Stella di Betlemme
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La stella di Betlemme, anche detta stella cometa, è quel fenomeno astronomico che, secondo il racconto del Vangelo secondo Matteo (2,1-12.16), guidò i Re Magi a fare visita a Gesù appena nato.
La storicità del racconto è discusso. Storici non-cristiani e alcuni biblisti cristiani lo vedono come un dettaglio di un racconto di carattere haggadico[1]. Altri biblisti cristiani ne ammettono la veridicità storica. Già Origene sosteneva che dovesse trattarsi di un evento naturale e non miracoloso. L'ipotesi più comune la identifica con una triplice congiunzione di Giove e Saturno verificatasi nel 7 a.C.
Il particolare ha comunque avuto una straordinaria fortuna artistica, in particolare nelle rappresentazioni della natività e del presepe. La comune rappresentazione a forma di cometa e la dicitura "stella cometa" risalgono al fatto che Giotto, a inizio XIV secolo, la disegnò appunto come una cometa, impressionato dal recente passaggio della Cometa di Halley.
Indice |
[modifica] Testo del Vangelo
Ecco il testo di Matteo, in cui si riportano anche alcuni termini del testo originale greco:
| « Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: "Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella (tòn astéra en têi anatolêi) e siamo venuti per adorarlo".
All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: "A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele". Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: "Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo". Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella (o astér), che avevano visto nel suo sorgere (en têi anatolêi), li precedeva (proêghen autoús), finché giunse e si fermò sopra (estáthe epáno) il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese. (...). Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi. » (Matteo 2,1-12.16) |
Come si osserva leggendo i racconti biblici, la stella non condusse gli astrologi direttamente da Gesù, ma da Erode. E proprio grazie a tale circostanza Erode fu informato della nascita di Gesù. Le parole en têi anatolêi sono state spesso tradotte "in Oriente", quasi come un rafforzamento della provenienza dei Magi (a Oriente di Gerusalemme c'era Babilonia e più in là la Persia).
[modifica] "Stella cometa"
La dicitura comunemente più diffusa per indicare l' "astro" è il contraddittorio "stella cometa", che accorpa due corpi celesti completamente dissimili tra loro: la stella è di grandi dimensioni, si trova a enormi distanze dal sistema solare e nel firmamento appare fissa e puntuale; la cometa è di piccole dimensioni, si trova all'interno del sistema solare e nel firmamento appare mobile e con una forma e dimensione non puntuale.
Nell'iconografia antica della nascita di Gesù la stella non è rappresentata con la coda. Fu Giotto, che probabilmente aveva visto la cometa di Halley nel 1301, a dipingere nella cappella degli Scrovegni a Padova un affresco con una cometa dalla lunga coda sopra il luogo del presepe.
Dal XIV secolo in poi si moltiplicano i quadri ispirati a questo affresco. La coda risponde al desiderio di avere un oggetto celeste che indichi una direzione.
[modifica] Tentativi di identificazione astronomica
Gli indizi astronomici utilizzati per spiegare la narrazione del vangelo di Matteo sono di due tipi: eventi astronomici eccezionali di grande effetto visibile come supernove o passaggio di comete oppure congiunzioni planetarie di speciale significato astrologico. Queste ultime spiegherebbero meglio come i Magi hanno potuto capire di doversi recare proprio a Gerusalemme, dato che l'orientamento di ogni stella o evento astronomico rispetto ai punti cardinali cambia continuamente per effetto della rotazione terrestre; solo la stella polare resta fissa.
I due tipi di evento possono essere anche combinati fra loro, assegnando a una congiunzione planetaria il ruolo "informativo" e a una supernova il ruolo "direzionale". Solo per il brevissimo tratto fra Gerusalemme e Betlemme Matteo dice che la stella "precedeva" i Magi, indicando che essa si trovava in direzione sud nell'ora di approssimata durata dell'ultimo tratto di viaggio.
La maggior parte degli studiosi ha esaminato il periodo 8-4 a.C., ma alcuni lavori hanno trovato interessanti eventi anche nel successivo periodo 3-1 a. C.
[modifica] Eventi astronomici spettacolari
È stato proposto che la Stella fosse la cometa di Halley, che fu visibile nel 12 a.C., ma questa data non è compatibile con l'opinione corrente della maggior parte degli storici che datano la nascita di Gesù tra il 7 e il 4 a.C. Non esiste peraltro alcuna tradizione che identifichi la "stella" con una cometa prima di Giotto, né si conosce il passaggio di altre comete nel periodo d'interesse.
