Chambéry

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Chambéry
comune
Chambéry – Stemma
Il teatro Charles Dullin
Il teatro Charles Dullin
Dati amministrativi
Stato Francia Francia
Regione Blason Rhône-Alpes Gendarmerie.svg Rodano-Alpi
Dipartimento Armoiries Savoie 1180.svg Savoia
Arrondissement Chambéry
Cantone Chambéry-Est
Chambéry-Nord
Chambéry-Sud
Chambéry-Sud-Ovest
Territorio
Coordinate 45°34′00″N 5°55′00″E / 45.566667°N 5.933333°E / 45.566667; 5.933333 (Chambéry)Coordinate: 45°34′00″N 5°55′00″E / 45.566667°N 5.933333°E / 45.566667; 5.933333 (Chambéry)
Altitudine 270 m s.l.m.
Superficie 20,99 km²
Abitanti 58 272[1] (2009)
Densità 2 776,18 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 73000
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 73065
Localizzazione
Chambéry è posizionata in Francia
Chambéry
Sito istituzionale

Chambéry (pronuncia francese [ʃɑ̃be'ʁi] – Chambèri in francoprovenzale; in italiano (desueto) Ciamberì[2] o Sciamberi[3] – è un comune francese di 58.272 abitanti (INSEE) capoluogo del dipartimento della Savoia della regione del Rodano-Alpi. Sebbene geograficamente faccia parte della regione fisica francese, la città – che mantiene ancora una significativa minoranza italiana[4] – è stata parte del Regno di Sardegna fino al 1860 con il nome di Ciamberì. Costituisce uno dei poli più significativi del cosiddetto Solco alpino.

Indice

Etimologia [modifica]

Camefriacum, 1016 (Cart. Saint-André, Append., n° 44) Camberiacum, 1029.

Secondo l'abate A. Gros, da un *Cambariacum, possedimento di un certo *Cambarius < cambarus, astice (chambero in francoprovenzale).

Storia [modifica]

L'antico borgo sorse nei pressi di un castello del X secolo; all'inizio dell'XI secolo passò a Goffredo di Chambéry. Berlione II fondò successivamente la città di Villeneuve de Chambéry che fu unita alla città vecchia da Amedeo V di Savoia nel 1288. Passò poi ai francesi nel 1536 e di nuovo ai Savoia nel 1559.

Quando nel XVIII secolo la contea di Savoia divenne provincia di Savoia, una delle sei suddivisioni dell'intendenza generale della Savoia, Chambéry ne era inclusa.[5]

A seguito dell'ingresso del generale Montesquiou, il 22 settembre 1792, la provincia venne inclusa nel territorio della Repubblica francese con il decreto del 27 novembre 1792, con il nome di "dipartimento del Monte Bianco". Così sui nove distretti creati, quello di Chambéry era diviso in 22 cantoni che raggruppavano 183 comuni.[6] Tale rimase naturalmente nel periodo bonapartiano, conoscendo un importante sviluppo culturale ed economico che determinò, nei successivi decenni, un diffuso sentimento filofrancese nella cittadinanza.

Con la restaurazione Chambéry tornò a far parte del Regno di Sardegna.

Durante gli anni '50 del XIX secolo l'insofferenza contro il Piemonte si accentuò con episodi di aperta ribellione, culminati con il rifiuto di partecipare, il 27 febbraio 1855, alla Festa dello Statuto da parte della Guardia Nazionale di Ciamberi. Il corpo venne sciolto con Regio Decreto il 19 maggio dello stesso anno.[7]

Dopo alterne vicende, nel 1860 fu annessa con l'intera Savoia alla Francia.

Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]

Evoluzione demografica [modifica]

Abitanti censiti

Personaggi celebri [modifica]

Gemellaggi [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ INSEE popolazione legale totale 2009
  2. ^ Gazzetta piemontese, 1º luglio 1826. URL consultato in data 31 marzo 2011.
  3. ^ Vocabolario italiano e latino: diviso in due tomi. URL consultato in data 31 marzo 2011.
  4. ^ Cfr.: Chambéry, coleurs d'Italie, www.chambery.fr; cfr.: Chambéry: informazioni turistiche su storia, origini e attualità, paesionline.it; per un approfondimento sulla distribuzione e i presupposti storici della presenza italiana in Francia cfr. Emanuele Toscano, Le nuove emigrazioni italiane e le attività dell'INCA all'estero, La Sapienza, Roma
  5. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 60.
  6. ^ (FR) J.-J. Vernier, Études historiques et géographiques sur la Savoie, Le Livre d'Histoire - Res Universis, 1896 (edizione 1993), ISBN 2-7428-0039-5, issn=0993-7129, p. 96
  7. ^ Alfredo Comandini, L'italia nei cento anni del secolo XIX, Tomo III 1850-1860, Antonio Vallardi Editore, Milano, 1907-1918

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