Piuro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Piuro
comune
Piuro – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Paolo Lisignoli (lista civica) dal 14/06/2004 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 46°19′50.52″N 9°25′18.12″E / 46.3307°N 9.4217°E46.3307; 9.4217 (Piuro)Coordinate: 46°19′50.52″N 9°25′18.12″E / 46.3307°N 9.4217°E46.3307; 9.4217 (Piuro)
Altitudine 382 m s.l.m.
Superficie 85 km²
Abitanti 1 975[1] (31-12-2010)
Densità 23,24 ab./km²
Frazioni Borgonuovo, Prosto, Santa Croce, Savogno
Comuni confinanti Avers (CH-GR), Campodolcino, Chiavenna, Ferrera (CH-GR), Madesimo, Novate Mezzola, Prata Camportaccio, San Giacomo Filippo, Bregaglia (CH-GR), Villa di Chiavenna
Altre informazioni
Cod. postale 23020
Prefisso 0343
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014050
Cod. catastale G718
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti piuresi
Patrono Maria SS. Assunta
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piuro
Posizione del comune di Piuro nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Piuro nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Piuro (Piür in dialetto chiavennasco) è un comune di 1.975 abitanti della provincia di Sondrio. Parte del suo territorio non appartiene alla Regione geografica italiana essendo idrologicamente compreso nel bacino del mare del Nord.

Il nome deriverebbe dal latino plorare (piangere) in ricordo di un'antica catastrofe, che distrusse l'antico borgo di Belforte nel secolo IX, secondo quanto ci narra Johann Guler von Wyneck[2]

Successivamente Piuro, raggiunta una notevole prosperità economica, venne sconvolto da un'altra catastrofe, il 4 settembre 1618, quando il Monte Conto franò sul paese cancellandolo dalle mappe. Questo evento ebbe vasta eco in tutta Europa, data la fama dei mercanti piuraschi. I pochi superstiti fondarono il nucleo di Borgonuovo, nelle vicinanze della chiesetta di Sant'Abbondio e delle cascate dell'Acquafraggia.

Attualmente non esiste più un paese di nome Piuro, ma vi sono diverse frazioni sul territorio che hanno mantenuto la vecchia denominazione a livello comunale. Il Comune e le maggiori attività produttive si trovano in località Prosto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale di Piuro si estende su due diverse valli: a Sud nella Val Bregaglia, tra i comuni di Chiavenna e di Villa, ove vi sono svariati nuclei abitati su entrambi i fianchi della Valle, sulla strada che conduce da Chiavenna al Maloja. A Nord la Valle di Lei appartiene quasi totalmente a Piuro, in virtù di antichi diritti di pascolo. Dal 1961 buona parte della valle è occupata da un lago artificiale. In virtù di questa particolare disposizione, Piuro è uno dei pochi comuni italiani che si estende al di là dello spartiacque alpino, con il Reno di Lei. Dal lato meridionale, oltre al Mera, corso d'acqua principale, vi sono svariati torrenti, il più noto dei quali è l'Acquafraggia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il primo nucleo abitato nella zona di Piuro era Belforte; Guler Von Wyneck, governatore grigionese della Valtellina per il biennio 1587-88 ci racconta infatti:

« Piuro è un bellissimo borgo, che si potrebbe benissimo paragonare a una cittadina per i suoi architettonici palagi, per i campanili, le chiese ed altre costruzioni, se fosse anche cinta di mura. Il suo nome deriva dalla parola latina “plorare”, ossia piangere, a cagione di un lacrimevole disastro che ivi accadde in antico. Narra infatti una vecchia leggenda che nei tempi andati questo borgo sorgesse più addentro nella stretta gola della valle, dove una tremenda ed improvvisa piena del fiume lo travolse, distruggendolo totalmente. In seguito i superstiti trasferirono le loro dimore nel luogo dove sorgono oggidì, e mutarono pure al paese l’antico nome di Belforte in quello attuale: ad eterna memoria della passata sciagura. Piuro è il capoluogo del territorio circostante, donde vengono gli abitatori per ricevere giustizia… Gli abitanti sono gente operosa che attende per lo più ai traffici; e poche piazze commerciali ci sono in Europa dove essi non esercitino qualche industria; perciò hanno guadagnato grande ricchezza. Ma la sventura potrebbe di bel nuovo abbattersi su questo paese, prostrandolo una seconda volta. »
(Johann Guler von Wyneck, 1616)

