Massacro di Ponary

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Coordinate: 54°47′N 24°55′E / 54.783333°N 24.916667°E54.783333; 24.916667

Il monumento a Paneriai

Il massacro di Paneriai, avvenuto nel contesto dell'Olocausto, riguardò lo sterminio della popolazione ebraica di nazionalità polacca di Vilnius (odierna Lithuania). Il nome deriva da una località collinare distante circa dieci chilometri dal centro della città di Vilnius, Paneriai (in polacco: Ponary, in tedesco: Ponaren), che sorge nei pressi della ferrovia Vilnius-Varsavia.

Il massacro[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'annessione della Lituania da parte dell'Unione Sovietica, effettuata nel quadro del Patto Molotov-Ribbentrop che prevedeva la spartizione dell'Europa orientale in due sfere di influenza, le autorità sovietiche iniziarono la costruzione di grandi depositi di carburante per i vicini aeroporti militari di Vilnius. I lavori di costruzione vennero interrotti nel 1941, in seguito alla invasione tedesca dei territori sovietici. Tra il luglio 1941 e l'agosto 1944, Paneriai divenne un luogo di eccidi che, alla fine, contarono più di 100.000 vittime, per la maggior parte ebrei di nazionalità polacca, provenienti dalla vicina città di Vilnius. Le esecuzioni vennero portate a termine dagli Einsatzgruppen (composti da appartenenti alle SS e all'SD) tedeschi coadiuvati da una unità della locale polizia lituana, la Ypatingasis Būrys. Le vittime venivano solitamente denudate, portate sull'orlo di profonde fosse e uccise con un colpo alla nuca oppure da sventagliate di mitra.

Il massacrò inizio nel luglio del 1941 quando una speciale unità dell'Einsatzkommando 9 radunò 5.000 ebrei di Vilnius e li uccise a Paneriai. Successivi eccidi, spesso promossi dalla polizia lituana, ebbero luogo durante l'estate e l'autunno: alla fine dell'anno oltre 40.000 ebrei erano stati uccisi a Paneriai.

Il numero totale delle vittime fino alla fine del 1944 si aggira dalle 70.000 alle 100.000. In seguito alle esumazioni post-belliche operate dalle forze sovietiche del 2º Fronte bielorusso, circa l'80% delle vittime fu di origine ebraica e proveniente dalle vicine città polacche e lituane, mentre il restante era composto da membri dell'intellighenzia e dell'esercito polacco, inclusi circa 7.500 prigionieri di guerra uccisi nel 1941. Nelle ultime fasi del massacro vennero uccisi anche un piccolo numero di vittime di altre nazionalità: russi, zingari e comunisti lituani. Le uccisioni di Paneriai sono attualmente motivo di indagine ed approfondimento per la sezione di Danzica dell'Istituto polacco del Ricordo nazionale (in polacco: Instytut Pamięci Narodowej, IPN).

All'avvicinarsi delle truppe sovietiche nel 1943, le autorità tedesche cercarono di nascondere le atrocità commesse: un'unità di 80 internati del vicino campo di concentramento di Stutthof fu trasferita ed incaricata di esumare i corpi per poi bruciarli. Le ceneri vennero miscelate con sabbia e reinterrate. Dopo sei mesi di lavoro, il 19 aprile 1944, l'unità di internati riuscì a fuggire e 11 sopravvissero per raccontare ciò che era successo.

Il luogo del massacro è oggi ricordato da un memoriale dedicato alle vittime dell'Olocausto e da un piccolo museo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Il'ja Ehrenburg, Vasilij Grossman. Il libro nero. Il genocidio nazista nei territori sovietici 1941-1945. Mondadori Oscar Storia, 2001. ISBN 8804486562

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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