UEFA Champions League

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UEFA Champions League
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione UEFA
Titolo UEFA Champions League winner (vincitore dell'UEFA Champions League) (de iure)
European champion (campione europeo) (de facto)
Cadenza Annuale
Apertura luglio (preliminari), settembre (fase a gruppi)
Partecipanti 32 squadre
Formula 8 gruppi A/R di quattro squadre ciascuno, poi eliminazione diretta con le prime due di ogni girone.
Sito Internet www.uefa.com
Storia
Fondazione 1955
Detentore Real Madrid Real Madrid
Maggiori titoli Real Madrid Real Madrid (10)
Edizione in corso UEFA Champions League 2014-2015
Trofeo Champions League.jpg
Trofeo o riconoscimento

L'UEFA Champions League (letteralmente Lega dei Campioni[1]), già Coppa dei Campioni d'Europa, detta semplicemente Champions League, è il più prestigioso torneo internazionale calcistico in Europa per squadre di club maschili.

Si svolge da luglio (turni preliminari) al mese di maggio (finale in gara unica). I vincitori del torneo acquisiscono il diritto di partecipare alla Supercoppa UEFA e alla Coppa del mondo per club FIFA che assegna il titolo di campione del mondo per club.

La competizione è stata vinta da 22 squadre, 12 delle quali hanno sollevato il trofeo per più di una volta. La formazione più titolata è il Real Madrid – l'attuale detentore della coppa – con 10 titoli, seguita da Milan, con 7 affermazioni, e dalla coppia Liverpool-Bayern Monaco, entrambe a quota 5.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della UEFA Champions League.

Formula del torneo[modifica | modifica sorgente]

Il logo della UEFA Champions League sventola al centro del campo prima di ogni partita

La formula iniziale del torneo era quella dell'eliminazione diretta: a parte la finale giocata con partita unica, nei turni di sedicesimi, ottavi, quarti di finale e semifinale le trentadue squadre si incontravano con doppio turno di andata e ritorno; in caso di parità nel computo del punteggio prevaleva la squadra con la miglior differenza reti, e in caso di uguale differenza reti era prevista anche una terza partita di spareggio da giocare in altra nazione. In caso vi fossero più di trentadue squadre ai nastri di partenza, quelle con il coefficiente UEFA più basso dovevano spareggiare per entrare a far parte del tabellone principale. La vincitrice della Coppa dei Campioni era ammessa di diritto all'edizione dell'anno successivo, e questo era l'unico caso in cui era possibile vedere più di una squadra per federazione.

La formula della Coppa dei Campioni rimase praticamente immutata per oltre trent'anni, a parte l'eliminazione all'inizio degli anni settanta della terza partita in caso di uguale differenza reti, sostituita dall'applicazione della regola tuttora vigente: passa il turno la squadra che nelle due partite segna più gol. Solo in caso di numero uguale di gol, sommandoli nelle due partite, passa il turno la squadra che ha segnato più gol in trasferta (es. 4-2 e 1-3 passa chi ha segnato i due gol in trasferta). In caso di ulteriore parità, possibile quindi solo con due risultati identici nelle due partite (es. 2-1 e 1-2 oppure 1-0 e 0-1), sono stati introdotti i supplementari ed eventualmente i calci di rigore nella seconda partita. Fu solo sul finire degli anni 1980 che si cominciarono a mettere in cantiere progetti di riforma. La struttura delle coppe europee era da sempre considerata provvisoria, e riecheggiava ciclicamente quell'idea di un campionato europeo per club che era stata proposta da Gabriel Hanot decenni prima.

Il primo cambiamento alla ormai classica formula della coppa fu apportato nella stagione 1991-1992, quando furono previsti, in luogo dei quarti di finale e delle semifinali, due gruppi di qualificazione all'italiana di quattro squadre ciascuna. Il pubblico dimostrò di gradire la novità, tanto che nella successiva stagione 1992-1993 l'UEFA diede a questi nuovi raggruppamenti il nome UEFA Champions League, registrandone un logo e un inno ufficiale.

Nel 1993-1994 fu introdotta una piccola variazione al regolamento: dopo i gruppi eliminatori fu introdotta una semifinale di sola andata (in casa delle prime classificate) tra prime e seconde, le cui vincenti andavano in finale.

Un altro grande cambiamento avvenne nella stagione 1994-1995. Con l'edizione precedente, infatti, si era concluso il contratto che legava l'UEFA all'Unione Europea di Radiodiffusione e che dava diritto a quest'ultima di trasmettere in esclusiva la finale della Coppa dei Campioni. Ciò diede campo libero all'UEFA per rivedere integralmente il format (formula) della competizione secondo canoni più appetibili per le televisioni private. L'accesso alla coppa fu dunque riservato ai soli 24 migliori campioni del continente, mentre gli altri furono qualificati alla meno prestigiosa Coppa UEFA. Il termine UEFA Champions League prese ad indicare l'intera manifestazione e non solo la fase a gruppi, e la Coppa si strutturò su una fase a gruppi autunnale e una ad eliminazione diretta primaverile.

Un'ulteriore svolta avvenne con la stagione 1997-1998, quando fu abrogata quella clausola che era divenuta l'essenza stessa della Coppa dei Campioni: la partecipazione dei soli campioni nazionali in carica. In quell'anno, infatti, il meccanismo dei preliminari estivi da un lato ricomprese quelle nazioni che erano state escluse tre anni prima, e dall'altro aprì le porte alle seconde classificate degli otto migliori campionati continentali.

La paventata ipotesi di una Superlega fra le migliori società europee spinse nel 1999 l'UEFA a ridisegnare l'intero impianto delle sue tre coppe. La porta della Champions League venne aperta anche alle terze classificate delle sei principali federazioni e alle quarte classificate delle migliori tre. Il format fu ampliato con ben due fasi a gironi seguite da due turni ad eliminazione più la finale. Per laurearsi campione era dunque necessario disputare ben 17 gare, se non 19, 21 o addirittura 23 nel caso di partenza dai preliminari. La Champions League assunse quindi un ruolo di assoluto predominio nell'immaginario sportivo collettivo, relegando in una posizione marginale la Coppa UEFA e determinando l'abrogazione della Coppa delle Coppe. La crescente visibilità e importanza della Champions League ha portato con sé un calo di interesse per le altre competizioni continentali.[2] Nel 2008-09 la UEFA ha cercato di ovviare a questo problema riformando la Coppa UEFA e ribattezzandola UEFA Europa League.

Dalla stagione 2003-2004 il torneo si compone di tre turni iniziali di qualificazione ad eliminazione diretta, le squadre iniziavano a prendere parte a una delle tre fasi in base alla posizione ottenuta nel proprio campionato nazionale ed al coefficiente UEFA della propria federazione(vedi anche la sezione Squadre ammesse). Sedici squadre, quelle meglio classificate nei campionati nazionali più importanti del continente, prendevano direttamente parte alla fase a gruppi senza passare dai turni preliminari. Le squadre sconfitte al terzo turno preliminare venivano ammesse alla Coppa UEFA, mentre le 16 squadre uscite vincenti potevano prendere parte alla fase a gironi, assieme alle altre 16 già ammesse direttamente. La fase a gruppi venne ridotta a una soltanto, con la reintroduzione degli ottavi di finale a eliminazione diretta.

La formula attuale[modifica | modifica sorgente]

Un momento della cerimonia di apertura della finale di Atene del 2006-2007 tra Milan e Liverpool

Nel 2009 è stata operata una riforma della competizione, che ha coinvolto soprattutto i turni preliminari. Le squadre ammesse direttamente ai gruppi sono 22: i campioni d'Europa, le prime tre classificate dei tre migliori campionati, le prime due delle nazioni dal 4º al 6º posto del ranking e i campioni delle federazioni fra il 7º e il 12º posto. I dieci posti residui sono attribuiti attraverso quattro turni preliminari di andata e ritorno, ad eliminazione diretta. Cinque posti sono riservati ai campioni nazionali minori che devono affrontare obbligatoriamente almeno due turni di qualificazione, cui se ne aggiunge un terzo per le federazioni dal 16º posto in giù, e un quarto per i sei più piccoli paesi. Altri cinque ingressi riguardano invece le peggiori piazzate dei quindici migliori campionati: in questo caso si svolgono solo due turni preliminari, dal primo dei quali sono esclusi i club delle cinque migliori nazioni.

