Pluralismo

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Nelle scienze sociali, il termine pluralismo si riferisce a una struttura di interazioni nella quale i diversi gruppi si mostrano rispetto e tolleranza reciproci, vivendo ed interagendo in maniera pacifica, senza conflitti e senza prevaricazioni (e, soprattutto, senza che nessuno tenti di assimilare l'altro).

Il pluralismo è probabilmente una delle caratteristiche più importanti e più tipiche delle società moderne, e sarà sempre più un elemento propulsore del progresso scientifico ed economico.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Nelle società autoritarie od oligarchiche il potere politico è concentrato in poche mani e le decisioni vengono prese da un ristretto numero di persone. Al contrario, in una società pluralistica il potere e la facoltà di prendere decisioni (assumendosi la responsabilità delle relative conseguenze) sono distribuiti. Si ritiene che questo conduca ad una più ampia partecipazione all'impegno politico e sociale a favore di tutti, e che ciò possa dare risultati migliori di quelli delle forme politiche menzionate in precedenza. Alcuni esempi di gruppi umani basati sul pluralismo sono l'azienda e la comunità scientifica.

È possibile sostenere che la natura pluralistica del metodo scientifico sia uno dei principali elementi alla base della tanto rapida crescita della conoscenza in quest'ambito. Si pensa, parallelamente, che il progredire della conoscenza porti automaticamente con sé un progresso umano, in termini di aumento della solidarietà, del benessere, della possibilità di curarsi. Ciò è però ampiamente smentito dalla storia, non solo antica, ma anche e soprattutto contemporanea, che ha mostrato quanto crudelmente la scienza e la tecnologia possono essere asservite agli scopi della malvagità e della distruzione, proprio perché, come ha affermato George Steiner, la cultura e la civiltà non proteggono dalla barbarie. Il film di Tim Burton Mars Attacks! contiene un'interessante e simpatica trattazione di questo tema.

Il pluralismo, infine, nega l'esistenza di una verità universale ed oggettiva, e pertanto viene spesso ritenuto un pericolo per certe verità, tipicamente (ma non soltanto) quelle religiose. È chiaro che, mentre il pluralismo tenta di armonizzare (senza assimilazioni e senza negare le differenze) posizioni diverse, quali ad esempio quella occidentale e quella islamica circa i diritti delle donna, l'irrigidimento fanatico su una delle due non può che portare ad un conflitto (cosa che il pluralismo cerca appunto di evitare).

Il filosofo e teologo Raimon Panikkar ha fondato nei suoi testi il pluralismo su una solida base metafisica, superando le eccezioni sollevate da coloro che ritengono il pluralismo un'ennesima forma di relativismo agnostico, mostrando che è possibile parlare di verità anche senza ridurre tutta la realtà ad un unico punto di vista.

Alla visione teologica di Panikkar, fortemente influenzata dal Buddhismo, si contrappongono concezioni di ontologia pluralistica niente affatto metafisiche.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

  • Raimon Panikkar, La torre di Babele. Pace e pluralismo, Edizioni Cultura della pace, San Domenico di Fiesole (FI), 1990.
  • Karl Popper, La società aperta e i suoi nemici, Edizioni Armando, 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]