Dialetto comasco

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Comasco (Cumasch)
Parlato in Italia (Provincia di Como) e Svizzera (Canton Ticino, nel Mendrisiotto e Luganese)
Persone ~150.000
Classifica non nelle prime 100
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Galloromanze
    Galloitaliche
     Lombardo
      Lombardo occidentale
       Comasco
Distribuzione Insubre.GIF
Distribuzione geografica dell'Insubre

Il dialetto comasco[1] è un dialetto appartenente al ramo occidentale della lingua lombarda.

Correlazione con altri dialetti[modifica | modifica sorgente]

Esso è considerato molto spesso simile al dialetto milanese, con il quale - pur appartenendo alla medesima famiglia - presenta molteplici differenze.

Simili ad esso sono il dialetto ticinese, il varesotto, il lecchese ed il brianzolo.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Sulle sponde occidentali del lago a nord della città è parlato il dialetto laghée che è una variante del dialetto comasco con influenze del dialetto ticinese. Tra paese e paese, si sono sviluppate notevoli differenze causate dalle non facili possibilità di frequentazione nei secoli passati, soprattutto nelle valli più isolate delle montagne del lago.

In Tremezzina la parlata è riconosciuta dalla finale en nei nomi che normalmente finiscono con in (per esempio misulten per misultin). A Cremia terminano i nomi femminili in e invece che a (Marise al posto di Marisa). La gente di Lezzeno spesso usa la o al posto della a (lona al posto di lana). Quelli della Valle Albano, in seguito alle emigrazioni in Sicilia, hanno subito forti influenze da quella regione: per esempio è frequente l'uso della erre retroflessa, il loro dialetto è chiamato muncecch.
In Val Cavargna, valle isolata, si è sviluppato un dialetto assolutamente originale, anzi, qui è stato elaborato un vero e proprio dialetto gergale, il rungin, incomprensibile ai non iniziati.

In alcuni comuni della provincia di Como molto vicini alla città di Varese come Binago, Cagno e Rodero, la parlata locale risente l'influsso del dialetto varesotto, mentre nei paesi confinanti con il Saronnese come Rovellasca, Rovello Porro e Turate, sfuma nel dialetto saronnese.

Nel Lecchese si parla invece una variante del dialetto milanese con influssi di origine bergamasca. Non a caso il sottotitolo dei Promessi Sposi è " Storia milanese del XVII secolo" e Lecco ha sempre fatto parte del Contado di Milano fino ai primi anni del XIX secolo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fonetico il comasco è più duro del milanese e gli articoli e i toponimi si diversificano addirittura su basi paesane. A volte capita che le ultime lettere vengano tralasciate come ad esempio nella frase "Guarda, ho visto un cane", che un comasco pronuncerebbe "Varda, hò vedüü 'n can".

Le vocali

  • ü ö = Vocali miste come nel francese sur e bleu o in comasco dür e cör
  • â ê î = Vocali allungate, come nel francese frêre o in comasco frâ o fraa

L'uso dell'accento circonflesso è frequente nei participi passati (es. fâ o faa - fatto, dî o dii - detto). Ci sono casi particolari come le parole con la vocale mista allungata, per esempio düü dove la vocale dovrebbe essere solo una, ed oltre alla dieresi dovrebbe avere anche l'accento circonflesso.[senza fonte]

Le consonanti

  • c e g = Usata come finale di parola è palatale come in lacc (latte) o ögg (occhio), se seguita da una h è gutturale come in lagh (lago) o sacch (sacco).
  • s = Sonora come in casa si distingue da quella aspra, come in sole attraverso il raddoppio; cascina in dialetto diventerà perciò casina, anche se la s durante la pronuncia sembra più semplice che raddoppiata.

Varie

  • L'accento acuto o grave serve per indicare la vocale chiusa o aperta, per esempio pan póss (pane raffermo) oppure salàm (salame).
  • A seconda delle zone l'articolo diventa ul (Como città, Canton Ticino), al (Zone montane; basso e alto Lario) ed el (Bassa comasca, Tremezzina).

