Caspoggio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Caspoggio
comune
Caspoggio – Stemma Caspoggio – Bandiera
Caspoggio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Sabatina Antonelli Commissario prefettizio
Territorio
Coordinate 46°16′00″N 9°52′00″E / 46.266667°N 9.866667°E46.266667; 9.866667 (Caspoggio)Coordinate: 46°16′00″N 9°52′00″E / 46.266667°N 9.866667°E46.266667; 9.866667 (Caspoggio)
Altitudine 1.098 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 1 513[1] (31-12-2010)
Densità 252,17 ab./km²
Frazioni s. Elisabetta, Albertazzi.
Comuni confinanti Chiesa in Valmalenco, Lanzada, Montagna in Valtellina, Torre di Santa Maria
Altre informazioni
Cod. postale 23020
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014013
Cod. catastale B993
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti caspoggesi
Patrono S.Rocco
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caspoggio
Posizione del comune di Caspoggio nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Caspoggio nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Caspoggio (Caspöc' in dialetto valtellinese e in dialetto locale) è un comune alpino di 1.585 abitanti della provincia di Sondrio nell'Alta Lombardia, a pochi chilometri dal confine con la Svizzera. Il paese si trova a 1098 m s.l.m. in Valmalenco, nello splendido scenario delle Alpi della Catena Bernina-Scalino,[2] massiccio delle Alpi Retiche occidentali. Gli fanno da corona le vette del Monte Disgrazia (3678 m), del Pizzo Scalino (3323 m) e quella del Pizzo Bernina (4049 m).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prime tracce storiche sull'esistenza di Caspoggio risalgono al XIV secolo in seguito all'erezione del più grande Castrum della Valmalenco[3] voluto dai Capitanei, i potenti Signori di Sondrio, per contrastare le invasioni dal Nord. Caspoggio, probabilmente, nasce come borgo[4] di tale castello, un ristretto nucleo urbano formato da pastori, artigiani, lavoratori di braccio e anche da soldati con loro famiglie, nucleo necessario alla sussistenza della fortezza.[5]

La Valtellina costituiva un assai importante crocevia per le comunicazioni, il transito di truppe e gli approvvigionamenti tra domini del Nord, la Lombardia e il Sud; la Valmalenco, nondimeno, era uno dei principali corridoi che consentivano tali traffici e non è casuale che alla confluenza con il piano della Valmalenco sia sorta Sondrio, nata come città di mercato.

Data la sua posizione Caspoggio fu sempre un paese di frontiera; il suo primo probabile centro abitativo fu la caratteristica “Truna”, formata da abitazioni parallele su due schiere, divise da un passaggio centrale coperto lungo più di 25 metri, una specie di borgo con stalle inglobate chiuso verso l'esterno. Oggi la Truna costituisce il tipico centro storico di Caspoggio.

Caspoggio sorse vicino all'antichissima impervia via (oggi interrotta) che, da Sondrio in Valtellina, conduceva in Svizzera attraverso il "Passo del Muretto".[6] Più che una strada questa via era una carovaniera di faticoso transito ma che offriva una notevole scorciatoia per i traffici tra Nord e Sud Europa. Oltre al traffico commerciale e locale da questa via calarono in Italia nel XVII sec. anche le temibili orde mercenarie dei "Landsknecht" ovvero dei "Lanzichenecchi, citati anche come apportatori di peste nella celebre opera del Manzoni, "I Promessi sposi".

I caspoggini erano dediti principalmente al taglio dei boschi ed alla pastorizia, vista l'impossibilità di coltivazioni per la troppa altezza del sito. I cognomi del posto, Pegorari, Agnelli, Agnellini (oggi scomparsi) ne sottolineano il ricordo.

Uomini e donne a piedi scendevano al piano con le bricolle cariche, per vendere burro e formaggi ricavati dal latte delle loro bestie, lana e pelli; recavano anche erbe medicinali raccolte sui monti, come la "Deneda" e il "Genepì", tegami e suppellettili varie da loro fabbricati anche in pietra ollare[7][8] (tali artigiani erano chiamati nel posto "Magnani") o prestarsi per lavori semplici come arrotini o offrirsi per manovalanze varie. Ciò avveniva nella commerciale Piazza Garibaldi a Sondrio dove sorsero locande per accogliere clienti e venditori del mercato che qui si svolgeva e nel XIX sec., sorse anche una banca (Banca Popolare di Sondrio) e un grande albergo per i commercianti più facoltosi.

