Fanatismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

L'etimologia della parola fanatismo – usata quasi sempre in accezione negativa – deriva dalla sfera religiosa[1] e porta al latino «fanaticum, "ispirato da una divinità, invasato da estro divino", derivato di fanum "tempio", vc. da avvicinare a fas "diritto sacro"»[2][3]. La radice latina fas indica, in effetti, un' azione di tipo religioso[4].

Altra ipotesi è una relazione con il farsi "fanaah", annichilimento, distruzione, nell'amore per il divino.

Dall'etimologia appare evidente che caratteristica del fanatismo è una vena di follia, accompagnata o addirittura causata da una credenza autentica e sincera, da uno zelo eccessivo ed acritico, particolarmente per una causa religiosa, amorosa oppure politica o con un entusiasmo ossessivo per un passatempo, hobby oppure una persona.

Secondo il filosofo George Santayana:

«  Il fanatismo consiste nel raddoppiare i tuoi sforzi quando hai dimenticato lo scopo ultimo del tuo impegno »
(George Santayana, Life of Reason, 1905, vol. 1, Introduzione)

Indice

[modifica] Gli ambiti del fanatismo

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Fanatismo religioso.

In origine erano definiti fanatici i culti di divinità estranei alla religione romana, in seguito i cristiani considerarono tali i sacerdoti e i ministri cultuali pagani. Tale significato, strettamente legato alla sfera religiosa, rimase inalterato sino al XVI secolo. Nel periodo della Riforma protestante il termine acquistò un carattere polemico interconfessionale, in quanto i riformatori squalificarono come fanatici i settari religiosi e la stessa antica Chiesa, mentre i polemisti cattolici definirono allo stesso modo tutto il protestantesimo. Durante l’Illuminismo fu generalmente considerato fanatico tutto ciò che, a causa di posizioni irrazionali dettate dalla fede, contraddiceva la “ragione”. Durante il periodo della Restaurazione, successivo alla Rivoluzione francese, l’accusa di fanatismo fu rivolta all’intero fenomeno rivoluzionario, e da allora risale l’uso del termine per indicare tutti i fenomeni politici corrispondenti[5].

[modifica] Sport

Nell'ambito sportivo (e simili), la differenza tra un fan e un fanatico è che mentre entrambi hanno un piacere debordante e un interesse predominante su un determinato soggetto, il comportamento del fanatico viene visto come un fatto che viola le convenzioni sociali prevalenti, mentre quello di un "fan" non viola di solito queste norme (anche se spesso è considerato qualcosa di poco abituale).[6]

Il comportamento di un fanatico di solito turba o fa divertire, vergognare o lascia di stucco la gran massa dei "fan" che spesso nel vedere l'atto fanatico affermano di non condividerlo oppure che loro "non lo farebbero mai". Spesso i gruppi di fan, tifosi o seguaci esprimono biasimo o condanne di gruppo verso le loro frange fanatiche come ad esempio, nel calcio, gli hooligan.

[modifica] Note

  1. ^ Günter Hole, Il fanatismo, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2000, p. 33
  2. ^ Cortelazzo, Zolli, Dizionario Etimologico della Lingua Italiana Zanichelli.
  3. ^ Il termine è sopravvissuto nell'italiano "nefasto" (lat. "ne fas est", non è permesso dagli dèi)
  4. ^ Günter Hole, Il fanatismo, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2000, p. 33
  5. ^ Günter Hole, Il fanatismo, San Paolo, Cinisello Balsamo, 2000, pp. 33-34
  6. ^ (EN) Scott Thorne, Gordon C. Bruner, Qualitative Market Research: An International Journal, 2006, Volume: 9, Issue: 1, online

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

Scienze sociali
Archeologia | Diritto | Economia | Scienze dell'educazione e della formazione | Linguistica | Psicologia | Scienze della comunicazione | Scienze politiche | Scienze demo-etno-antropologiche | Sociologia | Storia
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue