Elezione

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L'elezione è un metodo di scelta del titolare o dei titolari di un ufficio da parte dei membri di un collegio, corpo elettorale o altra collettività,[1] che sono chiamati ad esprimere le loro preferenze attraverso il voto per una o più persone o per un insieme di persone (una lista), voti che vengono poi trasformati in una scelta collettiva sulla base di regole prestabilite. Nel caso il collegio sia chiamato a scegliere i suoi stessi membri, si parla di cooptazione.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Le persone che hanno diritto ad esprimere il proprio voto sono dette elettori; quelle che esercitano effettivamente tale diritto partecipando all'elezione, votanti. Le persone che possono essere votate sono dette candidati. In alcuni tipi di elezione possono essere votati tutti gli elettori o persino soggetti esterni; in altri tipi, invece, possono essere votati solo coloro che manifestano prima dell'elezione, secondo regole prestabilite, la propria candidatura, cioè la volontà di essere candidati. Secondo i casi, i candidati possono presentare la loro candidatura singolarmente o riuniti in liste. Il diritto di esprimere il voto è detto elettorato attivo; il diritto di candidarsi per essere eletto, elettorato passivo.

Nelle elezioni dei titolari di uffici collegiali, i singoli posti di membro del collegio da eleggere sono detti seggi. In queste elezioni gli elettori possono essere divisi in collegi elettorali, ciascuno dei quali elegge uno o più membri dell'ufficio collegiale: nel primo caso il collegio elettorale è detto uninominale, nel secondo plurinominale. Se il collegio elettorale è delimitato su base territoriale è anche detto circoscrizione elettorale (o distretto elettorale).

Un'elezione può svolgersi con voto segreto, cioè in modo tale che non si conosca il voto espresso da un determinato elettore, o con voto palese, in caso contrario. Solitamente si usa la seguente procedura: in un seggio elettorale vengono predisposte delle schede recanti le possibili scelte; l'elettore traccia una croce o altro segno adatto sul nome o sul simbolo scelto, quindi depone la scheda in un'urna. Nel caso di voto segreto, l'elettore vota in una cabina chiusa e ripiega la scheda prima di uscirne, in modo che nessuno possa vedere il suo voto. Al termine, tutte le schede vengono estratte dall'urna e vengono contati i voti espressi.

Nei paesi democratici, l'elezione è il metodo con cui i cittadini scelgono i propri rappresentanti negli organi della potere legislativo e, in alcuni casi, anche i titolari di organi del potere esecutivo e giudiziario, a livello nazionale o locale. Tali elezioni si svolgono con voto segreto per garantire la libertà dei votanti.

Tipologie[modifica | modifica sorgente]

Esistono diverse tipologie di elezioni pubbliche:

A queste partecipano in genere tutti i cittadini della nazione o i residenti nell'ente territoriale in cui si vota.

Il metodo dell'elezione viene anche usato da molte organizzazioni private, dai club alle associazioni senza scopo di lucro, per scegliere i propri amministratori.

Sistemi elettorali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema elettorale.

Per le elezioni politiche ed amministrative si utilizzano diversi sistemi elettorali, cioè metodi per scegliere i candidati eletti in base ai voti espressi:

  • nel sistema maggioritario, il territorio in cui si vota viene suddiviso in collegi in ciascuno dei quali si elegge un solo candidato: il candidato che ha ottenuto la maggioranza semplice, ossia almeno un voto in più di ciascuno degli altri, vince anche se non ha ottenuto la maggioranza relativa.
  • nel sistema proporzionale, si usano delle circoscrizioni più grandi o al limite una sola, in ciascuna delle quali si eleggono più candidati. In questo caso ogni partito o movimento politico presenta una propria lista di candidati, e da ciascuna lista viene eletto un numero di candidati in proporzione ai voti ottenuti. Il sistema proporzionale può essere con preferenze o con liste bloccate: nel primo caso l'elettore può anche indicare la propria preferenza per uno o più candidati all'interno di una lista, e vengono eletti i candidati che ottengono più preferenze (fermo restando il numero di eletti spettante a ciascuna lista). Nel secondo caso i candidati sono scelti secondo l'ordine in cui compaiono in lista.
  • sono possibili anche sistemi misti, nei quali una parte dei candidati viene eletta con sistema proporzionale e una parte con sistema maggioritario.
  • inoltre possono essere imposte delle quote di sbarramento: in questo caso vengono esclusi tutti i candidati delle liste che non raggiungono un numero predeterminato di voti (ad esempio il 4% dei voti validi).

La riforma elettorale è una modifica del sistema di voto, volta in genere a migliorarne l'efficacia e l'efficienza. La psefologia è lo studio dei risultati o di altre statistiche correlate alle elezioni (in particolare per la predizione dei risultati si ricorre spesso ai sondaggi prima del loro svolgimento o alle proiezioni subito dopo lo svolgimento ma prima che siano terminati gli scrutini).

Durante lo scrutinio delle schede, vale la regola generale di accettare tutte quelle in cui è identificabile la volontà dell'elettore, una sua preferenza univoca.

Questo principio viene poi bilanciato con quello di garantire la segretezza del voto, intesa anche come sua non-riconoscibilità ex-post tramite l'uso di penne o matite diverse da quelle fornite nel seggio o tramite l'apposizione di segni particolari: ciò allo scopo di impedire il voto di scambio e il controllo della clientela, da parte di singoli cittadini (o rappresentanti di lista) presenti allo scrutinio, che è pubblico e aperto a tutti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peraltro, si preferisce parlare di nomina, anziché di elezione, ad un ufficio, quando è fatta da un ufficio superiore, ancorché collegiale (ad esempio, si parla di nomina, anziché di elezione, di un dirigente da parte del consiglio di amministrazione)

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