Giovanni Bosco

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San Giovanni Bosco
Don BoscoII.jpg
Presbitero
Nascita Castelnuovo d'Asti, 16 agosto 1815
Morte Torino, 31 gennaio 1888
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 2 giugno 1929 da papa Pio XI
Canonizzazione 1º aprile 1934 da papa Pio XI
Ricorrenza 31 gennaio
« La sottrazione di benevolenza è un castigo che eccita l'emulazione »
(Il Sistema Preventivo, Don Bosco)

Giovanni Melchiorre Bosco, meglio noto come don Bosco (Castelnuovo d'Asti, 16 agosto 1815Torino, 31 gennaio 1888), fu il fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È stato canonizzato da papa Pio XI nel 1934.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La casa natale di Don Bosco a I Becchi

Giovanni Bosco nacque il 16 agosto 1815 in una modesta cascina dove ora sorge il Tempio di Don Bosco, nella frazione collinare I Becchi di Castelnuovo d'Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco), figlio dei contadini Francesco Bosco (1784-1817) e Margherita Occhiena (1788-1856).

Il padre era rimasto vedovo di Margherita Cagliero nel 1811 e aveva già avuto due figli, anche se la seconda era morta dopo appena due giorni dalla nascita. Il figlio rimasto si chiamava Antonio (1808-1849).

Quando Giovanni aveva soltanto due anni, il padre contrasse una grave polmonite che lo condusse alla morte il 12 maggio 1817, a soli 33 anni. Francesco Bosco lasciò così la moglie Margherita vedova con tre figli da accudire (Antonio, Giuseppe, nato nel 1813 e Giovanni), oltre alla madre del marito, Margherita Zucca (1752-1826), anziana ed inferma.

Furono anni molto difficili per mamma Margherita; molta gente morì a causa della fame e delle epidemie.

A nove anni il piccolo Giovanni Bosco ebbe un sogno che egli stesso definì "profetico" e che più volte raccontò ai ragazzi del suo Oratorio:

« A 9 anni ho fatto un sogno. Mi pareva di essere vicino a casa, in un cortile molto vasto, dove si divertiva una gran quantità di ragazzi. Alcuni ridevano, altri giocavano, non pochi bestemmiavano. Al sentire le bestemmie, mi slanciai in mezzo a loro. Cercai di farli tacere usando pugni e parole.

In quel momento apparve un uomo maestoso, vestito nobilmente. Un manto bianco gli copriva tutta la persona. La sua faccia era così luminosa che non riuscivo a fissarla. Egli mi chiamò per nome e mi ordinò di mettermi a capo di quei ragazzi. Aggiunse: «Dovrai farteli amici non con le percosse ma con la mansuetudine e la carità. Su, parla, spiegagli che il peccato è una cosa cattiva e che l'amicizia con il Signore è un bene prezioso». Confuso e spaventato risposi che io ero un ragazzo povero e ignorante, che non ero capace di parlare di religione a quei monelli.

In quel momento i ragazzi cessarono le risse, gli schiamazzi e le bestemmie, e si raccolsero tutti intorno a colui che parlava. Quasi senza sapere cosa facessi gli domandai: «Chi siete voi, che mi comandate cose impossibili?» «Proprio perché queste cose ti sembrano impossibili – rispose - dovrai renderle possibili con l'obbedienza e acquistando la scienza». «Come potrò acquistare la scienza?». «Io ti darò la maestra. Sotto la sua guida si diventa sapienti, ma senza di lei anche chi è sapiente diventa un povero ignorante». «Ma chi siete voi?». «Io sono il figlio di colei che tua madre ti insegnò a salutare tre volte al giorno». «La mamma mi dice sempre di non stare con quelli che non conosco, senza il suo permesso. Perciò ditemi il vostro nome.» «Il mio nome domandalo a mia madre.»

In quel momento ho visto vicino a lui una donna maestosa, vestita di un manto che risplendeva da tutte le parti, come se in ogni punto ci fosse una stella luminosissima. Vedendomi sempre più confuso, mi fece cenno di andarle vicino, mi prese con bontà per mano e mi disse: «Guarda» Guardai e mi accorsi che quei ragazzi erano tutti scomparsi. Al loro posto c'era una moltitudine di capretti, cani, gatti, orsi e parecchi altri animali. La donna maestosa mi disse: «Ecco il tuo campo, ecco dove devi lavorare. Cresci umile, forte e robusto, e ciò che adesso vedrai succedere a questi animali, tu lo dovrai fare per i miei figli.» Guardai ancora, ed ecco che al posto di animali feroci comparvero altrettanti agnelli mansueti, che saltellavano, correvano, belavano, facevano festa attorno a quell'uomo e a quella signora. A quel punto nel sogno mi misi a piangere. Dissi a quella signora che non capivo tutte quelle cose. Allora mi pose una mano sul capo e mi disse: «A suo tempo, tutto comprenderai.»

Aveva appena detto queste parole che un rumore mi svegliò. Ogni cosa era scomparsa. Io rimasi sbalordito. Mi sembrava di avere le mani che facevano male per i pugni che avevo dato, che la faccia mi bruciasse per gli schiaffi ricevuti. Al mattino ho subito raccontato il sogno, prima ai fratelli che si misero a ridere, poi alla mamma e alla nonna. Ognuno diede la sua interpretazione. Giuseppe disse: «Diventerai un pecoraio». Mia madre: «Chissà che non abbia a diventare prete.» Antonio malignò: «Sarai un capo di briganti». L'ultima parola la disse la nonna, che non sapeva né leggere né scrivere: «Non bisogna credere ai sogni». Io ero del parere della nonna. Tuttavia quel sogno non riuscii più a togliermelo dalla mente »

(Memorie, Don Bosco[1])

Lo storico Pietro Stella ipotizzò che il sogno del giovane Bosco venne influenzato da una predica riguardante il mandato di Gesù a san Pietro e la celebre frase: «Pasci le mie pecorelle». Secondo gli studi dello storico infatti Giovanni fece quel sogno proprio la notte successiva alla festa di San Pietro.

La formazione e gli studi[modifica | modifica sorgente]

In seguito a quel sogno, il giovane Bosco decise di seguire la strada del sacerdozio. A Capriglio vi era una scuola elementare all'interno della parrocchia in cui si recò il ragazzino per studiare ma don Lacqua, il cappellano che gestiva le lezioni, non lo accolse fra i suoi alunni poiché apparteneva a un altro comune. Fortuna volle che, morta la serva del curato, questi assunse Marianna Occhiena, sorella di Margherita e dunque zia di Giovanni Bosco, che pregò don Lacqua affinché accogliesse il nipote a scuola. Questi accettò malvolentieri ma finì comunque per affezionarsi al ragazzo, difendendolo dai compagni che lo maltrattavano perché di un altro paese.

Per avvicinare alla preghiera e all'ascolto della messa i ragazzini del paese, Giovannino Bosco decise di imparare i giochi di prestigio e le acrobazie dei saltimbanchi, attirando così i coetanei e i contadini del luogo grazie a salti e trucchetti di magia, invitandoli però prima a recitare il Rosario e ad ascoltare una lettura tratta dal Vangelo.

