Sondrio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Sondrio (disambigua).
Sondrio
comune
Sondrio – Stemma Sondrio – Bandiera
Sondrio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Alcide Molteni (lista civica di centro-sinistra Sondrio Democratica) dal 28/04/2008
Territorio
Coordinate 46°10′11″N 9°52′12″E / 46.169722°N 9.87°E46.169722; 9.87 (Sondrio)Coordinate: 46°10′11″N 9°52′12″E / 46.169722°N 9.87°E46.169722; 9.87 (Sondrio)
Altitudine 307 m s.l.m.
Superficie 20,88 km²
Abitanti 22 043[1] (28-02-2014)
Densità 1 055,7 ab./km²
Frazioni Arquino, Colda, Ligari, Moroni, Mossini, Ponchiera, Sant'Anna, Sassella, Triangia, Triasso, Gualtieri
Comuni confinanti Albosaggia, Caiolo, Castione Andevenno, Faedo Valtellino, Montagna in Valtellina, Spriana, Torre di Santa Maria
Altre informazioni
Cod. postale 23100
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014061
Cod. catastale I829
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sondriesi
Patrono santi Gervasio e Protasio
Giorno festivo 19 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sondrio
Posizione del comune di Sondrio nell'omonima provincia
Posizione del comune di Sondrio nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Sondrio (Sundri in dialetto sondriese, Sünders in tedesco[2]) è un comune italiano di 22.043 abitanti[3], capoluogo di provincia lombardo.

Sondrio è designata Città alpina dell'anno 2007.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Con un territorio comunale di 20 km² circa è il meno esteso fra i 117 capoluoghi di provincia italiani. Sorge nella media Valtellina alla confluenza del torrente Mallero con l'Adda, alle porte della Valmalenco, sotto il massiccio della Corna Mara. La città è il centro principale della zona.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Sondrio.

Il clima della città, come il resto del fondovalle, è continentale, con inverni freddi ed estati mitigate.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circondario di Sondrio.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La città di Sondrio ebbe origini longobarde, anche se nel suo territorio sono state ritrovate testimonianze preistoriche e dell'età romana. Il suo nome più antico è Sondrium che significa "terreno fatto lavorare direttamente dal padrone".

Come tutta la Valtellina, in epoca romana, il territorio di Sondrio appartenne al municipio di Como.

Durante le invasioni barbariche e anche successivamente fu luogo di rifugio per i fuggiaschi, soprattutto dalla Val Padana, i quali portarono nuove conoscenze tecniche più perfezionate per la coltivazione della terra e per la lavorazione del legno, della lana, delle pietre e dei metalli. Ben presto sorse un castello dal quale un feudatario, in nome del vescovo di Como, dominava su tutta la pieve, che comprendeva quasi tutta la Valmalenco ed alcune terre vicine anche oltre l'Adda.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1040 Enrico III di Franconia concesse la pieve sondriese alla famiglia dei Capitanei originaria di Vizzola e in questo periodo vennero costruiti il castello di S. Giorgio (ora monastero di S. Lorenzo) e il castel Masegra, che nel 1436 passò alla famiglia Beccaria e in seguito a quella grigiona dei Salis.

Nel periodo delle lotte tra i comaschi Vitani (di parte guelfa) e i Rusca o Rusconi (ghibellini), Sondrio che era favorevole ai Vitani fu devastata nel 1309.

Temendo le ire di Franchino Rusca, divenuto arbitro di Como, i sondriesi cinsero il borgo dapprima con una palizzata nel 1318 e poi nel 1325 con vere e proprie mura.

Nel 1335 Sondrio cadde insieme a Como e a tutta la Valtellina nelle mani dei Visconti e nel 1450 si sottomise agli Sforza.

Cinquecento e Seicento[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1512, dopo un decennio di dominio francese, la Valtellina divenne suddita dei Grigioni, i quali spostarono la sede del governo da Tresivio a Sondrio.

