Autoritarismo

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Con il termine autoritarismo si indica l'atteggiamento di chi esercita un'autorità, trascurando o eliminando del tutto i limiti legali del suo potere. Con lo stesso termine storiograficamente s'identifica generalmente un particolare tipo di organizzazione politica cresciuta nel corso del Novecento.

Il regime autoritario presenta forti e marcate differenze sia dai regimi democratici, vale a dire le liberal-democrazie moderne, che dalle esperienze totalitarie.

Indice

[modifica] I caratteri differenziali dell'autoritarismo

Da un punto di vista prettamente teorico ci troviamo di fronte a un regime autoritario quando l'assetto politico del paese in questione presenti le seguenti cinque caratteristiche:

  • Pluralismo limitato
Nei regimi autoritari permane una certa dose di pluralismo politico, ma questo è assai diverso da quello democratico: infatti le autorità che in qualche modo sono tollerate dal regime sono però anch'esse prive di una legittimazione popolare. Nell'esperienza italiana del fascismo, la monarchia e la chiesa andavano a formare proprio questo pluralismo limitato.
  • Mancanza di responsabilità
In assenza di elezioni libere e competitive, viene a mancare la necessità da parte di chi detiene il potere di rendere conto al popolo del proprio operato.
  • Mentalità caratteristiche
A differenza dei totalitarismi, gli autoritarismi non posseggono ideologie in senso pieno, in quanto il loro campo d'azione è in genere molto più limitato e legato alla convenienza e alla contingenza. Generalmente il regime totalitario enuncia principi meramente retorici o posti in maniera più o meno ambigua, sui quali si ritiene che vi possa essere la convergenza di attori politici interessati e che siano accettabili da vasti strati di popolazione, soprattutto in periodi di crisi. Esempi sono: Dio, patria, famiglia, ordine.
  • Assenza di mobilitazione politica
Il potere centrale non cerca né la mobilitazione né la partecipazione delle masse nella vita di regime. Questo indicatore però non è valido per tutti i regimi autoritari: i regimi autoritari di mobilitazione, come il fascismo italiano, rappresentano in questo senso un'eccezione.
  • Leader o élite che esercita il potere
Il potere è interamente concentrato nelle mani di pochi o addirittura in quelle di una sola persona.
  • Potere esercitato entro limiti formalmente mal definiti, anche se prevedibili
Essenzialmente siamo in assenza dello stato di diritto: con limiti mal definiti intendiamo infatti un'alta discrezionalità delle élite al potere. Tuttavia il cittadino riesce a percepire quali comportamenti saranno passibili di sanzione: ciò distingue un regime autoritario da uno totalitario, in quanto in quest'ultimo manca persino l'aspetto della prevedibilità.

[modifica] Un tentativo di classificazione dei regimi autoritari

La classificazione dei regimi autoritari segue l'osservazione della coalizione dominante, cioè di chi detiene il potere. In senso stretto per coalizione dominante intendiamo chi sta materialmente al potere, in senso più largo vengono considerati anche i gruppi sociali che sostengono il regime.

[modifica] Regimi militari

A livello stretto troviamo i militari, in senso più ampio possiamo trovare anche le classi medie, alcuni regimi militari infatti sono nati a seguito di colpi di stato di esponenti della classe media. La caratteristica particolare dei regimi militari è che avviene un pretorianesimo, cioè un intervento di militari in politica. Questo intervento prende atto quando le strutture istituzionali sono deboli o quando avviene una grave crisi economica, molti regimi militari nascono con lo scopo di "sanare" l'emergente crisi economica per poi ripristinare lo stato democratico.

[modifica] Regimi civil-militari

A livello di "collaborazione per interesse" la coalizione dominante può esser formata sia dai detentori del potere militare sia da classi sociali interessate a migliorare il proprio potere economico o politico attraverso l'eliminazione della democrazia. Ne nasce un do ut des che si regge sinché è in equilibrio la forza delle classi detentrici del potere autoritario e c'è una sorta di accordo che dura sinché i vantaggi delle parti interessate durano e si equilibrano.

[modifica] Regimi civili

Intendiamo con regimi civili dei regimi di mobilitazione, usano strutture come il partito unico per creare una partecipazione indotta alla vita politica. Se ne distinguono tre tipi principali:

  • Nazionalisti di mobilitazione, regimi sorti dopo il processo di decolonizzazione.
  • Comunisti di mobilitazione, molti paesi dell'europa orientale prima della caduta del blocco sovietico e l'Urss dopo Stalin.
  • Fascisti di mobilitazione, l'unico vero caso è quello italiano, almeno per alcuni, poiché Mussolini e Gentile consideravano il fascismo come un totalitarismo.

[modifica] Voci correlate

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