Nel febbraio del 1826 Giovanni Bosco perse anche la nonna paterna che viveva con loro. Poiché ella riusciva a tenere a freno i tre ragazzi della famiglia, Margherita, spaventata dal fatto che il figlio potesse perdere la via giusta, chiese al parroco, Don Sismondo, di concedergli la Comunione, benché l'età media dei ragazzi per accedere al sacramento fosse di dodici anni, mentre Giovannino Bosco aveva soltanto undici anni. Don Sismondo accondiscese e così il 26 marzo 1826, il ragazzo fece la sua Prima Comunione.

L'inverno che seguì per lui fu il più duro: il fratellastro Antonio, che già guardava di cattivo occhio il fatto che Giovannino frequentasse la scuola e per di più passasse il tempo pregando e compiendo giochi di prestigio, si lamentò di lui e a stento il ragazzino riuscì a salvarsi dai suoi pugni. Margherita fu così costretta a mandare via il figlio dai Becchi per farlo vivere come garzone a Moncucco Torinese presso la cascina dei coniugi Luigi e Dorotea Moglia, dove rimase dal febbraio 1827 al novembre 1829. Essi, in un primo momento, non volevano accogliere il giovane fra i propri lavoratori ma osservando la tenacia e l'intelligenza del ragazzo decisero di tenerlo con loro, affidandolo al vaccaro della famiglia, il vecchio Giuseppe, chiamato da tutti "lo zio".

Essendo desideroso di studiare, Giovanni chiese allo zio Michele Occhiena, che aveva scambi con il Seminario di Chieri, di intercedere per lui affinché qualche sacerdote accettasse di istruirlo. Michele non riuscì però ad ottenere alcun risultato. Nel settembre di quel 1829, a Morialdo era venuto a stabilirsi come cappellano don Giovanni Calosso, sacerdote settantenne, questi, dopo aver constatato quanto intelligente e desideroso di studiare fosse il giovane, decise di accoglierlo nella propria casa per insegnargli la grammatica latina e prepararlo così alla vita del sacerdote. Un anno dopo, e precisamente il 21 novembre del 1830, Giovanni Calosso fu colpito da apoplessia e moribondo diede al giovane amico la chiave della sua cassaforte, dove erano conservate seimila lire che avrebbero permesso a Giovanni di studiare ed entrare in Seminario. Il ragazzo però preferì non accettare il regalo del maestro e consegnò l'eredità ai parenti del defunto.

Il 21 marzo 1831 il fratellastro Antonio sposò Anna Rosso, di Castelnuovo, e la madre decise di dividere l'asse patrimoniale con lui così che Giovanni poté tornare a casa e riprendere da settembre gli studi a Castelnuovo con la possibilità di una semi-pensione presso Giovanni Roberto, sarto e musicista del paese che gli insegnò il proprio mestiere. A fine anno decise di andare a studiare a Chieri e l'estate la passò al Sussambrino, una cascina di Castelnuovo che suo fratello Giuseppe (1813-1862), insieme all'amico Giuseppe Febraro, aveva preso a mezzadria.

Grazie all'aiuto del maestro, Don Emanuele Virano, riuscì a recuperare tutto il tempo perduto ma, non appena questi fu nominato parroco di Mondonio e dovette abbandonare la scuola, il suo sostituto, don Nicola Moglia, di settantacinque anni, non riuscendo a contenere i suoi giovani studenti, fece perdere al giovane Bosco tempo prezioso che egli comunque spese imparando diversi mestieri, quale quello del sarto, grazie all'aiuto di Giovanni Roberto e quello del fabbro nella fucina di Evasio Savio, un suo amico, grazie ai cui insegnamenti egli un giorno sarebbe riuscito a fondare laboratori per i ragazzi dell'Oratorio di Valdocco.

Il sacerdozio[modifica | modifica sorgente]

Il Seminario e l'amicizia con Luigi Comollo[modifica | modifica sorgente]

A Chieri si stabilì a pensione presso la casa di Lucia Matta. Per mantenersi gli studi lavorò come garzone, cameriere, addetto alla stalla ecc... Qui fondò la Società dell'Allegria, attraverso la quale, in compagnia di alcuni giovani di buona fede, tentava di far avvicinare alla preghiera i coetanei attraverso i suoi soliti giochi di prestigio e i suoi numeri acrobatici. Egli stesso raccontava che un giorno riuscì a battere un saltimbanco professionista, acquistandosi così il rispetto degli altri e la loro considerazione.

Durante gli anni di studio, Giovanni Bosco strinse forte amicizia con Luigi Comollo, nipote del parroco di Cinzano. Il giovane era spesso maltrattato dai suoi compagni, insultato e picchiato ma accettava spesso con un sorriso o una parola di perdono queste sofferenze. Il giovane Bosco, dal canto suo, non sopportava di vedere il coetaneo così maltrattato e spesso lo difendeva azzuffandosi con i suoi aggressori.

Le parole di Comollo e le sue incessanti preghiere turbarono profondamente l'animo di Giovanni tanto che egli stesso un giorno ricordò nelle sue Memorie: "Posso dire che da lui ho cominciato a imparare a vivere da cristiano". Grazie al suo atteggiamento così mansueto e innocente, il futuro santo comprese quanto fosse importante per lui raggiungere la salvezza dell'anima e ciò rimase talmente impresso nella sua mente che un giorno, quando egli avrebbe fondato l'Oratorio a Valdocco, avrebbe trascritto su un cartello nella propria stanza: «Toglimi tutto, ma dammi le anime»

L'ingresso del seminario di Chieri, nella via Vittorio Emanuele, dove Giovanni Bosco studiò dal 1835 al 1841

Nell'autunno del 1832, Giovanni Bosco iniziò la terza grammatica. Nei due anni seguenti proseguì regolarmente frequentando le classi che venivano chiamate umanità (1833-34) e retorica (1834-35), dimostrandosi un allievo eccellente, appassionato dei libri e di grande memoria.

Nel marzo 1834 Giovanni Bosco, che si avviava a terminare l'anno di umanità, presentò ai Francescani la domanda di essere accettato nel loro ordine ma cambiò idea prima di andare in convento, seguendo un sogno misterioso sulla cosa ed il consiglio diretto di don Giuseppe Cafasso. Decise allora di vestire l'abito clericale entrando in seminario.[2] Il giovane prete don Giuseppe Cafasso gli consigliò di completare l'anno di retorica e quindi di presentarsi all'esame per entrare al seminario di Chieri, aperto nel 1829. Giovanni superò l'esame, che si tenne a Torino, il 25 ottobre prese l'abito ecclesiastico e il 30 ottobre 1835 si presentò in seminario.

Il 3 novembre 1837 Giovanni iniziò la teologia, studio fondamentale per gli aspiranti al sacerdozio. In quel tempo occupava cinque anni, e comprendeva come materie principali la dogmatica (lo studio delle verità cristiane), la morale (la legge che il cristiano deve osservare), la Sacra Scrittura (la parola di Dio), la storia ecclesiastica (storia della Chiesa dalle origini del cristianesimo all'età contemporanea).