Piccolo dizionario della parlata comasca[modifica | modifica sorgente]

Vocaboli[modifica | modifica sorgente]

  • Api = avigg, abi
  • Alto: volt (mil. alt)
  • Altro = olter, oltru (mil. alter)
  • Alzare = svulzà
  • Betulla = beduia, bedoia, bedola,biola
  • Bottiglia = buteglia
  • Bicchiere = bicer, bücer
  • Calze = calsett, culzètt, colz
  • Calzoni = calzun, culzun/culzon, bragh
  • Comprare = cumprà, crumpà
  • Casa = cà
  • Gallina = ga(l)ena, gaina, galina
  • Imbuto = pedriöö
  • Maiale = purcéll
  • Mais = carlun, carlon
  • Muratore = magütt
  • Nero = negru, negher
  • Portacenere = portascéndra
  • Prato = praa
  • Quercia = rugul (mil. rugur)
  • Ombra = umbrìa
  • Orologio = urelogg, urulogg
  • Saltare = sultà (mil. saltà)
  • Strega = stria
  • Fragole = fron, fronc, fregon, magiòstar
  • Mirtilli = groi, giustrei, sceresöö
  • Riccio (animale) = paspin, puecelin riscrisc,rispurcéll
  • Riccio (del castagno) = risc, aresc
  • Noce = nus
  • Pomodoro = tumates
  • Corvo = sgurbatt, curbatt
  • Fannullone/Nullafacente = giacalüstra, lazaron, pantelon, lendena
  • Gonna = pedagn
  • Riverbero = Ciasmo (in particolare il riverbero sull'acqua del lago.

Fraseologia[modifica | modifica sorgente]

  • Oggi andiamo a Como? = Incöö ‘nemm a Comm?
  • Mandami una cartolina da Milano. = Mandum 'na cartulena de Milan.
  • Domani vado in stazione. = Duman vuu ala staziun.
  • L'altra sera ho visto un gatto nero che mi ha attraversato la strada ed è entrato in un cimitero... = L'oltra sira hoo vedüü un gatt negru che ’l ma ‘traversaa la strada e pö a l'è pasaa. dent in de 'n cimiteri...
  • Prende il metrò. = El ciapa ul metrò.

Proverbi[modifica | modifica sorgente]

  • Quell che se diss in di urecc el tee migna né cold né frecc. (Quello che si dice nelle orecchie non fa ne caldo ne freddo.)
  • Né per tort né per reson lasess mai regund in preson. (Né per torto ne per ragione non farti mai portare in prigione.)
  • Quanta ul suu el tramunta, l'asen el se 'mpunta. (Quando il sole tramonta, l’asino si impunta.)
  • Se te vöret viv san e cuntent stà 'n poo luntan di töö parent. (Se vuoi vivere sano e contento stai un po' lontano dai tuoi parenti.)
  • Chi mal intend, pesc respund: iscì fann i asen de tütt ul mund. (Chi male intende peggio risponde: così fanno gli asini di tutto il mondo.)
  • Quanta ul Legnon el g'haa sü ul capell, trà via la ranza e ciapa ul restell (Quando il Legnone ha il capello, metti via la falce e prendi il rastrello)
  • La pagüra a l'è fada a mazüü e la ciapa chi la vüü (La paura è fatta a mazzuole (fasci) e la prende chi la vuole)
  • La man che fà 'ndà 'na cüna la tee in pee ul mund (La mano che culla sorregge il mondo).
  • Pret e re o dì ben o tasè (Di preti e re o dir bene o tacere)
  • Rubà zücch e raa fa minga pecaa (Rubare zucche e rape non fa peccato)
  • O par ul pè o par la gamba al sumea ala sua cavala (Per il piede o per la gamba assomiglia alla sua cavalla (inteso come ai genitori))
  • Zücch e donn brütt ga nè da partütt (Di zucche e donne brutte ce n'è dappertutto)
  • Prima fa scapà ul purcell, pö sara sü ul stabiell (Prima fa scappare il maiale poi chiude il recinto) (riferito a una persona incapace o non molto sveglia)
  • Ul laurà dala festa al ven dentar dala porta e al và föra dala fenestra (Il lavoro fatto in giorno di festa entra dalla porta ed esce dalla finestra)
  • San Bastian, fregg da can (Nel giorno di S.Sebastiano c'è sempre un freddo da cani)
  • L'öv crü al g'haa sett virtü l'öv cott na perd vott (L'uovo crudo ha sette virtù, l'uovo cotto ne perde otto)
  • Var pusee un andà che cent andemm (Vale più una andare che dire cento volte andiamo)
  • Dulza l'uga ... (Dolce la vita)
  • Var püsee l'ubedienza che cent'ann de penitenza (Vale di più l'obbedienza che cento anni di penitenza)

Cantautori in dialetto[modifica | modifica sorgente]

Il cantautore comasco Davide Van de Sfroos ha avuto un buon successo in tutta Italia con i suoi brani, in rigoroso dialetto laghée, divenendo il simbolo di Como e del suo lago in tutta la penisola, persino in Sardegna ed in Calabria.[senza fonte] Nell'ultima tournée la sua musica è approdata anche oltre oceano, a New Orleans negli Stati Uniti d'America, proponendo anche un'esibizione in un teatro di Bruxelles, in Belgio. Ha anche partecipato al Festival di Sanremo nel 2011, arrivando quarto.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
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