Maria degli Angeli alla porziuncola. Sotto l'affresco si legge "De mundi contemptu dicentem Franciscum / Canarienses turmatim sequi cupiunt /his ad sua remissis tertium ordinem / primo patriarca instituit". L'altra importante testimonianza artistica è costituita della predica agli uccelli, affresco di Benozzo Gozzoli del 1452 che si trova nella chiesa di San Francesco a Montefalco dove ancora una volta si scorge sullo sfondo il castello di Cannara.

Nella vicina frazione di Collemancio è presente, inoltre, una importante area archeologica che ha riportato alla luce il municipio romano di "Urvinum Hortense" con le sue famose terme [5] a cui appartiene il mosaico a soggetto nilotico di 65 metri quadrati, oggi, conservato nel nuovissimo museo "città di Cannara".


[modifica] Chiese e luoghi di interesse[6]

  • Chiesa di San Biagio: è documentata sin dal 1244, quando i monaci di San Benedetto del Subasio la annoveravano tra i loro possedimenti. La facciata è un tipico esempio di tardo romanico umbro costruita in conci di pietra bianca e rosa. L’interno è costituito da un unico ambiente coperto da una volta a quattro vele separate da robusti costoloni. Sull’altare maggiore è esposta la tela tardo cinquecentesca raffigurante la Trinità con i Santi Lorenzo e Benedetto a sinistra e San Biagio e il Beato Lorenzo Giustiniani a destra.
  • Chiesa parrocchiale di San Matteo: risale alla seconda metà del XVI secolo, è stata trasformata nella sua forma attuale nel 1788 secondo il progetto di un giovane architetto assisate Giuseppe Brizi. Il campanile a guglia, parzialmente crollato dopo il terremoto del 1832, fu ricostruito con l’attuale calotta terminale dall’ Ing. Domenico Martinangeli nel 1860. All’interno è esposta una interessante tavola di Niccolò di Liberatore detto l’Alunno raffigurante la Madonna in trono col Figlio tra San Francesco e San Matteo.
  • Chiesa di San Sebastiano (sconsacrata e oggi Auditorium comunale): è documentata sin dal 1184 mentre il campanile risale al XVIII secolo. Purtroppo degli arredi originali non restano che i gradevoli stucchi alle pareti, imbiancate nel 1976 con un maldestro intervento a tempera. Il restauro, in occasione dell’inaugurazione come auditorium nel 2008, ha riportato alla luce i colori originali delle volte e dell’altare maggiore dove è stato rinvenuto un affresco raffigurante il castello di Cannara.
  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista: risale al 1333 ed è stata trasformata nell’attuale prospetto a capanna presumibilmente nei lavori del 1584. Nella facciata si apre un semplice portale, con ante in legno della fine del XVI secolo. Nel settecentesco altare maggiore, fiancheggiato dalle coeve statue in gesso dei santo Liberio a destra e Rufino a sinistra, è esposta la bella tela su tempera raffigurante la Madonna col figlio tra i santi Giovanni Battista e Sebastiano, eseguita nel 1482 dal pittore Niccolò di Liberatore detto l’Alunno e da suo figlio Lattanzio.
  • Chiesa di San Francesco: fu costruita nel 1221 dai Minori Francescani a seguito della istituzione a Cannara del Terz’Ordine ad opera dello stesso San Francesco d’Assisi. Sull’altare maggiore, con bella mostra in legno e stucco, è posta una interessante tela del primo quarto del XVII secolo raffigurante la vestizione di una donna del Terz’Ordine. L’altare è fiancheggiato da due nicchie. In quella di destra è posta la statua di San Francesco (1660) mentre in quella di sinistra è collocata una Santa Elisabetta (XIX secolo).
  • Chiesa della Buona Morte (già delle Sacre Stimmate): è eretta nel XIII secolo in luogo del piccolo oratorio in cui San Francesco d’Assisi concesse il primo abito del Terz’Ordine Francescano al beato Lucio Modestini di Cannara. Nel semplice prospetto tardo cinquecentesco, di recente restauro (primi anni del novecento), è murata una lapide che ricorda la fondazione del Terz’Ordine. Nel primo altare di sinistra è venerata la Madonna di Loreto raffigurata nel prezioso simulacro in legno di cedro (restaurato nel 2005) che sostituì l’originale, nella Santa Casa di Loreto, portato in Francia dalle truppe napoleoniche nel 1797 e restituito poi nel 1801 [7].
  • Palazzo Majolica Landrini: all’interno è visibile un tugurio in cui San Francesco d’Assisi dimorava durante le sue visite a Cannara.
  • Piandarca: è una edicola che si raggiunge, ormai in aperta campagna, percorrendo per pochi centinaia di metri la strada SP403 che conduce a Bevagna. Fu eretta nel 1926 e rappresenta il luogo dove secondo la tradizione San Francesco d’Assisi fece la celebre predica agli uccelli. In realtà il punto esatto è segnalato da un cippo commemorativo relegato a pochi centinaia di metri dall’edicola ma comunque ancora nei confini territoriali del Comune di Cannara.
  • museo "Città di Cannara": inaugurato il 30 maggio 2009 ospita per lo più reperti rinvenuti negli scavi archeologici della vicina frazione di Collemancio riguardanti un insediamento romano denominato "Urvinum Hortense". Fra i numerosi ritrovamenti esposti il più importante è senza dubbio il mosaico a soggetto nilotico di 65 metri quadrati appartenente alle terme di "Urvinum Hortense" e riportato alla luce nel 1932 dal Prof. Giovanni Bizzozzero uno fra i primi lungimirati studiosi ad intraprendere la campagna di scavi a Collemancio. Nel museo è allestita anche una sala dedicata alla storia della banda musicale di Cannara.

[modifica] Eventi

  • Festa di San Biagio, si festeggia il 3 febbraio come compatrono della città. Le funzioni religiose si concludono in piazza Garibaldi (già del grano) con giochi popolari di abilità consistenti nella corsa dei sacchi o nel rompere con un bastone e bendati delle brocche appese fra le case che si affacciano sulla piazza. Sin dal giorno prima è usanza far rotolare, quanto più a lungo possibile, forme di formaggio per le vie del centro storico secondo una tradizione già attestata nel XVI secolo.
  • Processione del Cristo morto, si svolge il Venerdì Santo per le vie del paese illuminate solo dal tenue bagliore delle fiaccole. Crociferi, penitenti incappucciati o incatenati accompagnano, insieme ai membri di tutte le confraternite, il catafalco con il simulacro del Cristo morto: una statua con le braccia snodabili che, per la processione, viene deposta dalla croce e adagiata, richiudendo gli arti superiori, sul letto funebre. Durante l'anno la singolare opera è custodita nella chiesa della Buona Morte.
  • La rinchinata, si tiene il giorno di Pasqua. Due processioni distinte accompagnano l’uscita della statua del Cristo Risorto da San Matteo e di quella della Vergine da San Biagio. Sul sagrato della parrocchiale si incontrano e avviene l'inchino dei due simulacri che deve compiersi in perfetto sincronismo sorretti dai membri delle confraternite. Dalla riuscita del rito si traggono tuttora auspici per il raccolto estivo. È usuale, da qualche anno, associare a questo rito religioso anche la festa della vernaccia un vino locale ottenuto dall'uva passita da degustare per le vie del paese insieme a torte di formaggio, salumi e dolci di uvetta e canditi.
  • L’infiorata, è la manifestazione più importante dell'anno dopo la festa della cipolla. Si svolge il giorno del Corpus Domini e la notte che lo precede che serve per allestire lungo le vie del paese splendidi tappeti floreali destinati ad ospitare il passaggio del sacerdote in processione con il Santissimo Sacramento: solo a lui è consentito calpestarli. L’infiorata è realizzata con il concorso di tutta la popolazione cannarese che partecipa alle lunghe fasi preparatorie consistenti nella raccolta e nella pulitura dei fiori necessari a creare i variopinti tappeti ispirati nelle raffigurazioni a temi religiosi o di attualità comunque legati alla solennità del Corpus Domini.
  • Festa della cipolla, è la manifestazione più importante di tutto l’anno oltre che l’evento clou del settembre cannarese che alterna per tutto il mese esposizioni d'arte e fotografiche, momenti di teatro, musica, folclore, alle tradizionali celebrazioni liturgiche in onore del patrono San Matteo. La festa della cipolla ha lo scopo di valorizzare questo importante prodotto locale che viene cucinato i numerosi modi ed offerto alla degustazione del pubblico in cinque stand gastronomici allestiti nelle varie piazze cittadine. Le cipolle, assieme ad altri prodotti tipici, sono anche venduti nelle caratteristiche trecce dai numerosi mercanti ambulanti.
  • I Focaracci, sono grandi falò che vengono incendiati lungo il fiume Topino la sera del 5 dicembre in occasione della festività di San Nicola da Bari che secondo tradizione durante la notte giunge ai bambini portando doni e giocattoli.

[modifica] Personalità legate a Cannara

[modifica] Economia

Tra i prodotti agricoli tipici della zona va citata la cipolla rossa.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanna Petrini (centrosinistra) dal 09/06/2009 (2° mandato)
Centralino del comune: 0742 731811
Posta elettronica: comunecannara@mclink.it

[modifica] Note

  1. ^ cfr il libro «Cannara nell’Umbria. La Banda Musicale. Centocinquant’anni», a cura di Fabio Bettoni ed Ottaviano Turrioni, Bastia Umbra 1993
  2. ^ come ad esempio la relazione sul Terz'Ordine Francescano dello storico Idaspe Pinquicetti, al secolo fra Giuseppe Cittadini del 1763 conservata negli Archivi del Sacro convento di Assisi oppure il Manuale dei Frati Minori pag. 8 Roma, 1776
  3. ^ vedi anche http://digilander.libero.it/cannarassisi/cannaraUmbria.htm
  4. ^ I fioretti cap. XVI di San Francesco d'Assisi secondo la versione in Umbro volgare del XV secolo conservati negli Archivi del Sacro convento di Assisi
  5. ^ dal libro «Origini e vicende di Cannara e dintorni» di Giovanni Bizzozzero, Foligno 1976
  6. ^ tratti dal libro «Cannara Collemancio e l'antica Urvinum Hortense», a cura di Paola Mercurelli Salari e Federica Annibali, Fondazione Urvinum Hortense, 1998.
  7. ^ cfr «La statua della Vergine Lauretana di Cannara. Storia, Tradizione e Culto. Il Restauro» a cura di Ottaviano Turrioni, Spello 2005
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