Vilnius

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Vilnius
città
Vilnius – Stemma Vilnius – Bandiera
Vilnius – Veduta
Localizzazione
Stato Lituania Lituania
Contea Vilnius County flag.png Vilnius
Amministrazione
Sindaco Artūras Zuokas (LiCS - TAIP) dal 20-04-2011
Territorio
Coordinate 54°41′N 25°17′E / 54.683333°N 25.283333°E54.683333; 25.283333 (Vilnius)Coordinate: 54°41′N 25°17′E / 54.683333°N 25.283333°E54.683333; 25.283333 (Vilnius)
Altitudine 156 m s.l.m.
Superficie 401 km²
Abitanti 560 192[1] (stima 2010)
Densità 1 396,99 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 01001
Prefisso +370 5
Fuso orario UTC+2
Soprannome Gerusalemme della Lituania, Atene del Nord
Motto Unitas, Justitia, Spes
(Latina: Unità, giustizia, speranza)
Cartografia

Vilnius – Localizzazione

Sito istituzionale

Vilnius (pronuncia[?·info]), nota in italiano anche come Vilna (in russo Вильнюс, Vil'njus oppure Вильна, Vil'na ), è la capitale e la città più popolosa della Lituania, capoluogo dell'omonima contea. Vanta un centro storico barocco tra i più estesi e meglio conservati d'Europa, dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Toponomastica e araldica civica[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma cittadino di Vilnius raffigura san Cristoforo (Kristupas) nell'atto di attraversare il fiume tenendo sulle spalle un Gesù infante. Fu concesso alla città nel 1330, settimo anno dalla sua fondazione.

In precedenza, lo stemma di Vilnius raffigurava Titan Alkis, eroe delle antiche leggende lituane, mentre trasportava dall'altra parte di un fiume la moglie Janteryte, tenendola sulle proprie spalle. Proprio in questo modo, secondo la leggenda, san Cristoforo aiutò Gesù bambino ad attraversare un fiume. Lo stemma anteriore, che traeva le sue origini da un periodo storico in cui il paganesimo era ancora profondamente radicato tra le popolazioni baltiche, è stato quindi probabilmente rielaborato al momento della conversione alla nuova fede, sostituendo il simbolo cristiano a quello pagano.

Si ritiene che Vilnius, analogamente a molte altre città, debba l'origine del suo nome al fiume su cui sorge, la Vilnia.

Geografia, popolazione e clima[modifica | modifica sorgente]

Vilnius si trova nel sud est della Lituania, alla confluenza dei fiumi Vilnia e Neris. La posizione periferica rispetto al resto del paese è conseguenza della storia e del cambiamento dei confini lituani nel corso dei secoli. Un tempo era al centro non solo culturale, ma pure geografico del Granducato di Lituania. In origine, occupava anche una posizione centrale nell'area occupata dagli insediamenti lituani, anche se la popolazione della città è stata multietnica per la maggior parte della sua storia.

Vilnius è a 312 km dal Baltico e da Klaipėda, il principale porto lituano. Le altre grandi città lituane si possono raggiungere con facilità dalla capitale: Kaunas è a 102 km di distanza, Šiauliai a 214 km e Panevėžys a 135 km.

L'area attuale di Vilnius è di 402 chilometri quadrati.

Secondo le statistiche ufficiali del 2001 gli abitanti erano circa 542.300 (553.232 nel 2003), di cui il 57,8% di etnia lituana, il 18,7% polacchi, il 14% russi, il 4% bielorussi, il 5,5% di altre nazionalità.

La Contea di Vilnius, estesa per 9.730 km², comprende oltre al Comune urbano di Vilnius altre sette municipalità: il Distretto di Vilnius, il Distretto di Šalčininkai, il Distretto di Širvintos, il Distretto di Švenčionys, il Distretto di Trakai, il Distretto di Ukmergė ed il Distretto di Elektrėnai.

Il clima di Vilnius è intermedio tra il clima continentale e quello oceanico. La temperatura media annuale è di 6,1 °C (a gennaio la media è di -4,9 °C, a luglio 17 °C). La media delle precipitazioni è, all'incirca, di 661 mm all'anno.

Le estati possono essere calde, con temperature diurne anche di 30 °C. Durante l'estate, Vilnius assume un aspetto quasi mediterraneo, con una vita notturna movimentata, mentre i bar ed i caffè all'aperto sono molto frequentati durante il giorno.

Gli inverni, d'altronde, possono essere molto freddi, con il termometro che raramente riesce a superare lo zero. In gennaio ed in febbraio, possono registrarsi anche temperature inferiori ai -25 °C. Negli inverni più freddi, i fiumi di Vilnius ghiacciano, come i laghi che circondano la città. Un tipico passatempo invernale è quello della pesca, con i pescatori che immergono gli ami attraverso buchi praticati nel ghiaccio, solitamente ingurgitando considerevoli quantità di alcool per "tenersi caldi".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Vilnius
(EN) Vilnius Historic Center
Vilnius Ostrobramska.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1994
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Il monumento delle Tre Croci a Vilnius

Nata come pietro insediamento di tribù baltiche, fu ben presto abitata dagli Slavi e, almeno dall'XI secolo, dagli Ebrei. Diversi storici identificano la città con Voruta, la capitale di re Mindaugas. La città fu menzionata per la prima volta in fonti scritte nel 1323. L'allora centro cittadino era un forte di legno, costruito sulla sommità di una collina dal duca di Lituania Gediminas. Il re di Polonia e gran duca di Lituania Wladyslaw II di Polonia (in lituano Jogaila; in polacco, Władysław Jagiełło) concesse a Vilnius i diritti di città nel 1387. La popolazione cittadina era inizialmente composta da lituani, ma presto crebbe, includendo mercanti ed artigiani di diverse nazionalità. A partire dalla conversione della Lituania al cattolicesimo nel 1387 saranno edificate a Vilnius molte splendide chiese che ancora oggi caratterizzano il centro storico. Tra il 1503 e il 1522 la città fu circondata da mura, con nove porte e tre torri. Tutte le porte saranno demolite verso la fine del XVIII secolo, tranne la Porta dell'Aurora, nella cui cappella è venerata un'effigie della Vergine Maria Madre della Misericordia, meta di pellegrinaggio.

Vilnius. La chiesa di Sant'Anna e la chiesa del monastero di San Bernardino
Chiesa caratteristica
Palazzo presidenziale
Teatro Nazionale
Vilnius. Chiesa francescana dell'Assunzione della Madonna
Cattedrale ortodossa di Santa Maria Madre di Dio, con la torre di Gediminas sullo sfondo

Vilnius raggiunse il massimo dello sviluppo sotto il regno di Sigismondo II di Polonia, che ivi stabilì la sua corte nel 1544. Nei secoli successivi, Vilnius crebbe e si sviluppò sempre di più.

Questa crescita è stata favorita dall'Università di Vilnius, fondata da Stefan Batory nel 1579 e per due secoli guidata dai Gesuiti. L'università, che si fregia d'essere la più antica dell'Europa orientale, divenne presto uno dei maggiori centri scientifici e culturali della regione baltica, il più importante nel Granducato di Lituania: conserva tutt'oggi la più antica e ricca biblioteca del Paese. La prestigiosa istituzione nel 1832 venne chiusa d'imperio dagli occupanti russi e poté riaprire solo nel 1919.

Anche la vita politica, economica e sociale della città conobbero un vero fermento. Nel 1769 fu fondato il cimitero di Rasos: oggi (conosciuto col nome lituano di Rasu kapines) rimane uno dei più antichi cimiteri del mondo[uno dei più antichi cimiteri del mondo con meno di 3 secoli di storia?].

Moderni grattacieli della città

Sviluppandosi velocemente, la città accoglieva immigrati dall'ovest e dall'est. In città si stabilirono, tra le altre, comunità di polacchi, lituani, bielorussi, ebrei, russi, tedeschi, ruteni. Ogni etnia diede il suo contributo alla vita cittadina: a quel tempo prosperavano l'artigianato, il commercio e la scienza. Nel 1655 Vilnius venne conquistata dai Russi, che la saccheggiarono e la diedero alle fiamme, massacrando la popolazione. La crescita cittadina s'arrestò per molti anni, anche se il numero di abitanti tornò ad aumentare abbastanza presto e, agli inizi del XIX secolo, era la terza città dell'Europa Orientale. Dopo la Terza spartizione della Polonia, nel 1795, Vilnius fu annessa alla Russia e divenne la capitale del governatorato di Vilna. I russi distrussero le mura cittadine e, trascorso il periodo tra il 1799 ed il 1805, rimase in piedi solo la famosa Porta Orientale (Aušros Vartai, oppure Medininku Vartai in lituano, Ostra Brama in polacco). Nel 1812, la città fu presa da Napoleone durante la sua avanzata verso Mosca. Dopo il fallimento della sua campagna, la Grande Armée si ritirò nell'area, dove migliaia di soldati francesi vennero seppelliti nelle trincee che avevano costruito mesi prima. Dopo la Rivolta di Novembre nel 1831, la chiusura dell'Università e le repressioni delle autorità russe bloccarono la successiva crescita della città. Durante la Rivoluzione di Gennaio nel 1863, in città si combatté aspramente ma la rivolta venne soffocata brutalmente da Michail Muravv (soprannominato dai cittadini "Impiccatore" per il gran numero di esecuzioni che ordinò). Dopo il fallimento della rivolta, le libertà dei cittadini furono seriamente limitate e l'uso di Lituano, Polacco e Bielorusso fu bandito, a vantaggio del russo. Durante la Prima guerra mondiale Vilnius fu occupata dai tedeschi dal 1915 al 1918. Il 16 febbraio 1918 venne proclamata l'Indipendenza Lituana. Dopo il ritiro delle truppe tedesche, per un breve periodo la città fu controllata da unità d'autodifesa, reclutata tra la locale popolazione polacca. Presto, però, i Bolscevichi la occuparono, eleggendola capitale dell'effimera Repubblica Socialista Sovietica Lituano Bielorussa. Il 19 aprile 1919 la città fu conquistata dall'Esercito polacco, ma il 14 luglio successivo venne ripresa dai sovietici. Poco dopo, il ritiro dell'Armata Rossa, sconfitta nella Battaglia di Varsavia, consegnò la città alla restaurata Lituania. Il 12 luglio 1920, il trattato di pace tra Lituania e Russia bolscevica riconobbe Vilnius come capitale della Repubblica di Lituania. Il 9 ottobre 1920, la divisione lituano-bielorussa dell'esercito polacco, al comando del generale Lucjan Zeligowski, conquistò la città, dopo aver messo in scena un ammutinamento. Si proclamò un nuovo stato, la Lituania Centrale (Litwa Srodkowa), costituito dalla città e dai territori circostanti. Il parlamento del nuovo stato, eletto con libere elezioni, il 20 febbraio 1922 proclamò l'annessione alla Polonia. Vilnius divenne così il capoluogo del Voivodato di Vilnius. Le autorità lituane, dalla nuova capitale, Kaunas, rifiutarono di riconoscere l'annessione di Vilnius alla Polonia e le relazioni diplomatiche tra i due paesi vennero interrotte fino al 1938. Nel frattempo, la città conobbe un nuovo periodo di veloce sviluppo. L'Università fu riaperta con il nome di Università Stefan Batory e le infrastrutture urbane furono significativamente migliorate. Nel 1931, Vilnius aveva oltre 195.000 abitanti, che ne facevano la quinta città polacca. D'altro canto, diversi lituani contestano quest'immagine di crescita economica e fanno notare che il livello di vita nella Vilnius di allora era considerevolmente inferiore a quello goduto dalle regioni rimaste a far parte dello stato lituano. A seguito del protocollo segreto allegato al Patto Molotov-Ribbentrop, che divideva l'Europa Orientale tra una sfera d'influenza sovietica ed una tedesca, l'Armata Rossa invase la Polonia Orientale. Vilnius fu conquistata il 19 settembre 1939. Inizialmente i sovietici intendevano farne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Bielorussa, ma in seguito, poiché la Lituania continuava a reclamare la città, trovarono più opportuno offrirla al governo lituano, in cambio del permesso di stanziare truppe sovietiche all'interno del paese baltico. Questa offerta, presentata come la proposta di un patto d'amicizia tra i due paesi, aveva anche il fine di aiutare i comunisti lituani a guadagnare una maggiore popolarità. La Lituania, sorprendendo i sovietici, rifiutò l'accordo, dal momento che le guarnigioni sovietiche sarebbero state una minaccia per l'indipendenza lituana. I sovietici allora presentarono l'accordo come un ultimatum, affermando che l'Armata Rossa sarebbe entrata comunque in Lituania, che quest'ultima fosse stata d'accordo o meno. I lituani allora cedettero, riuscendo ad ottenere che entrasse nel loro paese un numero di militari sovietici inferiore a quello inizialmente programmato da Mosca. Il 10 ottobre 1939, Vilnius e le aree circostanti (circa un quinto delle terre reclamate dai lituani) furono annesse alla Lituania, mentre le truppe sovietiche prendevano possesso delle loro nuove basi, in varie parti del paese. Le autorità lituane entrarono a Vilnius poco dopo e le strutture governative cominciarono ad esservi spostate da Kaunas. I lituani non gradivano di avere una capitale così vicina al confine sovietico. Cercarono così, pare, di rallentare il più possibile il trasferimento a Vilnius dei corpi centrali dello stato. Nel giugno del 1940, quando il trasferimento della capitale non era stato ancora completato, la Lituania fu occupata dall'Unione Sovietica, che instaurò un governo comunista. L'operazione fu condotta sia dalle truppe stanziate nel paese a seguito dell'accordo sopra menzionato, che da ulteriori reparti, fatti affluire al confine lituano. Vilnius divenne la capitale dell'appena proclamata Repubblica Socialista Sovietica Lituana. Tra i 35.000 ed i 40.000 abitanti della città furono arrestati dall'NKVD ed inviati nei gulag.

La via Aušros Vartai

Nel giugno 1941, la città fu conquistata dai tedeschi. Nella città vecchia, vennero creati due ghetti per la numerosa popolazione ebraica. Gli abitanti del più piccolo furono assassinanti o deportati già nell'ottobre del 1941. Il secondo ghetto sopravvisse fino al 1943, anche se la sua popolazione venne regolarmente decimata per mezzo delle cosiddette Aktionen. Una rivolta degli abitanti del ghetto, fallita il 1º settembre 1943, fu seguita dalla definitiva distruzione dello stesso. Nel complesso, circa il 95% della locale popolazione ebraica fu assassinata. Molti di loro figurarono tra le 100.000 vittime delle esecuzioni di massa a Paneriai, circa 10 km ad ovest del centro della Città Vecchia. La gran parte delle altre 30.000 vittime dei massacri erano polacchi: prigionieri di guerra, intellettuali e membri della resistenza polacca. Nel luglio 1944, l'Armia Krajowa polacca ed in seguito l'Armata Rossa conquistarono Vilnius, che fu subito annessa all'Unione Sovietica come capitale della restaurata Repubblica Socialista Sovietica Lituana.

Vilnius. Il nuovo Centro Direzionale

Immediatamente dopo la Seconda guerra mondiale, il governo sovietico deliberò di espellere l'etnia polacca (oltre alla meno numerosa comunità tedesca) da Lituania e Bielorussia. La decisione venne presa durante il cosiddetto rimpatrio, concordato dai sovietici con il governo comunista polacco, e contribuì a modificare profondamente la situazione demografica di Vilnius. Lo sterminio degli ebrei durante la guerra e, nel dopoguerra, l'espulsione dei polacchi, il trasferimento in città di molti contadini lituani, l'immigrazione dalle altre repubbliche sovietiche diedero luogo ad un vero e proprio cambiamento di popolazione, cultura e tradizioni. Solo dopo il 1960, comunque, la popolazione della città crebbe rapidamente, per le immigrazioni dalle campagne. L'11 marzo 1990, il Soviet supremo della RSS Lituana proclamò l'indipendenza dall'URSS, restaurando la Repubblica di Lituania. Il governo sovietico, il 9 gennaio 1991, inviò truppe ed il 13 gennaio successivo, durante l'attacco dell'Armata Rossa all'edificio della radiotelevisione lituana, vennero uccise quattordici persone e più di 700 rimasero gravemente ferite. Solo nell'agosto del 1991 l'Unione Sovietica riconobbe l'indipendenza della Lituania.

Da allora Vilnius ha sempre più preso i caratteri di una città dell'Europa Occidentale. Molti palazzi antichi sono stati restaurati. Si è anche costruito un nuovo centro direzionale, il cui edificio più alto, l'Europa Tower, tocca i 150 metri. Nel 2009, Vilnius, è stata nominata "Capitale europea della cultura". È, tra l'altro, anche sede arcivescovile.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Vilnius è il principale centro economico della Lituania ed uno dei maggiori centri finanziari degli stati baltici. Anche se comprende solo il 15% della popolazione lituana, produce circa il 35% del PIL[2]. Sulla base di queste cifre, il suo PIL pro capite, basato sulla parità di potere d'acquisto, nel 2005 ammonta a circa 33.100 dollari, superiore alla media dell'Unione europea. La crisi economica che ha semiparalizzato il paese nel 2009 ha fermato lo sviluppo della città.

Vilnius: filobus Škoda 14Tr n. 1612 sulla linea 11

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Vilnius è il punto di partenza delle autostrade Vilnius - Kaunas - Klaipeda e Vilnius-Panevežys. Anche se il fiume Neris sarebbe navigabile, non esistono regolari trasporti via acqua. All'Aeroporto Internazionale di Vilnius fanno capo i principali collegamenti aerei tra la Lituania e le maggiori città d'Europa. Anche la stazione ferroviaria di Vilnius è un importante nodo di comunicazioni.

Un complesso di linee, esercitate con autobus e filobus, permette di collegare i vari punti della città. È in programma la costruzione di una metropolitana.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di pallacanestro cittadina è il Lietuvos Rytas, che gioca nella Siemens Arena, il più grande impianto coperto nazionale. A livello calcistico la crisi economica che ha colpito duramente il paese durante tutto il 2009 ha ridotto i club calcistici: nella massima serie rimane solo il Vėtra, vicecampione 2009, mentre il glorioso Žalgiris Vilnius è stato retrocesso in seconda serie per inadempienze economiche e si è salvato a stento dalla retrocessione.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Personalità originarie di Vilnius[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine di Lenin - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin
— 1974

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sito Istituto Statistica Lituania
  2. ^ (LT) Info e dati su Vilnius.lt
  3. ^ Città gemellate con Tirana dal suo sito ufficiale. URL consultato il 26 luglio 2010.
  4. ^ Gemellaggio Palermo-Vilnius. URL consultato il 26 luglio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

O. Niglio, Restauri in Lituania. Vilnius Capitale della Cultura Europea 2009, in "Web Journal on Cultural Patrimony", anno 1, vol. 1, 2006 [1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]