Le quindici squadre eliminate negli ultimi due turni preliminari accedono comunque alla UEFA Europa League: le cinque eliminate al terzo turno sono obbligate ad affrontare l'ultimo turno preliminare dell'Europa League, mentre le dieci eliminate al quarto turno accedono direttamente alla fase a gironi.

Nessun cambiamento sostanziale per la formula della competizione vera e propria, confermata sino al 2015. Sono stabiliti solo piccoli ritocchi di calendario: gli ottavi si svolgono nell'arco di un mese (4 partite a settimana), mentre dal 2010 la finale si svolge di sabato per agevolare l'afflusso del pubblico all'atto conclusivo della manifestazione, in uno stadio determinato un paio di anni prima.

La fase a gruppi si compone di 8 gruppi eliminatori di 4 squadre ed ogni squadra gioca con le altre tre due volte, una in casa e una in trasferta. Questa fase dura da metà settembre ai primi di dicembre. Le terze classificate vengono ammesse in Europa League, mentre l'ultima verrà eliminata da ogni torneo. Le prime due passano al turno successivo, ad eliminazione diretta (da fine febbraio fino alla finale di maggio): agli ottavi le prime classificate giocheranno con le seconde e avranno il fattore campo a favore nella partita di ritorno. Nella fase a gironi e negli ottavi non possono disputarsi per regolamento incontri fra squadre della stessa nazione.

In caso di parità di punti fra due o più squadre nella fase a gironi, si utilizzano i seguenti criteri:

  • 1: maggior numero di punti negli scontri diretti (classifica avulsa)
  • 2: miglior differenza reti negli scontri diretti
  • 3: maggior numero di gol segnati negli scontri diretti
  • 4: maggior numero di gol segnati fuori casa negli scontri diretti
  • 5: in caso di più squadre a pari punti, se utilizzando i criteri dall'1 al 4 due squadre sono ancora pari, questi criteri vengono riutilizzati considerando i soli incontri fra queste due
  • 6: miglior differenza reti generale del girone
  • 7: maggior numero di gol segnati nel girone
  • 8: miglior coefficiente UEFA.[3]

Negli incontri a eliminazione diretta, in caso di parità al termine dei 180 minuti è prevista la regola dei gol fuori casa, con tempi supplementari ed eventualmente calci di rigore in caso di ulteriore parità. Anche nella finale a turno unico, in caso di parità si giocheranno tempi supplementari e rigori.

Il 23 maggio 2013 il Comitato Esecutivo dell'UEFA ha deliberato, a partire dalla stagione 2015-2016, la partecipazione in UEFA Champions League della vincitrice della UEFA Europa League,[4] con la conseguente rimozione dello storico limite massimo di quattro club per nazione.[5]

Trofeo[modifica | modifica sorgente]

La forma del trofeo così com'è conosciuto ora fu commissionata nel 1966 per 10.000 franchi svizzeri e la prima squadra a vincere la nuova coppa fu il Celtic Glasgow (vincente nella finale del 25 maggio 1967 a Lisbona contro l'Inter). La forma, con i particolari manici denominati "grandi orecchie", venne approvata dall'allora segretario generale dell'UEFA, Hans Bangerter, sulla base di varie proposte presentate da uno specialista di Berna, Hans Stadelmann. I ritocchi finali furono opera dell'incisore Fred Bänninger dopo 340 ore di lavoro del figlio di Stadelmann, Jürg. La coppa misura 62 cm di altezza e pesa 8.5 kg. Se le versioni del 1973 e del 1976 furono sostanzialmente conformi all'originale del 1966, quella del 1994 variò nel particolare della scritta Coupe des clubs champions européens che da minuscola divenne maiuscola, e del retro su cui si incominciarono a incidere i risultati delle finali, mentre il trofeo attuale, datato 2005, porta incisi sul retro i nomi di tutte le squadre che l'hanno vinto in precedenza, e ha le orecchie più aggraziate.