In seminario Giovanni Bosco rincontrò l'amico Comollo con il quale poté così ristabilire la salda amicizia di un tempo. Ma il 2 aprile del 1837, Luigi Comollo, già debole fisicamente, cadde malato e si spense a soli 22 anni. Nella notte dal 3 al 4 aprile, notte che seguiva il giorno della sua sepoltura, secondo una testimonianza diretta di Giovanni Bosco e dei suoi venti compagni di camera, alunni del corso teologico[3], l'amico defunto apparve loro sotto forma di una luce che, per tre volte consecutive, disse: "Bosco! Bosco! Bosco! Io sono salvo!". A ricordo dell'evento fu posta una lapide in un corridoio nel Seminario di Chieri. Il giovane chierico da quel momento in poi decise di "mettere la salvezza eterna al di sopra di tutto, a considerarla come l'unica cosa veramente importante". Il suo motto, ispirato a Gn 14,21, che richiudeva il suo programma di vita, fu sempre: "Da mihi animas, coetera tolle" (Dammi le anime, prenditi tutto il resto), scritto a grossi caratteri su un cartello, che teneva nella sua stanza.

Ritratto giovanile di Don Bosco durante i primi anni di sacerdozio

Il 29 marzo 1841 ricevette l'ordine del diaconato, il 26 maggio iniziò gli esercizi spirituali di preparazione al sacerdozio che ricevette il 5 giugno 1841 nella Cappella dell'Arcivescovado di Torino.

Diventato prete, ricevette alcune proposte lavorative da parte di amici e conoscenti che, per ricompensare lui e la sua famiglia dei sacrifici fatti, lo volevano come istitutore a Genova o come cappellano. Egli però si rifiutò di accettare tali funzioni sia per una propria inclinazione all'umiltà, sia per le accese omelie di Giuseppe Cafasso, che accusava i sacerdoti di ingordigia e avidità, sia per la perentoria affermazione della madre Margherita: "Se per sventura diventerai ricco, non metterò mai più piede a ca­sa tua".

Su invito del Cafasso, decise di entrare, primi di novembre del 1841, in Convitto a Torino, un ex-convento accanto alla chiesa di San Francesco di Assisi. In questo edificio il teologo Luigi Guala, aiutato dal già citato Cafasso, preparava 45 giovani sacerdoti a diventare preti del tempo e della società in cui dovranno vivere. La preparazione durò tre anni.

Primi incontri con i giovani disagiati[modifica | modifica sorgente]

Don Bosco in mezzo ad alcuni allievi di una scuola corale e strumentale

Ispirato dalle notizie riguardanti Don Giovanni Cocchi, che pochi anni prima di lui aveva tentato di radunare all'interno di un Oratorio i ragazzi disagiati di Torino, Giovanni Bosco decise di scendere per le strade della sua città e osservare in quale stato di degrado fossero i giovani del tempo. Incontrò così i ragazzi che, sulla piazza di Porta Palazzo, cercavano in tutte le maniere di procurarsi un lavoro. Di questi giovani molti erano scartati perché poco robusti e in poco tempo costretti a finire presto sottoterra. Le statistiche confermano che in quel tempo ben 7184 fanciulli sotto i dieci anni erano impiegati nelle fabbriche[4].

In piazza San Carlo, Don Bosco poteva conversare con i piccoli spazzacamini, di circa sette o otto anni, che gli raccontavano il loro mestiere e i problemi da esso generati. Erano molto rispettosi nei confronti del sacerdote che li difendeva molto spesso contro i soprusi dei lavoratori più grandi che tentavano di derubarli del misero stipendio.

Insieme a Don Cafasso cominciò a visitare anche le carceri e inorridì di fronte al degrado nel quale vivevano giovani dai 12 ai 18 anni, rosicchiati dagli insetti e desiderosi di mangiare anche un misero tozzo di pane. Dopo diversi giorni di antagonismo, i carcerati decisero di avvicinarsi al sacerdote, raccontandogli le loro vite e i loro tormenti. Don Bosco sapeva che quei ragazzi sarebbero andati alla rovina senza una guida e quindi si fece promettere che, non appena essi fossero usciti di galera, lo avrebbero raggiunto alla chiesa di San Francesco.

L'8 dicembre 1841 incontrò, prima di celebrare Messa, Bartolomeo Garelli nella sacrestia della chiesa di San Francesco d'Assisi. Questi fu il primo ragazzo che si unì al suo gruppo. Don Bosco aveva deciso così di radunare intorno a sé tutti i ragazzi degradati della zona, dai piccoli spazzacamini agli ex detenuti. Fondamenti della sua futura attività erano tre: l'amicizia con i giovani (che molto spesso erano orfani senza famiglia), l'istruzione e l'avvicinamento alla Chiesa. La sera di quello stesso giorno, Giovanni fece amicizia anche con i tre fratelli Buzzetti, provenienti da Caronno Varesino, che si erano addormentati durante la sua predica.

Quattro giorni dopo, durante la messa domenicale, erano presenti Bartolomeo Garelli insieme a un nutrito gruppo di amici e i fratelli Buzzetti, con seguito di compaesani. Quello sarebbe stato il primitivo gruppo che avrebbe dato il via all'Oratorio di Don Bosco. Già poco tempo dopo il gruppo era talmente numeroso che il sacerdote chiese l'assistenza di tre giovani preti: don Carpano, don Ponte, don Trivero. Anche alcuni ragazzi di media cultura si avvicinarono a Don Bosco, aiutandolo a tenere a bada i ragazzi più impulsivi e ribelli.

Nella primavera del 1842, al ritorno dal paese, i fratelli Buzzetti conducevano con loro il più piccolo, Giuseppe, che si affezionò molto a Don Bosco e decise, in età adulta, di seguire la via del sacerdozio, divenendo così suo braccio destro nella gestione del futuro ordine salesiano.

Le relazioni con altri ambienti cristiani non cattolici[modifica | modifica sorgente]

La relazione tra Bosco e gli ambienti protestanti torinesi furono sempre molto dure. Dapprima egli si limitò a difendere le dottrine cattoliche ed attaccare quelle protestanti. Nel 1859 arrivò addirittura al punto di bruciare pubblicamente libri protestanti, tra cui la Bibbia stessa, nell'edizione Diodati, ossia l'edizione utilizzata dai protestanti italiani.[5] [collegamento interrotto]

Buoni furono i rapporti con Davide Lazzaretti, che fu ospitato a Valdocco per alcune settimane e fu difeso da Don Bosco quando venne arrestato per vagabondaggio, truffa e cospirazione politica. Tuttavia questo avvene alcuni anni prima che il Lazzaretti si autoprocalamasse "Cristo Duca e Giudice" e fondatore della dottrina millenaristica del Giurisdavidismo.[6]

A servizio della Marchesa di Barolo[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 1844 don Giuseppe Cafasso comunicò a Don Bosco di preparare le valigie poiché avevano stabilito che divenisse il direttore dell'Ospedale di Santa Filomena. Don Cafasso voleva infatti che il giovane amico facesse conoscenza con don Giovanni Borel, sacerdote legato al Re stesso, che avrebbe potuto aiutarlo economicamente nella gestione dell'Oratorio. Egli sarebbe divenuto in seguito il direttore ufficiale di tale associazione.

Il 12 aprile 1846, giorno di Pasqua, finalmente don Bosco trovò un posto per i suoi ragazzi, una tettoia con un pezzo di prato: la tettoia Pinardi a Valdocco.

Nel 1854 don Bosco diede inizio alla Società Salesiana, con la quale assicurò la stabilità delle sue opere e del suo spirito anche per gli anni futuri. Dieci anni dopo pone la prima pietra del santuario di Maria Ausiliatrice.

Nel 1872, con santa Maria Domenica Mazzarello, fondò l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, con lo scopo di educare, con il medesimo spirito, la gioventù femminile.

In quegli anni molti collegi e istituti scolastici decentrati, di stampo salesiano, furono fondati in Piemonte, come ad esempio il prestigioso collegio San Carlo a Borgo San Martino vicino Alessandria.

Le missioni in Argentina[modifica | modifica sorgente]

Don Bosco con i suoi ragazzi
La prima spedizione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1875 partì la prima spedizione missionaria per l'Argentina, terra della grande emigrazione italiana dell'Ottocento. Don Bosco fondò intanto i Cooperatori, considerati da Don Bosco stesso come i «Salesiani Esterni». La presenza dei missionari era stata richiesta dall'arcivescovo, Mons. Aneiros. Informato dal console argentino Giovanni Battista Gazzolo sul lavoro dei Salesiani, propose a Don Bosco di accettare la gestione di una parrocchia a Buenos Aires ed un collegio di ragazzi a San Nicolás de los Arroyos. Don Bosco accolse la richiesta. Con una solenne celebrazione nella Basilica di Maria Ausiliatrice, in Torino, il giorno 11 novembre 1875, prese avvio la prima spedizione missionaria salesiana. Guidati da don Giovanni Cagliero, i missionari di don Bosco si imbarcarono dal porto di Genova il 14 novembre 1875. A Buenos Aires si insediarono in una parrocchia per emigrati italiani.

La seconda spedizione[modifica | modifica sorgente]

La seconda spedizione, giusto un anno dopo, il 14 novembre 1876, portò a sbarcare un altro gruppo di salesiani. Li guidava don Francesco Bodrato. Con loro venne aperta, sempre a Buenos Aires, una scuola di arte e mestieri, dove si formavano sarti, falegnami, legatori. Altro personale arrivò con la terza spedizione missionaria nel 1877. Questa volta, insieme ai Salesiani, arrivarono le prime Figlie di Maria Ausiliatrice, guidate da Suor Angela Vallese.

Il sogno di don Bosco per l'Argentina mirava tuttavia alla Patagonia. Dopo anni di attesa, nel 1879 si presentò l'occasione. Il Governo argentino affidò al generale Julio Argentino Roca la spedizione militare il cui obiettivo era la “conquista del deserto”. Mons. Espinosa, vicario di Buenos Aires, e i salesiani don Giacomo Castamagna e il chierico Botta accompagnarono l'esercito come cappellani. Venne così avviata la missione in Patagonia. Carmen de Patagones la prima opera salesiana. Più tardi venne aperta Chos Malal, quindi Bahía Blanca, Junín de los Andes e gradualmente le altre case.

Grandi missionari, come don Milanesio e don Fagnano, dedicarono impegno e creatività pastorale a questa generosa terra e ai suoi abitanti, soprattutto gli indio delle pampa. Nel 1884 don Cagliero venne nominato vicario apostolico della Patagonia settentrionale e centrale e ricevette la consacrazione episcopale il 7 dicembre dello stesso anno. L'azione missionaria sognata da don Bosco cominciava a dare i suoi frutti ecclesiali. L'importanza dei salesiani nella cultura del paese sudamericano è testimoniata indirettamente dal tango "Cambalache" ("bottega di rigattiere"), scritto e musicato nel 1934 da Enrique Santos Discepolo. Il testo, nonostante il pessimismo di fondo dell'autore, accosta don Bosco a figure positive come lo sportivo Primo Carnera e l'eroe nazionale argentino José de San Martín

Alcune figure di missionari[modifica | modifica sorgente]

Dopo gli inizi, comprensibilmente faticosi, con l'entusiasmo crebbe anche la consistenza dei figli di Don Bosco in Argentina. Al lavoro in questa terra sono tanti i Salesiani che hanno legato il loro nome scrivendo pagine straordinarie di evangelizzazione e promozione umana: tra gli altri don Domenico Milanesio, don Giuseppe Vespignani, don Alberto De Agostini, Mons. Giuseppe Fagnano, don Luigi Costamagna, il tedesco don Mattia Saxler, e gli argentini don Stefano Pagliere e don Luigi Pedemonte.

Una presenza stupenda è stata quella di Artemide Zatti, giovane emigrato italiano che in Argentina diventa salesiano, svolge un lavoro umile e prezioso come infermiere, condisce di profonda spiritualità e di carità la sua giornata, muore considerato da tutti un Santo. Nell'aprile 2002 la Chiesa lo proclama “Beato”: festa e generoso impegno in tutto il mondo salesiano argentino. Sul versante educativo la Patagonia argentina ha prodotto due figure giovanili che hanno raggiunto vertici di santità: Ceferino Namuncurá (figlio del grande Cacico Manuel) e Laura Vicuña (allieva delle FMA morta tredicenne a Junín de Los Andes). Avviata la causa di beatificazione di entrambi: Laura è stata proclamata “Beata” dal Papa il 3 settembre 1988 al Colle don Bosco.

Altra figura significativa è quella di D. Juan E. Vecchi: grande maestro di Pastorale Giovanile, è stato l'ottavo successore di Don Bosco. Oggi la presenza salesiana è diffusa su tutto il territorio argentino (da Buenos Aires a Bahía Blanca, da Córdoba a Rosario, da San Miguel de Tucumán a La Plata) attraverso 2 Ispettorie[7] con oltre 120 opere animate da un migliaio di Salesiani (in gran parte argentini).

La morte e la canonizzazione[modifica | modifica sorgente]

Don Bosco morì a Torino all'alba del 31 gennaio 1888 ed il suo corpo è attualmente esposto all'interno di un'urna nel Santuario di Maria Ausiliatrice, in una cappella in fondo alla navata destra. Il messaggio educativo si condensò attorno a tre parole: ragione, religione, amorevolezza. Alla base del suo sistema preventivo ci fu un profondo amore per i giovani, chiave di tutta la sua opera educativa. Il 2 giugno 1929 papa Pio XI lo beatificò, dichiarandolo santo il 1º aprile 1934, giorno di Pasqua.

Tra le opere pittoriche raffiguranti San Giovanni Bosco la più conosciuta e divulgata, anche sotto forma di santino, è quella del pittore Luigi Cima, custodita nella chiesa di San Rocco a Belluno.

I miracoli per la beatificazione[modifica | modifica sorgente]

Lanzo Torinese: lapide dedicata a Don Bosco nel 1914, anno nel quale era già stato riconosciuto venerabile ma non ancora beatosanto.

Ai fini della beatificazione la Chiesa cattolica ritiene necessario un miracolo: nel caso di don Bosco ha ritenuto miracolose le guarigioni di Teresa Callegari e Provina Negro.

A Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, la ventitreenne Teresa Callegari, nel novembre 1918, si ammalò di polmonite di origine influenzale. Ricoverata in ospedale guarì dalla polmonite ma, durante la convalescenza, si ammalò di poliartrite infettiva ribelle a ogni cura. La patologia si cronicizzò e nel 1921, anche a causa di complicazioni, la donna non riusciva più ad alimentarsi e i medici disperavano di salvarla[8].

