Vexilla regis

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Il Vexilla regis è una preghiera, le cui parole sono tratte dal poemetto in dimetri giambici composto da Venanzio Fortunato, che viene cantata il Venerdì santo in onore della Santa Croce.

La fama di questo inno è stata accresciuta dal fatto che venne ripreso nella Divina Commedia da Dante Alighieri nel verso Vexilla regis prodeunt inferni, con cui la guida Virgilio, rovesciandone il senso, [1] introduce la rappresentazione parodica della croce, Lucifero.

L'inno è citato anche da James Joyce in A Portrait of the Artist as a Young Man, capitolo V e da Reinhold Messner in Vite al Limite, la sua biografia.

L'inno ha sempre avuto una grande importanza nella storia della musica. Veniva tradizionalmente cantato nelle processioni precedute dalla croce. Celebre l'esecuzione con coro a cappella che tutt'oggi accompagna la processione del Cristo Morto il venerdì santo a Mola di Bari. Più di recente è stato musicato da Anton Bruckner. Anche Giacomo Puccini ha composto un suo adattamento per coro di voci maschili ed organo. [2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Canto XXXIV Inferno (vv.1-3).
    «Vexilla regis prodeunt inferni
    verso di noi; però dinanzi mira»,
    disse 'l maestro mio «se tu 'l discerni».
  2. ^ Testo dell'inno
    Vexilla regis prodeunt,
    fulget crucis mysterium,
    quo carne carnis conditor
    suspensus est patibulo.
    Confixa clavis viscera
    tendens manus, vestigia
    redemptionis gratia
    hic inmolata est hostia.
    Quo vulneratus insuper
    mucrone diro lanceae,
    ut nos lavaret crimine,
    manavit unda et sanguine.
    Inpleta sunt quae concinit
    David fideli carmine,
    dicendo nationibus:
    regnavit a ligno Deus.
    Arbor decora et fulgida,
    ornata regis purpura,
    electa, digno stipite
    tam sancta membra tangere!
    Beata cuius|brachiis
    pretium pependit saeculi!
    statera facta est corporis
    praedam tulitque Tartari.
    Fundis aroma cortice,
    vincis sapore nectare,
    iucunda fructu fertili
    plaudis triumpho nobili.
    Salve ara, salve victima
    de passionis gloria,
    qua vita mortem pertulit
    et morte vitam reddidit.

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