Alcuni studi, invece, hanno trovato traccia di esplosione di supernove:
- Nel 1977 un gruppo di ricercatori inglesi (Clark, Parkinson and Stephenson) hanno rilevato che gli annali astronomici cinesi registrano nel febbraio/marzo del 5 a.C. l'apparizione di un oggetto brillante, probabilmente una nova, che rimase visibile per circa 70 giorni tra le costellazioni dell'Aquila e del Capricorno[2]. Si tratta quasi certamente di un oggetto rilevato anche dagli astronomi coreani, anche se le loro registrazioni contengono imprecisioni, dovute verosimilmente ad errori di trascrizione[3][4]. Se i Magi si misero in viaggio dalla Mesopotamia al suo apparire, poterono raggiungere la Giudea in aprile/maggio: in quel periodo, all'alba era visibile da Gerusalemme in direzione sud, cioè verso Betlemme, in perfetta corrispondenza con il racconto evangelico.
- Una recente ipotesi suggerisce che la stella di Betlemme fosse una supernova o una ipernova, le cui tracce sono state scoperte nei pressi della galassia di Andromeda. La datazione di questo evento non è attualmente possibile, ma potrebbe diventarlo col progresso della tecnologia. Frank Tipler, però, osserva che una supernova in Andromeda spiegherebbe in modo letterale un aspetto misterioso del vangelo di Matteo: il fermarsi della stella proprio sopra Betlemme[5]. Il "fermarsi" indicherebbe il raggiungimento dello zenit, istante in cui la stella cessa di fornire una indicazione direzionale.
[modifica] Congiunzioni planetarie
Molti studiosi hanno suggerito che la stella di Betlemme non fosse un singolo oggetto celeste, ma di una congiunzione di pianeti: Keplero (De anno natali Christi, 1614) per primo segnalò che nel 7 a.C. vi fu una tripla congiunzione di Giove con Saturno nella costellazione dei Pesci; le tre congiunzioni ebbero luogo il 29 maggio, il 29 settembre e il 5 dicembre[6].
Il fenomeno aveva attirato l'attenzione degli astronomi caldei, che lo avevano previsto sin dall'anno precedente[7]. La tavoletta con la previsione del fenomeno, datata 8 a. C., è stata trovata in ben quattro copie in siti diversi; ciò segnala l'interesse per il fenomeno.
Grande notorietà hanno avuto anche le tesi dell'astronomo Michael Molnar relative all'occultamento di Giove da parte della Luna nella costellazione dell'Ariete il 17 aprile del 6 a.C.[8]
Molto significative dal punto di vista astrologico furono le sette congiunzioni, che si verificarono negli anni 3-2 a.C. Tre di esse implicarono Giove e la stella Regolo della costellazione del Leone, anch'essa un simbolo regale. Altre, verificatesi sempre nei pressi di Regolo implicarono Venere e altri pianeti, fra cui Marte e Mercurio[9].
[modifica] Un esempio illustrativo
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I dati astronomici sopra illustrati sono talmente numerosi e le incertezze sulla datazione della nascita di Gesù così ampie, che non c'è difficoltà a trovare molteplici possibilità d'accordo. La significatività di ogni coincidenza è quindi limitata. A titolo illustrativo, comunque, proviamo a collocare la Natività il 25 dicembre del 6 a. C., una data il cui anno raccoglie grande consenso fra gli storici e il cui giorno accontenta anche i credenti tradizionalisti. Alcuni dei dati astronomici sopra discussi si collocano nella narrazione biblica come segue:
- Settembre 7 a.C.: Annuncio dell'angelo a Zaccaria e concepimento del Battista; avvio della catena di eventi che conduce alla nascita di Gesù
- congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci (la congiunzione astrologicamente più importante perché coincidente con l'equinozio d'autunno).
- Marzo-Aprile del 6 a.C.: annunciazione a Maria e concepimento di Gesù
- Occultamento di Giove da parte della Luna nella costellazione dell'Ariete
- Marzo-Aprile del 5 a.C.: visita dei Magi
- L'esplosione di una supernova in febbraio ricorda ai Magi la misteriosa triplice congiunzione di due anni prima, spingendoli a partire per Gerusalemme; la profezia di Michea e la luce della stella li guidano a Betlemme. Erode uccide tutti i nati dall'avvio della triplice congiunzione
[modifica] Note
- ^ Cfr. Bibbia di Gerusalemme, p.2087, nota 2.1
- ^ Precisamente nei pressi della stella di magnitudo 3 Theta Aquilae
- ^ Colin Humphreys, 'The Star of Bethlehem', in Science and Christian Belief 5 (1995), 83-101.