Nel 1620 la sanguinosa rivolta contro i Grigioni, scoppiata a Tirano e a Teglio il 20 luglio, si estese poi a Sondrio, riuscendo a cacciare i dominatori grazie anche all'aiuto degli spagnoli. Nel giugno del 1623 agli spagnoli subentrò un presidio pontificio quando papa Gregorio XV si intromise per trovare una soluzione di compromesso al contrasto scoppiato tra Francia e Spagna per il controllo del "corridoio valtellinese". Fallito il tentativo di mediazione, la Lega d'Avignone, promossa da Parigi e da Venezia, tentò di recuperare con le armi la Valtellina agli alleati Grigioni.

Nel novembre del 1624 l'armata dei Collegati conquistò Tirano e nel gennaio si impossessò anche del castello di Sondrio. Due anni dopo calarono anche in Valtellina i lanzichenecchi imperiali diretti a Mantova, seguita poi dalla rovinosa peste che ridusse la popolazione del capoluogo ad un terzo.

Tra il 1635 e il 1637 il duca di Rohan si rese padrone della valle a seguito di quattro vittorie sugli spagnoli. Il 3 settembre 1639 il Capitolato di Milano decretò il ritorno della dominazione grigiona.

Durante questo secolo sorsero il convento dei Cappuccini, la chiesa del Suffragio e quella dell'Angelo Custode e alcune case del borgo furono rifatte.

Settecento e Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Il XVIII secolo fu piuttosto gravoso perché si dovette sopportare a numerose spese, come quelle per i danni causate dalle numerose alluvioni e quelle per l'erezione della Collegiata e del campanile.

Il 19 giugno 1797 il Consiglio generale di Valle decise di staccarsi dai Grigioni e di chiedere al Bonaparte di potersi unire alla Repubblica Cisalpina. Il 22 giugno dello stesso anno ci fu l'annessione ufficiale, e il borgo divenne il capoluogo del Dipartimento dell'Adda e Oglio e successivamente al termine della dominazione austriaca (giugno 1800) divenne sede di una viceprefettura del Dipartimento del Lario.

Col passaggio alla dominazione austriaca, avvenuta nel 1814, Sondrio fu messa a capo dell'omonima provincia e il 31 ottobre 1839, a seguito del decreto dell'imperatore Ferdinando I, il borgo salì al rango di città regia. Durante questo periodo vi assistette ad un notevole aumento demografico, che portò ad uno sviluppo dell'abitato, soprattutto verso sud, con il quale sorse l'attuale piazza Garibaldi.

Nel 1838 iniziò la sua attività nel capoluogo la Cariplo, nel 1864 venne fondata la Società Operaia Maschile, seguita poi da quella femminile, e nel 1861 comparve il primo giornale provinciale, "La Valtellina". Nel 1870 venne fondata la Società Enologica Valtellinese e nel 1871 la Banca Popolare di Sondrio.

Importante avvenimento del secolo fu l'inaugurazione del tratto di ferrovia Colico-Sondrio, il 16 giugno 1885, che aprì la provincia a commerci, turismo e scambi culturali. Nel 1895 aprì il Cotonificio Spelti, Keller & C., che diede lavoro a molte donne. Nel 1908 fu fondata la Banca Piccolo Credito Valtellinese.

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La prima guerra mondiale gravò pure su Sondrio e la chiesa di S. Rocco fu adibita a ospedale militare. Pur nelle notevoli difficoltà in cui versava, la città poté ugualmente svilupparsi. A seguito dell'alluvione del 1927 furono riedificati numerosi edifici, come il Palazzo della Provincia (progettato da Giovanni Muzio) e il monumento ai Caduti con l'annesso campo sportivo.

Dopo il 1945 la città si è sviluppata rapidamente, soprattutto alla periferia con la costruzione di nuovi quartieri. Il centro storico, modesto ma significativo, in questo periodo ha subito numerosi danni, anche se è tuttora in atto una significativa azione di recupero.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« D'azzurro a due spade manicate d'oro decussate e ridecussate con due palme al naturale, esse pure decussate, il tutto sormontato da un giglio d'oro. Ornamenti esteriori di Città.[4] »

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

« Drappo partito d'azzurro e di bianco riccamente ornato di ricami d'oro, caricato dallo stemma sopradescritto con l'iscrizione centrata in oro: "Città di Sondrio". Le parti di metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.[4] »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— Sondrio 2 giugno 1962[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa collegiata dei Santi Gervasio e Protasio[modifica | modifica wikitesto]

Panorama su Sondrio con la chiesa Collegiata

La chiesa (Insigne Collegiata Arcipretale Plebana) dei santi Gervasio e Protasio, sicuramente una delle più antiche della Valtellina, fu a capo di una vasta pieve e già nel XII secolo era collegiata.

