Dogma

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Il termine dogma (o domma) è utilizzato generalmente per definire le opinioni formulate dai filosofi come base alle loro dottrine ed i principi fondamentali di una religione, da non potersi mettere in dubbio da parte dei fedeli. Il termine può essere applicato in senso estensivo a discipline diverse da quelle religiose.

Indice

[modifica] Etimologia

La parola dogma deriva dal greco δογμα, dògma; essa deriva dal verbo δοκω, doko del greco antico.

La parola δογμα, dògma ha tre significati:

1. opinione, parere;

2. pensiero, dottrina filosofica; dottrina religiosa;

3. decisione, giudizio, decreto;

L'espressione dògma poieisthai significa: deliberare, emettere un decreto.

È a questa espressione che bisogna riferirsi quando si parla di "dogma della Chiesa". Si tratta di un decreto o delibera emesso dal Papa o da un Concilio in unione con il Papa, per definire una verità di fede, che prima era oggetto di discussione.

Venne poi sostituita dal verbo νομιζω, nomizo ("sono dell'opinione che", "sono dell'opinione perché credo che è cosi" o "penso secondo me che è cosi").

[modifica] Il dogma nella religione

Per approfondire, vedi la voce dogmatismo (religione).

I dogmi religiosi propriamente detti si rifanno alla fede. Forse il vertice dell'esposizione organizzata del dogma teologico è la Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino, che propone questa relazione tra fede e obiezione: "Se il nostro avversario non crede alla rivelazione divina, non vi è più alcun mezzo di provare gli articoli di fede col ragionamento, ma solo di rispondere alle sue obiezioni – se ne ha – contro la fede".

In religioni come il cristianesimo o l'islam per dogma si intende un'affermazione che deriva da una rivelazione di Dio, e che può essere esplicita o implicita nella rivelazione. Il termine dogma viene assegnato a punti fermi teologici che sono considerati parte di un patrimonio dottrinale definitivo, anche se talvolta ottenuto a seguito di controversie (come le dispute cristiane sulla trinità), al punto che una loro proposta di discussione o revisione significa che la persona non accetta più una certa religione come sua, o che è entrata in un periodo di crisi personale. Il dogma è distinto dalle opinioni teologiche nel senso che queste ultime non sono state oggetto di definizione da parte dell'autorità. Esistono dei criteri per determinare i dogmi: ad esempio nel cristianesimo un criterio tradizionale per stabilire se una dottrina è verità di fede è che essa sia stata creduta "da tutti, da sempre, ovunque", stabilendo quindi come parametri validi l'antichità e il consenso universale. I dogmi possono essere ulteriormente chiarificati ed elaborati, ma non negati. Il rifiuto del dogma può portare all'esclusione dalla partecipazione al culto, anche se l'esercizio di tale pratica è variato notevolmente a seconda dei periodi e delle comunità religiose.

[modifica] I dogmi nel cristianesimo

Nella teologia cristiana, la verità dogmatica che discende dalla rivelazione divina viene considerata talmente evidente che coloro che non la accettano si pongono al di fuori della chiesa stessa e sono tacciati di eresia.

Nella definizione e nello sviluppo del dogma cristiano hanno avuto grande importanza le controversie e i dibattiti sorti su vari aspetti della fede. In seguito alla vasta diffusione del cristianesimo all'interno dell'Impero Romano e al sostegno dell'imperatore Costantino, i cristiani poterono organizzare i primi concili ecumenici per definire l'ortodossia, risolvere tali controversie e porre fine agli scismi all'interno della chiesa. Talvolta venivano redatte formulazioni sintetiche di confessioni di fede (dette anche credo), di cui la più nota è il cosiddetto simbolo niceno-costantinopolitano.

Altre definizioni sono presenti nei canoni dei concili ecumenici: non tutte hanno carattere dogmatico, ma spesso solamente disciplinare.