- ^ Kidger Mark. Chinese and Babylonian Observations. URL consultato il 2008-06-05.
- ^ Tipler, F.J.,The Star of Bethlehem: a Type Ia/Ic Supernova in the Andromeda Galaxy. Dept. of Mathematics and Dept. of Physics, Tulane University; New Orleans, LA 70118. 20 March 2005.[]
- ^ Ashgrove. Triple Conjunction of Jupiter and Saturn. URL consultato il 2008-06-05.
- ^ Tavoletta BM35429 al British Museum.
- ^ Molnar, Michael R., The Star of Bethlehem: The Legacy of the Magi, Rutgers University Press: 1999. ISBN 0-8135-2701-5.
- ^ Newman, Robert C., "The Star of Bethlehem: A Natural-Supernatural Hybrid?", Interdisciplinary Biblical Research Institute, 2001. A visual presentation is given here.
[modifica] Bibliografia
Alcuni titoli in Italiano:
- U. Holzmeister, La stella dei Magi, “Civiltà Cattolica” 93 (1942), pp. 9-22;
- Lamberti C. (1988), La stella dei Magi: realtà o fantasia?, L’Astronomia, 83, dicembre.
- Zusi L. (1988), La stella dei Magi: fede e astrologia, L’Astronomia, 83, dicembre.
- F. Quéré, I magi alla luce della stella, “Il mondo della Bibbia” 7 (1996), n. 35, pp. 12-15;
- P. Léna, Un fenomeno celeste?, in ibidem, pp. 16-17;
- Centini M. (1997), La vera storia dei Re Magi, Piemme, Casale Monferrato.
- De Cesaris G. (2001), Congiunzioni Giove-Saturno e Storia Giudaico-Cristiana, Keybooks, Guidonia Montecelio (RM).
- Bregante M. T., Lena R. (2005), La stella che guidò i Magi, in: L’Astronomia, 269, dicembre.
- Michael Molnar, La stella di Betlemme, Armenia Editore, Milano 2000; Titolo originale The Star of Bethlehem: the Legacy of the Magi.
E in altre lingue:
- J. Keplero, De anno natali Christi (1614), in “Gesammelte Werke”, Münich 1953, vol. V, pp. 5-125;
- R.W. Sinnott, Thoughts on the Star of Bethlehem, “Sky & Telescope” 36 (1968), pp. 384-386;
- R. Rosenberg, The star of the Messiah reconsidered, “Biblica” 53 (1972), pp. 105-109;
- D. Hughes, The Star of Bethlehem, “Nature” 264 (1976), pp. 513-517;
- D. Clark, J. Parkinson, F. Stephenson, An Astronomomical Re-appraisal of the Star of Bethlehem. A Nova in 5 B.C., “Quarterly Journal of the Royal Astronomical Society” 18 (1977), pp. 443-449;
- K. Ferrari d'Occhieppo, The Star of Bethlehem, “Quarterly Journal of the Royal Astronomical Society” 19 (1978), pp. 517-520;
- C. Cullen, Can we Find the Star of Bethlehem in Far Eastern records?, “Quarterly Journal of the Royal Astronomical Society” 20 (1979), pp. 153-159;
- D. Hughes, The Star of Bethlehem. An Astronomer's Confirmation, Walker & Co., New York 1979;
- J. Mosley, Common errors in “Star of Bethlehem” planetarium shows, “The Planetarian” 10 (1981), n. 3;
- E. Martin, The Star that Astonished the World, ASK Publications, Portland 19982;
- M. Molnar, The Star of Bethlehem: The Legacy of the Magi, Rutgers Univ. Press, London 1999;
- Kidger Michael 1999, The Star of Bethlehem, Princeton Univ. Press, Princeton.
- Molnar, M. R. 1999, The Star of Bethlehem, Rutgers Univ. Press, London.
- G. Teres, The Bible and Astronomy. The Magi and the Star in the Gospel, Springer, Budapest 2000.
- Simo Parpola, The Magi and the Star. Babylonian Astronomy Dates Jesus' Birth, Bible Review, December 2001, p. 16-23, and p. 52 & 54.
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[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- La Stella di Betlemme nel Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede
- La stella di Natale nel sito dell'Associazione Astrofili Trentini espone la teoria di David Hughes
- Ettore Bianchi,Mario Codebò, Giuseppe Veneziano, Dalla “Stella di Betlemme” alla creazione del mondo


