Slalom gigante

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Lo slalom gigante, detto anche brevemente gigante, è una delle discipline dello sci alpino. Si tratta di una gara in cui gli sciatori sono tenuti a passare attraverso una serie di porte, alternate rosse e blu, disposte sul tracciato. Rispetto allo slalom speciale è molto più veloce, poiché le curve hanno un raggio maggiore.

I cambi di direzione sono l'11-15% del dislivello, che per la FIS è di 250-400 metri per i giganti femminili e di 250-450 metri per quelli maschili. Le porte sono larghe 4-8 metri e distanti al minimo 10 metri.[1] Una discesa di solito richiede un tempo compreso fra 1'05" e 1'30", con velocità media tra i 60 e gli 80 km/h.[2]

Descrizione della gara[modifica | modifica sorgente]

Tipicamente una gara di slalom gigante si svolge in due manche, e risulta vincitore lo sciatore che ha realizzato il tempo complessivo minore sulle due prove, senza saltare nessuna porta. Nelle competizioni di coppa del mondo vengono ammessi alla seconda manche solo i migliori 30 classificati della prima manche. L'ordine di partenza della seconda prova è l'inverso della classifica provvisoria della prima manche (il primo a partire è quindi il trentesimo classificato). Anche nelle normali gare FIS o FISI viene effettuata l'inversione dei trenta, ma vengono ammessi alla seconda manche tutti i classificati della prima prova: il trentunesimo classificato partirà dopo il leader provvisorio, alle sue spalle il trentaduesimo e così via. In alcune gare FISI lo slalom gigante viene disputato su una sola manche.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La prima gara internazionale di slalom gigante in Italia fu disputata il 20 gennaio 1935 sulle piste del Mottarone, in Piemonte. Quel giorno era in programma una gara di discesa libera, ma a causa della poca neve il commissario decise di stabilire dei passaggi obbligati con porte, con raggio molto simile a quelle attuali, per rallentare i concorrenti lungo la gara di discesa. Dato che la pista era lunga appena 1,5 chilometri si corsero due manche[3].

Lo slalom gigante è stato introdotto dalla Federazione Internazionale Sci (FIS) negli anni 1950; fino ad allora, esistevano in pratica due sole discipline alpine, lo slalom (speciale) e la discesa libera. Lo slalom gigante fu aggiunto al programma dei Mondiali di sci alpino a partire dall'edizione del 1950, e ai Giochi olimpici invernali dal 1952. La Coppa del Mondo di slalom gigante è stata istituita nella stagione 1966/1967, quando la FIS ha creato il circuito della Coppa del Mondo di sci alpino.

Differenze tra slalom gigante e slalom speciale[modifica | modifica sorgente]

Storicamente, lo slalom gigante è un'evoluzione dello slalom speciale. Assieme costituiscono le discipline tecniche dello sci alpino, contrapposte alle discipline veloci (discesa libera e supergigante). Nello slalom gigante la velocità di percorrenza è superiore allo speciale, perché, pur disputandosi sovente sulle stesse piste, le porte nel gigante sono poste a distanze maggiori e con un arco di curva più ampio. In questo modo gli sciatori perdono meno velocità. Anche le porte sono diverse. Nel gigante ogni porta è segnalata da due coppie di pali, e i pali di ogni coppia sono uniti da un pannello di tessuto. Nello slalom speciale, invece, le porte sono segnalate da due pali singoli, privi di bandierine.

Le differenze riguardano anche gli attrezzi. Gli sci da gigante sono più lunghi (190 o 195 cm per gli uomini, 183 o 188 cm per le donne per la coppa del mondo, 180 e 175 per ogni altra competizione) e più morbidi di quelli da speciale. Inoltre per gli sci da gigante esiste un raggio di curvatura minimo (35 metri per gli uomini, 30 metri per le donne) che viene calcolato con un'apposita formula ed è stato imposto per impedire agli atleti di curvare troppo facilmente. I bastoncini presentano una curvatura (mentre quelli da speciale sono diritti) e la loro impugnatura è priva della protezione richiesta nello speciale per il frequente impatto con i pali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ FIS, op. cit., p. 98
  2. ^ Cotelli, op. cit., p. 7, 159
  3. ^ Francesco Vida. La storia dello sci in Italia.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

sport invernali Portale Sport invernali: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sport invernali