La Torre Ligariana

La Torre Ligariana[modifica | modifica wikitesto]

La Torre Ligariana sorge nel cuore di Sondrio ed è sia torre civica che campanile della Collegiata. Essa fu costruita durante i lavori della Collegiata stessa. La progettazione venne dapprima affidata all'architetto Pietro Ligari. Per il primo disegno datato 1733 la comunità non fu in grado di affrontarne le spese (il progetto prevedeva una costruzione alta 80 m) e perciò si richiese al Ligari di elaborare proposte più semplici. Tuttavia neppure il progetto del 1742, ridotto in altezza e in decorazioni, accontentò la committenza e alla fine il campanile fu impostato secondo un terzo progetto del capomastro ticinese Giacomo Cometti. Anche l'idea del Cometti (più semplice rispetto a quella ligariana ma pur sempre grandiosa nell'elaborazione della cella campanaria e della sovrastante lanterna) si rivelò col tempo troppo costosa e perciò fu messa in atto solo fino a metà campanile. Alla morte del Cometti (1756) si chiese infine all'architetto Pietro Solari di proseguire i lavori sulla base di un progetto ulteriormente ridimensionato. Purtroppo nei due anni a seguire la comunità di Sondrio si trovò costretta a finanziare la ricostruzione dell'unico ponte sul Mallero crollato in seguito alla rovinosa alluvione. Vennero così a mancare i fondi necessari al completamento del campanile e nel 1761, nonostante la mancanza del coronamento superiore, i lavori vennero conclusi. Sulla torre è installato un concerto di 9 campane (8 in scala, più un semitono) dal peso complessivo di 8156 kg. intonato sulla scala diatonica maggiore di Si bemolle2. Il concerto venne fuso nel 1936 dalla fonderia Ottolina Giuseppe e fratello di Seregno.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

La sede del Comune di Sondrio

La città è attualmente dotata di altre chiese:

Nel centro storico della città sorge inoltre l'antica chiesetta dell'Angelo Custode, ora sconsacrata, eretta tra il 1658 e il 1660.

Architettura civile[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pretorio[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Pretorio, o della Ragione, oggi sede del comune di Sondrio, ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli. Già di proprietà della famiglia Peregrini, venne acquistato nel 1552 dal Consiglio di Valle (organo rappresentante dei tre Terzieri in cui all'epoca era divisa la Valtellina) affinché divenisse la sede del Governo Grigione in Valtellina. La spesa venne sostenuta dai tre Terzieri in quanto erano obbligati a fornire i locali per il Governatore, il Giudice ed il Cancelliere. Tra il 1552 e il 1594, come risulta da vari documenti conservati nell'archivio storico comunale, l'edificio venne ampliato e adattato alle esigenze dei nuovi dominatori della Valtellina, in quanto il palazzo doveva ospitare, oltre alla residenza del Governatore e del Vicario, anche il Tribunale provinciale, le prigioni, gli edifici militari e burocratici. Per soddisfare meglio le esigenze burocratiche, nel 1643 venne acquistato palazzo Martinengo per ospitare la residenza del Vicario e dei suoi uffici. Anche successivamente alla dominazione dei Grigioni, palazzo Pretorio venne sempre scelto per ospitare la residenza e gli uffici dei Governatori, come avvenne durante il dominio austriaco. Tra il 1815 ed il 1820, durante il dominio austriaco, parte del lato sud del palazzo venne demolita per fare spazio alla via Regia (odierno Corso Italia), una via più ampia e rettilinea che congiungeva piazza Campello a piazza Nuova (l'odierna piazza Garibaldi). Lungo questa nuova via si affacciò l'edificio che ospitava il Tribunale. Fino agli inizi del Novecento il palazzo si presentava come un edificio severo, privo di decorazioni, come appare in una fotografia dell'epoca.

