Confiteor

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Il confiteor è la preghiera penitenziale della forma straordinaria del rito romano. In seguito alla riforma liturgica seguita al concilio Vaticano II, il confiteor è stato reso facoltativo e tradotto in italiano come confesso.

Nella messa tridentina con il popolo viene recitato prima dal celebrante e poi dai ministri o dal popolo, nel Novus Ordo viene recitato in comune da tutta l'assemblea. Un'altra differenza fra le due forme del rito romano è che mentre nella forma più antica viene seguito da un'orazione, un responsorio e dall'assoluzione seguita ancora dall'orazione finale, nella forma più recente è seguito semplicemente dall'orazione iniziale. Inoltre il testo è stato modificato, riassumendo le richieste di intercessione e inserendo le colpe di omissione. Da notare infine che mentre il messale di san Giovanni XXIII prevede esplicitamente che al mea culpa ci si batta il petto tre volte, il messale di Paolo VI prescrive solo che ci si batta il petto, omettendo il numero. Nella pratica però si è continuata la triplice ripetizione.

Al di fuori della messa può essere recitato, con piccole varianti, nella preghiera individuale. Ad esempio può sostituire o seguire l'esame di coscienza previsto nella preghiera di compieta.

Testo latino nel messale di Paolo VI[modifica | modifica sorgente]

« Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere, et omissione mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

Misereatur nostri Omnipotens Deus et, dimissis peccatis nostris, perducat nos ad vitam aeternam. Amen. »

Testo italiano[modifica | modifica sorgente]

« Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.

E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi fratelli di pregare per me il signore Dio nostro.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna. »

Testo latino nel messale di San Giovanni XXIII[modifica | modifica sorgente]

« Confiteor Deo Omnipotenti, beatae Mariae semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Ioanni Baptistae, sanctis Apostolis Petro et Paulo, omnibus Sanctis et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa.

Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaelem Archangelum, beatum Ioannem Baptistam, sanctos Apostolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

Misereatur tui Omnipotens Deus et, dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam aeternam. Amen.

Confiteor Deo Omnipotenti, beatae Mariae semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Ioanni Baptistae, sanctis Apostolis Petro et Paulo, omnibus Sanctis et tibi, pater, quia peccavi nimis cogitatione, verbo et opere, mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaelem Archangelum, beatum Ioannem Baptistam, sanctos Apostolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos et te, pater, orare pro me ad Dominum Deum nostrum.

Misereatur vestri Omnipotens Deus et, dimissis peccatis vestris, perducat vos ad vitam aeternam. Amen.

† Indulgentiam, absolutionem et remissionem peccatorum nostrorum tribuat nobis omnipotens et misericors Dominus. Amen.

Deus, tu conversus vivificabis nos. Et plebs tua laetabitur in te.

Ostende nobis Domine misericordiam tuam. Et salutare tuum da nobis.

Oremus. Aufer a nobis, quaesumus Domine, iniquitates nostras, ut ad sancta sanctorum puris mentibus mereamur introire. Per Christum Dominum nostrum. Amen. »

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mentre le liturgie orientali iniziano con una confessione dei peccati fatta dal celebrante, i più antichi documenti del rito romano presentano la messa che ha principio con l'introito, sebbene il celebrante potrebbe aver recitato una confessione simile al confiteor come preghiera privata in sacrestia. Solo nel X o XI secolo ci sono prove della preparazione della messa recitata all'altare.

Fuori della messa alcune preghiere simili al confiteor apparivano già in precedenza. La "Regola Canonica" di Chrodegango di Metz (morto nel 743) raccomanda: "Prima di tutto prostratevi umilmente alla vista di Dio ... e pregate la Beata Maria con i santi apostoli e martiri e confessori di pregare il Signore per voi." Egberto di York (morto nel 766) dà una forma breve che è il germe della preghiera presente: "Dite a colui a cui desiderate confessare i vostri peccati: per mia colpa ho troppo peccato in pensieri, parole e opere." In risposta il confessore diceva quasi esattamente il Misereatur.

Il confiteor è menzionato per la prima volta come parte dell'introduzione della messa da Bernoldo di Costanza (morto nel 1100) nella forma: "Confiteor Deo omnipotenti, istis Sanctis et omnibus Sanctis et tibi frater, quia peccavi in cogitatione, in locutione, in opere, in pollutione mentis et corporis. Ideo precor te, ora pro me". Seguono il Misereatur e l'Indulgentiam, il primo leggermente differente, ma il secondo identico al testo del messale del 1962. La forma del confiteor del 1962 si trova identica nell'"Ordo Romanus XIV" del XIV secolo con una leggera variante: "Quia peccavi nimis cogitatione, delectatione, consensu, verbo et opere" e compare parola per parola in un decreto del Terzo Concilio di Ravenna (1314).

Comunque, la forma, e specialmente l'elenco dei santi invocati, variavano considerabilmente durante nel Medioevo. In molti messali è più breve: "Confiteor Deo, beatae Mariæ, omnibus sanctis et vobis". Nel Messale di Paolo III (1534-1549) è: "Confiteor Deo omnipotenti, B. Mariæ semper Virgini, B. Petro et omnibus Sanctis et vobis Fratres, quia peccavi, mea culpa: precor vos orare pro me". La forma scelta per il messale tridentino di papa Pio V (1570) fu l'unica in uso nel rito romano fino al 1969, ad eccezione dei certosini, carmelitani e domenicani, i cui messali al momento del concilio di Trento erano più antichi di 200 anni. Queste tre forme erano piuttosto brevi e contenevano solo un "mea culpa"; i domenicani invocano, accanto alla Beata Vergine, san Domenico. Inoltre, altri ordini ebbero il privilegio di aggiungere il nome del proprio fondatore dopo quello di san Paolo (ad esempio i francescani), e il patrono del luogo fu pure inserito in questo punto in alcuni usi locali.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Alan Menken e Stephen Schwartz hanno preso il primo verso di questo testo sacro per la colonna sonora Fuoco dell'Inferno nel film Disney Il gobbo di Notre Dame.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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