Immacolata Concezione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Immacolata Concezione

L'Immacolata concezione, di A. Cortina
Festa religiosa
Data 8 dicembre
Periodo {{{periodo}}}
Data nel 2010 {{{data nel 2010}}}
Celebrata in {{{celebrata in}}}
Celebrata a {{{celebrata a}}}
Religione Cristiana cattolica
Avvenimento celebrato Concepimento di Maria
Festività correlate
Tradizioni
Tradizioni religiose
Tradizioni profane
Tradizioni culinarie
Data d'istituzione 8 dicembre 1854
Chiamata anche

L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858).

Indice

[modifica] Il dogma

Queste sono le parole che concludono l'enciclica mariana Ineffabilis Deus e proclamano solennemente il dogma:[1][2][3]

(LA)
« beatissimam Virginem Mariam in primo instanti suae conceptionis fuisse singulari omnipotentis Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Christi Iesu Salvatoris humani generis, ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem. »
(IT)
« La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale. »

Il dogma non afferma solamente che Maria è l'unica creatura ad essere nata priva del peccato originale - e ciò fin da nove mesi prima della sua nascita, e cioè al momento del suo concepimento da parte di sua madre, sant'Anna - ma aggiunge altresì nel suo ruolo di Madre di Dio lo speciale privilegio di non aver commesso nessun peccato, né mortaleveniale, in tutta la sua vita.

La dottrina attuale della Chiesa è che Dio conferisca l'anima alla persona umana non appena essa si forma e cioè al momento del concepimento [4].

Il convincimento della Chiesa in ordine alla preservazione di Maria dal peccato originale, la quale altrimenti è presente in tutti gli esseri umani concepiti ed è la ragione per la quale essi vengono battezzati, è vista come deduzione del fatto che Gesù, ritenuto il Figlio di Dio, non avrebbe potuto incarnarsi nel grembo di una donna "peccatrice" ed essere, pertanto, in stabile e durevole comunione spirituale e corporale con lei durante l'intera gestazione, e successivamente, intimità filiale e comunione spirituale, se questa non fosse stata perfettamente priva di peccato.

[modifica] Fondamento biblico

Il Cattolicesimo vede in alcuni testi biblici non una prova, quanto un'avvisaglia di quella che sarà la dottrina del magistero. Bisogna ricordare che, secondo la teologia cattolica, la scrittura non è l'unica fonte della fede: anche la Tradizione della Chiesa è luogo teologico.[5]

Nell'Antico Testamento, il cosiddetto Protovangelo della salvezza presenta la donna (Eva) come prefigurazione di Maria:

« Io porrò inimicizia tra te e la donna,

tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno »   (Genesi 3, 15)

Maria ponendosi al servizio di Dio, permette l'entrata del Salvatore nel mondo (Luca 1, 38). Maria quindi, nella lettura tradizionale della Chiesa, partecipa, anche se in forma subordinata, alla vittoria di Cristo sul peccato.

Altre suggestioni veterotestamentarie del dogma sarebbero ravvisabili nel Cantico dei Cantici e nei Proverbi:

« Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;

quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua. »   (Proverbi 8, 24)

« Tutta bella tu sei, amica mia,

in te nessuna macchia »   (Cantico 4, 7)

Nel Nuovo Testamento il passo principale considerato dalla tradizione cattolica come conforme al dogma dell'Immacolata Concezione è il saluto rivolto dall'arcangelo Gabriele a Maria:

« Ti saluto, o piena di grazia »   (Luca 1, 28)

[modifica] Insegnamento patristico

Francisco de Zurbarán, Immacolata Concezione

La convinzione che Maria sia stata concepita immune dal peccato originale si è fatta strada solo lentamente, trovando inizialmente opposizione tra i teologi.

La questione è molto complessa, ma si può dire che i motivi di fondo erano due: il primo è collegato all'idea, riconducibile a sant'Agostino, che la causa della trasmissione del peccato originale è l'impurità della libido inscritta in ogni generazione umana; il secondo motivo è che l'immacolata Concezione appare irriconciliabile con la necessità universale della redenzione operata da Gesù. Conseguenza evidente della concezione agostiniana del peccato originale è che è impossibile che Maria sia stata preservata dal peccato originale, dato che la sua concezione è avvenuta attraverso un normale rapporto sessuale dei suoi genitori, Gioacchino ed Anna (ancora oggi alcune persone confondono l’Immacolata Concezione con il concepimento verginale di Cristo).

Sant'Anselmo di Canterbury aprì la strada per la futura definizione del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria, con la sua innovativa concezione del peccato originale. Anselmo affermava che il peccato originale consiste nella trasmissione della natura umana decaduta, al contrario dei suoi contemporanei, i quali sostenevano che la trasmissione del peccato originale è legata alla natura dell’unione sessuale. Ciò permise di giustificare il fatto che Dio poteva conservare Maria libera dal peccato originale, pur essendo stata concepita attraverso un normale rapporto sessuale.

Ci volle tempo perché le idee di sant'Anselmo si facessero strada nella Chiesa. Inoltre, si andò via via elaborando la dottrina che Maria fosse preservata dal peccato di origine in vista dei meriti cui era destinato suo figlio Gesù. Nella chiarificazione di quest’ultima questione ebbe un peso notevole l'intervento di Duns Scoto, che affrontò e ribaltò la maggiore obiezione che una concezione senza peccato attenta all'universalità della Redenzione (ovvero, se Maria è stata concepita senza peccato originale, allora la Redenzione non raggiunge tutti). Scoto teorizzò che la perfezione del Redentore richiede che egli abbia preservato dal peccato (e non solamente purificato) sua madre. Tale pensiero può esser riassunto con la formula "Potuit, decuit, fecit": Dio aveva il potere di preservare Maria dal peccato originale (e non solo di purificarla), era conveniente che lo facesse, dunque lo fece.

[modifica] Dibattito teologico

La questione nasce quando la festa della "Concezione di Maria" dall'Inghilterra si diffonde in Francia sino ad arrivare a Lione. Quando San Bernardo di Chiaravalle († 1153) venne a sapere che i canonici della cattedrale di Lione avevano cominciato a celebrare questa festa, scrisse una lettera di riprovazione (Ad canonicos Lugdunenses, PL 182, 332-336), perché nella concezione vi è la trasmissione del peccato originale e quindi non vi è nulla di santo da celebrare.

Prima di Bernardo, vari autori avevano scritto su questa festa. Tra tutti emerge il benedettino inglese Eadmero di Canterbury († 1141) che con il Tractatus de Conceptione B. Mariae Virginis, composto tra il 1127 e il 1128, può essere considerato il primo teologo dell'Immacolata Concezione. Il benedettino Nicola di S. Albano († 1162) scrive in polemica con la lettera ai canonici di Lione di S. Bernardo. Vi sono poi: lo Pseudo-Pietro Cantore († 1145), Roberto Grossatesta († 1253); il terziario francescano Raimondo Lullo che offre una singolare dottrina e il maestro di Scoto l'inglese Guglielmo di Ware.

Di indiscussa importanza è l'opera del beato Giovanni Duns Scoto († 1308), chiamato dottore dell'Immacolata, come ha affermato Giovanni Paolo II, perché con la sua dottrina ha offerto alla chiesa la chiave per poter risolvere la questione: Maria è stata preservata dal peccato originale sin dal primo istante della sua concezione per i meriti di Cristo perfettissimo redentore e mediatore. Scoto non accetta la teoria aristotelica della animazione dopo 40-80 giorni dal concepimento. Egli ritiene che nella concezione vi sia immediatamente l'animazione e quindi la persona umana sin dal primo istante. La preservazione di Maria non diminuisce, ma eslata la universale redenzione di Cristo, che dimostra la sua onnipotenza nel prevenire il peccato in lei piuttosto che curarlo dopo averla lasciata cadere in esso. Per Scoto, in linea con sant'Anselmo, il peccato originale è la carenza della giustizia originale debita. Tutti gli uomini vengono concepiti con il "debito della giustizia originale" che a causa del peccato di Adamo non viene più concessa. Ma lo stato peggiore in cui si trova colui che è nel peccato originale è l'inimicizia con Dio. Maria, alla luce della promessa di Genesi 3, 15: "Io porrò inimicizia tra te e la donna", non può essere mai stata la nemica di Dio, ma - per la sua vocazione di Madre di Dio - è stata la nemica del serpente e quindi non ha mai perso l'amicizia con Dio. Scoto divenne il capostipite di quella storica scuola che difenderà per secoli la dottrina dell'Immacolata Concezione di Maria. Con il domenicano inglese Tommaso di Sutton († 1320) iniziano le contestazioni alla dottrina di Scoto.