Palazzo Pretorio prima dei restauri del 1917

La facciata ha subito un radicale cambiamento nel 1917, quando l'ingegner Giussani, incaricato della sistemazione dell'edificio, volle riprodurre le caratteristiche del palazzo Besta di Teglio, affrescando sulla facciata gli stemmi dei Visconti che dominarono la Valle nel basso medioevo. L'ingegner Giussani modificò anche le finestre del secondo piano, ingrandendole e allineandole a quelle del primo piano e aggiunse altri elementi decorativi, come - ad esempio - il balcone che coprì la cimasa sopra il portone e la grande finestra che corrisponde oggi all'ufficio del sindaco. Sotto il tetto, nella varie lunette unghiate, sono riportati gli stemmi di alcuni comuni valtellinesi, probabilmente quelli che all'epoca erano considerati i più importanti della Valle: Sondrio, Castione, Chiavenna, Morbegno, Dazio, Teglio, Tresivio, Bormio, Tirano e Colorina.
Della facciata originale rimangono solo le tre finestre cinquecentesche del primo piano, quelle del pian terreno e l'elegante portale a bugnato che porta la data 1553 con la scritta "Invictæ Unitati" in ricordo dell'alleanza tra la Valtellina e le Tre Leghe dei Grigioni.
Dopo questi interventi, sempre nel 1917, la sede del comune di Sondrio passò da Palazzo Paribelli di piazza Quadrivio a Palazzo Pretorio. Entrando nel palazzo, si accede al cortile interno, che ha forma di quadrilatero imperfetto. Sui lati più antichi del palazzo, si affaccia un portico con un doppio ordine di loggette, mentre le facciate che danno sul cortile dell'ex tribunale sono decorate con motivi ornamentali che risalgono alla ristrutturazione del 1917.

Scorcio del cortile interno di Palazzo Pretorio

Alcune sale del palazzo meritano un'attenta visita, diverse delle quali sono riservate a mostre ed esposizioni. Appena dopo l'ingresso, sulla sinistra, si accede in una sala con numerosi affreschi. Domina, al centro della volta, un affresco opera di Cesare Ligari raffigurante la Giustizia. Infatti, questo doveva essere il luogo (un tempo era un portico all'aperto) dove veniva amministrata la giustizia. Lungo le pareti si possono osservare diversi stemmi di alcune delle famiglie nobili grigioni che ebbero degli esponenti come Governatori della Valle:

  • i Salis, il cui simbolo erano un salice ed una donna alata.
  • i Planta, il cui simbolo era una zampa di leone.
  • i Buol, che avevano come stemma la Giustizia.

Sempre tra le sale riservate alle mostre, vi è l'antico locale dove venivano custodite le tasse pagate dai cittadini: è curioso osservare come questa stanza sia stata rinforzata, cioè ponendo degli assi di legno orizzontalmente e delle sbarre di ferro verticalmente al fine di evitare si subire dei furti attraverso le pareti. L'ala del dell'edificio che ospitava il palazzo di giustizia venne edificata, nelle forme attuali, a partire dal 1915 e si affaccia su Corso Italia. Attualmente, al pian terreno, si trova lo Sportello del Cittadino e gli uffici della polizia locale, mentre al piano superiore si trova la sala del Consiglio Comunale che risale ai primi anni novanta ed è decorata con dei moderni affreschi che fanno riferimento alla storia e alle tradizioni della Valle. Annesso al tribunale vi era una torre, demolita nel 1917, che ospitava le prigioni. Gli uffici del comune non presentano grandi particolarità, ad eccezione della tipica stüa che si trova nell'ufficio del sindaco: splendido esempio di stüa fatta ad intarsio, venne acquistata nel 1961 e venne trasferita da palazzo Carbonera a palazzo Pretorio. Dai documenti conservati nell'archivio storico del Comune emerge che il palazzo era dotato di altre stüe, volute dai vari governatori grigioni, le quali - purtroppo - sono andare perse col passare dei secoli. Un'altra particolarità che custodisce palazzo Pretorio, sono i quattro esemplari di cannoni risorgimentali: si tratta di pezzi abbastanza rari da trovare ancora in buono stato di conservazione. Il palazzo ha subito, in anni recenti, diversi interventi di restauro, volti a conservare tutte le opere che esso custodisce, in particolare gli affreschi: dagli interventi di restauro emergono nuove tracce di affreschi, decorazioni e strutture preesistenti a quelle attuali che testimoniano l'antichità e l'importanza rivestita da questo edificio non solo per la città di Sondrio, ma per tutta la Valtellina.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Altri edifici civili da ricordare sono:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2012 gli stranieri residenti nel comune di Sondrio in totale sono 8.417[7]. Le dieci nazionalità più rappresentate sono:

  1. Marocco, 1.953
  2. Romania, 1.193
  3. Albania, 573
  4. Ucraina, 520
  5. Moldova, 460
  6. Cina, 418
  7. Macedonia, 351
  8. India, 230
  9. Kosovo, 187
  10. Senegal, 181

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti istituzioni prescolastiche, scolastiche di primo grado e di secondo grado, inferiore e superiore. Quelle di secondo grado superiore comprendono, un ITIS,[8] un liceo,[9] un liceo scientifico,[10] un centro di formazione professionale,[11] un istituto professionale,[12] un istituto paritario,[13]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Sondrio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato si estende su un'area di circa 20 chilometri quadrati nel fondovalle della media Valtellina, alla confluenza fra il fiume Adda ed il torrente Mallero. L'assetto urbanistico è stato fortemente compromesso da una disordinata espansione a partire dagli anni '50, tuttavia la città conserva importanti vestigia del suo passato: il centro storico, percorso dalla via Scarpatetti, o in sondriese Scàrpatec; il Castel Masegra, palazzo trecentesco rimaneggiato e usato nei secoli nei più svariati modi con due torri e un portale del XV secolo; la chiesa collegiata dedicata ai santi patroni della città, Gervasio e Protasio, con il campanile in pietra grezza, progettato dall'artista e architetto Pietro Ligari, dall'aspetto singolare per la sua forma piuttosto tozza. Importante per la storia di Sondrio e della sua Provincia è il Palazzo Sassi de' Lavizzari in cui è ospitato il Museo Valtellinese di Storia e Arte comprendente le sezioni archeologica e storico-artistica.

Il centro storico occupa una piccola porzione della città attuale e gli edifici di maggior interesse storico-artistico si collocano nei dintorni del seguente itinerario:

Piazza Campello[modifica | modifica wikitesto]

La Piazza Campello è una delle piazze storiche della città. Essa si trovava al limite meridionale della città medievale e da sempre costituisce il cuore, soprattutto religioso, della città. Anticamente, infatti, erano ben sei gli edifici di culto che si affacciavano su quest'area:

  • la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, tuttora esistente.
  • l'oratorio della Confraternita del SS.mo Sacramento: edificato tra il 1640 ed il 1643, era annesso al lato sud della Collegiata. Venne demolito nel 1927.
  • la chiesa dei Santi Nabore e Felice: venne destinata al culto protestante nel 1582, fu demolita in seguito all'episodio del "Sacro Macello" nel 1620.
  • la chiesa del Suffragio: venne edificata a partire dal 1670 sull'area dell'ex cimitero protestante. Venne chiusa al culto nel 1806 per essere utilizzata come archivio dipartimentale. Fu demolita nel 1940.
  • chiesa di S. Eusebio: già esistente nel XIV secolo, oggi non esiste più.
  • chiesa di S. Antonio: era annessa a Palazzo Pretorio e si trovava di fronte alla Collegiata, era già esistente alla fine del Quattrocento. Dopo la sua sconsacrazione venne adibita a ospedale (fu il primo ospedale della città). Questa chiesa non è più esistente.