Il paese, rifondato con il nome di Piuro, si estese rapidamente e raggiunse una notevole prosperità. I mercanti piuraschi erano noti in tutta l'Europa, in special modo per il commercio di seta (proveniente dal Lario) e dei laveggi, pentole di pietra ollare di produzione locale. Gran parte delle ricchezze guadagnate con i commerci venne reinvestita in cultura ed arte: purtroppo, a causa della frana del 1618 sopravvivono poche testimonanzie, tra cui il Palazzo Vertemate-Franchi. Tuttavia ci rimangono diversi resoconti, oltre a quello del già menzionato Guler. Per esempio, nel 1492 un ambasciatore veneziano[3] parlava di

« Ameni giardini e spaziosi, con ispalliere d’ aranci, cedri, limoni, non solo nei vasi di legno e di terracotta, ma di bronzo ancora e di rame e molti inargentati e dorati »

Piuro non risentì neanche del passaggio dal Granducato di Milano ai Grigioni, avvenuto nel 1512. Dopo la Riforma Protestante, come la vicina Chiavenna, i territori bregagliotti diventarono un rifugio per i protestanti italiani, elevandone il livello socio-culturale. Difatti Monsingor Antonio Colombo, nel suo libro Piuro Sepolta[4] ci racconta dell'unicum sorto a Piuro:

« L'esistenza di una città ricca e colta, nella Valtellina del Seicento, è un caso unico e penso non abbia molti esempi neppure altrove. Fu un'oasi privilegiata, un'eccezione, per merito di una comunità formata di illuminati uomini, che, tra la miseria che li circondava, erano riusciti ad emergere, ad arricchire coi loro commerci, frequentando le più importanti città italiane ed europee, con le quali ebbero scambi di affari e dove poterono formarsi una cultura, per costruire in patria una città bella, artistica anche, con istituzioni benefiche ed infrastrutture, all'avanguardia si direbbe, e ricoprire cariche, in casa e fuori, ricevere illustri personaggi, meritandosi onorificenze, e tutto questo sotto una dei Grigioni, preceduta da altre strettoie, ed in condizione di doversi destreggiare nel campo politico, religioso ed economico.

Per tali motivi, la sua distruzione ebbe larga risonanza, soprattutto in Germania, e tante notizie, oltre che dagli scritti, sono giunte a noi dalla tradizione, che è andata alquanto fantasticando, come è ovvio, in casi del genere, sul modo di vivere e di comportarsi dei Piuresi e sulle ricchezze sepolte sotto la colossale frana. E la eco sarebbe stata ancor maggiore se altre vicende grosse non fossero accadute in Europa ed in Valtellina quali le lotte religiose tra Riformati e Cattolici, sfociate nel « Sacro Macello » (1620) e le guerre tra le varie Potenze che si contendevano il dominio d'Italia »