Su consiglio di un'amica iniziò una novena a don Bosco, ripetuta nel luglio dello stesso anno. Il 16 luglio, ottavo giorno della novena, la situazione peggiorò ulteriormente e si pensò alla morte imminente della giovane. Quest'ultima però, alle 4 di mattina del 17, come raccontò in seguito, avrebbe visto avanzare verso il suo letto d'ospedale don Bosco che le ordinava di alzarsi: discese dal letto senza avvertire più alcun disturbo e, mentre vedeva svanire l'immagine del sacerdote, corse gridando verso le altre malate incredule[9].

Il giorno dopo i medici, tra cui il dottor Miotto, constatarono la guarigione, che fu confermata durante il processo apostolico anche dai dottori Ghisolfi e Fermi e, successivamente, dai dottori Chiays, Sympa e Stampa. Il processo di beatificazione durò fino al 1929, anno in cui, il 19 marzo, la Chiesa dichiarò miracolosa la guarigione che, istantanea, completa e definitiva, non appariva scientificamente spiegabile[10]. In tale occasione fu dichiarata miracolosa anche la guarigione di suor Provina Negro, appartenente alla congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice: la sua improvvisa guarigione da una gravissima forma di ulcera allo stomaco era stata esaminata parallelamente a quella di Teresa Callegari, ed era stata attribuita all'intercessione di don Bosco[11].

Il sogno delle due colonne[modifica | modifica sorgente]

Dipinto raffigurante il sogno profetico di don Bosco sul futuro della Chiesa

In fondo alla basilica di Maria Ausiliatrice di Torino, voluta da don Bosco, si trova il dipinto raffigurante il famoso "Sogno delle due colonne", considerato profetico sul futuro della Chiesa[12].

Il sogno, raccontato dal futuro santo la sera del 30 maggio 1862, descrive una terribile battaglia sul mare, scatenata da una moltitudine di imbarcazioni contro un'unica grande nave, che simboleggerebbe la Chiesa cattolica.

La nave, colpita ripetutamente, viene guidata dal papa ad ancorarsi, sicura e vittoriosa, fra due alte colonne emerse dal mare. Queste ultime rappresenterebbero la prima l'Eucaristia, simboleggiata da una grande ostia con la scritta "Salus credentium", la seconda la Madonna, simboleggiata da una statua dell'Immacolata con la scritta "Auxilium Christianorum".

La notte del 13 settembre 1953 il beato cardinale Schuster, allora arcivescovo di Milano, che si trovava a Torino come Legato Pontificio al Congresso Eucaristico Nazionale, durante il solenne pontificale di chiusura dedicò a questo sogno una parte rilevante della sua omelia[13].

Scritti di don Bosco[modifica | modifica sorgente]

Opere edite[modifica | modifica sorgente]

