Tiraspol

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Tiraspol
comune
Tiraspol – Stemma Tiraspol – Bandiera
Tiraspol – Veduta
Localizzazione
Stato Moldavia Moldavia
Distretto Transnistria
Territorio
Coordinate 46°51′N 29°38′E / 46.85°N 29.633333°E46.85; 29.633333 (Tiraspol)Coordinate: 46°51′N 29°38′E / 46.85°N 29.633333°E46.85; 29.633333 (Tiraspol)
Abitanti 159 163 (2005)
Altre informazioni
Prefisso (+373) 533
Fuso orario UTC+2
Cartografia
Mappa di localizzazione: Moldavia
Tiraspol

Tiraspol (letteralmente città del Tyras, antico nome del fiume Nistro) è il centro amministrativo della Transnistria, regione secessionista della Moldavia, dichiaratasi indipendente come "Repubblica Moldava della Transnistria" ("Republica Moldovenească Nistreană" o "Pridnestrovie").

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città conta circa 190 000 abitanti. Si trova sulla riva sinistra (orientale) del fiume Nistro.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

È conosciuta per essere una delle poche città rimaste che non sono ancora largamente cambiate da quando facevano parte dell'Unione Sovietica. Sono ancora presenti molte statue di Lenin e accanto a dipinti di Stalin ci sono quelli di Che Guevara[1].

A Tiraspol sono presenti molti tipi di industrie, tra cui mobilifici e industrie di materiali elettrici. La città è anche sede dell'azienda Elektromash, di cui il Presidente Igor Smirnov è stato direttore generale: specializzata in prodotti elettrici, l'azienda è sospettata di fare da copertura per lo smercio di armamenti illegali destinati al terrorismo internazionale[2].

Nel 1989 la città aveva una popolazione di circa 190.000 abitanti: il 18% erano russi, il 32% ucraini e il 38% moldavi (nel 1919 i moldavi erano il 42%). È stato stimato che, dopo una certa crescita negli anni 1990 la popolazione sia di nuovo diminuita ai livelli del 1989, e secondo il World Gazetteer raggiunge circa 162.000 abitanti. Dopo la secessione dalla Moldavia molti moldavi sono infatti fuggiti, e si pensa che la popolazione moldava nella città sia scesa al 13% del totale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1792: dopo che l'Impero russo ebbe conquistato la strada verso il fiume Nistro, l'esercito russo costruì una fortificazione sul sito dell'antica città tartara di Hagi-bei, allo scopo di controllare il confine occidentale. Il nome derivava da quello latino del fiume, Tyras.
  • 15 giugno 1828: nella città venne istituito un ufficio di dogana con quattordici impiegati, dipendente dal protettorato di Odessa, con lo scopo di combattere il contrabbando. I doganieri ispezionavano i carichi di pane, carta, olio, vino, zucchero, frutta e altri beni.
  • 1847: la popolazione ebraica a Tiraspoli era di 1406 abitanti.
  • 1897: la popolazione ebraica era cresciuta a 8668 abitanti (27% del totale della popolazione).
  • 1910: Tiraspoli aveva 2 scuole ebraiche private, una maschile e una femminile.
  • 1926: la popolazione ebraica della città raggiunse i 6398 abitanti (29,1% del totale).
  • 1941: la città cadde sotto l'invasione della Germania e passò sotto l'amministrazione rumena. Durante questo periodo quasi tutta la popolazione ebraica venne deportata.(vedi fondo Samuel Spritzman) Sempre nel 1941 i deputati del "Concilio della città di Tiraspoli" fondarono il giornale "Dnestrovskaya pravda”, il primo periodico pubblicato nella regione.
La casa dei soviet, con un busto di Lenin
Il palazzo del presidente dell'autoproclamata repubblica con una statua di Lenin in granito, risalente ai tempi del URSS e mai rimossa
  • 1959: l'unica sinagoga sopravvissuta fu chiusa dalle autorità. La popolazione ebraica fu stimata in circa 1500 unità.
  • 1989: durante la perestrojka sorsero conflitti tra i lavoratori russi presenti in città e la maggioranza della popolazione, di lingua rumena.
  • 1990: il 27 gennaio un referendum dichiarò la città territorio indipendente e poco dopo lo stesso fece la vicina città di Tighina. Nacque un movimento indipendentista della popolazione russa, appoggiato dal governo locale, che fece pressione verso il governo moldavo. Il 2 settembre Tiraspol divenne la capitale della nuova Repubblica Moldava della Transnistria, non riconosciuta internazionalmente, che confermò la propria indipendenza anche dalla nuova Repubblica Moldava, quando questa si proclamò a sua volta indipendente dall'Unione Sovietica il 24 agosto del 1991.
Una chiesa ortodossa dalle cupole dorate a Tiraspol
  • 6 maggio 2004: si ebbe un attentato nella sinagoga di Tiraspol, sventato dalla pronta reazione dei presenti. Secondo Boris Asarov, capo dell'organizzazione non governativa della Transnistria "Pro Europa", l'attacco fu premeditato da un'organizzazione di estremisti russi.
  • 1º luglio 2005: è stato aperto il liceo "Lucian Blaga", che ha il rumeno come lingua di istruzione, registrato come istituzione non governativa nella Transnistria. La registrazione di sei scuole in lingua rumena era stata una conseguenza delle negoziazioni che erano state condotte a partire dal 2000. La tensione era tuttavia aumentata nell'estate del 2004, a causa della chiusura da parte delle autorità della Transnistria delle scuole che usavano l'alfabeto latino. Come conseguenza erano state prese misure e contromisure economiche su entrambe le sponde del fiume.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

È sede di tre società di calcio: l'FC Sheriff Tiraspol (vincitore delle ultime dieci edizioni del campionato nazionale), l'FC Tiraspol e il Tiligul-Tiras Tiraspol.

Città gemellate[modifica | modifica wikitesto]

Tiraspol è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (v. Valsecchi, R., Io viaggio verso est, Ed. Il Filo, 2011, pp. 103-127)
  2. ^ (v. Valsecchi, R., Io viaggio verso est, Ed. Il Filo, 2011, pp. 103-127)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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