[modifica] Le dispute del XIV secolo

Nei primi decenni del XIV secolo le controversie si erano ormai accese. Tra il 1320 e il 1321, ebbe luogo alla Sorbona una disputa tra uno dei discepoli di Scoto, Francesco de Mayronis († 1328), e il benedettino Pietro Roger (divenuto poi papa con il nome di Clemente VI, † 1352). Gli animi si scaldavano tra chi difendeva Scoto e chi lo condannava di eresia. Così un carmelitano, Giovanni Baconthorp († 1345), scriveva: «La beata Vergine in quanto figlia di Adamo, contrasse di fatto il peccato originale [...] Aggiungo questo contro alcuni, si pensi a Scoto, il quale dice che la beata Vergine non contrasse il peccato originale [...]; e contro l’opera dell’Aureolo [...]» (Quodlibet, III, q. 12, Venetiis 1527, f. 57vb).

Nel 1387 il domenicano Giovanni da Montesono († 1412) cominciò ad insegnare alla Sorbona che la tesi sull’Immacolata Concezione era nettamente contraria alla fede della Chiesa. Ciò diede vita ad una disputa con il francescano Andrea di Novocastro († 1380) e suscitò l’opera del suo confratello Giovanni Vidal Defensorium Beatae Mariae Virginis Adversus Joannem de Montesono, che causò l'intervento di trenta teologi della Sorbona, i quali, dopo aver preso in considerazione gli argomenti dei due maestri, giudicarono la tesi del domenicano «scandalosa, presuntuosa e offensiva», obbligandolo a ritrattare.

Ma né la condanna, né la minaccia di scomunica da parte di Pietro d'Orgemont, vescovo di Parigi, riuscirono a far ritrattare il Monzón, che pur ricorrendo a papa Clemente VII († 1394), ottenne solo condanne.

In ogni caso, i 30 teologi parigini, che sostenevano come “possibile” l’opinione immacolatista, riconoscevano anche l’autorevolezza che si deve avere nei confronti della teologia dell'Aquinate. Questa prudente posizione cercava di tutelare la libertà di pensiero di fronte ad un argomento non ancora definito dalla Chiesa, ma contemporaneamente ammetteva l’importanza del pensiero di S. Tommaso. In effetti, è da questo momento che l’Aquinate divenne il “maestro” degli avversari dell'Immacolata Concezione, e sembra anche che si possa far risalire a questo evento la nascita ufficiale della “scuola scotista dell'Immacolata”; ebbero cioè inizio le due correnti teologiche degli “Scotisti” e dei “Tomisti”.

Le discussioni continuarono nel 1400, inaugurando tra i teologi cattolici un periodo di discussioni, tanto intense e durature da ispirare artisti del secolo successivo (come Sogliani, nel 1521; o Toschi, Portelli) per la rappresentazione di quadri allegorici nominati, appunto, Disputa sull'Immacolata Concezione. Nel 1566 il succitato Carlo Portelli dipinse una chiara Immacolata Concezione per ribadire il concetto teologico, che però non trovò conferma ufficiale per altri tre secoli.

A differenza dell'apertura verso la dottrina dell'Assunzione, questo dogma non è concepito né condiviso in nessuna sua forma dalle altre confessioni cristiane (nemmeno dalla Chiesa ortodossa che però neppure lo nega),[6] in quanto non solo considerato in disaccordo con le Scritture e/o non supportato dalla Tradizione,[7] ma pure poiché introduce nella religione del Nazareno quel concetto di Bene preventivo su cui Pierre Bayle fonderà un'antiteodicea che ha condotto all'esito ateo ritenuto fin qui più convincente e dirompente.

[modifica] Solennità dell'Immacolata Concezione

Per sottolineare l'importanza del dogma la Chiesa cattolica celebra l'8 dicembre la solennità dell'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria. Questa festività era già celebrata in Oriente nel sec. VIII, e venne importata nell'Italia meridionale da monaci bizantini, propagandosi poi a tutto l'Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani. Fu inserita nel calendario della Chiesa universale da papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell'8 dicembre 1661.[8]

L'8 dicembre del 1857, papa Pio IX, ha inaugurato e benedetto a Roma (in Piazza di Spagna), il monumento dell'Immacolata.

Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine, il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, lasciò il Vaticano e si recò personalmente in Italia, in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e oggi Benedetto XVI.

La visita in Piazza di Spagna prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il Tota pulchra.

[modifica] Comuni fraintendimenti

  • Confusione tra concepimento di Maria e concepimento di Gesù:

Molti, per un equivoco originato dall'espressione «Immacolata Concezione», ritengono che l'espressione si riferisca al fatto che Maria abbia concepito suo figlio Gesù senza avere avuto rapporti con un uomo, cioè in maniera miracolosa. In altre parole, che l'abbia concepito senza commettere peccato, rimanendo immacolata. Si tratta di un equivoco, dato che il dogma si riferisce al concepimento di Maria e non al concepimento, nella verginità (v. oltre), di Gesù.

Da altri, infine, il dogma della Immacolata Concezione viene confuso con un altro dogma insegnato dalla Chiesa, che afferma che la Madre del Redentore, dopo aver concepito suo figlio è rimasta sempre vergine, prima, durante e dopo il parto. Questo miracolo di Dio non ha nulla in comune con l'Immacolata Concezione, la quale riguarda solo la nascita di Maria e, si ripete, concerne unicamente la sua immunità dal peccato originale grazie alla divina protezione di Dio, che ha ricevuto fin dall'inizio della sua esistenza.

[modifica] Immacolata Concezione nell'arte

Il tema dell'Immacolata Concezione iniziò ad apparire in opere artistiche fin da quando si accese il dibattito, che vedeva schierati da una parte i Francescani e le ramificazioni dell'Ordine benedettino, legate al pensiero di sant'Anselmo e san Bonaventura, e dall'altra i Domenicani, legati alla trattazione offerta da san Tommaso d'Aquino.

Inizialmente il tema veniva affrontato dagli artisti gotici in maniera "criptica", dove cioè si rimandava allo spettatore la conclusione, mettendo magari una serie di simboli e metafore facilmente decodificabili. Nel XV secolo le opere d'arte divennero più evidenti, propendendo per una o l'altra ipotesi, ben comprensibile dalla lettura di elementi che chiarivano l'intervento divino in tali episodi della vita di Anna e Gioacchino e dell'infanzia della Vergine. Più coraggiose furono le opere legate al tema della Disputa sull'Immacolata Concezione, dove gli artisti ritraevano, caso più unico che raro nell'arte sacra, il parere contrastante dei dottori della Chiesa: ne è un esempio la tavola agli Uffizi di Piero di Cosimo.

Con la Controriforma venne stabilita l'iconografia fissa legata al concetto dell'Immacolata, che sarà quella ratificata dal dogma.

[modifica] Congregazioni religiose

A seguito della proclamazione del dogma, diverse congregazioni religiose hanno sottolineato fin dal loro nome una particolare devozione a Maria ricordata con il titolo di Immacolata:

Murillo, L'Immacolata Concezione
Diego Velázquez, Immacolata Concezione

[modifica] Nome di persona

I nomi propri Immacolata e Concetta sottolineano la devozione a Maria Immacolata.

[modifica] Santuari e patronati

[modifica] Località con manifestazioni religiose popolari correlate

[modifica] Note

  1. ^ (LA) DS 2803.
  2. ^ (LA) CCC 491.
  3. ^ CCC 491.
  4. ^ In passato vi erano altre ipotesi, legate alla conoscenza scientifica del tempo, che l'anima venisse infusa 40 giorni dopo il concepimento. Tale concezione è ancora presente nell'Islam
  5. ^ Walter Kern, Franz-Josef Niemann, Gnoseologia teologica, Brescia, Queriniana, ed. or. 1981, 1ª ed. it. 1984, 3ª ed. 2005, in particolare i loci theologici di Melchior Cano, pp. 46 ss. ISBN 8839906517; ISBN 9788839906519.
  6. ^ Cf. CCC 493.
  7. ^ Cf. «“L’immacolata concezione”: Il Dramma, il Dogma, e il Disastro». URL consultato il 29-11-2009.
  8. ^ E. Cattaneo, La traditio liturgica nella Chiesa: uno strumento vivo in Celebrare con il messale di san Pio V, Padova 2008, p. 30.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali