Tomás Luis de Victoria

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Tomás Luis de Victoria

Tomás Luis de Victoria, noto anche con il nome italiano Tommaso Ludovico da Vittoria (Ávila?, 1548Madrid, 27 agosto 1611), è stato un compositore, organista e cantore spagnolo del tardo Rinascimento (XVI secolo). Attivo principalmente in Italia, fu il più famoso musicista spagnolo dell'epoca e tra i più importanti compositori di musica sacra in Europa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tomás Luis de Victoria nacque in Castiglia[1], settimo di undici figli nati da Francisco Luis de Victoria e Francisca Suárez de la Concha[2], e iniziò il suo apprendistato come bambino cantore nella cattedrale di Ávila con i maestri Gerónimo de Espinar e Bernardino de Ribera.

In seguito alla muta della voce, Victoria fu mandato a studiare presso il Collegio Germanico di Roma, fondato nel 1552. Il Germanico formò molti musicisti di fama internazionale, poiché le istituzioni gesuite erano attivamente presenti nelle Provinciae ecclesiastiche sparse in Europa. Victoria conobbe sicuramente Giovanni Pierluigi da Palestrina, all'epoca maestro di cappella nel vicino Seminario Romano e potrebbe aver ricevuto insegnamenti musicali da lui; l'influenza dello stile palestriniano è infatti notevole nel compositore sin dalle sue prime pubblicazioni.

Per almeno cinque anni dal gennaio 1569, fu cantore e organista a S. Maria in Monserrato, la chiesa aragonese di Roma in cui sono sepolti i due papi spagnoli. È possibile che dal 1568 al 1571 sia stato maestro della cappella privata del cardinale Ottone di Waldburg, 'mecenate de' bei talenti'[3].

Nel settembre od ottobre 1571, il rettore del Collegio Germanico lo assunse come insegnante di musica. Quando nel 1573 fu deciso di dividere i convittori italiani dai tedeschi, per celebrare solennemente l'evento e stemperare la tristezza del distacco, il 17 ottobre si tenne una vera e propria cerimonia di separazione, nel corso della quale gli allievi di Vittoria cantarono insieme ai loro compagni un salmo a otto voci, Super flumina Babylonis, appositamente composto dal musicista spagnolo. Vittoria continuò il suo incarico al Collegio Germanico come maestro di cappella, dove rimase almeno sino al 26 dicembre 1576 o forse alcuni mesi in più, dal momento che il suo successore entrò in servizio il 20 settembre 1577.

Nell'agosto 1575 prese gli ordini minori dal vescovo Thomas Goldwell, ultimo esponente della gerarchia ecclesiastica preriformista, con una cerimonia che si tenne nella chiesa inglese di Via di Monserrato a Roma. Entrò poi nella Congregazione dell’Oratorio recentemente istituita da Filippo Neri e l'8 giugno 1578 ricevette una Cappellania a S. Girolamo della Carità, che tenne sino al 7 maggio 1585. Prestò numerosi servizi anche per la chiesa di S. Giacomo degli Spagnoli e fu in rapporti personali di amicizia con il compositore Francisco Guerrero.

Nella dedicatoria del Missarum libri duo del 1583 a Filippo II, Victoria espresse il desiderio di tornare in patria per condurre una tranquilla vita religiosa. In segno di riguardo, il re lo nominò cappellano della sorella, l'imperatrice Maria d'Asburgo, figlia di Carlo V e moglie di Massimiliano II, che dal 1581 si era ritirata con la figlia principessa Margarita nel Monasterio de las Descalzas de Santa Clara di Madrid.

La vita conventuale gli fu oltremodo gradita, tanto da indurlo a rifiutare gli inviti come maestro di cappella ricevuti dalle cattedrali di Siviglia e Saragozza. Peraltro, la sua fama non decrebbe con il ritiro a vita spirituale; la nobiltà spagnola si recò spesso presso il convento dove risiedeva Victoria per ascoltare la musica del maestro eseguita sul posto.

Tornò a Roma nel 1592 dove pubblicò il Missae quattuor, quinque, sex et octo vocibus concinendae… liber secundus. Il 2 febbraio 1594, si unì al corteo funebre per la morte di Palestrina e l'anno successivo, 1595, tornò definitivamente in Spagna. I legami con la famiglia d'origine furono particolarmente evidenti nel corso dell'ultimo anno di vita del compositore, quando due fratelli e due sorelle vivevano a Madrid; uno dei fratelli, Agustín, fu anche cappellano del convento de las Descalzas Reales. Victoria morì nella residenza dei cappellani; fu sepolto presso il convento, ma la sua tomba non è stata sinora identificata.

I ricchi proventi che gli derivarono dai servigi musicali prestati e dai benefici ecclesiastici, ma anche dalla vendita delle sue opere (nelle Fiandre, a Monaco e in Perù), furono superiori a quelli di qualunque altro musicista spagnolo dell'epoca. Ciò gli consentì di stampare numerose copie della propria musica, in edizioni accurate e lussuose.

Brevi considerazioni sull'opera di Victoria[modifica | modifica sorgente]

Tomás Luis de Victoria ebbe in Spagna una funzione simile a quella di Giovanni Pierluigi da Palestrina in Italia e a Orlando di Lasso in Germania; tuttavia, diversamente dai questi, che composero sia musica sacra che musica profana, Victoria si dedicò esclusivamente alla musica sacra.

L'influenza di Victoria sulla cultura musicale spagnola fu notevole e persistente. Molti compositori contemporanei e posteriori – anche fuori dell'area iberica – furono suoi sinceri ed entusiasti estimatori, come Vincent d'Indy, Manuel de Falla e Igor Stravinski.

Composizioni[modifica | modifica sorgente]

  • 20 messe a 4-5-6-8-9-12 voci
  • 28 mottetti a 4 voci
  • 8 mottetti a 5 voci
  • 12 mottetti a 6 voci
  • 2 mottetti a 8 voci
  • 34 inni a 4 voci
  • Officium Hebdomadae Sanctae
  • Magnificat
  • Passione secondo Matteo
  • Passione secondo Giovanni
  • Ave Maria
  • Requiem

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Circa il luogo preciso che diede i natali a Tomás Luis de Victoria, persiste il dubbio sollevato da chi sostiene che fosse originario di un piccolo municipio della provincia di Ávila, chiamato Sanchidrián. Sebbene non siano stati trovati atti di nascita o battesimo, il compositore stesso si qualificò «ex Civitate Abulen oriundum existere...», ossia, «oriundo della città di Ávila»; Cfr. Raffaele Casimiri, Il Victoria, Roma, 1934, p. 154; Ferreol Hernández, Tomás Luis de Victoria, Ávila, 1960, p. 23.
  2. ^ Sia la famiglia Victoria che de la Concha erano facoltose e ben imparentate, anche con l'aristocrazia italiana.
  3. ^ Giuseppe Baini, Memorie storico-critiche della vita e delle opere di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Vol. I, p. 212 (nota 317).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federico Sopeña Ibañez, Victoria, Tomás Luis de, in «Dizionario Universale della Musica e dei Musicisti», ISBN 88-02-04228-4;
  • Robert Stevenson, Victoria, Tomás Luis de, in «Grove Music Online»

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