Caiolo

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Caiolo
comune
Caiolo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Sondrio-Stemma.png Sondrio
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Pirana (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 46°09′00″N 9°48′00″E / 46.15°N 9.8°E46.15; 9.8 (Caiolo)Coordinate: 46°09′00″N 9°48′00″E / 46.15°N 9.8°E46.15; 9.8 (Caiolo)
Altitudine 335 m s.l.m.
Superficie 33,35 km²
Abitanti 1 017[1] (31-12-2010)
Densità 30,49 ab./km²
Frazioni Bachet, Palù, Pessina, San Bernardo
Comuni confinanti Albosaggia, Carona (BG), Castione Andevenno, Cedrasco, Foppolo (BG), Piateda, Postalesio, Sondrio
Altre informazioni
Cod. postale 23010
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014011
Cod. catastale B366
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti caiulàt
Patrono San Vittore
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caiolo
Posizione del comune di Caiolo nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Caiolo nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Caiolo (Cajööl in dialetto valtellinese[2]) è un comune di 1.017 abitanti della provincia di Sondrio situato nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi. Caiolo è conosciuto in provincia per la sua aviosuperficie e per il golf a 18 buche che si estende in parte anche nel territorio di Cedrasco.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il paese ha origini molto antiche infatti sono state trovate in epoca precedente alcune monete romane e un paal-stab, un coltello usato dai Galli nei riti sacrificali. In passato l'abitato si chiamava Soltojo, nome che deriva forse dalla parola latina "saltus" che significa selva o bosco, dei quali il territorio è ricco; smise definitivamente di assumere questo nome dal 1522 quando in un atto consiliare inspiegabilmente non venne più utilizzato Soltojo ma Cajolo che deriva probabilmente dal nome di una diffusa stirpe valtellinese i "cà degli joli". Nel 1202 il feudo comprendente il territorio di Caiolo venne concesso da parte del Vescovo di Como alla famiglia dei Capitanei di Sondrio e solo successivamente, nel 1446 Caiolo divenne comune libero sotto il dominio degli Sforza. Nel 16 marzo 1487 venne combattuta la battaglia di Caiolo; nell'occasione si scontrarono le truppe dei Grigioni e quelle del Ducato di Milano capitanate da Ludovico il Moro le cui ambizioni erano quelle di fermare l'avanzata dei Grigioni che dall'Alta Valtellina erano giunti fino alla piana di Caiolo. Lo scontro avvenne a fondovalle tra i torrenti Livrio e Val Canale in un territorio allora paludoso per le esondazioni del fiume Adda e questo favorì le truppe milanesi che tra i cannetti erano agevolate nel fare agguati alle truppe nemiche; forse è proprio per questo che Ludovico il Moro riuscì a sconfiggere i Grigioni e a sedare temporaneamente le loro mire espansionistiche. La popolazione di Caiolo ebbe il suo apice nel 1589 quando contò circa 1500 abitanti anche se poco dopo nel '600 arrivò la peste anche in Valtellina che decimò buona parte della popolazione. Fino al 1700 Caiolo e i territori limitrofi vennero colpiti da carestie e gli allevamenti, in particolare quelli lasciati al pascolo negli alpeggi, furono frequentemente minacciati dagli attacchi dei lupi e degli orsi, estinti dal secolo scorso a causa della caccia. Le uniche fonti di sostentamento furono i cereali come la segale, il frumento, il grano saraceno e i prodotti appena importati dall'America come le patate e il granoturco le cui coltivazioni sono tuttora presenti. Nella seconda metà dell' Ottocento la popolazione diminuì a causa dell' immigrazione in America, in Oceania e in Svizzera e a causa delle malattie come il gozzo e le febbri intermittenti causate dal lavoro nelle paludi nelle quali si raccoglieva la canapa. Il problema si risolse solo quasi un secolo dopo quando l'area venne bonificata e vennero costruiti gli argini per contenere il fiume Adda.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Caiolo, la cui sede comunale si trova a 335 m s.l.m., è caratterizzato da un territorio montuoso con una altezza minima di 278m s.l.m. e una massima di 2663m s.l.m. Il territorio circostante è ricco di valli delle quali la più importante è la Val Livrio. Il torrente Livrio nasce dal lago del Publino (2118 m s.l.m.) dove, nel 1951, è stata costruita una diga. Presso il lago è situato il Corno Stella dalla cui cima, nei giorni limpidi, è possibile vedere a Sud la Pianura Padana, a Ovest il Monte Rosa e a Nord il Pizzo Bernina.

Arte e monumenti[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Caiolo sono situate due torri, la torre di Soltojo e la torre di Ca' di Cup; la prima torre sorge su un poggio a 511m s.l.m. in un fitto bosco di castagno, luogo dal quale era possibile avvistare le attività della valle ma anche da dove poter vedere i segnali provenienti dall'altra torre di Caiolo e un' ulteriore torre posta sulle Alpi Retiche. La torre di Soltojo ha origini molto antiche infatti venne probabilmente costruita dai Capitanei nel XIII secolo ma la tradizione vuole che sia stata costruita nel 1041 per volontà di Enrico III. Nonostante sia stata quasi completamente distrutta nel '600 dai Grigioni la parte inerte è rimasta intatta fino ai giorni nostri anche se non è più possibile apprezzarne l'antichità dopo la recente ristrutturazione. La suggestiva chiesa di San Vittore è posta sopra una parete rocciosa situata a picco sopra il torrente Livrio. La chiesa è stata edificata nel 1617 sopra un'antica chiesa medievale e si erge su delle imponenti arcate. L'Ancona con l'Adorazione del Bambino, nella chiesa di San Vittore, è una pregevole opera d'intaglio di Andrea da Milano, allievo di Giovanni Antonio Amadeo.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 in carica Giuseppe Pirana Lista civica Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 132.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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