Myra

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Myra
Demre
Necropoli di Myra
Necropoli di Myra
Civiltà licia, greca
Stile Ellenismo
Epoca V secolo a.C. - VII secolo d.C.
Localizzazione
Stato Turchia Turchia
Distretto Demre
Scavi
Date scavi 1840
Archeologo Charles Fellows
Amministrazione
Ente Antalya Müzesi (Museo di Antalya)
Visitabile
sito web

Coordinate: 36°16′00″N 29°58′00″E / 36.266667°N 29.966667°E36.266667; 29.966667

Myra (o Mira) è un'antica città ellenica, nella Licia in Asia minore, attuale Turchia, a circa 2 km dalla moderna città di Kale o Demre.

Era situata nella fertile pianura alluvionale del fiume Myros (oggi Demre Cay), a circa 3 km dal mare, ove sorgeva il porto chiamato Andriake.

È la città di cui fu vescovo san Nicola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie sull'esistenza della città risalgono al VI secolo a.C., dove assieme alle città di Xanthos, Patara e Phaselis costituì una federazione di città stato. Secondo Strabone era una delle più importanti città di questa alleanza. Nel II secolo a.C. visse il suo periodo di maggiore splendore. Prospero centro commerciale in età romana, è ricordata come scalo nel viaggio che san Paolo intraprese verso Roma e fu in gran parte ricostruita dopo un devastante terremoto nel 141.

Fu sede vescovile a partire dal IV secolo ed uno dei primi vescovi fu san Nicola, che si batté contro l'arianesimo e forse partecipò nel 325 al Concilio di Nicea. Divenne nel V secolo capoluogo della provincia bizantina di Licia.

Venne conquistata dagli Arabi per la prima volta nell'809, dalle truppe di Harun al-Rashid dopo un lungo assedio. Da questo momento la città perse d'importanza ed iniziò un inesorabile declino. Nel 1087 le spoglie di san Nicola vennero traslate a Bari e in questa città si trovano tuttora, deposte nella Basilica di San Nicola. Ritornata all'impero bizantino, sotto Alessio I Comneno passò poi definitivamente ai Selgiuchidi.[1]

Il teatro Greco di Myra.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Patrona della città era Artemide, alla quale era dedicato il maggiore santuario, ma vi si veneravano anche Zeus, Atena e Tyche. Le rovine della città sono coperte da materiale alluvionale, ma sono stati parzialmente riportati alla luce il teatro romano, ricostruito dopo il terremoto del 141, le terme e una basilica bizantina dell'VIII secolo dedicata a san Nicola.

La necropoli, collocata su una scogliera a strapiombo sul mare, conserva le facciate delle tombe scavate nella roccia, con colonne e frontone. Il primo ad investigare la città, l'archeologo inglese Charles Fellows (1799-1860), quando visitò le tombe nel corso della sua seconda spedizione nel 1840, le trovò ancora colorate a tinte vive: rosso, giallo e azzurro.[2]

Basilica di San Nicola in Myra[modifica | modifica wikitesto]

La prima costruzione che ospitava il corpo del santo risale al VI secolo. L'attuale edificio risale all'VIII secolo con ulteriori rimaneggiamenti dell'XI secolo.
Nel 1863 lo zar Alessandro II di Russia intraprese i restauri dell'antico edificio, ma senza portare a termine i lavori. Solo cento anni dopo si poterono terminare gli scavi, nel 1968 venne riportato alla luce il sarcofago dove era stato custodito il Santo.
Il pavimento della Basilica era ornato da ricchi mosaici e sono ancora presenti tracce degli antichi affreschi. La tomba del santo reca evidenti segni dell'asportazione del corpo avvenuta del 1087 da parte di commercianti baresi.
I restauri nell'edificio non sono ancora ultimati, nel 2007 il ministero della cultura turco ha concesso il permesso di celebrarvi delle funzioni religiose.[3]

La tomba originale di San Nicola in Myra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Myra. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  2. ^ Myra. URL consultato il 9 gennaio 2013.
  3. ^ Myra. URL consultato il 9 gennaio 2013.

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