Évora

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Évora
comune
Évora – Stemma Évora – Bandiera
Évora – Veduta
Localizzazione
Stato Portogallo Portogallo
Regione Alentejo
Distretto Évora
Territorio
Coordinate 38°34′N 7°54′W / 38.566667°N 7.9°W38.566667; -7.9 (Évora)Coordinate: 38°34′N 7°54′W / 38.566667°N 7.9°W38.566667; -7.9 (Évora)
Altitudine 295 m s.l.m.
Superficie 1 306 km²
Abitanti 56 519 (2001)
Densità 43,28 ab./km²
Comuni confinanti Arraiolos, Estremoz, Montemor-o-Novo, Portel, Redondo, Reguengos de Monsaraz, Viana do Alentejo
Altre informazioni
Cod. postale 7000-000 a 7049-999
Prefisso (+351) 266
Fuso orario UTC+0
Subregione Alto Alentejo
Cartografia

Évora – Localizzazione

Sito istituzionale

Évora è una città portoghese, la più grande della regione dell'Alentejo e capoluogo del distretto omonimo. È sede di un'università seconda per antichità solo a quella di Coimbra, essendo stata fondata nel 1559.

È dotata di cinta muraria (opere risalenti a epoche diverse, le ultime del XVII secolo)[1] e dominata da una cattedrale medioevale che torreggia sul labirinto di stradine del centro storico. Per la numerosa presenza di testimonianze architettoniche negli stili più vari (gotico, rinascimentale, manuelino, neoclassico, manieristico e barocco) è considerata una città-museo e dal 1986 è Patrimonio dell'umanità UNESCO.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il luogo fu abitato già dalla preistoria, come testimoniano i diversi siti megalitici presenti nei dintorni.

Nel periodo di dominazione romana Évora fu un nodo importante di strade che collegavano diverse regioni di Spagna e Portogallo. È citata da Plinio con il nome di Ebora Cerealis per l'abbondanza di granaglie prodotta nella regione. Da Cesare fu chiamata Liberalitas Julia e in seguito la città si arricchì di monumenti di cui rimangono i resti: il tempio detto di Diana (ma non si sa se dedicato a Giove o a Diana) e un arco trionfale nella zona dove doveva trovarsi il foro. Fu conquistata da Ataulfo re dei visigoti nel 416 poi nel 715 dagli arabi che vi restarono per quattro secoli e mezzo fino al 1165, quando Geraldo Sempavor (Geraldo senza paura) la riconquistò. Da allora conobbe un nuovo sviluppo, fu eretta una nuova cinta muraria in parte ancora visibile e divenne a diverse riprese sede delle cortes e residenza di re.

Dall'ascesa al trono di Giovanni I ebbe un periodo di splendore che la portò a diventare nei secoli XV e XVI la seconda città del Portogallo. Fu sede di un palazzo reale e dal 1559 un'Università che Giovanni III affidò ai Gesuiti.

Quando Sebastião José de Carvalho e Melo, marchese di Pombal, despota illuminato riformatore ricostruì Lisbona distrutta dal terremoto, centralizzò il potere e nel 1759 espulse i Gesuiti e ne confiscò i beni, l'Università venne soppressa e per Évora seguì un periodo di declino, finché nel secolo successivo tornò ad essere un importante centro agricolo-commerciale.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione di Évora (1801 – 2004)
1801 1849 1900 1930 1960 1981 1991 2001 2004
18620 16995 25563 35903 50095 51572 53754 56519 55619

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,8 13,7 15,9 17,8 21,6 26,2 30,0 30,2 27,4 21,7 16,3 13,1 13,2 18,4 28,8 21,8 20,6
T. min. mediaC) 6,1 6,7 7,7 8,9 11,1 14,0 16,0 16,3 15,7 12,9 9,1 6,6 6,5 9,2 15,4 12,6 10,9
Precipitazioni (mm) 88 86 57 56 38 29 8 4 27 69 80 85 259 151 41 176 627
Giorni di pioggia 10 10 7 8 6 3 1 0 3 7 9 9 29 21 4 19 73

Freguesias[modifica | modifica wikitesto]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Centro storico di Evora
(EN) Historic Centre of Évora
Evora Sé-and-fountain-largo-das-portas-de-moura.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1986
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Monumenti notevoli[modifica | modifica wikitesto]

Evora monumentale e storica[modifica | modifica wikitesto]

Dintorni di Évora[modifica | modifica wikitesto]

  • Menhir dos Almendres a 17 km. Il menhir isolato alto 2,5 metri, risalente al megalitico, e nei pressi un cromelech, serie di 96 monoliti disposti secondo una ellissi.
  • Dolmen de Valverde e Gruta de Escoural a 10 km il dolmen megalitico è alto 6 metri e la grotta con incisioni rupestri è del Paleolitico superiore.
  • Cartuxa e Sao Bento a 3 km la certosa iniziata nel 1587 ma mai finita. Ci sono comunque alcuni edifici e una chiesa classicheggiante del XVI secolo.

Di fronte è il convento di Sao Bento de Castris, con chiesa gotica dei secoli XIV-XV a grandi azulejo con figure.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Portogallo, Michelin Italiana, 2010, pp. 242-251, ISBN 978-2-06-715025-6.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]