Il termine stesso, presente nel Nuovo Testamento nel significato di "editto" e di "prescrizione" sia contenuta nella legge veterotestamentaria, sia promanante dall'autorità della chiesa, con il consenso della comunità e sotto l'influsso dello Spirito, assume nel I secolo un'accezione prevalentemente disciplinare.

Dai secoli II-III, assume il significato di regola di fede antica e definitiva (negli apologisti e soprattutto in Lerins, sec. V). Ma nella teologia cattolica i dogmi sono sempre proposizioni che enunciano verità che fanno parte del deposito rivelato (contenuto nelle Scritture e nelle tradizioni) e sono, solo in quanto tali, proposte dal magistero ecclesiastico.

Per gran parte della cristianità orientale, vengono considerati autorevoli i primi due, tre o sette concili ecumenici (a seconda che uno sia nestoriano, monofisita o cristiano ortodosso). I cattolici considerano autorevoli e con valore dogmatico anche le decisioni prese dai 14 concili ecumenici successivi e alcune definizioni promulgate dai Papi nell'esercizio dell'infallibilità papale (come l'assunzione di Maria). I protestanti in varie forme accettano parte di queste dichiarazioni, e spesso si affidano a "confessioni di fede" specifiche per ogni chiesa, che riassumono i dogmi più importanti o controversi (si veda, ad esempio, il Liber Concordiae luterano).

[modifica] Il dogma nella scienza

Malgrado le apparenti similitudini con quelli religiosi, i dogmi usati dalla matematica e dalle scienze che si appoggiano ad essa (come la fisica) sono concettualmente molto diversi. Mentre i primi sono verità assolute da accettare per fede, i secondi hanno solo lo scopo di porre le basi per una teoria. Gli assiomi, postulati o dogmi della scienza sono, per definizione, enunciati di cui si ipotizza la verità; sono un punto di partenza per creare una teoria scientifica utile (con possibili applicazioni pratiche) e coerente (priva di contraddizioni). Non sono veri in senso assoluto, se per vero intendiamo qualcosa di corrispondente alla realtà; non sono nemmeno immutabili come quelli religiosi, anzi, si possono costruire nuove teorie aggiungendo, togliendo o modificando assiomi dallo schema di partenza. Non c'è alcun problema a cambiare anche gli assiomi apparentemente più 'ovvi' (secondo il senso comune), purché il sistema assiomatico che ne deriva non diventi contraddittorio. Un classico esempio di modifica è quello dato dalla definizione delle geometrie non euclidee, che nascono modificando il quinto postulato di Euclide e generano, quindi, nuove teorie differenti da quella originaria, ma tutte ugualmente valide. Quale sia, poi, tra queste la teoria geometrica da applicare al mondo reale è un mera questione di convenienza: quella che predice risultati compatibili con il maggior numero delle osservazioni sperimentali sarà quella accettata (provvisoriamente) dalla comunità scientifica. Un esempio di aggiunta di assioma è il postulato dell' invarianza della velocità della luce nel vuoto introdotto nella teoria della relatività, che ha dato il via a una delle più importanti rivoluzioni nella fisica moderna. Una rimozione, invece, è stata quella dell'assioma della scelta dalla teoria degli insiemi di Zermelo, assioma che Cohen nel 1963 dimostrò essere indipendente dagli altri (cioè non è possibile dimostrarne né la verità né la falsità dando per buoni tutti gli altri): molti matematici preferiscono fare a meno di questo postulato nelle dimostrazioni di teoremi, a meno che non sia assolutamente indispensabile per giungere alla tesi.

Talvolta in alcune branche della scienza come la biologia si usa il temine dogma in senso improprio, per indicare un'ipotesi particolarmente importante ritenuta vera dalla maggioranza della comunità scientifica. Un tipico esempio è il cosiddetto dogma fondamentale della biologia sulla monodirezionalità del flusso di informazione dal DNA all'RNA e alle proteine (un'ipotesi ritenuta vera in principio, ma che è stata confutata dalla scoperta dei retrovirus).

