San Nicola di Bari
| San Nicola di Bari | |
|---|---|
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Vescovo di Mira, difensore dell'ortodossia |
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| Nascita | III secolo, Pàtara di Licia |
| Morte | 6 dicembre 343, Myra |
| Venerato da | Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi |
| Santuario principale | Basilica nicolaiana di Bari |
| Ricorrenza | 6 dicembre |
| Attributi | pastorale, mitra, barba, tre sfere d'oro in mano. |
| Patrono di | bambini, marinai e in generale di chiunque si trovi in circostanze sfavorevoli; vedi Patronati |
San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, san Nicola Magno e san Niccolò o san Nicolò (Patara di Licia, 270 circa – Myra, 6 dicembre 343), fu vescovo di Myra in Licia (oggi Demre), è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e da diverse altre confessioni cristiane. È noto anche al di fuori del mondo cristiano perché la sua figura ha dato origine al mito di Santa Claus (o Klaus), conosciuto in Italia come Babbo Natale.
Indice |
[modifica] Biografia
Nacque probabilmente a Pàtara di Licia, tra il 261 ed il 280, da Epifanio e Giovanna che erano cristiani e benestanti. Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse prematuramente i genitori a causa della peste. Divenne così erede di un ricco patrimonio. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo metropolita di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Imprigionato ed esiliato nel 305 durante le persecuzioni emanate da Diocleziano, fu poi liberato da Costantino nel 313 e riprese l'attività apostolica.
Non è certo che sia stato uno dei 318 partecipanti al Concilio di Nicea del 325: secondo la tradizione, comunque, durante il concilio avrebbe condannato duramente l'Arianesimo, difendendo la fede cattolica, e in un momento d'impeto avrebbe preso a schiaffi Ario. Gli scritti di Andrea di Creta e di Giovanni Damasceno confermerebbero la sua fede radicata nei principi dell'ortodossia cattolica.
Ottenne dei rifornimenti durante una carestia a Myra e la riduzione delle imposte dall'Imperatore.
Morì a Myra il 6 dicembre, presumibilmente dell'anno 343, forse nel monastero di Sion.
[modifica] Culto
Il culto si diffuse dapprima in Asia Minore (nel VI secolo 25 chiese a Costantinopoli erano a lui dedicate), con pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dell'abitato di Myra. Numerosi scritti in greco ed in latino ne fecero progressivamente diffondere la venerazione verso il mondo bizantino-slavo e in Occidente, a partire da Roma e dal Meridione d'Italia, allora soggetto a Bisanzio. San Nicola è così diventato già nel Medioevo uno dei santi più popolari del Cristianesimo e protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Si narra che Nicola, venuto a conoscenza di un ricco uomo decaduto che voleva avviare le sue tre figlie alla prostituzione perché non poteva farle maritare decorosamente, abbia preso una buona quantità di denaro, lo abbia avvolto in un panno e, di notte, l'abbia gettato nella casa dell'uomo in tre notti consecutive, in modo che le tre figlie avessero la dote per il matrimonio. Anche per questo episodio, è venerato come protettore dei bambini e dei fanciulli[1].
Le sue spoglie furono conservate nella cattedrale di Myra fino al 1087.
Viene festeggiato il 6 dicembre.
[modifica] Le reliquie
[modifica] La traslazione delle spoglie a Bari
Quando Myra cadde in mano musulmana, Bari (al tempo dominio bizantino) e Venezia, che erano dirette rivali nei traffici marittimi con l'Oriente, entrarono in competizione per il trafugamento in Occidente delle reliquie del santo. Una spedizione barese di 62 marinai, tra i quali i sacerdoti Lupo e Grimoldo, partita con tre navi di proprietà degli armatori Dottula, raggiunse Myra e si impadronì delle spoglie di Nicola che giunsero a Bari l'8 maggio 1087.
Secondo la leggenda, le reliquie furono depositate là dove i buoi che trainavano il carico dalla barca si fermarono[2]. Si trattava in realtà della chiesa dell' benedettini (oggi chiesa di San Michele Arcangelo) sotto la custodia dell'abate Elia, che in seguito sarebbe diventato vescovo di Bari. L'abate promosse tuttavia l'edificazione di una nuova chiesa dedicata al santo, che fu consacrata due anni dopo da Papa Urbano II in occasione della definitiva collocazione delle reliquie sotto l'altare della cripta. Da allora san Nicola divenne copatrono di Bari assieme a San Sabino e le date del 6 dicembre (giorno della morte del santo) e 9 maggio (giorno dell'arrivo delle reliquie) furono dichiarate festive per la città. Il santo era anche presente, fino al XIX secolo, sullo stemma della città tramite un cimiero.
[modifica] La traslazione veneziana
I Veneziani non si rassegnarono all'incursione dei baresi e nel 1099-1100, durante la prima crociata, approdarono a Myra [3], dove fu loro indicato il sepolcro vuoto dal quale i baresi avevano trafugato le ossa. Qualcuno rammentò di aver visto celebrare le cerimonie più importanti, non sull'altare maggiore, ma in un ambiente secondario. Fu in tale ambiente che i veneziani rinvennero una gran quantità di frammenti ossei che i baresi non avevano potuto prelevare. Questi vennero traslati nell'abbazia di San Nicolò del Lido.[4] San Nicolò venne quindi proclamato protettore della flotta della Serenissima e la chiesa divenne un importante luogo di culto. San Nicolò era infatti venerato come protettore dei marinai, non a caso la chiesa era collocata sul Porto del Lido, dove finiva la laguna e cominciava il mare aperto. A San Nicolò del Lido terminava l'annuale rito dello sposalizio del Mare.
[modifica] Iconografia
Il suo emblema è il bastone pastorale (simbolo del vescovato) e tre sacchetti di monete (o anche tre palle d'oro) queste in relazione alla leggenda della dote concessa alle tre fanciulle. Nello stemma di Collescipoli (Terni) è rappresentato a cavallo con un fanciullo alle sue spalle. Tradizionalmente viene quindi rappresentato vestito da vescovo con mitra e pastorale. L'attuale rappresentazione in abito rosso bordato di bianco origina dal poema A Visit from St. Nicholas del 1821 di Clement C. Moore, che lo descrisse come un signore allegro e paffutello, contribuendo alla diffusione della figura mitica, folkloristica, di Babbo Natale.
Nella Chiesa ortodossa russa san Nicola è spesso la terza icona insieme a Cristo e a Maria col bambino nell'iconostasi delle chiese.
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Beato Angelico, Storie di San Nicola (1437), Musei Vaticani
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Dalle Heures d'Anne de Bretagne (XV secolo)
[modifica] Patronati
Il santo oggi è patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati nonché delle vittime di errori giudiziari.
È patrono inoltre dei mercanti e commercianti [5].
[modifica] Comuni sotto il patronato di San Nicola
San Nicola è patrono di numerose località in Europa, tra le quali:
- Sint-Niklaas (Provincia di Fiandre Orientali)
- Saint-Nicolas (Provincia di Liegi)
- Acebedo della comunità autonoma di Castiglia e León
- Alhama de Almería della comunità autonoma dell'Andalusia
- Fresno de Cantespino della comunità autonoma di Castiglia e León
- Masueco della comunità autonoma di Castiglia e León
- Requena della comunità autonoma Valenciana
San Nicola probabilmente è il santo che vanta il maggior numero di patronati in Italia; è il protettore di numerose località italiane, tra le quali i seguenti comuni (270):
[modifica] Il culto in Italia
In molte località dell'Italia settentrionale il giorno di san Nicola, il 6 dicembre, insieme alla vigilia, è una festa molto radicata nella tradizione, come in tutte le terre dell'ex Impero austro-ungarico (in particolare nella provincia di Trieste, a Gorizia, in Carnia, in provincia di Belluno, in Trentino e in tutto l'Alto Adige): ci si riferisce alla leggenda secondo la quale il santo regalò a tre bambini poveri tre mele rosse che nottetempo si tramutarono in oro garantendo il loro sostentamento. Così i bambini scrivono a san Nicolò (o sankt Niklaus) una letterina che lasciano sul tavolo della cucina la sera precedente la festa e la mattina del 6 dicembre, trovano sul cuscino (a seconda delle tradizioni) una mela lucida e tonda, dolcetti, mandarini, biscotti, cioccolato, mandorlato e doni; per i bambini bricconcelli si mette anche un pezzettino di carbone, che adesso è fatto di zucchero.
In questa occasione a Trieste si canta la canzoncina:
| « San Nicolò de Bari xè la festa de i scolari se i scolari no i fa festa ghe tajeremo la testa. » |
A Bari il culto è molto sentito e dal 7 al 9 maggio nella città si festeggia il santo con una prolungata festa che ripercorre l'evento della traslazione delle sue ossa nella città, portando in corteo sul lungomare di Bari (il 7 maggio) il quadro con la sua immagine su una caravella.
A Cansano (AQ) si festeggia San Nicola due volte l'anno, il 26 giugno e il 6 dicembre, e per l'occasione si distribuisce il cosiddetto "pane di San Nicola".
A Cardinale (CZ), i festeggiamenti in onore di san Nicola di Bari si svolgono, oltre al 6 dicembre, l'ultima domenica di maggio. Si narra che un carro trainato da alcuni buoi, trasportava la statua di San Nicola Vescovo di Mira, verso un luogo imprecisato. I conduttori, dopo una breve sosta nell’allora villaggio di Cardinale, non riuscirono più a riprendere il cammino, a causa della statua che, improvvisamente, era diventata pesantissima. I fedeli interpretarono quella stranezza come la volontà del Santo, di scegliere Cardinale, come luogo di naturale dimora. la statua benedetta fu accolta dai fedeli e, da allora, viene venerata [6].
A Cerzeto (CS) la festa patronale viene celebrata il 9 maggio (ricorrenza della Traslazione) con processione per le vie del paese e durante le celebrazioni liturgiche viene distribuito il "pane di San Nicola".
A Gesualdo (AV) San Nicola viene festeggiato il 6 dicembre con una solenne celebrazione eucaristica nella Chiesa Madre, seguita dalla recita dell'atto di affidamento della città al santo.
A Lettomanoppello si festeggia San Nicola di Bari la prima domenica di ottobre con solenni celebrazioni eucaristiche e con la tradizionale processione, con la statua del santo, partendo e rientrando nella Chiesa Madre Arcipretale dedicata a San Nicola a ricordo del miracolo attribuitogli per aver salvato il paese dalle incursioni saracene facendo apparire all'esercito invasore un manipolo di vecchi, che avevano posto la statua del santo sul sagrato della chiesa implorando la sua protezione, come un numeroso e potente esercito.
A Lungro (CS) e in tutta l'Eparchia di Lungro, di rito bizantino, San Nicola di Myra è venerato come patrono; nel comune sede dell'Eparchia c'è una tradizione per la quale nei tre giorni precedenti la festività, 3, 4 e 5 dicembre, i devoti realizzano dei falò nei vari rioni (gjitonie) del paese, cantando attorno al fuoco in onore del Santo e in previsione del Natale. La vigilia della festa, il 5 dicembre, durante una celebrazione religiosa alla presenza del vescovo, vengono distribuiti panini benedetti, mentre il 6 dicembre, giorno della festa, dopo la liturgia pontificale della mattina, nel pomeriggio la statua del Santo viene portata in processione lungo le vie del paese.
A Vastogirardi (IS) i festeggiamenti vengono celebrati il 6 dicembre e il 3 luglio, il giorno dopo la rappresentazione Il volo dell'angelo.
[modifica] Il culto all'estero
| Per approfondire, vedi la voce Babbo Natale. |
In Europa (in particolare nei Paesi Bassi, in Belgio, Austria, Svizzera, Germania e Repubblica Ceca) san Nicola è molto popolare. È anche il santo patrono della città di Amsterdam e della Russia[7]. Nei Paesi Bassi, in Belgio e in Lussemburgo, Sinterklaas (Kleeschen in lussemburghese) viene festeggiato due settimane prima del 5 dicembre, data in cui distribuisce i doni (il suo compleanno risulta essere il 6 dicembre). Il culto di san Nicola fu portato a New York dai coloni olandesi (è infatti il protettore della città di Amsterdam), sotto il nome di Sinterklaas.
In alcuni paesi dell'Europa orientale, la tradizione vuole che porti una verga ai bambini non meritevoli, con cui i genitori possano poi punirli.
[modifica] Note
- ^ Un'altra leggenda non fa riferimento alle figlie del ricco decaduto, ma narra che Nicola, già vescovo, resuscitò tre bambini che un macellaio malvagio aveva ucciso e messo sotto sale per venderne la carne.
- ^ Per questa ragione una coppia di buoi è rappresentata nelle statue ai lati del portale maggiore della Basilica di San Nicola.
- ^ Ci sono ossa di san Nicola anche a Venezia?
- ^ Le ricognizioni effettuate sulle reliquie a Bari nel 1956 e a Venezia nel 1992 hanno appurato che i resti appartengono alla stessa persona, sono in quantità pari per i due luoghi, ponendo fine a contese secolari fra le due città circa il possesso delle spoglie del santo (vedi)
- ^ Anche per questo la sua effigie figura nello stemma della Camera di Commercio di Bari.
- ^ Domenico Mammome, La terra di Cardinale
- ^ San Nicola patrono. URL consultato il 6 gennaio 2008.
[modifica] Bibliografia
- Enzo Minio, La festa di San Nicola a Ribera, Comune di Ribera, 1997.(ISBN non disponibile)
- Raffaela Tortorelli, Le fonti agiografiche su santa Marina di Antiochia e san Nicola di Myra e il culto dei due santi nel mezzogiorno d'Italia in Spolia. Journal of medieval studies
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su San Nicola di Bari
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su San Nicola di Bari, da Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi, SantieBeati.it
- Mostra: San Nicola - Splendori d'arte d'Oriente e d'Occidente, Bari, fino al 6/5/2007
- La Cripta della Basilica di San Nicola (Un incontro sotterraneo fra Oriente e Occidente) - (1)
- Festa Patronale di S. Nicola a Trecastagni (CATANIA)
- La Cripta della Basilica di San Nicola (Un incontro sotterraneo fra Oriente e Occidente) - (2)
- La Repubblica (13 dicembre 2006) Il ritorno di San Nicola
- La Festa di San Nicolo' e i Krampus di Tarvisio
- Museo di Arte sacra San Nicolò Militello in val di Catania