Bianzone

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Bianzone
comune
Bianzone – Stemma Bianzone – Bandiera
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Sondrio – stemma Sondrio
Sindaco Franca Pini (lista civica) dal 14/06/2004 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 46°11′0″N 10°6′0″E / 46.18333°N 10.1°E / 46.18333; 10.1 (Bianzone)Coordinate: 46°11′0″N 10°6′0″E / 46.18333°N 10.1°E / 46.18333; 10.1 (Bianzone)
Altitudine 444 m s.l.m.
Superficie 17 km²
Abitanti 1 278[1] (31-12-2010)
Densità 75,18 ab./km²
Frazioni Bratta, Campei, Campione, Nemina, Piazzeda
Comuni confinanti Brusio (CH-GR), Teglio, Villa di Tirano
Altre informazioni
Cod. postale 23030
Prefisso 0342
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 014008
Cod. catastale A848
Targa SO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bianzonaschi
Patrono San Siro
Giorno festivo 9 dicembre
Localizzazione
Bianzone è posizionata in Italia
Bianzone
Posizione del comune di Bianzone nella provincia di Sondrio
Posizione del comune di Bianzone nella provincia di Sondrio
Sito istituzionale

Bianzone (Bianzùn in dialetto valtellinese[2]) è un comune di 1.278 abitanti (ISTAT 2010) della provincia di Sondrio. È costituito dal nucleo abitato principale di fondovalle a quota 444 m s.l.m., e da due piccole frazioni alte: Piazzeda e La Bratta, poste oltre gli 800 m sui prati del M. Nemina.


Indice

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Franca Pini (lista civica) dal 14/06/2004 (2º mandato)

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Geografia

Sul versante retico, dominato dal monte Nemina, l'abitato di Bianzone è situato sulla conoide del torrente Valle di Bianzone. Il centro storico è collocato sul versante Sud-Ovest della conoide stessa ed è dominato dalla chiesa parrocchiale di San Siro. La modesta espansione urbana, negli ultimi 20 anni, ha interessato la parte bassa del versante occidentale della conoide e il fondovalle, con un'edilizia rada e incoerente, avvicinandosi peraltro alla SS38 "del passo dello Stelvio" che percorre tutta la Valtellina. Il versante Nord-orientale, per l'esposizione assai meno favorevole, è povero di case e coperto di meleti.


[modifica] Storia

Per molti secoli, in passato, Bianzone fu considerata come centro di villeggiatura e i rapporti con il Contado di Bormio furono intensi, poiché signori bormiesi venivano a svernare in quel di Bianzone. Ma, come per molti altri comuni valtellinesi, la storia di Bianzone attraverso i secoli è storia di povertà. Non si registrano avvenimenti di grande rilievo, se non quelli legati alla storia locale. Fece notizia sul finire della seconda guerra mondiale il mitragliamento al treno Sondrio-Tirano, proprio alla stazione di Bianzone. Morirono cinque passeggeri, tra i quali una donna di Bianzone: Zemira Gosatti. Nell'ambito valtellinese fu una delle azioni di guerra più sanguinose.
Anche a Bianzone, come negli altri paesi del Tiranese, la pratica del contrabbando ebbe grande rilievo e coinvolse per più di un secolo gran parte dei giovani del paese. Un certo numero di episodi relativi a questa attività illegale sono narrati nel libro di Diego Zoia, "La Carga", pubblicato di recente.


[modifica] Economia

L'economia di Bianzone è unicamente agricola e, sino all'ultima guerra, di duplice origine : la viticoltura, più ricca, sugli splendidi terrazzamenti e sui declivi a fianco del paese, e un'economia povera di montagna (a Bratta e Piazzeda) con una produzione appena sufficiente per soddisfare i bisogni della popolazione: coltura del grano saraceno, della segale, delle patate e del castagno.
L'inaugurazione della ferrovia nel 1902, fu in parte una delusione per i bianzonaschi: ci si aspettava l'apertura di un vero e proprio scalo ferroviario, tale da dare un impulso alle attività commerciali, ma Bianzone fu considerata una semplice "fermata" e si favorì invece il "poco amato" comune limitrofo: Villa di Tirano. Una valvola di sfogo per tale situazione economica difficile fu - sul finire dell'800 e fino agli anni '50 del secolo scorso - l'emigrazione verso la Svizzera e, soprattutto, l'Australia occidentale (Perth). A partire dagli anni '20 vi fu anche uno spostamento di bianzonaschi verso Milano, il Varesotto ed il Comasco.
Oggi l'agricoltura del paese vede in primo piano la coltivazione delle mele e dell'uva da vino, sebbene gran parte dei terrazzamenti viticoli, a cominciare da quelli più alti, siano stati abbandonati e quindi invasi da boschi di Robinie.

Produzione vino
Va citata anche l'importante produzione vinicola DOC realizzata in sinergia con il Comune limitrofo di Villa di Tirano (Cantina di Villa & Bianzone) che produce anche due varianti uniche del Valtellina Classico.


[modifica] Monumenti

  • Merita una dettagliata citazione la Parrocchiale di S.Siro con i suoi affreschi di Cipriano Valorsa (detto il Raffaello della Valtellina) datati 1548 e costituenti il Ciclo pittorico della "Vita della Vergine", di notevolissimo interesse, che sono stati riscoperti e restaurati di recente assieme all'intero corpo architettonico ecclesiale, al vasto sagrato con panorama sulla valle, nonché all'edificio antistante, destinato ad accogliere un museo.
  • La villa Besta - Lambertenghi (acquisita dal Comune ma non ancora restaurata).
  • La chiesa della Madonna del Piano (restauro non completato) e, in generale, tutto il tessuto edilizio storico.

La Parrocchiale è ben illuminata di notte per tutto l'anno e spicca presso il vertice della conoide. Dal 2010, però, tale illuminazione è stata sospesa.


[modifica] Cittadini illustri

Nino Bibbia (nato nel 1922, vivente), primo campione olimpico italiano nella storia dei Giochi olimpici invernali - specialità Skeleton - ai giochi di St. Moritz del 1948.

Luigi Piani, nato a Bianzone nel 1863. Fu maestro elementare nella zona di Tirano per diversi anni. Uomo di "carisma", ebbe notevole influenza sulla vita bianzonasca.



[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, p. 90.


[modifica] Collegamenti esterni


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