Gradisca d'Isonzo
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 32 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 10 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 645 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | nessuna | ||||||||
| Comuni contigui: | Farra d'Isonzo, Fogliano Redipuglia, Mariano del Friuli, Moraro, Romans d'Isonzo, Sagrado, Villesse | ||||||||
| CAP: | 34072 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0481 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 031008 | ||||||||
| Codice catasto: | E124 | ||||||||
| Nome abitanti: | gradiscani | ||||||||
| Santo patrono: | San Pietro e San Paolo | ||||||||
| Giorno festivo: | 29 giugno | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Gradisca d'Isonzo (Gardiscje in friulano, Gardiscja nel dialetto locale), è un comune di 6.616 abitanti in provincia di Gorizia.
Indice |
[modifica] Geografia
Rappresentato nelle carte IGM al 25.000: 40A-IV-SO
[modifica] Storia
[modifica] Le origini del nome
Il toponimo di Gradisca, comune nella regione, ha probabilmente origini slave: gradišče ("luogo fortificato") e per estensione, poi, mutato col significato di paese, forte o castello. Secondo altre fonti, invece, il nome del paese potrebbe avere origine gotica o longobarda: warda, o wardicula (con influenze latine), cioè "piccolo posto di osservazione".
[modifica] Dalle origini al '700
Il primo documento, ancora oggi conservato, che parla dell'abitato risale al 1176 e descrive Gradisca come un villaggio agricolo di sette famiglie, alcune di origine slava altre di matrice latina, sottoposte alla giurisdizione del Patriarca di Aquileia.
La storia tace per i successivi trecento anni, giungendo sino al 1420 quando la Repubblica di Venezia annette il Patriarcato di Aquileia e di conseguenza anche Gradisca nel 1473.
La città è parte dello stato veneziano dal 1479 al 1511, periodo in cui viene consolidata attraverso una rifondazione della stessa, ora infatti veniva concepita come un baluardo di difesa della Serenissima (e della cristianità) contro i turchi. La Repubblica di Venezia, infatti, aveva da poco occupato il Friuli e si apprestava a organizzare il territorio in difesa dei propri domini. Così facendo, nel giro di poco tempo, il borgo agricolo si fortifica ed acquisisce importanza a tal punto che sembra che, nel 1500, Leonardo da Vinci si porti proprio a Gradisca (per incarico del Senato Veneto), per mettere a punto nuove armi e sistemi di difesa dell'avamposto.
Nel 1511, i lanzichenecchi di Massimiliano I prendono possesso della fortezza: da questo momento Gradisca diventa imperiale. Dal 1615 al 1617 Venezia tentò di riprendere il controllo del territorio, dando inizio alla Guerra di Gradisca: gli austriaci riuscirono a resistere agli attacchi veneziani e al termine della guerra Gradisca diventò capitale della nuova Contea di Gradisca, che in seguito sarà venduta da Ferdinando III, per far fronte alle spese della Guerra dei Trent'anni, al principe Giovanni Antonio di Eggenberg.
Tra il 1647 ed il 1717, sotto i Principi di Eggenberg, Gradisca vive il suo periodo d'oro: l'abitato si arricchisce di palazzi e di istituzioni pubbliche. Il piccolo Stato, amministrato da uomini di valore come Francesco Ulderico della Torre (discendente dalla famiglia dei Torriani, signori di Milano), ha una propria autonomia anche in materia legislativa, monetaria e di mensura. Nel 1717, con l'estinzione della linea maschile del casato degli Eggenberg, la contea tornò ad essere asburgica.
Nel 1754, sotto il governo di Maria Teresa d'Austria, la città e il suo territorio vengono fusi alla Contea di Gorizia, venendo a formare una nuova entità statale: la Principesca Contea di Gorizia e Gradisca.
[modifica] Dall'800 ad oggi
Nel 1855, il feldmaresciallo Radetzky, governatore del Lombardo-Veneto, consente l'abbattimento di parte delle mura della fortezza, accogliendo una richiesta dei cittadini per dare alla città maggior respiro: nel 1863 viene così creata la "Spianata", un pregevole luogo di ritrovo che dall'inizio del XX secolo si arricchirà di splendidi caffé e locali alla moda.
Nel 1914 scoppia la Prima guerra mondiale: i gradiscani vi partecipano sotto l'uniforme austro-ungarica, principalmente sul fronte orientale, molti disertano e fuggono verso l'Italia per sfuggire l'arruolamento o per motivi ideologici e nazionalistici. Durante la ritirata di Caporetto la città viene data alle fiamme subendo gravi danni. Al termine della guerra, il 6 gennaio 1921, la città viene annessa all'Italia.
Nel maggio del 1945, al termine del secondo conflitto mondiale, la comunità gradiscana teme l'annessione alla Jugoslavia di Tito, ma il 12 giugno dello stesso anno un nuovo compromesso tra lo stato socialista e quello italiano mantengono la sovranità italiana sul territorio.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Luoghi d'interesse
- Duomo
- Parti della cinta muraria
- Chiesa di Santo Spirito, in cui è notevole la Pala d'altare della Vergine, opera di Pompeo Randi
- Leone alato, simbolo della Repubblica di Venezia, al centro di Piazza Unità
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità
- Marziano Ciotti, garibaldino
- Gino Colaussi, calciatore campione del mondo 1938
- Luigi Spazzapan, pittore
- Maria Bergamas
[modifica] Amministrazione Comunale
Sindaco: Franco Tommasini; (Rinnovare Gradisca/Uniti per Gradisca) dal 13/06/2004
Centralino del comune: 0481/967944
Email del comune: segretario@com-gradisca-d-isonzo.regione.fvg.it
[modifica] Collegamenti esterni
- Gradisca d'Isonzo tra i borghi più belli d'Italia
- Centro Isontino di Ricerca e Documentazione Storica e Sociale
- La corale
- Lingua: friulano goriziano
- Capriva del Friuli · Cormons · Dolegna del Collio · Farra d'Isonzo · Gorizia · Gradisca d'Isonzo · Mariano del Friuli · Medea · Moraro · Mossa · Romans d'Isonzo · San Floriano del Collio · San Lorenzo Isontino · Villesse


