Maribor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maribor
comune
Maribor – Veduta
Dati amministrativi
Stato Slovenia Slovenia
Regione statistica Oltredrava
Sindaco Andrej Fištravec
Territorio
Coordinate 46°33′17″N 15°38′48″E / 46.554722°N 15.646667°E46.554722; 15.646667 (Maribor)Coordinate: 46°33′17″N 15°38′48″E / 46.554722°N 15.646667°E46.554722; 15.646667 (Maribor)
Altitudine 274 m s.l.m.
Superficie 147,5 km²
Abitanti 94 809 (01/01/2013)
Densità 642,77 ab./km²
Altre informazioni
Lingue sloveno
Cod. postale 2000
Prefisso (+386) 02
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 SI-070
Targa MB
Provincia storica Stiria
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Slovenia
Maribor
Maribor – Mappa
Sito istituzionale

Maribor (in italiano Marburgo o Marburgo sulla Drava[1], in tedesco Marburg an der Drau) è una città slovena di circa 112.000 abitanti, secondo centro più popoloso dello stato dopo la capitale Lubiana nonché capoluogo e maggiore città della regione della Bassa Stiria, parte Slovena dell'ex provincia austro-ungarica di Stiria. È situata sul fiume Drava, nel punto in cui si incontrano i monti Pohorje, la Valle della Drava, la Piana della Drava e le catene collinari del Kozjansko e del Slovenske gorice.

È stata Capitale europea della cultura per il 2012 assieme a Guimarães.

Lo stemma della città mostra un piccione verde che scende in volo verso un castello bianco con due torri e un cancello, su un campo rosso.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Censimento Slovenia 2002
3,68% madrelingua croata
1,25% madrelingua serbo-croata
86,13% madrelingua slovena
1,80% madrelingua serba

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima menzione della città risale al XIII secolo. Marburgo venne assediata due volte dagli invasori turchi, ma la città rimase sotto il controllo degli Asburgo fino alla fine della prima guerra mondiale, quando lo sloveno Rudolf Maister organizzò un'operazione militare che assicurò Marburgo e l'area circostante all'appena costituito Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

Prima della guerra l'80% della cittadinanza dichiarò come lingua d'uso il tedesco: molti tra questi erano sloveni germanizzati, che venivano chiamati dai loro ex connazionali col termine dispregiativo di Nemčuri. Il 20% invece dichiarò come lingua d'uso lo sloveno, ma gran parte del capitale e della vita pubblica era in mano tedesca. L'area circostante era popolata in grande maggioranza da sloveni, anche se molti tedeschi vivevano in piccoli centri come Ptuj.

Durante la prima guerra mondiale, molti sloveni in Carinzia e Stiria furono imprigionati in quanto considerati nemici dello Stato, il che avrebbe provocato successivi conflitti tra austriaci tedeschi e sloveni. Dopo la caduta dell'Impero Austro-Ungarico, Marburgo fu contesa tra lo Stato degli Sloveni, Croati e Serbi (di vita effimera, venne sostituito alla fine del 1918 dal Regno dei Serbi, Croati e Sloveni) e dalla Prima Repubblica Austriaca. Tra fine ottobre e novembre 1918, l'ex maggiore austriaco di etnia slovena Rudolf Maister occupò la città, sciolse la giunta cittadina e proclamò l'annessione di Marburgo e di tutta la Bassa Stiria al neonato stato jugoslavo.

Il 27 gennaio 1919, mentre la popolazione attendeva nella piazza principale l'arrivo di una delegazione americana che aveva l'incarico di verificare la situazione etnica per le successive trattative di pace, le truppe slovene al comando di Maister chiusero gli accessi alla piazza e aprirono il fuoco, causando 13 morti e oltre 60 feriti tra i civili. La giornata viene tradizionalmente ricordata nelle fonti tedesche come Marburger Blutsonntag (Domenica di sangue di Marburgo)[2]. Le fonti slovene tendono a rovesciare la responsabilità sui germanofoni, affermando che ci fu un attacco dei dimostranti contro le truppe slovene, le quali comunque non lamentarono morti o feriti.

Successivamente, la città fu assegnata al Regno di Jugoslavia, e già nel primo censimento post-bellico del 1921 la percentuale dei germanofoni di Maribor scese al 25%, oscillando su questa percentuale durante tutti gli anni trenta, quando la città fu comunque teatro di una massiccia immigrazione di profughi sloveni della Venezia Giulia che fuggivano le persecuzioni del regime fascista. La politica del neonato stato jugoslavo fu fortemente discriminatoria contro i tedeschi, tendendo alla loro rapida slovenizzazione[3]. Pur in un contesto così sfavorevole, vennero mantenuti alcuni diritti quali l'insegnamento nella propria lingua materna (fortemente contrastato), e alcune famiglie germanofone di Maribor rimasero fra le più preminenti della città.

Nel 1941 l'intera parte jugoslava della Stiria venne annessa al Terzo Reich. Adolf Hitler visitò la città e ordinò ai suoi seguaci di "rendere questa terra di nuovo tedesca", scatenando un'ondata di violenza contro gli sloveni. Maribor - maggior centro industriale della regione, con un'estesa industria degli armamenti - venne bombardata sistematicamente dagli Alleati durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la liberazione del 1945, tutti i tedeschi vennero espulsi dalla città e dal circondario: molti vennero trucidati. Maribor capitalizzò la sua vicinanza all'Austria e la sua manodopera esperta, e si sviluppò come un importante centro di transito, industriale e culturale della Slovenia orientale. Dopo la secessione della Slovenia dalla Jugoslavia nel 1991, la perdita del mercato iugoslavo mise a dura prova l'economia cittadina, basata sull'industria pesante, producendo dei livelli record di disoccupazione di quasi il 25%. La situazione e migliorata a partire dalla metà degli anni novanta, con lo sviluppo della piccola e media impresa.

Di Maribor è originaria la famiglia italiana di religione ebraica Morpurgo, espulsa dalla città nel XVI secolo e rifugiatasi a Gradisca.[4]

Società[modifica | modifica sorgente]

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

La parte vecchia di Maribor, Lent, e la Drava

Maribor è sede di una università, fondata nel 1976.

Vi si trova inoltre la più vecchia pianta di vite del mondo, chiamata Stara trta, che ha più di 500 anni.

Ogni gennaio, la stazione sciistica di Maribor (Mariborsko Pohorje), situata alla periferia della città sui declivi del monte Pohorje, ospita gare di slalom speciale e slalom gigante femminile valide per la Coppa del Mondo di sci alpino, note come Zlata lisica (La volpe dorata).

Ogni giugno, per due settimane, si tiene il Festiva Lent (il nome deriva dal nome del quartiere sul fiume), con centinaia di eventi musicali, teatrali e di altro genere.

Persone legate a Maribor[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La squadra principale della città è il Nogometni Klub Maribor.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ [2] Documento dal Museo di Niedersulz in Austria
  3. ^ [3] Sito plurilingue sui tedeschi della zona di Gottschee (oggi Kočevje)
  4. ^ Emidio De Felice, Dizionario dei cognomi italiani, Milano, Mondadori, 1978.
  5. ^ città gemellate dal sito di Graz. URL consultato il 19 dicembre 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]