La valle di Caspoggio si chiama Valmalenco[9] (una sorta di male-evento) proprio per il nefasto passaggio di truppe mercenarie, tra cui i temibili Mercenari svizzeri, caratterizzati da bagni di sangue e assenza di pietà per gli avversari. Persino oggi si racconta ancora della crudeltà di questi Mercenari svizzeri qui denominati i "Grigioni".

Antico dipinto del XVI sec. raffigurante Mercenari svizzeri che attraversano le Alpi.

Un'ansa strettissima della assai ripida strada sotto il castello formava una specie di passo, poco praticabile, un punto strategico facimente controllabile che, con pochi uomini, poteva chiudere ermeticamente qualunque transito sulla strada; in verticale sopra quel punto vi era una larga base di roccia su cui era possibile edificare un avamposto armato; inoltre quel punto offriva una visione eccezionale della valle così utile per gli avvistamenti nemici. Per il controllo su questo sito strategico lì venne costruito il Castello di Malenco[10], che insieme a Torre Santa Maria ed altri fortilizi agivano da difesa del Feudo di Sondrio dalle invasioni dal Nord e proteggevano e avvisavano le popolazioni valligiane del pericolo incombente per l'arrivo di eserciti razziatori.

Il nome Caspoggio nella tradizione popolare sembra che derivi da "Case sul poggio" o "Case appoggiate" ma più verosimilmente, dato il complesso sistema militare della valle, sembra che Caspoggio, come già detto, sia stato il borgo del Castello di Malenco da cui veniva difeso e il suo nome derivi dal latino "Castrum Podii" o "Castel Poggio", nome originale con cui veniva chiamata questa fortezza; in effetti le rovine del Castello di Malenco ne indicano la sua posizione su un grande "poggio" di roccia e da lì il nome si sia ovviamente esteso al borgo. Non sappiamo se il borgo originale sia stato attiguo al Castello o già nel sito attuale, come più probabilmente sembra, o da quando, in seguito alla distruzione del Castello, gli abitanti esodarono, andando a formare un nuovo piccolo borgo alle spalle di quello precedente, chiamandolo con lo stesso nome del loro luogo d'origine.

Il paese di Caspoggio, nel XVII sec., fu dotato della chiesa parrocchiale di S. Rocco (1666) e della chiesa di S. Elisabetta. In quel secolo Caspoggio si oppose all'insediamento della nuova religione "riformata" ovvero quella Protestante rimanendo fieramente cattolico; è noto l'episodio delle donne di Caspoggio che presero a sassate il funerale protestante di un giovane ragazzo nella loro chiesa, impedendolo.

Nel 1816 Caspoggio divenne Comune, inserito nel I distretto di Sondrio. Esso era costituito da otto contrade (simboleggiate dalle otto stelle nello stemma), Centro dentro (céntru de dint), Centro fuori (céntru de fö), Bracelli (brac’), Albertazzi (bertàasc), Burri (bürr), Negrini (negrìn), Bricalli (brich) e Pantanaccio-S. Elisabetta (pentenàasc).

