Ave Maria

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L'Ave Maria (si chiama così sia in latino sia in italiano), detta anche, in latino, salutatio angelica, è sia un'antifona sia una delle più diffuse preghiere mariane della Chiesa cattolica occidentale.

L'Annunciazione di Simone Martini. Dalla bocca dell'angelo fuoriesce la scritta in caratteri dorati con la salutazione angelica.
Giotto, la Visitazione: incontro di Elisabetta e Maria. Cappella degli Scrovegni, Padova.
Pronuncia ecclesiastica della preghiera latina Ave Maria.

Il testo originale latino è il seguente:

Ave Maria, gratia plena,
Dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus,
et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
Sancta Maria, mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
Amen.

Suddivisione e storia[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione del testo[modifica | modifica sorgente]

Essa consta di tre parti distinte:

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'uso liturgico della prima parte dell'Ave Maria è attestato dal IV secolo.

Un papiro del IV secolo trovato in Egitto nel 1917 dallo studioso inglese James Rendel Harris (1852-1941) contiene il testo dell'invocazione Sub tuum praesidium, nucleo primitivo dell'Ave Maria. Tale documento è denominato Papyrus Rylands 470 ed è conservato presso la John Rylands University Library di Manchester. Il testo costituisce la redazione primitiva della preghiera alla Vergine, che dall'Egitto si diffonderà attraverso le due formule successive: l'orientale (bizantino-ambrosiana) , e l'occidentale (alessandrino-romana). In latino la traduzione letterale è la seguente: "Sub misericordiam tuam / confugimus, Dei Genetrix. / Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate /, sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta" ("Sotto la tua protezione cerchiamo / rifugio, / Santa Madre di Dio: / non disprezzare le suppliche / di noi che siamo nella prova, / ma liberaci da ogni pericolo, / o Vergine gloriosa e benedetta").[1]

La seconda parte con l'invocazione, in varie forme, è attestata a partire dal XIV e XV secolo in Italia; il Catechismo del Concilio di Trento dice che questa parte è stata composta dalla Chiesa stessa.

Sembra sia stata adottata in questa forma dall'Ordine dei Mercedari nel 1514, e sarebbe stata ratificata dal papa in occasione della Battaglia di Lepanto (1571).

L'Ave Maria venne introdotta come antifona nel breviario romano di Pio V per la festa dell'annunciazione nel 1568.

Traduzione italiana attuale[modifica | modifica sorgente]

Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.

Nella nuova traduzione ufficiale dei vangeli[modifica | modifica sorgente]

Nel nuovo lezionario in lingua italiana, presentato il 12 novembre 2007, il passo evangelico è stato leggermente modificato: l'incipit è stato tradotto in "Rallegrati Maria". La nuova traduzione può essere usata a partire dalla prima domenica di Avvento 2007 ed è divenuta obbligatoria nel 2010[2]. Tuttavia la nuova traduzione riguarda il passo evangelico, non la preghiera, che dovrà essere recitata con la traduzione precedente (quindi Ave, o Maria), in quanto ormai entrata nella tradizione cristiana.

L'Ave Maria nella musica[modifica | modifica sorgente]

Rosa 'Ave Maria' (Kordes, 1981)

L'antifona venne spesso musicata (con notevoli varianti nell'ultima parte del testo) sia come mottetto polifonico nel periodo rinascimentale (Palestrina, Victoria, Josquin Desprez - quella attribuita a Giulio Caccini è in realtà una frode moderna composta da Vladimir Vavilov, così come quella attribuita al rinascimentale Jacques Arcadelt, probabilmente composta nella prima metà del XIX secolo da Pierre-Louis Dietsch, rielaborando la chanson. Risale probabilmente a quest'epoca il celeberrimo mottetto Ave Maria, tradizionalmente attribuito al compositore franco-fiammingo Jacques Arcadelt - che morì nel 1568 - edito per la prima volta nel 1842: si tratterebbe di un'elaborazione, operata da Pierre-Louis Dietsch partendo dalla chanson a tre voci Nous voyons que les hommes di Arcadelt, edita nel 1554), sia in età romantica. Schubert compose una canzone, "Ellens Gesang III: Hymne an die Jungfrau", come parte di sette lied tratti da un poema di Walter Scott, in cui la protagonista invoca la Vergine Maria: questa melodia divenne poi famosa con il testo latino dell'Ave Maria. Celebre è anche l'Ave Maria di Charles Gounod, scritta sulla base del I preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach. Fra gli altri compositori si ricordano Liszt, Giuseppe Verdi, Bruckner, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini che ne compose anche una su due sole note, e Saverio Mercadante.

Numerosi compositori italiani dal Novecento a oggi hanno musicato versioni testuali sia in italiano sia in latino della preghiera da Giuseppe De Honestis, a Maria Ponzone e in ultimo da Corrado Tuccitto. Con il titolo di Bogoroditse Dievo Radusya è stata messa in musica da Rachmaninov.

Numerose sono anche le produzioni contemporanee di autori come Javier Busto, Urmas Sisask, Arvo Pärt, Mylène Farmer, Bruno Pasut, Mario Merola, Italo Salizzato e altri. Vi è pure una versione Dance fatta dal Dj Gigi D'Agostino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Prima dell'Ave Maria. BBC History Italia, aprile 2012, pagg. 40-42.
  2. ^ Chiesa Cattolica Italiana - CHIESA CATTOLICA ITALIANA - LE NEWS
    I vescovi cambiano la liturgia: da «Ave» a «rallegrati Maria» . Corriere della Sera

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