Dal 1997 il trofeo originale viene consegnato al sindaco della città ospitante la finale, così da poter essere visitato dal pubblico per uno o due mesi prima dell'incontro decisivo.

Multiple-winner badge, logo dei detentori e trofeo originale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Multiple-winner badge.

La squadra vincitrice della Champions League ritira la coppa al termine della cerimonia di premiazione, e riconsegna il trofeo al quartier generale della UEFA due mesi prima della finale della stagione successiva. La UEFA consegna comunque una replica della coppa che viene mantenuta dalla società vincitrice, replica che dal 2009 è delle stesse dimensioni del trofeo originale, mentre in precedenza erano scalate all'80%.

Fino al 2008, era possibile trattenere il trofeo originale per le squadre capaci di aggiudicarsi tre tornei consecutivi o cinque in tutto, ovvero quelle insignite del multiple-winner badge[6], introdotto nella stagione 2000-2001.

Solo cinque società detengono il trofeo originale oltre che il citato stemma:

  • Real Madrid (Spagna): 10 titoli (dal 1955-1956 al 1959-1960, 1965-66, 1997-1998, 1999-2000, 2001-2002 e 2013-2014), 5 dei quali consecutivi.
  • Milan (Italia): 7 titoli (1962-63, 1968-69, 1988-89, 1989-90, 1993-94, 2002-03, 2006-07).
  • Liverpool (Inghilterra): 5 titoli (1976-1977, 1977-1978, 1980-1981, 1983-1984 e 2004-2005).
  • Bayern Monaco (Germania): 5 titoli (dal 1973-1974 al 1975-1976, 2000-2001 e 2012-2013), 3 dei quali consecutivi.
  • Ajax (Paesi Bassi): 4 titoli (dal 1970-1971 al 1972-1973 e 1994-1995), 3 dei quali consecutivi.

Dal 2009, la coppa originale, che è la sesta utilizzata viste le cinque assegnazioni permanenti e che è in uso dal 2006, resta in ogni caso alla UEFA, ferma restando l'assegnazione del multiple-winner badge alle squadre che ne soddisfino i requisiti.[7]

Queste squadre vengono contraddistinte da un particolare stemma inizialmente di colore blu e divenuto argento dal 2012, raffigurante la coppa stilizzata con all'interno il numero di Champions League (e Coppe Campioni) vinte, posto sulla manica sinistra della divisa ufficiale.

Nell'edizione 2004-2005 l'UEFA ha introdotto il logo dei detentori (in inglese title-holder badge), da apporre sulla manica destra della maglia della detentrice del trofeo nella stagione successiva alla vittoria. La prima squadra a indossare il logo dei detentori è stato il Porto[8].

Squadre ammesse[modifica | modifica sorgente]

All'UEFA Champions League possono partecipare le squadre che militano nei campionati associati alla UEFA (eccetto quelle del Liechtenstein che non organizza un proprio campionato), in base alla posizione in classifica ottenuta durante la precedente stagione. A queste si aggiunge per diritto la squadra detentrice del trofeo.

Ogni nazione quindi, apporta un numero di partecipanti differente a seconda della difficoltà del proprio campionato, calcolato in base al coefficiente UEFA. Secondo questa classifica, viene deciso il numero di squadre partecipanti:

  • dalla prima alla terza nazione: si qualificano le squadre classificate dal 1º al 4º posto,
  • dalla quarta alla sesta nazione: si qualificano le squadre classificate dal 1º al 3º posto,
  • dalla settima alla quindicesima nazione: si qualificano le squadre classificate al 1º e al 2º posto,
  • oltre la sedicesima nazione: si qualifica solo la squadra classificata al 1º posto,

Il coefficiente UEFA determina automaticamente a che livello una squadra dovrà iniziare a competere: i primi tre campionati, che apportano 4 squadre, vedono le prime tre classificate iniziare dai gironi all'italiana, mentre la quarta dovrà iniziare dai play-off Champions League, ovvero dal quarto turno di qualificazione.

Le successive tre nazioni iscrivono due squadre direttamente alla fase a gironi, e una ai preliminari; le seguenti sei federazioni di posti assicurati nei gironi ne hanno uno solo a testa, con un posto nei preliminari.

