Cercino

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Cercino
comune
Cercino – Stemma
Panorama di Cercino con vista sulla chiesa parrocchiale di San Michele
Panorama di Cercino con vista sulla chiesa parrocchiale di San Michele
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Michela Parravicini (lista civica) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 46°09′00″N 9°30′00″E / 46.15°N 9.5°E46.15; 9.5 (Cercino)Coordinate: 46°09′00″N 9°30′00″E / 46.15°N 9.5°E46.15; 9.5 (Cercino)
Altitudine 487 m s.l.m.
Superficie 6 km²
Abitanti 757[1] (31-12-2010)
Densità 126,17 ab./km²
Frazioni Belenasco, Fiesso, Piano di Bolgia, Piussogno, Siro
Comuni confinanti Cino, Cosio Valtellino, Mantello, Novate Mezzola, Traona
Altre informazioni
Cod. postale 23016
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014017
Cod. catastale C493
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cercinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cercino
Posizione del comune di Cercino nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Cercino nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Cercino (Scerscìn o Sciarscìn in valtellinese[2]) è un comune di 754 abitanti della provincia di Sondrio, in Lombardia. Si trova sul versante retico e fa parte della Costiera dei Cech.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Cercino è contraddistinto da precisi confini. Il confine settentrionale segue sostanzialmente il crinale della montagna che separa la Costiera dei Cech dalla Valle dei Ratti, toccando cime di rilievo come il monte Brusada (m. 2143), passando anche per il Passo della Piana (m. 2052), che unisce il territorio comunale con la Valle di Codogno.

Il confine orientale scende invece lungo il crinale verso sud, passando attraverso il Piazzo della Nave, i Prati di Bioggio (che sono compresi nel territorio di Traona), piegandosi poi a sud ovest e comprendendo anche parte della pianura dell'Adda, risalendo sino al monte Brusada.

Il comune di Cercino comprende anche le frazioni di Piussogno, Era, Soriate, Brassedo e Fiesso (poste più in basso rispetto al comune), mentre ad ovest si trova la frazione di Siro.

Geologia ed idrografia[modifica | modifica sorgente]

Sempre compresi nel territorio cercinese sono anche i rifugi Cuper di Sotto (m. 1150) e Cuper di Sopra (m. 1311) ed i prati della Brüsada che costituivano anticamente gli alpeggi principali della località, compresi tra i 1500 ed i 1584 metri.

Il territorio è particolarmente ricco di torrenti ed acqua sorgiva, soprattutto nella parte superiore in località Cagnello. Le risorgive naturali forniscono acqua potabile per circa 205 litri per ogni abitante al giorno, perlopiù collocate in località Cespedello.

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

La flora di Cercino, come quella di gran parte della Costa dei Cech, si trova distinta in due presenze apparentemente tra loro opposte ma sovente riunite: boscaglie termofore e praterie xeriche.

Le prime, sono composte essenzialmente da roverella, orniello e carpino nero, oltre alla presenza di qualche bagolaro, nelle località più rupestri. Nei tratti più bassi (al di sotto dei 600 metri) questi boschi riportano anche infiltrazioni della robinia e del castagno. Per gli arbusti molto diffusi sono il ligustro, il pero corvino, il biancospino, il ciliegio canino, l’euonimo, la lantana ed il fico. Tra le specie erbacee spontanee si ritrovano il pungitopo, l’origano, la pervinca, il geranio, l’aglio, la clematide, il cisto e l’erica arborea, mentre la ginestra tende a crescere prevalentemente nelle aree più a nord e meno accessibili all'uomo assieme ad alcune specie di orchidee montane. Nel territorio di Cercino è inoltre presente un castagno (Castanea sativa)) nella frazione di Piussogno, incluso dal 2009 nell'elenco degli alberi monumentali della provincia di Sondrio con D.G.P. n. 309 del 23/11/2009.

Le praterie xeriche sono invece composte in prevalenza da graminacee.

La fauna è invece caratterizzata da specie termofile come i rettili tra cui la vipera comune, il biacco, il saettone, la lucertola, il ramarro e l'orbettino.

Gli uccelli presenti, perlopiù stanziali, sono il picchio, il cuculo, il merlo, la cinciallegra, il passero, il cardellino, il lucarino, il verdone, il pettirosso, la ballerina, la rondine, la poiana, il gheppio ed il nibbio.

Tra gli anfibi diffusi sono la salamandra ed il rospo comune (noto in particolare per le massicce migrazioni della specie da Cercino a Piussogno nei mesi da marzo ad aprile), oltre alla rana verde ed alla raganella.

Per i mammiferi sono presenti il cervo, il capriolo, la volpe, la faina ed il tasso.

Sismologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista sismico Cercino presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[3] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Cercino è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane e delle zone di bassa montagna, caratterizzato da inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che talvolta possono risentire di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 6 8 12 16 21 25 28 27 23 18 11 6 16.7
Temperatura min. media (°C) - 2 0 3 7 11 14 17 17 14 9 4 - 1 7.7
Piogge (mm) 71 64 83 89 127 113 110 129 94 109 111 56 101
Umidità relativa (%) 75 75 68 71 69 67 67 68 71 75 78 79 71.9

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime notizie sul territorio di Cercino risalgono all'anno 822 quando da un documento si apprende che i terreni locali erano proprietà dei monaci della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano.

Nelle epoche successive, il piccolo borgo ricadde sotto la giurisdizione del Vescovo di Pavia[4] prima, e del Vescovo di Como, poi.

Il borgo, che all'epoca veniva definito con il nome di Zerzuno (che conserverà perlomeno sino al XIV secolo) ricadeva all'epoca sotto i terreni di giurisdizione di Como a cui doveva anche pagare la tassa sul diritto di fodro.

Nel XIV secolo Cercino riuscì ad emanciparsi dalla giurisdizione ecclesiastica della diocesi divenendo un libero comune, ma per breve tempo in quanto a quello comasco, si sostituì ben presto quello dei Visconti del Ducato di Milano, ai quali fece solenne promessa di fedeltà, nel 1388 anche un deputato del comune di Cerzuno.

Sotto l'aspetto della giurisdizione ecclesiastica, Cercino dipendeva a quell'epoca dalla Pieve di Sorico, dalla quale però si distaccò il 13 maggio 1415, costituendosi come parrocchia autonoma.

Il generale Pappenheim che nella piana di Cercino si scontrò nell'unica battaglia italiana della Guerra dei Trent'anni.

Celebre per il piccolo borgo, fu la visita pastorale che il vescovo di Como, Feliciano Ninguarda (originario di Morbegno), fece nel 1589, la quale costituisce a tutt'oggi una delle testimonianze storiche d'archivio più complete sull'abitato di Cercino. Nel paese vennero infatti all'epoca rilevati 100 fuochi (nuclei familiari)[5], suddivisi anche tra le frazioni di Cresta e Piussogno.

Sempre sul finire del XVI secolo, è il diplomatico della Lega Grigia svizzera Giovanni Güler von Weineck a darci una descrizione del paese nel corso di una sua visita nella regione, descritta nella sua opera principale che prende il titolo di "Raetia": ...Cercino, notevole villaggio, situato in un fertile ripiano della montagna. Al disotto, proprio alle falde della montagna, ma circa mille passi a ponente di Traona, si vede il villaggio di Piussogno e subito dopo sta quello di Soriate; ma sono ambedue di poco conto....

Alla vigilia della Guerra dei Trent'anni (e precisamente nel 1624), a Cercino si contavano 485 abitanti, alcuni dei quali vennero decimati dai funesti eventi degli anni successivi. L’anno seguente, infatti, nella piana di Cercino, si scontrarono le truppe imperiali guidate dal Generale Pappenheim e le truppe francesi del Generale Coeuvres che più che scontro mortale per i locali, portarono anche in queste vallate il funesto messaggio della peste, causata anche dall'alloggio forzato delle truppe nel paese (tra il 1629 ed il 1630) dei soldati lanzichenecchi calati in Italia dalla Valle Spluga. La popolazione venne fortemente decimata dall'epidemia, riducendosi a quasi la metà.

Una ripresa lenta e costante si ebbe a partire dal XVIII secolo e già sul finire del secolo (1797), il comune contava 636 abitanti; ripartizioni più accurate ci pervengono da un successivo censimento di epoca napoleonica, del 1807, quando viene segnalato che nella sola Cercino risiedono 290 abitanti, mentre nelle frazioni di Siro e Piassogno se ne trovano rispettivamente 230 e 60.

Un ultimo censimento prima dell’unità d'Italia si ebbe nel 1853, quando Cercino risultava avere 637 abitanti e si trovava inserito nel terzo distretto di Morbegno.

Lo Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Cercino
« Partito: nel primo di rosso all'arcangelo Michele in maestà in completa armatura, ammantata, la testa cinta da un'aureola, le ali abbassate ed il braccio sinistro flesso con la mano destra impugnante una spada nell'atto di trafiggere un drago con la testa in palo sotto i suoi piedi, il tutto d'argento; nel secondo d'argento con le tre macine di mulino di rosso forante in rombo del campo ed ordinate in sbarra. Ornamenti esteriori da comune. »
(Descrizione araldica dello stemma[6])

Lo stemma di Cercino è in parte uno dei tipici gonfaloni "parlanti" diffusi in Italia dal momento che nella parte destra, il campo d'argento è contraddistinto da tre cercini di rosso disposti in fascia, da cui appunto il nome del borgo. San Michele, che campeggia nella parte sinistra del partito, è invece il patrono cittadino cui è dedicata la chiesa parrocchiale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo[modifica | modifica sorgente]

La facciata della chiesa parrocchiale di San Michele arcangelo

La Chiesa Parrocchiale di San Michele è la chiesa principale del comune di Cercino.

Addossata su uno sperone di roccia posto a 487 metri sul livello del mare, l'edificio fu una delle prime costruzioni a venire innalzata quando il borgo divenne ufficialmente un libero comune, nel XIV secolo, con l'intento di assecondare il desiderio dei locali che intendevano erigere un tempio ove celebrare la messa.

L'atto ufficiale della fondazione del tempio sacro venne siglato il 13 maggio 1415, quando il comune venne separato sotto l'aspetto spirituale dalla chiesa di Olonio e al nuovo parroco fu concessa anche la riscossione delle decime.[7] La chiesa subì pesanti rimaneggiamenti e ristrutturazioni nel XVII secolo, acquisendo le forme attuali e venendo consacrata ufficialmente il 29 aprile 1690.

Scheletro della danza macabra dell'ossario di fronte alla chiesa parrocchiale: nel dipinto il personaggio pronuncia la nota frase QUASI FLOS EGREDITUR.

L'interno, ad una sola navata completata da quattro altari laterali, è decorato sul soffitto con due grandi affreschi raffiguranti "L'Annunciazione" e i Santi Rocco e Sebastiano, mentre le pareti sono decorate con affreschi di otto medaglioni rappresentanti dei santi e due tele già attribuite al noto pittore valtellinese Cesare Ligari realizzate nel XVIII secolo, oltre ad una tela di Giovanni Parravicini che è conservata nel piccolo oratorio dell'Immacolata, adiacente la chiesa parrocchiale, sede delle confraternite locali del Santissimo Rosario e del Santissimo Sacramento. Spicca infine, per qualità pittorica, un ovale di ignoto artista del XVIII secolo raffigurante il santo boemo Giovanni Nepomuceno protettore dalle inondazioni dei fiumi e del segreto confessionale.

Di notevole bellezza è anche l'immagine della Madonna raffigurata sull'altare maggiore, realizzata con intarsi di legno a simuilare una prospettiva architettonica.

Presso il sagrato della chiesa, ad ovest, si trova infine un ossario quattrocentesco con una facciata dipinta con raffigurazioni di una danza macabra, soggetto tipico delle pitture rinascimentali religiose montane (forse pittori della famiglia Baschenis di Averara, artisti itineranti, specializzati proprio in danze macabre). Lungo l'arco frontale, due scheletri sorreggono un motto che oggi in parte risulta cancellato dall'incuria del tempo, da cui è possibile però leggere la frase ...quasi flos egreditur... che paragona simbolicamente la vita umana a quella di un fiore.

Chiesa della Madonna della Pietà[modifica | modifica sorgente]

La chiesa della Madonna della Pietà

Situata lungo la strada che conduce a Cino, la Chiesa della Madonna della Pietà è un piccolo edificio risalente al XVIII secolo, simbolo della ripresa economica e religiosa del paese dopo il burrascoso periodo seicentesco.

L'edificio, a pianta ottagonale sormontata da una graziosa cupola, venne costruito tra il 1736 ed il 1774 e restaurato in due occasioni, nel 1933 e nel 1976. All'interno, un'attrattiva da segnalare è l'altare in marmi pregiati realizzato da Giacomo Longhi di Viggiù nel 1768. Antistante il grandioso portale d'ingresso di granito, si trova un piccolo protiro con colonne e lesene, che costituisce ancora oggi uno degli angoli più caratteristici del borgo.

Chiesa della Madonna della Neve (Siro)[modifica | modifica sorgente]

Situata nella frazione di Siro, essa è profondamente legata al miracolo della Madonna della Neve, che la tradizione popolare fa ricadere il giorno 5 agosto.

Al miracolo di tradizione romana, la piccola chiesa di Siro affianca una propria curiosa caratteristica: presso l'edificio religioso si trovano ancora oggi due castagni centenari, di cui le foglie di una delle piante non hanno il classico colorito verde, ma sono perlopiù bianche, quasi a ricordare il legame con la "Madonna della Neve" a cui la cappelletta è dedicata.

Chiesa di Santa Margherita (Piussogno)[modifica | modifica sorgente]

Situata nella frazione di Piussogno, la chiesa di Santa Margherita (più precisamente dei Santi Margherita e Carlo) venne edificata in quel luogo per sopperire alle esigenze spirituali dei fedeli di quell'area. La chiesa, di fattura rinascimentale rifatta nel Seicento, presenta al proprio interno una preziosa croce in lamina d'oro del XV secolo, oltre a sontuose decorazioni barocche in marmo che accompagnano la presenza della pala d'altare, costituita da una "Santa Margherita" del XVI secolo di autore ignoto.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

La Barachia di Partigian[modifica | modifica sorgente]

La principale costruzione architettonica civile sul territorio di Cercino è indubbiamente la barachia o rifugio costruito dai partigiani nel luglio del 1944 sulla cima dei pascoli in località Brusada, sopra il territorio comunale, a 1981 metri di altezza. L'area di costruzione, circa 20 metri quadrati in tutto, venne realizzata in massi locali e pensata come luogo di rifugio durante il periodo della Seconda guerra mondiale per gli attivisti del movimento partigiano locale.

La struttura, cessato il proprio scopo bellico al fine della guerra, venne utilizzata come rimessa degli attrezzi agricoli dai coltivatori locali, ma venne gravemente danneggiata negli anni '50 da un rovinoso incendio che interessò tutto il versante occidentale della Costa dei Cech. Attualmente la struttura si trova pertanto in rovina e si possono notare unicamente le parti basse delle mura perimetrali.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Nella sua storia, il comune di Cercino ha avuto un'evoluzione demografica altalenante, motivata dai diversi periodi di crescita locale e sviluppo delle attività: rimasta perlopiù inalterata per secoli la popolazione, con l'industrializzazione della parte bassa della vallata e la richiesta di nuova manodopera, il numero degli abitanti del comune crebbe sino a duplicare i residenti nel giro di appena cinquant'anni. Con il conseguente sviluppo industriale delle aree a valle, però, iniziarono ad essere realizzate anche nuove aree residenziali più a valle (come ad esempio a Morbegno) che, data la loro vicinanza coi centri di produzione, tendevano ad attirare maggiormente i residenti e per questo Cercino conobbe un calo notevole di popolazione tra gli anni '70 ed '80 che lo riportò quasi ai valori d'inizio secolo.

Popolazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Durante l'ultimo censimento del 2011 Cercino aveva 756 abitanti, di cui in 370 maschi e 386 femmine.

Abitanti censiti[8][9]


Etnie[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 risiedevano a Cercino 45 cittadini stranieri, ovvero il 16,8% della popolazione totale.[10] Le comunità maggiormente rappresentate sono:

Provenienza della popolazione straniera residente
(dati ISTAT al 31 dicembre 2009[11])
Marocco Marocco 28
Ucraina Ucraina 8
Polonia Polonia 3
Romania Romania 2
Brasile Brasile 2
Russia Russia 1
Tunisia Tunisia 1
Colombia Colombia 1

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Nel Comune è molto diffuso il dialetto valtellinese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il valtellinese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi si trovano anche tracce di dialetto comasco e dialetto chiavennasco.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Religioni a Cercino (2011)
Cattolici
  
94,8%
Islam
  
3,8%
Ortodossi
  
1,4%
Percentuale basata su un campione di 754 persone

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente alla Diocesi di Como.

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Nel comune vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti. Dati:

Recycling symbol.svg 2004 2006
Percentuale
di rifiuti riciclati[12]
41.00% 43.90%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

In paese sono presenti una scuola materna e due scuole primarie, di cui una sita nel comune di Cercino e l'altra nella frazione di Piussogno, costruita più a valle per venire incontro alle esigenze degli abitanti locali.

Persone legate a Cercino[modifica | modifica sorgente]

  • Abele Ambrosini (1915-1943), Tenente cpl., 33º reggimento artiglieria «Acqui».
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Comandante di batteria someggiata fu tra i primi decisi assertori della lotta contro i tedeschi aprendo di iniziativa il fuoco contro il nemico. Durante tutta la battaglia per Cefalonia i suoi cannoni schierati tra le unità di fanteria tuonarono anche sotto i furiosi bombardamenti aerei riuscendo a ritardare l’avanzata nemica. Benché ferito, continuava a rimanere in linea con i fanti per meglio dirigere il fuoco. Catturato mentre tentava di raggiungere la sua linea pezzi, che si difendeva ad oltranza, sparando a zero, veniva fucilato sul posto, reo di avere combattuto per l’onore delle armi[13].»
— Cefalonia, 21 settembre 1943

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia locale è basata essenzialmente sul turismo e sulla produzione di legna da taglio.

Sul territorio di Cercino sono presenti 10 attività industriali con 29 addetti, pari al 28,43% della forza lavoro occupata.

A queste si affiancano 8 attività di servizio con 11 addetti pari al 7,84% della forza lavoro occupata, e 21 attività di servizio con 39 addetti pari al 10,78% della forza lavoro occupata e 2 attività amministrative con 6 addetti pari al 20,59% della forza lavoro occupata.

Trasporti ed infrastrutture[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Cercino è collegata ai centri di Cino e Mantello con la strada provinciale SP5, oltre ad essere in collegamento con la vallata sottostante attraverso la frazione di Piussogno. Presso il fondo valle, il comune è servito dalla SS402.

Ferrovie e trasporto pubblico[modifica | modifica sorgente]

Cercino è servita dalla stazione di Delebio, che si trova nel territorio comunale di Delebio. Un tempo il paese era inoltre servito dalla stazione di Rogolo, presso il vicino comune di Mantello (oggi chiusa). La stazione, posta sulla ferrovia Tirano-Lecco, si collega con Sondrio e con Milano.

Cercino è servito da un sistema di bus per trasporto pubblico tra il comune e Piussogno, a valle, sino a Morbegno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale a Cercino

Di seguito viene riportata la serie cronologica dei sindaci del Comune di Cercino dall'Unità d'Italia ad oggi.

Sindaci durante il Regno d'Italia Flag of Italy (1861-1946).svg[modifica | modifica sorgente]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte
Giovanni De Pianto sindaco 1861 ? Destra storica Cercino Cercino

....

Sindaci durante la Repubblica Italiana Flag of Italy.svg[modifica | modifica sorgente]

....

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte
Ercole Parravicini sindaco ? ? Cercino Cercino
?
Renzo Barona sindaco 3 aprile 2005 29 marzo 2010 Lista civica Cercino 05-09-1951
Michela Parravicini sindaco 30 marzo 2010 in carica Lista civica Morbegno 27-02-1980

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Cercino trova sede l'associazione Amici dello Sport di Cercino.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • A partire dagli anni '50 del XX secolo si sia diffuso in paese uno strettissimo legame con la città di Vittuone (MI). Moltissimi vittuonesi hanno infatti acquistato case di villeggiatura a Cercino, un modo per sentirsi "sempre a casa" anche in vacanza. Più volte nel corso degli anni sono stati organizzati scambi culturali tra i due paesi.[senza fonte][14]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 224.
  3. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it.
  4. ^ A questo fatto si fa riferimento ad un documento del 1049 che riguarda la vendita di 43 appezzamenti di terreno in loco, contratto stipulato tra il Vescovo di Pavia Rainaldo ed il sacerdote locale Aldo de' Decumani, dove il paese viene definito ...in loco et fundo Cerzuni...
  5. ^ Il che corrispondeva a poco meno di 500 abitanti
  6. ^ www.AraldicaCivica.it
  7. ^ come risulta da un atto rogato dal notaio Balsarro Mandello (Quadrio 1775-1776; Visita Landriani 1444-1445, note; Visita Ninguarda 1589-1593)
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ fino al 1861: Archivio Parrocchiale di Cercino
  10. ^ dati Istat
  11. ^ DEMO ISTAT
  12. ^ Dati Rifiuti da www.comune.cercino.so.it
  13. ^ Quirinale - scheda - visto 16 dicembre 2008
  14. ^ Massimo Salamone e Denise Villa, All'ombra del gelso, Amm. comunale di Vittuone, Vittuone, 2000

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ugo Cavallari, "Un placito inedito del 1049 riguardante Tresivio e Cercino di Valtellina", in "Bollettino della Società Storica Valtellinese", 10 (1956), pp. 52–63.
  • Pietro Buzzetti, "Le Chiese nel territorio dell'antico Comune in Val San Giacomo", Como, 1922.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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