Ave Maria
L'Ave Maria (si chiama così sia in latino sia in italiano), detta anche, in latino, salutatio angelica, è sia un'antifona sia una delle più diffuse preghiere mariane della Chiesa cattolica occidentale.
Il testo originale latino è il seguente:
- Ave Maria, gratia plena,
- Dominus tecum,
- benedicta tu in mulieribus,
- et benedictus fructus ventris tui, Iesus.
- Sancta Maria, mater Dei,
- ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae.
- Amen.
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Suddivisione e storia [modifica]
Suddivisione del testo [modifica]
Essa consta di tre parti distinte:
- Il vero e proprio saluto dell'angelo: Ti saluto (lett.: Rallegrati), o piena di grazia, il Signore è con te, così come lo riporta Luca 1,28.
- Il saluto di Elisabetta: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo (Luca 1,42).
- L'aggiunta di intercessione: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte.
Storia [modifica]
L'uso liturgico della prima parte dell'Ave Maria è attestato dal IV secolo.
Un papiro del IV secolo trovato in Egitto nel 1917 dallo studioso inglese James Rendel Harris (1852-1941) contiene il testo dell'invocazione Sub tuum praesidium, nucleo primitivo dell' Ave Maria. Tale documento è denominato Papyrus Rylands 470 ed è conservato presso la John Rylands University Library di Manchester. Il testo costituisce la redazione primitiva della preghiera alla Vergine, che dall'Egitto si diffonderà attraverso le due formule successive: l'orientale (bizantino-ambrosiana) , e l'occidentale (alessandrino-romana). In latino la traduzione letterale è la seguente: "Sub misericordiam tuam / confugimus, Dei Genetrix. / Nostras deprecationes / ne despicias in necessitate /, sed a periculis libera nos, / una sancta, una benedicta" ("Sotto la tua protezione cerchiamo / rifugio, / Santa Madre di Dio: / non disprezzare le suppliche / di noi che siamo nella prova, / ma liberaci da ogni pericolo, / o Vergine gloriosa e benedetta"). [1]
La seconda parte con l'invocazione, in varie forme, è attestata a partire dal XIV e XV secolo in Italia; il Catechismo del Concilio di Trento dice che questa parte è stata composta dalla Chiesa stessa.
Sembra sia stata adottata in questa forma dall'Ordine dei Mercedari nel 1514, e sarebbe stata ratificata dal papa in occasione della Battaglia di Lepanto (1571).
L'Ave Maria venne introdotta come antifona nel breviario romano di Pio V per la festa dell'annunciazione nel 1568.
Traduzione italiana attuale [modifica]
Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Amen.
Nella nuova traduzione ufficiale dei vangeli [modifica]
Nel nuovo lezionario in lingua italiana, presentato il 12 novembre 2007, il passo evangelico è stato leggermente modificato: l'incipit è stato tradotto in "Rallegrati Maria". La nuova traduzione può essere usata a partire dalla prima domenica di Avvento 2007 ed è divenuta obbligatoria nel 2010[2]. Tuttavia la nuova traduzione riguarda il passo evangelico, non la preghiera, che dovrà essere recitata con la traduzione precedente (quindi Ave, o Maria), in quanto ormai entrata nella tradizione cristiana.
L'Ave Maria nella musica [modifica]
L'antifona venne spesso musicata (con notevoli varianti nell'ultima parte del testo) sia come mottetto polifonico nel periodo rinascimentale (Palestrina, Victoria, Josquin Desprez - quella attribuita a Giulio Caccini è in realtà una frode moderna composta da Vladimir Vavilov, così come quella attribuita al rinascimentale Jacques Arcadelt, probabilmente composta nella prima metà del XIX secolo da Pierre-Louis Dietsch, rielaborando la chanson. Risale probabilmente a quest'epoca il celeberrimo mottetto Ave Maria, tradizionalmente attribuito al compositore franco-fiammingo Jacques Arcadelt - che morì nel 1568 - edito per la prima volta nel 1842: si tratterebbe di un'elaborazione, operata da Pierre-Louis Dietsch partendo dalla chanson a tre voci Nous voyons que les hommes di Arcadelt, edita nel 1554), sia in età romantica. Schubert compose una canzone, "Ellens Gesang III: Hymne an die Jungfrau", come parte di sette lied tratti da un poema di Walter Scott, in cui la protagonista invoca la Vergine Maria: questa melodia divenne poi famosa con il testo latino dell'Ave Maria. Celebre è anche l'Ave Maria di Charles Gounod, scritta sulla base del I preludio del Clavicembalo ben temperato di Bach. Fra gli altri compositori si ricordano Liszt, Giuseppe Verdi, Bruckner, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini che ne compose anche una su due sole note, e Saverio Mercadante.
Numerosi compositori italiani dal Novecento a oggi hanno musicato versioni testuali sia in italiano sia in latino della preghiera da Giuseppe De Honestis, a Maria Ponzone e in ultimo da Corrado Tuccitto. Con il titolo di Bogoroditse Dievo Radusya è stata messa in musica da Rachmaninov.
Numerose sono anche le produzioni contemporanee di autori come Javier Busto, Urmas Sisask, Arvo Pärt, Mylène Farmer, Bruno Pasut, Mario Merola e altri. Vi è pure una versione Dance fatta dal Dj Gigi D'Agostino.
Note [modifica]
- ^ Prima dell'Ave Maria. BBC History Italia, aprile 2012, pagg. 40-42.
- ^ http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/bd_home_cci.vis?id_n=1674
I vescovi cambiano la liturgia: da «Ave» a «rallegrati Maria» . Corriere della Sera
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
Wikisource contiene il testo completo di Ave Maria
Commons contiene immagini o altri file su Ave Maria
Collegamenti esterni [modifica]
- Testo originale in tedesco e sua fonte letteraria in inglese) dell'Ave Maria di Schubert
- In Italiano e Latino
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