Coroncina alla Divina Misericordia

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La Coroncina alla Divina Misericordia è una preghiera devozionale a carattere litanico tipica del rito latino della Chiesa cattolica.

Le sue origini sono piuttosto recenti, infatti risalgono ad una rivelazione privata del 1935 nella quale Gesù avrebbe richiesto a suor Faustina una particolare forma di preghiera detta Coroncina alla Divina Misericordia. Secondo suor Faustina, particolari grazie sarebbero state concesse a chi avrebbe recitato la coroncina della divina misericordia:[1] La mia misericordia avvolgerà in vita e specialmente nell'ora della morte le anime che reciteranno questa coroncina.[2]

Festa della Divina Misericordia[modifica | modifica sorgente]

La festa della Divina Misericordia è stata istituita nel 2000 da papa Giovanni Paolo II. Il culto della Divina Misericordia è legato a Santa Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell'Anno Santo del 2000, di cui Giovanni Paolo II è stato un fervente devoto, come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in Misericordia, scritta nel 1980 e dedicata alla Divina misericordia. È la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia". Negli anni successivi - secondo gli studi di don I. Rozycki - Gesù è ritornato a fare questa richiesta addirittura in 14 apparizioni definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa, la causa e lo scopo della sua istituzione, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. La scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia, cosa che ha notato anche suor Faustina: "Ora vedo che l'opera della Redenzione è collegata con l'opera della Misericordia richiesta dal Signore". Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa e che inizia il Venerdì Santo. Gesù ha spiegato la ragione per cui ha chiesto l'istituzione della festa: "Le anime periscono, nonostante la Mia dolorosa Passione (...). Se non adoreranno la Mia misericordia, periranno per sempre". La preparazione alla festa deve essere una novena, che consiste nella recita, cominciando dal Venerdì Santo, della coroncina alla Divina Misericordia. Questa novena è stata desiderata da Gesù ed Egli ha detto a proposito di essa che "elargirà grazie di ogni genere". Per quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù ha espresso due desideri: - che il quadro della Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente, cioè liturgicamente, venerato; - che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. "Sì, - ha detto Gesù - la prima domenica dopo Pasqua è la festa della Misericordia, ma deve esserci anche l'azione ed esigo il culto della Mia misericordia con la solenne celebrazione di questa festa e col culto all'immagine che è stata dipinta". La grandezza di questa festa è dimostrata dalle promesse: - "In quel giorno, chi si accosterà alla sorgente della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene" - ha detto Gesù. Una particolare grazia è legata alla Comunione ricevuta quel giorno in modo degno: "la remissione totale delle colpe e castighi". Questa grazia - spiega don I. Rozycki - "è qualcosa di decisamente più grande che la indulgenza plenaria. Quest'ultima consiste infatti solo nel rimettere le pene temporali, meritate per i peccati commessi (...). È essenzialmente più grande anche delle grazie dei sei sacramenti, tranne il sacramento del battesimo, poiché‚ la remissione delle colpe e dei castighi è solo una grazia sacramentale del santo battesimo. Invece nelle promesse riportate Cristo ha legato la remissione dei peccati e dei castighi con la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia, ossia da questo punto di vista l'ha innalzata al rango di "secondo battesimo". È chiaro che la Comunione ricevuta nella festa della Misericordia deve essere non solo degna, ma anche adempiere alle fondamentali esigenze della devozione alla Divina Misericordia". La comunione deve essere ricevuta il giorno della festa della Misericordia, invece la confessione - come dice don I. Rozycki - può essere fatta prima (anche qualche giorno). L'importante è non avere alcun peccato. Gesù non ha limitato la sua generosità solo a questa, anche se eccezionale, grazia. Infatti ha detto che "riverserà tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia", poiché‚ "in quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto". Don I. Rozycki scrive che una incomparabile grandezza delle grazie legate a questa festa si manifesta in tre modi: - tutte le persone, anche quelle che prima non nutrivano devozione alla Divina Misericordia e persino i peccatori che solo quel giorno si convertissero, possono partecipare alle grazie che Gesù ha preparato per la festa; - Gesù vuole in quel giorno regalare agli uomini non solo le grazie salvificanti, ma anche benefici terreni - sia alle singole persone sia ad intere comunità; - tutte le grazie e benefici sono in quel giorno accessibili per tutti, a patto che siano chieste con grande fiducia. Questa grande ricchezza di grazie e benefici non è stata da Cristo legata ad alcuna altra forma di devozione alla Divina Misericordia. Numerosi sono stati gli sforzi di don M. Sopocko affinché‚ questa festa fosse istituita nella Chiesa. Egli non ne ha vissuto però l'introduzione. Dieci anni dopo la sua morte, il card. Franciszek Macharski con la Lettera Pastorale per la Quaresima (1985) ha introdotto la festa nella diocesi di Cracovia e seguendo il suo esempio, negli anni successivi, lo hanno fatto i vescovi di altre diocesi in Polonia. Il culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua nel santuario di Cracovia - Lagiewniki era già presente nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ha ottenuto l'indulgenza plenaria, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Sapieha. Dalle pagine del Diario sappiamo che suor Faustina fu la prima a celebrare individualmente questa festa, con il permesso del confessore.

La preghiera[modifica | modifica sorgente]

La coroncina della Divina Misericordia si recita utilizzando la corona di un rosario.[1]

  • Si inizia recitando con il segno della croce un Padre nostro, un Ave Maria e il Credo (nella versione del "Simbolo degli Apostoli").
  • Sui cinque grani maggiori del rosario si dice: "Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l'Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e Signore Nostro, Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo."
  • Sui cinquanta grani minori si dice: "Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero."
  • Al termine si dice per tre volte: "''Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero."
  • La preghiera termina con la seguente invocazione: "O Sangue ed Acqua che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!"; ed infine nuovamente il segno della croce.