Sul lato meridionale della Collegiata, dove tuttora si estende l'odierna piazza, si trovava il cimitero, cinto da un muro. Da qui deriva il nome "Campello". Oggi la piazza si presenta in modo molto differente: sul lato settentrionale della piazza troviamo la Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio, ad ovest Palazzo Pretorio (sede del Comune di Sondrio), a sud la sede della banca Piccolo Credito Valtellinese, ad est la Torre Ligariana (il campanile) ed il palazzo neoclassico Botterini-Pelosi.

Piazza Garibaldi[modifica | modifica wikitesto]

La Piazza Garibaldi venne realizzata nei primi decenni dell'Ottocento con la costruzione della Regia Strada Postale che spostò il principale asse viario della Provincia soppiantando l'antica ed inadeguata via Valeriana. In precedenza, vi si trovavano campi, caseggiati rurali e i cosiddetti “malleretti”. La nuova piazza, comunemente denominata “Piazza nuova” in contrapposizione alla “Piazza vecchia”, secondo le intenzioni del Governo austriaco doveva andare a creare il nuovo centro di un moderno capoluogo di provincia, che non aveva subito grosse espansioni edilizie dopo il Medioevo. Il primo edificio che venne costruito fu il Teatro Sociale e si trova sul lato meridionale della piazza. Fu progettato da Luigi Canonica e venne inaugurato nel 1824. Il suo interno era originariamente strutturato come un teatro d'opera, con un doppio ordine di palchi, il loggione e conservava un busto dell'imperatore nel palco reale. Nel 1826, sul lato ovest della piazza, venne costruito il palazzo Lambertenghi, su progetto di Carlo Lambertenghi. Nel 1840 venne eretto l'attuale edificio che ospita la sede provinciale della Banca d'Italia, collocato di fianco al Teatro Sociale. Il palazzo venne progettato da Giacomo Poncini e successivamente portato a termine dall'ingegner Francesco Polatti. Successivamente, nel 1855 venne eretto, sempre sul lato meridionale della piazza, l'imponente “Hotel de la poste”, su progetto di Giacinto Carbonera. Ad est, ad angolo con l'Hotel de la Poste, nel 1882 venne costruita la nuova sede della Banca Popolare di Sondrio. Sul lato est, l'antica casa Del Felice ed Albergo Sondrio, venne riedificata dopo la seconda guerra mondiale e l'architettura non si integra bene con l'elegante stile ottocentesco dei palazzi affacciati sulla piazza. Al primo piano si trovano dei moderni mosaici realizzati da Livio Benetti nel 1956 che raffigurano dei personaggi della storia e dell'arte valtellinese: da sinistra Tebaldo Capitanei, Pietro Ligari, Giuseppe Piazzi e Giovanni Visconti Venosta. Sul lato nord ovest, in posizione arretrata rispetto alla piazza, si trova il cinquecentesco palazzo Martinengo, dinanzi al quale vi è un piccolo giardino nel cui centro sorge il monumento alla riconoscenza in onore di Ferdinando I, che realizzò gli argini al torrente Mallero evitando alla città le frequenti inondazioni del torrente. Le statue del monumento, realizzato nel 1839, sono di Giuseppe Croff. La “Piazza nuova” cambiò nome in diverse occasioni storiche: dapprima venne intitolata a Francesco I. Con l'unità d'Italia venne intitolata al re Vittorio Emanuele II. Nel settembre del 1909 venne collocata in mezzo alla piazza la statua che raffigura Giuseppe Garibaldi, realizzata dallo scultore Francesco Confalonieri. Da allora la piazza prese definitivamente il nome dell'eroe dei due mondi.

