Ptuj

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Ptuj
Stato: Bandiera della Slovenia Slovenia
Regione statistica: Oltredrava
Latitudine:  46° 21' 18" N
Longitudine:  15° 45' 36" E
Altitudine:   m s.l.m.
Superficie: 66,7 km²
Popolazione:
 - Totale
 - Densità
(2002)
23.242 ab.
348,46 ab./km²
CAP: 2250
Pref. telefonico: 02
Sito istituzionale

Ptuj (detta in italiano Petovio e in tedesco Pettau) è una delle undici città della Slovenia. Si trova nella regione di Podravje, nella Slovenia nord-orientale, e conta oltre 23.000 abitanti.

Indice

[modifica] Storia

Ptuj è anche una delle città più vecchie della Slovenia. La sua storia risale all'età della pietra, ma la città ha vissuto il suo massimo splendore nel periodo romano. Il nome ha origine all'epoca dell'imperatore Traiano, che concesse all'insediamento lo status di città e la battezzò Colonia Ulpia Traiana Poetovio. Nel 69 d.C. l'imperatore Vespasiano venne eletto a Ptuj, e la prima menzione scritta della città è dello stesso anno. Nel X secolo Ptuj ottenne i diritti cittadini (precisamente nel 977).

Conquistata dai Goti, fu distrutta dagli Unni nel 452, e successivamente venne occupata dagli Slavi nel VI secolo. Nel 874 venne infeudata al vescovo di Salisburgo; distrutta dagli Ungari, fu ricostruita nel 1125. Dal 1573 fece parte dei domini degli Asburgo.

Una veduta di Ptuj.
Una veduta di Ptuj.

Secondo il censimento austroungarico del 1910, l'86% della popolazione del centro storico era di lingua tedesca mentre nei dintorni predominava l'elemento sloveno. Al termine della prima guerra mondiale Ptuj venne dapprima inserita nella Prima repubblica austriaca, ma dopo l'intervento del generale sloveno Rudolf Maister, il territorio della Bassa Stiria, fu incluso nella nascente Jugoslavia. Nel periodo interbellico la popolazione di lingua tedesca calò considerevolmente.

Dopo l'invasione della jugoslavia dell'aprile 1941, Ptuj fu occupata dalla truppe tedesche. Fino al 1944 la popolazione di lingua slovena subì deportazioni e le loro abitazioni vennero occupate da cittadini di lingua tedesca provenienti dall'Alto Adige e dal Kočevsko. Analoga sorte toccò al termine della guerra ai cittadini di lingua tedesca che abbandonarono l'area. Attualmente l'elemento etnico quasi esclusivo infatti è quello sloveno.

[modifica] Economia

Già al tempo dei vescovi la città di Ptuj divenne un fiorente centro mercantile, specializzato soprattutto nel commercio del vino. Questo scatenò a più riprese delle vere e proprie geurre con la vicina Maribor, che era già in mano asburgiche. La conorrenza con la vicina Maribor venne però perduta da Ptuj dopo il ripristino della strada tra Vienna e Trieste e la costruzione della linea ferroviaria (1847-1850). La città perse la sua natura commerciale e si sviluppò come centro vitivinicolo.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Minoritski samostan. Il convento dei Minoriti eretto nel 1280, conserva una biblioteca con 5.000 volumi anche di origine medioevale. Dopo la seconda guerra mondiale non è stato più ricostruita l'ala Nord.
  • Mestna hiša. Edificio del 1907 in stile neogotico, ospita il Municipio cittadino.
  • Mestni stolp. Torre civica del 1556, rappresenta il monumento più importante del centro di Ptuj. Venne abbassata nel 1705 per ragioni di sicurezza dopo un vasto incendio.
  • Ptujski grad. Il castello cittadino sorge sulla collina che domina la città, ove sono state ritrovate testimonianze preistoriche. Creato tra il XIII secolo e il XIV, ingloba strutture anche più antiche, come la torre Ovest (del IX secolo). Notevole il porticato e il doppio loggiato sul cortile interno opera di Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio di Baldassarre, architetto senese. Dal 1945 è passato dagli ultimi proprietari, gli Herbstein, allo Stato che ha inserito al suo interno il Pokrajinski muzei Ptuj (Museo provinciale di Ptuj).

[modifica] Località

Il comune città di Ptuj è diviso in 10 insediamenti (naselja):

  • Grajena
  • Grajenščak
  • Kicar
  • Krčevina pri Vurbergu
  • Mestni Vrh
  • Pacinje
  • Podvinci
  • Ptuj
  • Spodnji Velovlek
  • Spuhlja

[modifica] Personaggi celebri

[modifica] Città gemellate

[modifica] Collegamenti esterni

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