  • 1844: Cenni storici sulla vita del chierico Luigi Comollo, Biografia, Opere Edite, Ed. LAS (Libreria Ateneo Salesiano), I,1
  • 1845: Il divoto dell’Angelo Custode, Novena, OE I,2
  • 1845: Storia Ecclesiastica, Storia, OE I,3
  • 1846: Giordano Felice, Cenni istruttivi di perfezione, Biografia, OE II,1
  • 1846: Esercizio di divozione alla misericordia di Dio, Devozionario, OE II,2
  • 1847: Il giovane provveduto, Educazione alla fede, OE II,3
  • 1847: Storia Sacra, Storia, OE III,1
  • 1848: Il Cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà, Catechismo, OE III,2
  • 1848: L'Amico della Gioventù, Articoli, OE XXXVIII, 3
  • 1849: Il Sistema metrico decimale, Sistema metrico, OE IV,1
  • 1849: L'Armonia (1849-1863), Articoli, OE XXXVIII, 1
  • 1850: Società di mutuo soccorso, Regolamento, OE IV,2
  • 1850: Breve ragguaglio della festa fattasi nel distribuire il regalo di Pio IX, Papa, OE IV,3
  • 1850: La Chiesa cattolica-apostolica-romana, Chiesa, OE IV,4
  • 1852: Catalogo degli oggetti offerti per la Lotteria, Lotteria, OE IV,5
  • 1853: Avvisi ai Cattolici, Catechismo, OE IV,6
  • 1853: Il Cattolico istruito nella sua religione, Catechismo, OE IV,7
  • 1853: Notizie storiche intorno al miracolo del SS. Sacramento, Racconto, OE V,1
  • 1853: Fatti contemporanei, Racconto, OE V,2
  • 1853: Dramma. Una disputa tra un avvocato e un ministro protestante, Dramma, OE V,3
  • 1853: Vita di Santa Zita e di Sant’Isidoro, Agiografia, OE V,4
  • 1853: Vita infelice di un novello apostata, Racconto, OE V,5
  • 1853: Il Galantuomo pel 1854, Almanacco, OE V,6
  • 1854: Il Giubileo, Giubileo, OE V,10
  • 1854: Catechismo cattolico sulle rivoluzioni, Catechismo, OE V,7
  • 1854: Conversione di una valdese, Racconto, OE V,8
  • 1854: Raccolta di curiosi avvenimenti contemporanei, Racconto, OE V,9
  • 1854: Il Galantuomo pel 1855, Almanacco, OE VI,1
  • 1854: Ai Contadini, Galateo, OE VI,2
  • 1855: Maniera facile per imparare la Storia Sacra, Storia, OE VI,3
  • 1855: Conversazioni tra un avvocato e un curato di campagna, Catechismo, OE VI,4
  • 1855: La forza della buona educazione, Racconto, OE VI,5
  • 1855: Vita di San Martino vescovo di Tours, Agiografia, OE VI,6
  • 1855: Il Galantuomo pel 1856, Almanacco, OE VI,7
  • 1855: La Storia d’Italia, Storia, OE VII,1
  • 1856: La chiave del Paradiso, Educazione alla fede, OE VIII,2
  • 1856: Vita di S. Pancrazio martire, Agiografia, OE VIII,3
  • 1856: Vita di San Pietro, principe degli Apostoli e primo Papa dopo Gesù Cristo, OE VIII,4
  • 1856: Il Galantuomo pel 1857, Almanacco, OE VIII,5
  • 1856: Avvisi alle figlie cristiane, Educazione alla fede, OE VIII,6
  • 1857: Catalogo degli oggetti posti in lotteria, Lotteria, OE IX,1
  • 1857: Due conferenze intorno al Purgatorio, Catechismo, OE IX,2
  • 1857: Vita di S. Paolo apostolo, Agiografia, OE IX,3
  • 1857: Vita de’ Sommi Pontefici S. Lino, S. Cleto, S. Clemente Papa, Papa, OE IX,4
  • 1857: Vita de’ Sommi Pontefici S. Anacleto, S. Evaristo, S. Alessandro I Papa, Papa, OE IX,5
  • 1857: Vita de’ Sommi Pontefici S. Sisto, S. Telesforo, S. Igino, S. Pio I Papa, Papa, OE X,1
  • 1857: Vita di S. Policarpo, Agiografia, OE X,2
  • 1857: Il Galantuomo pel 1858, Almanacco, OE X,3
  • 1858: Vita de’ Sommi Pontefici S. Aniceto, S. Sotero, S. Eleutero, S. Vittore e S. Zefirino, Papa, OE X,4
  • 1858: Il mese di maggio consacrato a Maria SS. Immacolata, Maria, OE X,5
  • 1858: Porta teco cristiano, Educazione alla fede, OE XI,1
  • 1858: Vita del Sommo Pontefice S. Callisto I Papa, Papa, OE XI,2
  • 1858: Il Galantuomo pel 1859, Almanacco, OE XI,3
  • 1859: Vita del giovanetto Savio Domenico, OE XI,4
  • 1859: Vita del Sommo Pontefice S. Urbano I Papa, Papa, OE XI,5
  • 1859: Vita dei Sommi Pontefici S. Ponziano, S. Antero e S. Fabiano Papa, Papa, OE XI,6
  • 1859: La persecuzione di Decio e il pontificato di San Cornelio I Papa, OE XII,1
  • 1859: Il Galantuomo pel 1860, Almanacco, OE XII,2
  • 1860: Frassinetti Giuseppe, Industrie spirituali, Educazione alla fede, OE XII,3
  • 1860: Vita e martirio de’ Sommi Pontefici San Lucio I e S. Stefano I Papa, Papa, OE XII,4
  • 1860: Il pontificato di San Sisto II e le glorie di San Lorenzo martire, Papa, OE XII,5
  • 1860: Biografia del sacerdote Giuseppe Cafasso, Biografia, OE XII,6
  • 1860: Il Galantuomo pel 1861, Almanacco, OE XII,7
  • 1860: Angelina o la buona fanciulla, Educazione alla fede, OE XIII,1
  • 1861: Esempi edificanti, Racconto, OE XIII,2
  • 1861: Una famiglia di martiri, Agiografia, OE XIII,3
  • 1861: Cenno biografico sul giovanetto Magone Michele, Biografia, OE XIII,4
  • 1861: Il pontificato di S. Dionigi Papa, Papa, OE XIII,5
  • 1861: Il Galantuomo pel 1862, Almanacco, OE XIII,6
  • 1862: Il pontificato di S. Felice primo e di S. Eutichiano Papi e Martiri, Papa, OE XIII,7
  • 1862: Una preziosa parola ai figli ed alle figlie, Educazione alla fede, OE XIII,8
  • 1862: Cenni storici intorno alla vita della B. Caterina De-Mattei da Racconigi, Agiografia, OE XIV,1
  • 1862: Elenco degli oggetti graziosamente donati a beneficio degli Oratorii, Lotteria, OE XIV,2
  • 1862: Novella amena di un vecchio soldato di Napoleone I, Racconto, OE XIV,3
  • 1862: Le due orfanelle, Educazione alla fede, OE XIV,4
  • 1862: Germano l’ebanista, Educazione alla fede, OE XIV,5
  • 1862: Specchio della dottrina cristiana cattolica, Catechismo, OE XIV,6
  • 1863: Il giovane provveduto [nuova edizione], Educazione alla fede, OE XIV,7
  • 1863: Il pontificato di S. Caio Papa e Martire, Papa, OE XIV,8
  • 1864: Il pontificato di S. Marcellino e di S. Marcello Papi e Martiri, Papa, OE XV,1
  • 1864: Episodi ameni e contemporanei, Racconto, OE XV,2
  • 1864: Il cercatore della fortuna, Varietà, OE XV,3
  • 1864: Il pastorello delle Alpi ovvero vita del giovane Besucco Francesco, Biografia, OE XV,4
  • 1864: Il Galantuomo pel 1865, Almanacco, OE XV,5
  • 1864: L'Unità Cattolica (1864-1888), Articoli, OE XXXVIII,2
  • 1865: La casa della fortuna, Dramma, OE XVI,1
  • 1865: Dialoghi intorno all’istituzione del Giubileo, Giubileo, OE XVI,2
  • 1865: La pace della Chiesa ossia il Pontificato di S. Eusebio e S. Melchiade, Papa, OE XVI,3
  • 1865: Lotteria d'oggetti, Lotteria, OE XVI,4
  • 1865: Boccalandro Pietro, Storia dell’inquisizione, Storia, OE XVI,5
  • 1865: Vita della Beata Maria degli Angeli, Agiografia, OE XVI,6
  • 1865: Il Galantuomo pel 1866, Almanacco, OE XVI,7
  • 1866: Elenco degli oggetti graziosamente donati a beneficio degli Oratorii, Lotteria, OE XVII,1
  • 1866: Card. Wiseman, La perla nascosta, Dramma, OE XVII,2
  • 1866: Marchale Vittorio, Una parola da amico all’esercito, Racconto, OE XVII,3
  • 1866: Metti Giulio, Daniele e i tre suoi compagni, Dramma, OE XVII,4
  • 1866: Valentino o la vocazione impedita, Vocazione, OE XVII,5
  • 1866: Chi è D. Ambrogio?! Dialogo tra un barbiere ed un teologo, Racconto, OE XVII,6
  • 1866: Pratiche devote per l’adorazione del SS. Sacramento, Devozionario, OE XVII,7
  • 1867: Vita di S. Giuseppe, Agiografia, OE XVII,8
  • 1867: Novelle e racconti, Racconto, OE XVII,9
  • 1867: Il Centenario di S. Pietro Apostolo, Papa, OE XVIII,1
  • 1867: Vita di San Pietro, Papa, OE XVIII,2
  • 1867: Societas Sancti Francisci Salesii, Società Salesiana, OE XVIII,3
  • 1867: Lettera del Sacerdote D. Giovanni Bosco al P. Alessandro Checcucci, Lettera, OE XVIII,4
  • 1867: Il Galantuomo pel 1868, Almanacco, OE XVIII,5
  • 1868: Il cattolico provveduto per le pratiche di pietà, Catechismo, OE XIX,1
  • 1868: I Papi da S. Pietro a Pio IX, Papa, OE XVIII,6
  • 1868: Notizie storiche intorno al Santuario di nostra Signora della Pieve in vicinanza di Ponzone, Storia, OE XVIII,7
  • 1868: Notitia brevis Societatis Sancti Francisci Salesii, Società Salesiana, OE XVIII,8
  • 1868: Severino, Racconto, OE XX,1
  • 1868: Maraviglie della Madre di Dio, Maria, OE XX,2
  • 1868: Vita di S. Giovanni Battista, Agiografia, OE XX,3
  • 1868: Bonetti Giovanni, Vita del giovane Saccardi Ernesto, Biografia, OE XX,4
  • 1868: Rimembranza di una solennità in onore di Maria Ausiliatrice, Maria, OE XXI,1
  • 1868: Il Galantuomo pel 1869, Almanacco, OE XXI,2
  • 1869: La Chiesa Cattolica e la sua gerarchia, Chiesa, OE XXI,3
  • 1869: Associazione de’ divoti di Maria Ausiliatrice, Maria, OE XXI,4
  • 1869: I Concili generali e la Chiesa Cattolica, Chiesa, OE XXII,1
  • 1869: Angelina o l’orfanella degli Appennini, Educazione alla fede, OE XXII,2
  • 1869: Il Galantuomo pel 1870, Almanacco, OE XXII,3
  • 1870: Nove giorni consacrati all’Augusta Madre del Salvatore sotto al titolo di Maria Ausiliatrice, Maria, OE XXII,4
  • 1870: Lemoyne G. B., Biografia del giovane Mazzarello Giuseppe, Biografia, OE XXII,5
  • 1870: Il Galantuomo pel 1871, Almanacco, OE XXII,6
