Sebastião José de Carvalho e Melo

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Sebastião José de Carvalho e Melo, Marchese di Pombal, in un ritratto del pittore Louis-Michel van Loo, (1766).

Sebastião José de Carvalho e Melo Conte di Oeiras e Marchese di Pombal (Lisbona, 13 maggio 1699Pombal, 15 maggio 1782) è stato un politico portoghese.

Fu "Ministro del regno" (l'equivalente di un odierno ministro dell'interno) e, de facto, capo del governo sotto il regno di Giuseppe I dal 1750 al 1777. Dopo il terremoto di Lisbona del 1755 si distinse per la direzione rapida e competente dei soccorsi alle vittime e per l'opera di ricostruzione; promosse inoltre notevoli riforme in campo politico ed economico.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Sebastião José de Carvalho e Melo nacque da Manuel de Carvalho e Ataíde, hidalgo delle province, con possedimenti nella regione di Leiria, e da Teresa Luiza de Mendonça e Mello.

In gioventù studiò diritto presso l'università di Coimbra e per un breve periodo servì nell'esercito. La sua prima moglie fu Teresa de Mendonça e Almada (1689-1737), nipote del conte di Arcos, che sposò in base ad accordi tra le famiglie, dopo un ratto concordato. I suoceri gli resero insopportabile la vita familiare, ragione per la quale si trasferì con la moglie nelle sue proprietà vicino a Pombal.

La carriera diplomatica[modifica | modifica sorgente]

Statua del Marchese di Pombal a Lisbona.

Nel 1738 a Sebastião de Melo fu dato il primo incarico pubblico, come ambasciatore a Londra. Successivamente, nel 1745, fu destinato a Vienna. Dopo la morte della sua prima moglie la regina del Portogallo, arciduchessa Maria Anna d'Austria, amica dell'ambasciatore, acconsentì al matrimonio di Sebastião de Melo con la Contessa Maria Leonor Ernestina Daun, prima cugina del feldmaresciallo austriaco Leopold Joseph Daun. Il re Giovanni V, nel frattempo, poco soddisfatto per il servizio reso da Sebastião de Melo, nel 1749 gli ordinò di tornare in patria. Il re morì l'anno seguente e, seguendo una raccomandazione della regina-madre, il nuovo re Giuseppe I chiamò Sebastião al ministero degli esteri. Al contrario del padre, Giuseppe aveva grande stima di lui e gli affidò gradualmente il controllo dello stato.

Capo del governo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1755, Sebastião de Melo era già Primo ministro del regno. Governò con pugno di ferro, imponendo il rispetto della legge a tutte le classi sociali, dai poveri all'alta nobiltà. Impressionato dal successo economico inglese egli tentò, con successo, di riformare l'economia portoghese sul modello di quella anglosassone; tra le riforme vi fu la delimitazione della regione di produzione del Porto, prima regione ad assicurare la qualità dei propri vini. Durante la propria amministrazione, Pombal mise in atto un ampio programma di riforme il cui obiettivo era quello di razionalizzare la gestione, senza tuttavia indebolire il potere reale. Per raggiungere questo obiettivo, il ministro segui le nuove idee europee degli illuministi, conservando allo stesso tempo gli aspetti propri dell'assolutismo e della politica mercantilista. Il Marchese di Pombal fu una figura chiave del governo portoghese fra il 1750 e il 1777. La sua amministrazione fu un esempio perfetto di Assolutismo illuminato, forma di governo che univa la monarchia assoluta con il razionalismo illuminista. Un'importante realizzazione di Pombal fu la fondazione, nel 1774, di Vila Real de Santo António, vicino alla bocca del Guadiana, nel sud del Portogallo.

Abolì, inoltre, lo schiavismo nei riguardi dei nativi nelle colonie, riorganizzò l'esercito e la marina, ricostituì l'università di Coimbra e fece parzialmente terminare la discriminazione dei cosiddetti "nuovi cristiani". Le riforme più importanti furono quelle nel campo della finanza, della creazione corporativa di molte aziende e delle associazioni che regolavano l'attività commerciale: tra questi provvedimenti è da ricordare la riforma del sistema fiscale. Tutte queste riforme provocarono odio da parte delle classi più ricche, in special modo dalla nobiltà, che lo disprezzava, trattandolo come un arricchito.

Il terremoto del 1755[modifica | modifica sorgente]

