Compieta

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Nella Liturgia delle ore e nel Breviario la Compieta è l'ultimo momento di preghiera della giornata, è l'ora che viene dopo i vespri; è così chiamata perché compie le ore canoniche, e si recita prima del riposo notturno.

La compieta nella Liturgia delle ore[modifica | modifica sorgente]

L'ora comincia con il saluto iniziale "O Dio vieni a salvarmi", al quale segue l'esame di coscienza, concluso dall'"Atto di Dolore", nella recita individuale, o una formula penitenziale comunitaria, come il Confiteor. Dopo l'inno Te lucis ante terminum, si recitano uno o due salmi; nelle solennità si dicono i salmi della domenica rispettivamente dopo i primi e i secondi vespri. I salmi per tutti i giorni con le antifone proprie sono tratti dal salterio. È però consentito recitare sempre l'una o l'altra Compieta domenicale. Quindi una lettura breve tratta dalla Bibbia, e riportata ogni giorno a suo luogo nel salterio, orienta la mente verso la parola di Dio.


Vi è poi il responsorio breve, come nei vespri, che però è uguale per tutti i tempi e i giorni:

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia, alleluia).
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia, alleluia).
Dio di verità, Tu mi hai redento:
nelle Tue mani affido il mio spirito (si dice solo: Alleluia, alleluia).
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito (Alleluia, alleluia).

Nel tempo di Pasqua si aggiunge ciò che è scritto tra parentesi.


Invece del responsorio breve,

il Giovedì Santo si dice:
Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte.
il venerdì santo si dice:
Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte in croce.
il Sabato Santo si dice:
Ant. Cristo per noi si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce,
Per questo Dio lo ha innalzato e gli ha dato un nome sopra ogni altro nome.
il giorno di Pasqua e durante l'Ottava si dice:
Ant. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia:
rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.

Segue l'elemento più caratteristico di questa preghiera: il Nunc dimittis ("Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace..."; Luca 2,29-32), cioè il Cantico di Simeone. Esso è preceduto e seguito dalla propria antifona: "Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare, il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace" (nel tempo di Pasqua si aggiunge: Alleluia).

L'espressione che usa il breviario latino per questa ora è ad completorium, che significa "alla chiusura", "al compimento", "alla conclusione".

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