  • 1871: Apparizione della Beata Vergine sulla montagna di La Salette, Maria, OE XXII,7
  • 1871: Corona dei sette dolori di Maria, Maria, OE XXIII,1
  • 1871: Fatti ameni della vita di Pio IX, Papa, OE XXIII,2
  • 1871: Storia Ecclesiastica [quarta edizione migliorata], Storia, OE XXIV,1
  • 1871: Il Galantuomo pel 1872, Almanacco, OE XXIV,2
  • 1872: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1872, Società Salesiana, OE XXIV,3
  • 1872: Fondamenti della Cattolica Religione, Catechismo, OE XXIV,4
  • 1872: Il Galantuomo pel 1873, Almanacco, OE XXV,1
  • 1873: Vita di S. Pancrazio [quarta edizione], Agiografia, OE XXV,2
  • 1873: Regulae Societatis S. Francisci Salesii, Costituzioni, OE XXV,3
  • 1873: Le maraviglie della Madonna di Lourdes - (Ai benemeriti nostri corrispondenti e lettori), Maria, OE XXV,4
  • 1873: Societas S. Francisci Salesii. De Societate S. Francisci Salesii brevis notitia, Società Salesiana, OE XXV,7
  • 1874: Regulae Societatis S. Francisci Salesii (Typis de Propaganda Fide, I), Costituzioni, OE XXV,10
  • 1874: Regulae Societatis S. Francisci Salesii (Typis de Propaganda Fide, II), Costituzioni, OE XXV,11
  • 1874: Congregazione particolare dei Vescovi e Regolari, sopra l’approvazione delle Costituzioni della Società Salesiana (marzo 1874), Società Salesiana, OE XXV,12
  • 1874: Sagra Congregazione de’ Vescovi e Regolari, Consultazione per una Congregazione particolare (marzo 1874), Società Salesiana, OE XXV,13
  • 1874: Unione cristiana, Regolamento, OE XXV,14
  • 1874: Regulae seu Constitutiones Societatis S. Francisci Salesii juxta approbationis decretum die 3 aprilis 1874 (Augustae Taurinorum 1874), Costituzioni, OE XXV,15
  • 1874: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1874, Società Salesiana, OE XXV,16
  • 1874: Il Galantuomo pel 1875, Almanacco, OE XXV,17
  • 1874: Belasio Antonio Maria, Della vera scuola per ravviare la società, Scuola, OE XXV,5
  • 1874: Il Galantuomo pel 1874, Almanacco, OE XXV,6
  • 1874: Massimino, Racconto, OE XXV,8
  • 1874: Cenno istorico sulla Congregazione di S. Francesco di Sales, Società Salesiana' OE XXV,9
  • 1875: Associazione di opere buone (Unione cristiana), Regolamento, OE XXV,18
  • 1875: Il giovane provveduto (quarantesima seconda edizione), Educazione alla fede, OE XXVI,1
  • 1875: Il Giubileo del 1875, Giubileo, OE XXVI,2
  • 1875: Maria Ausiliatrice col racconto di alcune grazie, Maria, OE XXVI,3
  • 1875: Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni allo stato ecclesiastico, Vocazioni, OE XXVII,1
  • 1875: Regole o Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales secondo il decreto di approvazione del 3 aprile 1874, Costituzioni, OE XXVII,2
  • 1875: Sagra Congregazione de’ Vescovi e Regolari, Consultazione per la Congregazione speciale, Società Salesiana, OE XXVII,3
  • 1875: Il Galantuomo pel 1876, Almanacco, OE XXVII,4
  • 1875: Ioannis Tamietti, Sancti Hieronymi De Viris illustribus, Agiografia, OE XXVII,5
  • 1876: Brevi biografie dei confratelli salesiani, Necrologio, OE XXVII,6
  • 1876: Storia Sacra (edizione decima), Storia, OE XXVII,7
  • 1876: Il cercatore della fortuna (seconda edizione), Varietà, OE XXVII,8
  • 1876: Il cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà (edizione seconda), Catechismo, OE XXVIII,1
  • 1876: Cooperatori Salesiani ossia un modo pratico per giovare al buon costume ed alla civile società, Cooperatori, OE XXVIII,2
  • 1876: Chiala Cesare, Da Torino alla Repubblica Argentina. Lettere dei missionari salesiani, Missioni, OE XXVIII,3
  • 1876: Il Galantuomo pel 1877, Almanacco, OE XXVIII,4
  • 1877: Opera di Maria Ausiliatrice per le vocazioni allo stato ecclesiastico, Vocazioni, OE XXIX,1
  • 1877: Regolamento dell’Oratorio di S. Francesco di Sales per gli esterni, Regolamento, OE XXIX,2
  • 1877: Regolamento per le case della Società di S. Francesco di Sales, Regolamento, OE XXIX,3
  • 1877: Regole o Costituzioni della Società di S. Francesco di Sales secondo il decreto di approvazione del 3 aprile 1874, Costituzioni, OE XXIX,4
  • 1877: Bareris Giulio, La Repubblica Argentina e la Patagonia. Lettere dei Missionari Salesiani, Missioni, OE XXIX,5
  • 1877: Il Galantuomo pel 1878, Almanacco, OE XXIX,6
  • 1877: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1877, Società Salesiana, OE XXIX,7
  • 1877: Capitolo Generale della Congregazione Salesiana da convocarsi in Lanzo nel prossimo settembre 1877, Società Salesiana, OE XXVIII,5
  • 1877: Cooperatori Salesiani ossia un modo pratico per giovare al buon costume ed alla civile società, Cooperatori, OE XXVIII,6
  • 1877: Inaugurazione del Patronato di S. Pietro in Nizza a mare, Avvenimento, OE XXVIII,7
  • 1877: La nuvoletta del Carmelo, Maria, OE XXVIII,8
  • 1878: Deliberazioni del Capitolo Generale della Pia Società Salesiana tenuto in Lanzo-Torinese nel settembre 1877, Società Salesiana, OE XXIX,8
  • 1878: Il più bel fiore del Collegio Apostolico ossia la elezione di Leone XIII, Papa, OE XXX,1
  • 1878: Regole o Costituzioni per l’Istituto delle Figlie di Maria SS. Ausiliatrice, Costituzioni, OE XXX,2
  • 1878: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1878, Società Salesiana, OE XXX,3
  • 1878: Arrigotti Francesco, Notizie storiche sul convento e sul Santuario di Santa Maria delle Grazie presso Nizza Monferrato, Storia, OE XXX,4
  • 1878: Il Galantuomo pel 1879, Almanacco, OE XXX,5
  • 1878: Lotteria di doni diversi a favore dei poveri giovanetti dell’Ospizio di S. Vincenzo de’ Paoli in S. Pier d’Arena, Lotteria, OE XXX,6
  • 1879: Le scuole di beneficenza dell’Oratorio di S. Francesco di Sales in Torino, Società Salesiana, OE XXX,7
  • 1879: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1879, Società Salesiana, OE XXXI,1
  • 1879: Il Galantuomo pel 1880, Almanacco, OE XXXI,2
  • 1879: Lemoyne G. Batt., L’arca dell’alleanza, Maria, OE XXXI,3
  • 1879: Esposizione alla S. Sede dello stato morale e materiale della Pia Società di S. Francesco di Sales, Società Salesiana, OE XXXI,4
  • 1879: L’Oratorio di S. Francesco di Sales, Società Salesiana, OE XXXI,5
  • 1879: Scelta di laudi sacre ad uso delle Missioni, Lodi, OE XXXI,6
  • 1880: Letture amene ed edificanti ossia biografie salesiane, Biografia, OE XXXI,7
  • 1880: Società di S. Francesco di Sales. Anno 1880, Società Salesiana, OE XXXI,8
  • 1880: Il Galantuomo pel 1881, Almanacco, OE XXXI,9
  • 1881: Breve notizia sullo scopo della Pia Società Salesiana, Società Salesiana, OE XXXII,1
  • 1881: Biografie. Confratelli chiamati da Dio alla vita eterna nell’anno 1880, Necrologio, OE XXXII,2
  • 1881: Eccellentissimo Consigliere di Stato, Lettera, OE XXXII,3
  • 1881: Esposizione del sacerdote Giovanni Bosco agli eminentissimi Cardinali della Sacra Congregazione del Concilio, Società Salesiana, OE XXXII,4
  • 1881: Favori e grazie spirituali concessi dalla Santa Sede alla Pia Società, Società Salesiana, OE XXXII,5
  • 1881: L’aritmetica ed il sistema metrico (settima edizione), Sistema metrico, OE XXXII,6
  • 1881: Arpa cattolica o raccolta di laudi sacre in onore dei santi e delle sante, Lodi, OE XXXII,8
  • 1881: Arpa cattolica o raccolta di laudi sacre in onore di Gesù Cristo, di Maria Santissima e dei santi, Lodi, OE XXXII,9
  • 1882: Biografie 1881, Necrologio, OE XXXII,10
  • 1882: Biographie du jeune Louis Fleury Antoine Colle, Biografia, OE XXXII,11
  • 1882: Arpa cattolica o raccolta di laudi sacre sulla passione sulle feste principali e sui novissimi, Lodi, OE XXXII,7
  • 1882: Deliberazioni del secondo Capitolo Generale della Pia Società Salesiana, Società Salesiana, OE XXXIII,1
  • 1882: Il Galantuomo pel 1883, Almanacco, OE XXXIII,2
  • 1883: Biografie dei Salesiani defunti nel 1882, Necrologio, OE XXXIII,3
  • 1883: La figlia cristiana provveduta (quarta edizione), Educazione alla fede, OE XXXIII,4
  • 1883: Il cattolico nel secolo [terza edizione], Catechismo, OE XXXIV,1
  • 1883: Il Galantuomo pel 1884, Almanacco, OE XXXIV,2
  • 1884: Cenni sulla vita del giovane Luigi Comollo [seconda edizione], Biografia, OE XXXV,1
  • 1884: Il Galantuomo pel 1885, Almanacco, OE XXXV,2
  • 1885: Il giovane provveduto (101ª edizione), Educazione alla fede, OE XXXV,3
  • 1885: Breve notizia sullo scopo della Pia Società Salesiana, Società Salesiana, OE XXXVI,1
  • 1885: Biografie dei Salesiani defunti negli anni 1883 e 1884, Necrologio, OE XXXVI,2
  • 1886: Il Galantuomo pel 1886, Almanacco, OE XXXVI,3
  • 1887: Deliberazioni del secondo Capitolo Generale delle Figlie di Maria SS. Ausiliatrice, Società Salesiana, OE XXXVI,4
  • 1887: Deliberazioni del terzo e quarto Capitolo Generale della Pia Società Salesiana, Società Salesiana, OE XXXVI,5
  • 1887: La Storia d’Italia (18ª edizione), Storia, OE XXXVII,1
  • 1888: Elenchus privilegiorum, Società Salesiana, OE XXXVII,2