La catastrofe del 4 settembre 1618 (nei Grigioni, non essendo stato adottato il calendario gregoriano, era il 25 agosto) vide l'immane frana del Monte Conto, sovrastante Piuro, che venne in tal modo cancellato: non vi fu nulla da fare, nonostante i tempestivi soccorsi dalla vicina Chiavenna, coordinati dal commissario grigionese Fortunato Sprecher. Le vittime furono valutate dallo stesso Sprecher nel numero di 900, mentre lo storico contemporaneo Benedetto Parravicini aumentò questa cifra di 300 unità, per un totale di 1200 persone[4]. La frana cancellò non solo il paese e le sue ricchezze, ma anche intere famiglie. I pochi superstiti e i piuraschi scampati alla rovina fondarono Borgonuovo. Il disastro ebbe vasta eco in tutta Europa, finendo per essere citato, a distanza di secoli da Ludovico Antonio Muratori[5] e Immanuel Kant[6]. Da quel momento Piuro non ebbe più alcuna rilevanza politica, seguendo in tutto le vicende della vicina Chiavenna.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Le Cascate dell'Acquafraggia: un doppio salto gemello di circa 170 metri formato dal torrente Acquafraggia. Le cascate, con il loro maestoso spettacolo, impressionarono già Leonardo da Vinci che "trovandosi a passare per Valle di Ciavenna" ne ammirò la bellezza selvaggia e le menzionò nel suo "Codice Atlantico": "Su per detto fiume (la Mera) si truova chadute di acqua di 400 braccia le quale fanno belvedere...".
  • Il Palazzo Vertemate-Franchi: una delle poche testimonianze storiche della Piuro pre 1618, fu costruito in località Cortinaccio di Prosto dalla famiglia Vertemate come residenza di campagna. Dopo la catastrofe rimase come palazzo principale della famiglia, venendo via via restaurato ed abbellito da numerose opere d'arte. Attualmente è di proprietà del Comune di Chiavenna. www.palazzovertemate.it
  • Il borgo di Savogno, nucleo abitato nella Valle dell'Acquafraggia (a circa 900 metri di quota), rimasto pressoché intatto dopo lo spopolamento avvenuto dopo il Secondo Dopoguerra. La locale chiesa fu una delle prime parrocchie assegnate al futuro santo Don Luigi Guanella. È raggiungibile solo a piedi, tramite una mulattiera di 2000 gradini.
  • La Chiesetta di Sant'Abbondio: fu costruita in località Borgonuovo ed ospita il Museo degli scavi dedicato alla Piuro pre 1618 e contenente i reperti ritrovati dall'Associazione Italosvizzera degli Scavi di Piuro.
  • Le chiese romaniche di S. Croce: in numero di due, si trovano nell'omonima frazione del comune di Piuro. In quella di S. Martino si conservano gli affreschi più antichi della Provincia di Sondrio risalenti al 1030-1050. Di autore ignoto, gli affreschi vengono attribuiti alla scuola del Maestro dell'Apocalisse di Civate e la sua squadra. La seconda chiesa romanica, dedicata all'invenzione della Croce, è ad insolita pianta circolare. Nominata la prima volta nel 1176, viene comunque fatta risalire al periodo precristiano, magari come tempio dedicato alla Dea Madre. All'interno si conserva l'ancona lignea di Yvo Strigel di Memmingen in Germania. Questo altare a sportelli, datato 1499, è l'unico altare ligneo giunto sino ai nostri giorni.
  • I torchi: lungo i sentieri e nelle antiche contrade di Piuro si possono trovare anche gli antichi torchi a trave pesante, utilizzati per la pigiatura dell'uva e la successiva pressatura delle vinacce. Uno si trova alle stalle dei Ronchi di Savogno, uno a S. Croce a pochi passi dalla chiesa Rotonda, e l'altro nella frazione montana di Cranna.
  • Belfort e il campanile di S. Abbondio: si possono ammirare sul luogo dell'antica Piuro, i resti di uno degli 8 palazzi dei Vertemate in Piuro. Questo luogo, Belfort o Pe dei Rovan, è raggiungibile attraverso le piste ciclabili, a poche centinaia di metri dal centro abitato di Borgonuovo, direzione est. Anche il campanile di S. Abbondio, datato 1600, è scampato alla furia delle frane piurasche. È visitabile. Ulteriori info sul sito internet www.piuroitalosvizzera.net

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Tipici della zona sono:

È possibile degustarli anche all'interno dei caratteristici Crotti.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Piuro fa parte della Comunità Montana della Valchiavenna.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Johann Guler Von Weyneck Raetia, 1616.
  3. ^ Mario Gianasso Guida turistica della Provincia di Sondrio, L'Officina del Libro, Hoepli, 1979.
  4. ^ a b Antonio Colombo Piuro Sepolta, Casa editrice L'Ariete, Milano, 1969.
  5. ^ Ludovico Antonio Muratori Annali d'Italia, http://www.gutenberg.org/files/39704/39704-h/39704-h.htmin, 1750.
  6. ^ Immanuel Kant, Geografia Fisica, 1802.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di lombardia