Chiuro

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Chiuro
comune
Chiuro – Stemma
Chiuro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Tiziano Maffezzini (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 46°10′00″N 9°59′00″E / 46.166667°N 9.983333°E46.166667; 9.983333 (Chiuro)Coordinate: 46°10′00″N 9°59′00″E / 46.166667°N 9.983333°E46.166667; 9.983333 (Chiuro)
Altitudine 389 m s.l.m.
Superficie 51 km²
Abitanti 2 553[1] (31-12-2010)
Densità 50,06 ab./km²
Frazioni Casacce, Castionetto
Comuni confinanti Brusio (CH-GR), Castello dell'Acqua, Lanzada, Montagna in Valtellina, Ponte in Valtellina, Poschiavo (CH-GR), Teglio
Altre informazioni
Cod. postale 23030
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014020
Cod. catastale C651
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti chiuresi, chiuraschi.
Patrono san Giacomo e sant'Andrea
Giorno festivo 30 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chiuro
Posizione del comune di Chiuro nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Chiuro nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Chiuro, (Ciǜür in dialetto valtellinese[2]), è un comune di 2.508 abitanti della provincia di Sondrio. È situato nella media Valtellina sulla sponda destra del fiume Adda e dista circa 10 km dal capoluogo.

Reperti preistorici[modifica | modifica sorgente]

Le due stele di Castionetto

Nel 1959 Maria Reggiani Rajna rinvenì, incastrate nel muretto di una vigna presso la contrada Castionetto, due stele preistoriche attualmente custodite presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio.

La prima stele ha forma di parallelepipedo (60 cm per 30 cm) ed è decorata su entrambe le facce. Su una faccia è raffigurato un elemento a tre linee parallele, probabilmente una collana. Secondo gli esperti risalirebbe all'eneolitico (2200 - 1800 a.C.). L'altra faccia rappresenta una figura antropomorfa che afferra nella mano destra un'ascia dal lungo manico, una sorta di alabarda. Secondo il Priuli, si sovrapporrebbero ben 5 fasi di incisioni in cui l'ultima fase sarebbe di epoca medioevale.

La seconda stele mostra una rappresentazione di una ruota a doppio cerchio con otto raggi interni. Secondo Emmanuel Anati, archeologo e direttore del Centro Camuno di Studi Preistorici di Capo di Ponte, questa figura sarebbe "comune nell'arte rupestre camuna a partire dal secondo periodo, ossia dall'eneolitico, ma sconosciuto altrove". Potrebbe trattarsi di un simbolo solare o semplicemente di una raffigurazione di una ruota.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Giacomo e Andrea[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea risale all'epoca medioevale. Fu consacrata il 24 giugno 1487 da Antonio vescovo di Salona. Venne riscostruita in stile barocco nella seconda metà del 1600. L'interno, con ricche decorazioni in stucco del ticinese Agostino Silva (1620-1706), presenta numertose opere d'interesse: nella seconda cappella a sinistra Crocifissione di Gian Giacomo Borni (1635-1700), detto Giacomo Bate, una predella I quattro Evangelisti di scuola valorsiana del 1567, nel presbiterio tele e affreschi del pittore di Caspano, nel comune di Civo, Giacomo Parravicini (1660-1729) dai toni cupi, sopra l'altare maggiore il ciborio ligneo dorato dell'intagliatore della Val di Sole Michele Cogoli realizzato nel 1692, gli stalli corali lignei sono del comasco Pietro Brasca del 1527. La volta presenta affreschi del bergamasco Giuseppe Brina. Nella casa parrocchiale, posta a lato della chiesa, si trova un San Vincenzo Ferreri del pittore ticinese Giuseppe Antonio Petrini di Carona (1677-1759).

Nel 1896-97, a causa dell'incremento demografico, si decise di ampliare la chiesa prolungandola di una campata. La facciata si trovò pertanto addossata al Portico dei Disciplini, riccamente affrescato dal pittore grosino Cipriano Valorsa (1514-1604) attiguo alla Cappella di Santa Marta con affreschi della scuola di Giovannino da Sondalo.

Chiesa della Madonna della Neve e San Carlo[modifica | modifica sorgente]

Edificata nel 1600 su una preesistente chiesetta, venne consacrata il 18 settembre 1628 dal vescovo di Como Lazaro Carafino e dedicata alla Beata Vergine della Neve e a San Carlo Borromeo. L'8 gennaio 1748 venne benedetto l'altare dedicato a San Francesco di Paola e il 22 giugno 1751 l'altare dedicato a San Vincenzo Ferreri. Nell'anno 1773, Carlo Domenico Giudice realizzò il portale in marmo dell'ingresso principale. La facciata presenta tre statue, Sant'Andrea, San Carlo Borromeo e Maria, madre di Gesù, realizzate dal ticinese Andrea Casella. All'interno la navata è coperta da una volta a botte completamente affrescata con tre medaglioni dipinti da Cesare Ligari (1716-1770) e incastonati entro quadrature di Giuseppe Coduri detto il Vignoli. Inoltre: una grande tela raffigurante il Miracolo della Madonna della Neve realizzata nel 1716 da Giuseppe Brina, affreschi realizzati nel 1751 dal milanese Alessandro Parravicini, episodi della vita di San Giuseppe, opera di Torildo Conconi, una tela con San Nicola vescovo di bari del bormino Carlo Marni.

La torre di Castionetto[modifica | modifica sorgente]

La massiccia torre che sorge a Chiuro in contrada Castionetto ad una altitudine di 689 m s.l.m., viene tradizionalmente indicata come appartenuta a Stefano Quadrio. Si affaccia sulla Valtellina a costituire, ancora oggi, un punto di osservazione preferenziale. Considerata la solidità della struttura, con muri che alla base raggiungono i 2,5 m di larghezza, la torre aveva certamente un ruolo non solo di avvistamento ma anche difensivo. Infatti, nel 1487 la torre, difesa da Zenone Groppello, fu un valido baluardo contro la tentata invasione dei Grigioni. La torre è stata recentemente restaurata dopo secoli di abbandono e riaperta al pubblico nel maggio del 2003.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Persone legate a Chiuro[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Iscrizione rinascimentale d'amore in Largo Besta de' Gatti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 239.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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