Cantone[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine Cantone si indica quella contrada storica della città costruita sulla destra orografica del Mallero, al di fuori quindi della cinta muraria già prima del XIV secolo. Centro ideale di questa contrada è la piazzetta Carbonera, dove si trova l'omonimo palazzo costruito nel Cinquecento dalla nobile famiglia Parravicini. Risalendo verso Piazza vecchia (attuale piazza Cavour), si percorre la via Romegialli, dove, a sinistra, si nota la casa ex-Romegialli che al suo interno conserva ancora delle tracce della chiesa di S. Francesco di Sales e dell'ospizio dei monaci benedettini. Dirimpetto si trova la casa Sertoli-Rajna, oggi sede di una biblioteca, dove nacque il celebre filologo e letterario Pio Rajna. Annessa a questa dimora vi era l'oratorio dedicato alla Madonna della Neve. Altro edificio di pregio, soprattutto per le decorazioni murarie affrescate sulle facciate verso il torrente Mallero, è l'adiacente palazzo Sertoli-Guicciardi. Poco oltre, superato il bivio che porta alla località Bajacca, vi è una casa con un affresco raffigurante l'incoronazione di Maria, opera di Pietro Ligari. Al termine della via, in prossimità del ponte che porta a piazza Cavour, il recente restauro della casa Mozzi ha riportato alla luce l'apparato decorativo originario della facciata e le figure affrescate, probabilmente seicentesche, dei santi Gervasio e Protasio patroni della città.

Piazza Cavour[modifica | modifica wikitesto]

La Piazza Cavour è meglio conosciuta dai sondriesi con il nome di Piazza vecchia. Provenendo da Cantone, in passato vi si accedeva tramite l'unico ponte sul Mallero, che a partire dal Trecento venne costruito in muratura con tre arcate, mentre nel 1748 venne abbellito con una statua di S. Giovanni Nepomuceno, protettore dei ponti e dalle alluvioni. Questo ponte venne distrutto dalla rovinosa alluvione del 1834, in seguito alla quale si decise di costruire gli argini al torrente. Superato il ponte si attraversava la porta del Mallero, costruita nel 1329 lungo il corso delle mura medievali e demolita solo nel 1811. Su questa porta venivano affisse le grida, le sentenze e gli avvisi comunali. Oltrepassata la porta si accedeva alla piazza, che per secoli ha costituito il centro dei commerci della città poiché in questa piazza si svolgeva il mercato, ed era stazione della “posta” dei cavalli lungo la via Valeriana (l'unica che percorreva la valle). La costruzione degli argini ha modificato parzialmente l'assetto della piazza creando un dislivello, e nel 1933 venne costruita al centro della piazza la tettoia del mercato tuttora visibile.

Via Lavizzari[modifica | modifica wikitesto]

La via Lavizzari è il tratto dell'antica via Valeriana che attraversava il centro della città. Lungo il corso di questa stretta strada, vennero costruite diverse dimore nobiliari e case di mercanti. Procedendo da piazza Cavour in direzione di piazza Quadrivio, si possono osservare:

  • Casa Longoni, col portale barocco datato 1672; al suo interno si nota il caratteristico cortile.
  • La chiesetta dell'Angelo Custode, costruita a partire dal 1657 dalla nobile famiglia Bosatta-Carbonera sui resti della chiesa di S. Siro, con il caratteristico campanile che poggia in parte sullo sperone roccioso. In epoca medievale, nella piazzetta antistante si svolgevano le assemblee dei capifamiglia della città.
  • Casa Marlianici, risalente al 1667.
  • Palazzo Bosatta-Carbonera: si sviluppa su due corti interne. Di notevole interesse è la scala elicoidale con ringhiera in ferro battuto, risalente alla ristrutturazione del 1778. Il palazzo conserva i resti di una torre sulla cui sommità si trovava una colombaia.
  • Casa Maffei: sulla facciata meridionale dell'edificio che dà sul cortile interno si può osservare l'elegante loggiato a doppia arcata disposto su tre ordini.
  • Una casa che conserva ad angolo le pietre bugnate di un'antica torre.
  • La facciata posteriore di palazzo Sassi-de' Lavizzari, di origine cinquecentesca, oggi sede del Museo Valtellinese di Storia e Arte.
La facciata di Palazzo Sertoli

Piazza Quadrivio[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Quadrivio deriva forse da carrobbio, in relazione al passaggio e alla sosta dei carri che entravano in città, divenuto poi quadrobbio ed infine quadrivio per essere l'incrocio di quattro strade. Al centro della piazza domina la caratteristica fontana del 1820, ricavata da un unico blocco di pietra. La piazza è chiusa da diversi palazzi: ad ovest palazzo Paribelli, che conserva al suo interno tracce di una torre medievale, a sud palazzo Giacconi e palazzo Sertoli: di notevole interesse artistico l'annessa cappella (visitabile) e, soprattutto, il salone dei balli, di stile rococò. Chiude la prospettiva della piazza un palazzo sul lato orientale, dove in corrispondenza dell'arco che conduce su via del Gesù, si trovava la porta di Ponta di Prada, ingresso orientale nelle mura medievali della città, che era decorata con le insegne dei guelfi e dei Capitanei, feudatari di Sondrio. Sul lato nord della piazza si apre la via Scarpatetti.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

La città è circondata da diversi nuclei abitati di modeste dimensioni, la cui popolazione varia dalle poche decine ad alcune centinaia di abitanti. Le principali sono:

  • Colda a nord-est, condiviso in parte col comune di Montagna in Valtellina.
  • Mossini a nord-ovest, posto sul versante opposto di Ponchiera all'ingresso della Valmalenco.
  • Ponchiera a nord, situato all'ingresso della Valmalenco, sulla sinistra idrografica del Mallero.
  • Sant'Anna a ovest, collocato poco sopra Mossini, presso la strada per Triangia.
  • Sassella a ovest del comune di Sondrio e al confine con il comune di Castione Andevenno. Località nota per le palestre di roccia, il santuario mariano e per dare il nome ad un vino valtellinese.
  • Triangia a ovest, situato sulla sommità di un terrazzo naturale alle porte della città.
  • Triasso sorge ad ovest del territorio comunale su un dosso montuoso al di sopra della frazione Sassella.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è raggiungibile attraverso la strada statale 38 dello Stelvio, che percorre il fondovalle della Valtellina; l'attraversamento del centro urbano è evitato dalla Tangenziale di Sondrio, una strada a scorrimento veloce costruito all'inizio degli anni novanta. Da Sondrio parte la strada provinciale 15 che collega la città con le località turistiche della Valmalenco. Sempre da Sondrio parte la cosiddetta "Strada panoramica dei castelli", che percorre i paesi di mezzacosta sul versante retico a est della città, fino a giungere a Teglio. Questa strada offre un itinerario suggestivo tra fortificazioni, torri, chiese, vigneti, meleti e una bella panoramica su tutto il fondovalle e sulla catena montuosa orobica.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Sondrio, aperta nel 1885, è posta sulla linea Tirano-Lecco, servita da soli treni regionali.

La linea ferroviaria Lecco-Sondrio fu la prima in Italia ad essere elettrificata impiegando la corrente alternata trifase ad alta tensione per la trazione dei treni. Il 15 ottobre 1902 ebbe inizio l'esercizio di treni con linee elettriche aeree a 3.600 volt, 15 Hz.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Sondrio.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sondrio è capoluogo della Comunità Montana della Valtellina di Sondrio, che raggruppa complessivamente 22 comuni.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il Sondrio Calcio è una società calcistica fondata nel 1932, che milita nelle serie dilettantistiche.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

La Sondrio Sportiva Rugby è una società rugbistica fondata nel 1962 attualmente militante nella serie B.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

La città di Sondrio ha ospitato alcune tappe del Giro d'Italia:

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2010, p. 743.
  3. ^ Dato Istat al 28.02.2014
  4. ^ a b Sito istituzionale
  5. ^ Onorificenze
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati demografici ISTAT
  8. ^ ITIS E. Mattei
  9. ^ Istituto di Istruzione Superiore "G. Piazzi - C. Lena Perpenti"
  10. ^ Liceo Scientifico "C. Donegani"
  11. ^ C.F.P - Centro Formazione Professionale
  12. ^ Istituto di Istruzione Superiore "Besta e Fossati"
  13. ^ Istituto Paritario Pio XII

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dario Benetti, Massimo Guidetti, Storia di Valtellina e Valchiavenna: una introduzione, Milano, Jaca Book, 1990.
  • Antonio Boscacci, Franco Gianasso, Massimo Mandelli, Guida Turistica della Provincia di Sondrio, Sondrio, Banca Popolare di Sondrio, 2000.
  • Tommaso Levi, La chiesa collegiata e la torre ligariana di Sondrio, Sondrio, Bettini, 1984.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Lombardia