[modifica] Il dogma in ambito filosofico

Molti sistemi di pensiero non religiosi, sia filosofici che politici sono a volte descritti come "dogmi". Comunemente con il termine dogmatismo si intende l'atteggiamento mentale di persone che sostengano le proprie convinzioni relativamente a tali sistemi in modo conformista e non ragionato.

I dogmi, intesi come verità assolute indiscutibili o inconfutabili, sono rigettati da sistemi filosofici quali il razionalismo e lo scetticismo perché la loro assunzione viene ritenuta in contrasto con il metodo scientifico. Questo atteggiamento può avere come ulteriore conseguenza il rifiuto della metafisica; significativa a tal proposito è una famosa riflessione del filosofo scozzese David Hume: "Se ci capita per le mani qualche volume, per esempio, di teologia o metafisica scolastica, domandiamoci: contiene qualche ragionamento sperimentale su questioni di fatto e di esperienza? No. E allora gettiamolo nel fuoco, perché non contiene che sofisticherie e inganni".

Essendo visto come "contrario alla scienza", a partire dall'epoca dell'Illuminismo il termine "dogma" è stato (ed è tuttora) spesso usato con una forte accezione negativa, quasi come sinonimo di "pregiudizio"; ma non mancano i casi in cui ad esso viene associato un significato positivo. Secondo la definizione di Pierre Hadot (presente nell'opera La cittadella interiore) il dogma è «un principio universale che fonda e giustifica una certa condotta pratica e che si può formulare in una o più proposizioni»: con questa specificazione, si può dire che alcuni sistemi filosofici come le dottrine stoiche siano fondati su dogmi riguardanti la natura delle cose. Un altro esempio di contrarietà ad un utilizzo esclusivamente negativo del termine "dogma" lo si può trovare in Victor Hugo quando scriveva a proposito del motto della Rivoluzione francese: «Libertà, uguaglianza e fraternità sono dogmi di pace e di armonia. Perché conferire a essi un'accezione spaventosa?».

[modifica] Idealismo e dogmatismo

Per approfondire, vedi le voci dogmatismo e idealismo.

Distinzione elaborata dal filosofo tedesco romantico Johann Gottlieb Fichte. Per dogmatismo egli intende un sistema filosofico che abbia al centro la cosa in sé o noumeno (vedi Immanuel Kant) e dove il soggetto sia in secondo piano nella conoscenza. Invece l'idealismo considera il soggetto in posizione predominante. A questi due sistemi egli associa un diverso atteggiamento morale: passività e materialismo per il dogmatismo, libertà per l'idealismo. Essendo Fichte idealista, non può che prediligere quest'ultimo sistema. Non c'è alcun motivo per cui si debba preferire il dogmatismo all'idealismo: è solo una questione di inclinazioni personali. Tuttavia egli ritiene che solo l'idealismo garantisca all'uomo la piena realizzazione del suo essere attraverso la libertà ed è l'unico sistema a garantire una conoscenza teoretica vera.

Al giorno d'oggi alcuni autori utilizzano ancora la definizione data da Fichte: con il termine dogmatismo viene indicata quella particolare corrente filosofica (opposta al criticismo e appunto all'idealismo) che facendo derivare il pensiero dall'essere presuppone la supremazia dell'oggetto rispetto al soggetto, della natura sullo spirito. Il maggiore esponente del dogmatismo così inteso è considerato Spinoza.

[modifica] Bibliografia

  • Thomas S. Kuhn, Dogma contro critica. Mondi possibili nella storia della scienza, Milano Raffaello Cortina Editore, 2000
  • Adolf von Harnack, Storia del dogma, Torino Claudiana, 2006

[modifica] Collegamenti esterni

Catechismo della Chiesa Cattolica:

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