Credo (liturgia)

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Pronuncia della preghiera in latino ecclesiastico del Credo con accento anglosassone.

Il Credo è, nella liturgia e devozione cattoliche, la professione di fede che la comunità credente fa nei momenti liturgici, principalmente nelle celebrazioni eucaristiche delle domeniche e delle solennità liturgiche.

La liturgia propone due formule per il credo:

Nel rito del battesimo si preferisce la modalità in forma di domande e risposte: alle domande del presbitero o del vescovo sui tre articoli di fede del Simbolo apostolico i battezzandi rispondono tutti insieme "Sì, credo". Dopo di ciò sono battezzati. Tale modalità può essere usata anche nella celebrazione eucaristica, ed è obbligatoria nella liturgia della Veglia pasquale.

Nonostante il credo venga recitato come fosse una preghiera, non lo è in modo proprio, ma appunto una dichiarazione solenne dei principali articoli della fede ossia un riassunto dei principali dogmi.

Il Simbolo niceno-costantinopolitano è stato fonte di controversie tra la Chiesa cattolica e la chiesa ortodossa per la questione del filioque.

Credo di Pio IV[modifica | modifica sorgente]

Papa Pio IV promulgò con la bolla Iniuctum nobis il 13 novembre 1565 la quarta forma del Credo col sigillo dell'Autorità (dopo il Simbolo Apostolico, il Simbolo niceno-costantinopolitano e il Simbolo Atanasiano), nota come Professio fidei Tridentina, in conseguenza alle definizioni dogmatiche del Concilio di Trento. Tale definizione non fa altro che specificare ed esplicitare quanto già indicato dalle precedenti professioni di fede, e fu in seguito ampliata nel XIX secolo con l'aggiunta di alcune definizioni dogmatiche del Concilio Vaticano I. L'intento principale di tale forma del Credo fu quello di definire chiaramente la Fede Cattolica in contrapposizione al Protestantesimo. Allo stesso tempo essa fu richiesta ai teologi comegiuramento di fedeltà alla Dottrina Cattolica e per la riammissione dei convertiti nella Chiesa Cattolica, ma attualmente essa è assai raramente impiegata[1].

Credo di Paolo VI[modifica | modifica sorgente]

Papa Paolo VI il 30 giugno 1968 a conclusione dell' "anno della fede" da lui stesso indetto in onore degli Apostoli Pietro e Paolo, da lettura in Piazza San Pietro di una "Solenne professione di fede", il Credo del Popolo di Dio da lui stesso redatto per l'occasione e formalmente emesso come moto proprio; un lungo testo che riassume i punti fondamentali della fede cattolica, estendendo ed esplicitando i contenuti del Simbolo niceno-costantinopolitano[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Testo e spiegazione storica [1], traduzione in italiano [2]
  2. ^ Testo integrale del Credo del Popolo di Dio

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]