Le altre nazioni devono necessariamente passare integralmente dai preliminari, con due formazioni le prime tre, e una sola tutte le altre.

Oltre ai già citati meriti sportivi, ogni club deve ricevere una particolare licenza dalla propria associazione calcistica per partecipare alla Champions League, utile a comprovare l'adeguatezza dello stadio, delle infrastrutture e della stabilità finanziaria.

Informazioni finanziarie[modifica | modifica sorgente]

La Champions League è una competizione dalle grandi possibilità economiche per i club che vi partecipano e che riescono a giocare il maggior numero di partite. L'UEFA, infatti, distribuisce parte dei ricavi ottenuti dalle vendite dei diritti televisivi in tutta Europa tra le squadre partecipanti in base ai livelli raggiunti (gironi, quarti di finale, semifinali e finale). Per esempio i guadagni ottenuti dai club che hanno preso parte all'edizione 2004-2005 sono compresi tra i 3,8 milioni di euro dello Sparta Praga ai 30,6 milioni di euro del vincente Liverpool. Per le italiane: 26 milioni di euro al Milan, 15 alla Juventus, 14,9 all'Inter e 10,6 milioni alla Roma.

Nel torneo 2005-2006 sono stati distribuiti 430 milioni di euro tra le 32 formazioni partecipanti.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro della UEFA Champions League.
Squadra Vittorie Finali perse
Spagna Real Madrid Real Madrid 10 3
Italia Milan Milan 7 4
Germania Bayern Monaco Bayern Monaco 5 5
Inghilterra Liverpool Liverpool 5 2
Spagna Barcellona Barcellona 4 3
Paesi Bassi Ajax Ajax 4 2
Italia Inter Inter 3 2
Inghilterra Manchester Utd Manchester Utd 3 2
Portogallo Benfica Benfica 2 5
Italia Juventus Juventus 2 5
Inghilterra Nottingham Forest Nottingham F. 2 0
Portogallo Porto Porto 2 0
Germania Amburgo Amburgo 1 1
Germania Bor. Dortmund Bor. Dortmund 1 1
Scozia Celtic Celtic 1 1
Inghilterra Chelsea Chelsea 1 1
Francia O. Marsiglia O. Marsiglia 1 1
Romania Steaua Bucarest Steaua Bucarest 1 1
Inghilterra Aston Villa Aston Villa 1 0
Paesi Bassi Feyenoord Feyenoord 1 0
Paesi Bassi PSV PSV 1 0
Serbia Stella Rossa Stella Rossa 1 0

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Marchi, Europa tra sorrisi e vecchie glorie in il Giornale, 7 novembre 1992, p. 24.
  2. ^ La Coppa dei cambiamenti, LECHAMPIONS.it, 23 luglio 2009. URL consultato il 23 maggio 2010.
  3. ^ (EN) Regulations of the UEFA Champions League (PDF), UEFA.com. URL consultato il 5 ottobre 2012.
  4. ^ Bonus per i vincitori della UEFA Europa League in UEFA.com, 24 maggio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  5. ^ Non è ancora stato chiarito se la possibilità di iscrivere cinque club per una delle tre migliori nazioni varrà, come può apparire logico, anche nel caso in cui i vincitori della Champions League non si piazzino nei primi quattro posti di uno dei tre migliori campionati europei, o se tale evenienza si verificherà solo nel caso in cui ciò accada ai vincitori dell'Europa League.
  6. ^ (EN) Capitolo XI, articolo 19º, paragrafo 14º: multiple-winner badge (PDF), Regolamento dell'UEFA Champions League 2009-2010, 24 marzo 2009. URL consultato il 23 maggio 2010.
  7. ^ (EN) Regulations of the UEFA Champions League (PDF), UEFA.com. URL consultato il 19 agosto 2013.
  8. ^ Foto del multiple-winner badge e del title-holder badge, Flickr. URL consultato il 23 maggio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Mike Mike, Champions League Yearbook 2007/2008, Know the Score Books, 2007, ISBN 1-905449-93-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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