Ancora oggi si identificano nel territorio i sentieri "del contrabbando" percorsi per molti anni dagli abitanti di Caspoggio portando a spalla da una parte all’altra del confine le merci che, secondo i vari momenti, erano convenienti da "contrabbandare". Il contrabbando contribuiva a frenare il fenomeno dell’emigrazione e permetteva alla popolazione locale di sopravvivere. Con la separazione della Valtellina dai Grigioni nel 1798, il territorio e l'intensa economia e le risorse umane si trovarono spaccate in due, divise da un nuovo confine sorvegliato dai guardie, con aggravio di pesanti tasse doganali, a far parte di uno Stato percepito come straniero. La nuova situazione nata alla fine del XVIII secolo creò il fenomeno endemico del contrabbando. Lungo tutto l'Ottocento e fino agli anni '60 del Novecento, ingenti quantitativi di merci, sale e tabacco dapprima, poi riso, zucchero, cioccolato, caffè, sigarette, orologi e altro, attraversarono illegalmente le frontiere di Italia-Svizzera, in un senso o nell'altro.[11] Fu l'"epopea" del contrabbando, degli inseguimenti rocamboleschi tra finanzieri e contrabbandieri, a piedi o su sci, che si raccontarono per anni nelle taverne di Caspoggio.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[12]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Queste Alpi costituiscono la parte orientale delle Alpi del Bernina
  3. ^ Nel tardo medioevo la Valmalenco venne corredata da un sistema di opere di fortificazione, che consentivano una rapida segnalazione di passaggi di truppe nella valle fino a Sondrio; esse vennero erette nell’attuale territorio di Torre, Chiesa e Caspoggio. Il castello di Caspoggio, punto fondamentale nel sistema difensivo della valle, fu costruito dai Capitanei, pare verso la fine del XIII secolo, sfruttando la posizione favorevole del poggio sul quale è posto (Castel del Poggio), ma pare sia andato diroccato fin dalla seconda metà del secolo XIV durante la rivolta contro i Visconti. Infatti nel 1370 Tebaldo de Capitanei, capo del partito guelfo in Valtellina, promosse una rivolta contro i ghibellini Visconti, in conseguenza della quale il castello fu assediato e distrutto da truppe milanesi. Non sappiamo se fu successivamente ricostruito; certo è che oggi sono rimasti solo pochi ruderi in mezzo al verde del bosco.(Da “Istituzioni storiche del Territorio Lombardo”, a cura di Roberto Grassi)
  4. ^ Dagli abitanti dei borghi medievali nascerà in seguito la "Borghesia", la classe sociale intermedia tra proletariato ed aristocrazia.
  5. ^ Con l'edificazione del nuovo Castello si venne a creare un efficiente polo militare. Con la riavvenuta certezza di una salda autorità garante di protezione e amministrazione, un fermento di operosità involse la popolazione indigena strappandola al fatalismo di lontana memoria longobarda, in cui le scorrerie di predatori, il vandalico brigantaggio, le pestilenze introdotte da bande mercenarie l'avevano precipitata. Furono ripristinate le vecchie poste, riaperte le cave di pietra, i commerci ebbero nuovo impulso e per il bestiame, non più minacciato dal pericolo di razzie, s'iniziò la ripresa della transumanza e il recupero dei pascoli abbandonati perché insicuri.
  6. ^ Questo Passo si trova a 2.562 m s.l.m.. Dal versante italiano il Passo è accessibile da Chiareggio, frazione di Chiesa in Valmalenco, grazie ad un vetusto tracciato, residuo della strada militare carrozzabile della Frontiera Nord, impropriamente noto come Linea Cadorna. Dal versante elvetico il Passo si raggiunge dal valico alpino del Passo del Maloja grazie ad un sentiero storico che oggi, a causa di frane e slavine e per la scarsa manuenzione, consente appena il transito a piedi, mentre anticamente consentiva il passaggio agevole di cavalli e bestie da soma.
  7. ^ La pietra ollare è estratta dalle cave della Valmalenco con cui si ricavano le famose "Piode", le pietre per cucinare
  8. ^ Negli “Annali universali di statistica, economia pubblica, storia, viaggi e commercio” del 1834 si legge: “Secchie , gerli, vasi, e recipienti di legno d'ogni maniera, si fabbricano particolarmente in Caspoggio (Valmalenco) che poi si esitano al mercato di Sondrio.”
  9. ^ Solo nel 252 d. C. la Valmalenco entrò a pieno titolo nella storia: il console romano P. Licinio Valeriano, infatti, iniziò la costruzione della strada carovaniera che, risalendo l’intera valle, scavalcava il Passo del Muretto e scendeva in Engadina, consentendo un passaggio rapido fra territori latini al di qua della catena retica e territori romanizzati a nord della Rezia. Il ritrovamento di monete romane nei pressi del Passo attesta che questo era frequentato fin dall’epoca romana.(da Pavesi Ezio, "Val Malenco", Cappelli Editore, Sondrio, 1969)
  10. ^ Nel “De rebus Vallistellinae” (Delle cose di Valtellina) di Giovanni Capuana si legge:“Sotto Caspoggio si vedono li vestigij d’un antico castello già fabbricato dall’illustrissima Casa de Capitani.” I "Capitanei ", nel XIII sec., periodo di costruzione del castello, erano i potenti Signori di Sondrio, feudatari già dal lontano 1040, anno in cui ricevettero in Feudo la Pieve di Sondrio da Enrico III di Franconia
  11. ^ Da Massimo Mandelli e Diego Zoia-"La carga. Contrabbando in Valtellina e Valchiavenna"-Sondrio-L'officina del libro-1998
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lombardia