Epistolario[modifica | modifica sorgente]

  • Eugenio Ceria, Epistolario di San Giovanni Bosco, volumi quattro. Dall'anno 1835 al 1880, SEI, Torino 1955-1959;
  • Epistolario. 1., 1835-1863. (1-726), introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto, Roma, LAS, 1991;
  • Epistolario. 2., 1864-1868. (727-1263), introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto, Roma, LAS, 1996;
  • Epistolario. 3., 1869-1872, (1264-1714), introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto, Roma, LAS, 1999;
  • Epistolario. 4., 1873-1875, (1715-2243), introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto, Roma, LAS, 2003;

Riferimenti in testi musicali[modifica | modifica sorgente]

  • Cambalache (tango), Testo e musica di Enrique Santos Discepolo 1934. Testo integrale, partitura e registrazione su *Todotango

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Memorie, pp. 14-16
  2. ^ Janez Lemoyne, Življenje svetega Janeza Boska, Poslovenil Tone Vode, Rakovnik-Ljubljana 1934, p. 58. Il capitolo ha il titolo: Diventare il Francescano? (pagine 55-58). /In sloveno: Ali naj postane frančiškan?/
  3. ^ Memorie Biografiche di Don Bosco, Vol. I, cap. 52
  4. ^ Tarcisio Bosco, Don Bosco: Storia di un prete, p. 38
  5. ^ Editrice Elledici - Don Bosco: testimonianze
  6. ^ Francesco Motto, DON BOSCO e l’eretico profeta del monte Amiata in Bollettino Salesiano, dicembre 2008.
  7. ^ Equivalente al termine "province", utilizzato nella maggior parte delle congregazioni religiose cattoliche. In precedenza le Ispettorie salesiane in Argentina erano arrivate fino a 5. Agenzia iNfo Salesiana
  8. ^ Armando Pavese, Guarigioni miracolose in tutte le religioni, Piemme, 2005, p. 178
  9. ^ A. Pavese, opera citata, p. 179
  10. ^ A. Pavese, op. cit., p. 181
  11. ^ A. Pavese, op. cit., ibidem
  12. ^ http://www.radiomaria.it/giornalino/dwnl.php?id=49
  13. ^ DONBOSCOLAND.IT - Movimento Giovanile Salesiano Triveneto

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Sergio Quinzio, Domande sulla santità, don Bosco, Cafasso, Cottolengo, Torino, Edizioni Gruppo Abele, 1986;
  • Pietro Stella, Don Bosco, Bologna, Il mulino, 2001;
  • Pietro Braido, Don Bosco prete dei giovani nel secolo delle libertà, Roma, LAS, 2002-2003;
  • Giuseppe Buccellato, Alla presenza di Dio, ruolo dell'orazione mentale nel carisma di fondazione di san Giovanni Bosco, Roma, Pontificia università gregoriana, 2004;
  • Antonio Socci, La dittatura anticattolica, il caso don Bosco e l'altra faccia del Risorgimento, Milano, Sugarco, 2004;
  • Domenico Agasso, San Giovanni Bosco, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2005;
  • Marco Bay, Giovanni Bosco a Chieri. 1831-1841. Scuola pubblica e seminario, Roma, LAS, 2010;
  • Antonio Carrannante, "La 'linea cattolica': Cesare Cantù e don Bosco", in "Note sull'uso di 'galantuomo' nell'Ottocento", in "Otto/Novecento", maggio/agosto 2010, pp.49-51.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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Giovanni Bosco