Immagine di Gesù Misericordioso[modifica | modifica sorgente]

Gesù misericordioso dipinto da Kazimirowski.

L'immagine raffigura Gesù misericordioso, ovvero con la mano destra alzata, e due raggi che escono dal cuore, uno bianco e uno rosso, rappresentanti respettivamente l'acqua ed il sangue. Gesù è raffigurato in una tunica bianca, contornata da luce, su sfondo blu, e riporta in basso la frase "Jezu, ufam tobie" ("Gesù, confido in te"). È la rappresentazione artistica delle visioni che suor Faustina afferma di aver avuto.[3]

L'immagine fu dipinta per la prima volta a Vilnius in Lituania dall'artista Eugeniusz Kazimirowski, dopo che il suo vicino di casa e direttore spirituale di suor Faustina, don Michele Sopocko, gli aveva parzialmente detto della missione che suor Faustina affermava di aver ricevuto. Il pittore impiegò circa sei mesi per completare l'opera ordinatagli e sotto la continua presenza e controllo della suora e del prete. Suor Faustina era particolarmente esigente e domandava continuamente correzioni o aggiunte di dettagli, per ottenere un'immagine fedele alla visione che diceva di aver avuto.

La prima collocazione dell'opera finita è stata nella chiesa di San Michele a Vilnius, dopo che, il 4 aprile 1937, si ebbe l'approvazione dell'arcivescovo di Vilnius, Romuald Jałbrzykowski, accanto all'altare maggiore della chiesa. Qui rimase per undici anni; si trattava della stessa chiesa dove don Sopocko era parroco.[3]

Ben presto arrivò il comunismo, e nel 1948 la chiesa in cui era custodito il quadro fu chiusa. L'edificio, quadro (senza cornice) compreso, fu acquisito illegalmente da un lituano. Una devota polacca e una lituana raccolsero la tela e la nascosero dapprima in una soffitta ed in seguito nella chiesa di Santo Spirito, dove era parroco don Jan Ellert, che però non era interessato all'esposizione della tela e quindi la nascose. Fu solamente nel 1956 che un amico di don Sopocko, don Józef Grasewicz, decise di mostrare nuovamente l'opera al pubblico. Il parroco allora si liberò della tela e don Grasewicz la portò con sé a Nowa Ruda, dove rimase per circa 30 anni. Fu nel 1970 che l'ente comunista locale decise per la chiusura anche di questa chiesa, trasformandola in un magazzino; il quadro però rimase appeso incustodito nell'ex-chiesa.[4]

Solo dopo molti tentativi, nel 1982 fu accolta la richiesta di don Sopocko di esporre la tela nel santuario della Porta dell'Aurora, a Vilnius. L'autorizzazione arrivò però quando il prete era già deceduto. L'allora vicario del santuario, Tadeusz Kondrusiewicz, decise di far trasferire la tela alla chiesa di Santo Spirito, dove don Aleksander Kaszkiewicz decise in malavoglia di accettare tale proposta. Fu così che don Grasewicz riporto' la tela da Nowa Ruda a Vilnius. Il suo trasferimento doveva rimanere segreto ai comunisti, e fu studiato un piano che portò la sola tela arrotolata dapprima a Grodno e in seguito a Vilnius. Qui subì un restauro, con modifiche sulla tela e con una nuova scritta, in colore rosso.[4]

Negli anni la tela subì ripetuti restauri, che da un lato la preservarono dall'umidità, ma dall'altro ne cambiarono i colori originali. Solo nel 2003 un restauro profondo riportò l'immagine alla sua prima edizione.[3] Il quadro restaurato rimase nella chiesa di Santo Spirito fino al settembre 2005; infatti già nel 2004 il cardinale di Vilnius, Audrys Juozas Bačkis, decise di trasferire il quadro nella chiesa adiacente, inizialmente dedicata alla Santa Trinità, e in seguito riconsacrata come Santuario della Divina Misericordia, affidato sin dal 2001 alle suore della Congregazione di Gesù Misericordioso.[4] Gli ultimi studi sulla tela, effettuati il 3 agosto 2009 dalla restauratrice Edyta Hankowska-Czerwińska, presso il santuario di Vilnius, hanno concluso che la tela si conserva in buone condizioni.[4]

Questa è l'unica rivelazione nota, in cui si dice che Gesù chieda di essere raffigurato in un dipinto a sua immagine e somiglianza. In varie rivelazioni private a suor Faustina Kowalska, da lei trascritte nel suo diario, Gesù promise grazie a coloro che venerano questa sua immagine.

« Attraverso questa immagine concederò molte grazie, perciò ogni anima deve poter accedere ad essa. »
((Diario di San Faustina, 570)[3])

Prima copia[modifica | modifica sorgente]

Dopo circa dieci anni dalla creazione della prima immagine custodita in un convento di suore presso Vilnius, nel 1943 un altro pittore, Adolf Hyla chiese alle suore di poterne dipingere una nuova versione per offrirlo come ex voto. Ottenuto il loro consenso, gli diedero la prima versione e la sua descrizione, contenuta nel diario personale di suor Faustina. Questa nuova immagine fu benedetta l'anno seguente e posta nella cappella della Congregazione a Cracovia. Nel 1954 lo sfondo dell'immagine fu cambiato per decisione di don Sopoćko. Lo sfondo divenne più scuro, e ai suoi piedi fu dipinto un pavimento.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b La coroncina
  2. ^ La storia della coroncina
  3. ^ a b c d e Descrizione dell'immagine
  4. ^ a b c d LA STORIA DELLA PRIMA IMMAGINE DI GESU MISERICORDIOSO - E. Kazimirowski - Vilnius, Lituania

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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