Il disastro si scatenò sul Portogallo la mattina del 1º novembre (giorno di Ognissanti) del 1755. In questa data, Lisbona fu scossa da un sisma violento, di un'intensità considerata in 9 punti della scala Richter. La città fu devastata dal terremoto e dal maremoto e fu distrutta dagli incendi avvenuti in seguito. Sebastião de Melo sopravvisse in maniera fortunosa. Immediatamente iniziò a ricostruire la città, in accordo con la famosa frase: «Ed ora? Seppelliamo i morti e diamo da mangiare ai vivi». Nonostante questo evento sfortunato, Lisbona non fu colpita da epidemie e un anno più tardi era già stata ricostruita. Il disegno della città fu progettato da un gruppo di architetti e fu espressamente richiesta per gli edifici una struttura esterna in grado di resistere ai terremoti. Differenti modelli furono ideati e vennero persino simulati terremoti facendo marciare le truppe. Le costruzioni e le sedi ricostruite da Pombal oggi continuano ad esistere e sono una delle attrazioni turistiche di Lisbona. Sebastião de Melo, inoltre, diede un contributo importante alla sismologia: tramite un questionario fece fare un'inchiesta presso tutte le parrocchie del paese, registrando le risposte a domande quali ad esempio: «i cani ed altri animali si sono comportati in modo anomalo prima del terremoto?», «il livello dei pozzi si è alzato o abbassato?» ed il numero e il tipo di costruzioni che erano state distrutte. Queste domande consentirono agli scienziati portoghesi di ricostruire l'evento e hanno contrassegnato la nascita della sismologia come scienza.

Il processo di Távora[modifica | modifica sorgente]

Come conseguenza del terremoto, Giuseppe I diede al suo primo ministro poteri ancora maggiori, che resero Sebastião de Melo una specie di dittatore. Contemporaneamente all'aumento del suo potere crebbe il numero dei suoi nemici e i reclami dell'alta nobiltà divennero più frequenti. Nel 1758 il re fu ferito a seguito di una congiura che non ebbe successo. La famiglia di Távora ed il duca di Aveiro erano implicati nel tentato regicidio e furono giustiziati dopo un processo molto breve. Il re fece espellere la Compagnia di Gesù e confiscò i suoi beni, anche perché la sua influenza nella società portoghese e i suoi legami internazionali erano un ostacolo all'accrescimento del potere reale.

Sebastião de Melo non mostrò misericordia e perseguitò tutte le persone implicate, comprese le loro mogli e i figli. La nobiltà avvertì, in questo modo, il peso definitivo e irreversibile del suo potere e ne fu schiacciata: questo episodio rappresentò per il ministro una grande vittoria sopra i suoi nemici. Grazie a questa reazione veloce, nel 1759 Giuseppe assegnò al suo leale ministro il titolo di conte di Oeiras.

Dopo il caso di Távora, il nuovo conte di Oeiras non trovò più opposizione. Quando acquisì il titolo di Marchese di Pombal nel 1770, ottenne praticamente il potere assoluto nel governo del Portogallo fino alla morte di Giuseppe I, avvenuta nel 1777. Il suo successore, la regina Maria I e suo marito Pedro III detestavano il Marchese.

Maria non perdonò mai la mancanza di misericordia mostrata verso la famiglia di Távora e lo licenziò. La regina ordinò, inoltre, che il Marchese rimanesse sempre ad una distanza minima di 20 miglia da lei.[senza fonte] Quando, nel corso di un viaggio, la regina attraversava le sue proprietà, il Marchese era costretto dal decreto ad allontanarsi della sua stessa casa. Maria I aveva attacchi di collera appena sentiva nominare il primo ministro di suo padre.

Il Marchese di Pombal morì pacificamente nella sua proprietà il 15 maggio del 1782. Trascorse gli ultimi giorni della sua vita a Pombal, in una proprietà ereditata dallo zio, l'arciprete Paulo de Carvalho e Ataíde, nel 1713, la villa dà Gramela.

Oggi è ricordato grazie ad una grande statua situata in una delle zone più importanti di Lisbona, quella che prende il suo nome. Marchese di Pombal è inoltre il nome di una stazione della metropolitana di Lisbona.

Le riforme[modifica | modifica sorgente]

Riforme economiche[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i problemi che trovò, Sebastião de Melo attuò un ambizioso programma di riforme. Tra altre realizzazioni, il suo governo provò ad aumentare la produzione nazionale rispetto alla concorrenza straniera, a sviluppare il commercio coloniale e a stimolare lo sviluppo delle fabbriche. In sintonia con la sua politica, nel 1756 egli fondò la Companhia para a Agricultura das Vinhas do Alto Douro, a cui il ministro assegnò l'esenzione delle tasse nelle esportazioni ed il commercio con le colonie, stabilendo la prima zona di produzione vinicola delimitata nel mondo, nella quale furono disposti i "contrassegni pombalinos" per segnare i confini della regione. Nel 1773, istituì la Companhia Geral das Reais Pescas do Reino do Algarve, destinata a controllare la pesca nel sud del Portogallo.

Simultaneamente, il Marchese dispose misure fiscali per l'installazione di piccole imprese orientate verso il mercato interno portoghese di cui facevano parte anche le colonie. La politica protezionistica incluse misure che favorivano l'importazione delle materie prime e rincaravano i prezzi dei prodotti simili a quelli di fabbricazione portoghese. Come risultato, nacquero centinaia di piccole industrie nel paese, che producevano vari tipi di merci. Il ministro fondò anche la banca reale nel 1751 e creò una nuova struttura per amministrare la raccolta delle imposte, centralizzata sotto la Real Fazenda de Lisboa, che era sotto il suo controllo diretto.

Riforme religiose[modifica | modifica sorgente]

L'azione riformatrice di Pombal, inoltre, si estese al campo della politica e dello stato. In quel campo, il primo ministro provò ad aumentare l'assolutismo del re, lottando contro i settori e le istituzioni che potevano avversarlo. Diminuì il potere della Chiesa, subordinando il tribunale del Santo Uffizio (Inquisizione) allo Stato e, nel 1759, espulse i Gesuiti dal Portogallo e dalle colonie, confiscando i loro beni e dichiarando che la Compagnia di Gesù era un potere indipendente fuori dal controllo dal governo portoghese. Inoltre, nel 1770 chiese a papa Clemente XIV l'allontanamento dei francescani dal convento del Palazzo Nazionale di Mafra, ottenendolo.[1] Nonostante l'inquisizione ufficialmente non fosse stata smantellata, si ebbe durante il governo di Pombal un calo vistoso della sua azione grazie alle misure che erano state imposte.

  • Il 5 ottobre 1768 obbligò per decreto i nobili portoghesi antisemiti (chiamati anche puritanos) ad organizzare i matrimoni dei propri figli con famiglie ebree.
  • Il 25 maggio 1773 promulgò una legge che pose fine alle discriminazioni fra i "vecchi cristiani" (cattolici sui quali non vi era il sospetto di avere antenati ebrei) e "nuovi cristiani", e annullò tutte le discriminazioni delle precedenti leggi. Fu proibito di usare il termine "nuovo cristiano" (cristão-novo) in forma sia scritto sia orale. Le pene erano severe: per la gente comune, erano previsti la battitura in pubblico e l'esilio in Angola; per la nobiltà era prevista la perdita dei titoli, della posizione, delle pensioni o delle decorazioni; per il clero era prevista l'espulsione dal Portogallo.
  • Il 1º ottobre 1774, pubblicò un decreto che stabiliva che i verdetti del Santo Uffizio avevano bisogno di una sanzione reale, cosa che realmente fece terminare l'opera dell'Inquisizione portoghese. Non furono più organizzati autodafé in Portogallo.

La riforma scolastica[modifica | modifica sorgente]

Nel campo dell'istruzione introdusse riforme importanti nel sistema educativo tanto nel regno quanto nelle colonie, attività che fino a quel momento era stata svolta sotto il controllo della Chiesa, portandola sotto il controllo dello stato. L'università di Évora, per esempio, diretta dai Gesuiti, fu chiusa e l'Università di Coimbra subì una riforma profonda e fu completamente modernizzata. La riforma dell'università da parte del Marchese di Pombal, inoltre, incluse l'annullamento della proibizione per gli allievi o i professori di avere avi ebrei per poter frequentare o insegnare.

Il Marchese di Pombal e il Brasile[modifica | modifica sorgente]

Esiste una notevole discrepanza tra la percezione popolare del Marchese di Pombal tra i portoghesi, che lo vedono generalmente come un eroe nazionale, e i brasiliani, dai quali è frequentemente visto come un tiranno o un oppressore.

Per il governo portoghese la gestione della colonia doveva sempre avere come obiettivo principale quello della creazione di ricchezza per la madrepatria e questo principio non fu modificato sotto il governo del Marchese. Il regime del monopolio commerciale non solo fu mantenuto, ma venne addirittura ulteriormente accentuato, al fine di ottenere una maggiore efficacia nella gestione coloniale.

Nel 1755 e 1759, furono create, rispettivamente, la Companhia Geral de Comércio do Grão-Pará e Maranhão e la Companhia Geral de Comércio de Pernambuco e Paraíba, aziende monopolistiche destinate a stimolare le attività economiche nel nord e nel nordest della colonia. Nelle regioni estrattive fu istituita la tassa speciale (derrama) nel 1765, con l'obiettivo di obbligare gl'industriali a pagare i tributi dovuti. La tassa speciale era determinata per capita ed era pagata dalla colonia in chili di oro, indipendentemente dalla reale produzione estrattiva.

Con l'espulsione violenta dei Gesuiti dell'impero portoghese, il Marchese decretò che l'istruzione nella colonia dovesse essere affidata a laici delle cosiddette Aulas Régias. Fino a quel momento infatti, l'educazione scolastica era incarico della Chiesa. Il ministro, inoltre, regolò il funzionamento delle missioni, allontanando i religiosi dalla loro amministrazione e creando nel 1757, il Diretório, organo composto da uomini di fiducia del governo portoghese, la cui funzione era quella di gestire le vecchie imprese.

Per completare questo "pacchetto" di riforme, il Marchese provò a dare maggiore uniformità culturale alla colonia, proibendo l'uso del Nheengatu, la cosiddetta lingua generale, una miscela tra le lingue madri ed il portoghese, parlata dai bandeirantes, e rendendo obbligatorio l'uso della lingua portoghese. Secondo alcuni storici questa misura ha impedito al Brasile di diventare un paese bilingue.[senza fonte]

Ancora oggi si può trovare una statua di marmo a grandezza naturale del Marchese di Pombal nella Santa Casa de Misericordia di Bahia, situata nel centro storico di Salvador.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luís Filipe marques Da Gama, PALÁCIO NACIONAL DE MAFRA, Mafra, Istitudo Português do Património Cultural, 1992, ISBN 972-9181-02-0, p. 23

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