Cagno

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Cagno
comune
Cagno – Stemma
Cagno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Sindaco Sergio Mina (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 45°48′41″N 8°55′33″E / 45.811389°N 8.925833°E45.811389; 8.925833 (Cagno)Coordinate: 45°48′41″N 8°55′33″E / 45.811389°N 8.925833°E45.811389; 8.925833 (Cagno)
Altitudine 405 m s.l.m.
Superficie 3,52 km²
Abitanti 2 058 (09-10-2011)
Densità 584,66 ab./km²
Frazioni Brughiera, Rocca
Comuni confinanti Albiolo, Cantello (VA), Malnate (VA), Rodero, Solbiate, Valmorea
Altre informazioni
Cod. postale 22070
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013038
Cod. catastale B359
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 705 GG[1]
Nome abitanti cagnesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cagno
Posizione del comune di Cagno nella provincia di Como
Posizione del comune di Cagno nella provincia di Como
Sito istituzionale

Cagno (Cagn in dialetto comasco,[2] pronuncia fonetica IPA: /ˈkaɲ/), è un comune italiano di 2.058 abitanti della provincia di Como, in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Cagno è situato in territorio comasco al confine con la provincia di Varese e a pochi chilometri dal confine tra l'Italia e la Svizzera. Risulta pertanto inserito nella cosiddetta Regio Insubrica.

Cagno sorge sulle colline prealpine che delimitano la Valmorea, la valle morenica attraversata dal fiume Lanza. Il territorio del paese è ancora in buona parte occupato da boschi, prati e campi coltivati, tanto da poter tutt'oggi contare la presenza di alcune aziende agricole.

Non è comunque mancato negli ultimi decenni lo sviluppo di una zona industriale attiva e funzionante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le ricerche su Cagno hanno portato a risalire il corso della storia fino all'età romana. A quest'epoca risale infatti la tomba rinvenuta nel 1976 sul nostro cagnese e ora conservata all'interno del cimitero.

Ma anche il nome di Cagno potrebbe derivare da quello di una gens romana, i Canius.

Molte informazioni storiche giungono anche dalle opere architettoniche presenti sul territorio. All'epoca longobarda sembra risalire la fondazione della chiesa di San Giorgio (a fianco della quale sorge tuttora il campanile in stile romanico perfettamente conservato nei secoli) e del primo nucleo della parrocchiale di San Michele, allora situata all'interno del castrum, nucleo del paese costituito da corti chiuse e strette tra loro, corrispondente all'attuale zona di Piazza Castello. E ancora va ricordata la cappella di San Rocco, eretta probabilmente a cavallo tra 1400 e il 1500.

Anche il periodo comunale caratterizzato dalle guerre tra Como e Milano vede Cagno protagonista, anche con personaggi a cavallo tra storia e leggenda, primo fra tutti Pierino da Cagno, al quale si ispira anche lo stemma comunale.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Da segnalare sul territorio la presenza di numerosi edifici di culto, importanti anche dal punto di vista storico e artistico.

Per prima l'antica chiesa di San Giorgio con annesso campanile romanico e numerosi affreschi, presso la quale ogni anno all'inizio di settembre si celebra la tradizionale festa paesana della Madonna del Ciuchée.

Poi la vecchia chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo (patrono del paese, festeggiato il 29 settembre).

Quindi la Chiesa Nuova, terminata nel 1980.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cagno[modifica | modifica sorgente]

Il monumento ai caduti, rielaborato da Felice Mina.

Cagno ha anche segnato la vita di personaggi di rilievo: nel 1600 Rocca era amministrata dalla famiglia Odescalchi, quella del cardinal Benedetto Odescalchi, eletto papa col nome di Innocenzo XI nel 1676 e beatificato nel 1956.

Nacque a Cagno nel 1890 don Giovanni Folci (1980 - 1963), fondatore dell'Opera Divin Prigioniero.[4]

Perfino tre comete portano il nome di un cagnese, Giovanni Bernasconi (1901 - 1965), disegnatore meccanico, astrofilo nel tempo libero:[5][6] Van Gent-Bernasconi 1941 VIII, Whipple-Bernasconi-Kulin 1942 IV e Honda-Bernasconi 1948 IV.[7]

Felice Mina (Cagno, 1912 - Cantello 1976), scultore che realizzò numerose medaglie, tra cui la "Medaglia di Papa Giovanni XXIII", portata in orbita sulla Luna dagli astronauti americani e conservata nei Musei Vaticani, e i monumenti ai caduti di Cantello, Azzate, Buguggiate, Solaro[8] e rielaborò anche quello di Cagno.

Il soprannome degli abitanti[modifica | modifica sorgente]

I suoi abitanti vengono chiamati anche "àsan", cioè asini.[9] Questo soprannome nasce a causa di una leggenda secondo la quale i cagnesi un giorno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decisero di far salire in cima ad esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come gli abitanti di Cagno avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima e "ripulire" il campanile.

La leggenda vuole che i cagnesi chiamarono poi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino: arrivarono quindi, in successione, gli abitanti di:

  • Caversaccio (località di Valmorea), che macellarono l'asino, da cui il soprannome di tali abitanti Peraa (che significa scuoiatori);
  • Bizzarone, che portarono il carbone per far cuocere l'asino, da cui il soprannome di tali abitanti Carbunàtt;
  • Casanova (località di Valmorea), che divorarono buona parte dell'asino, da cui il soprannome di tali abitanti Goss (che significa ingordi);
  • Binago, che invece di mangiare l'asino direttamente in loco, riempirono i grembiuli con più carne possibile e la portarono a casa, da cui il soprannome di tali abitanti Scusarìtt (che significa grembiulini);
  • Albiolo, che – essendo giunti in ritardo – trovarono solo pochi resti e vi si buttarono sopra come corvi, da cui il soprannome di tali abitanti Curbàtt (che significa appunto corvi);
  • Rodero, ultimi, che non trovarono nulla e tornarono a casa a bocca asciutta, da cui il soprannome di tali abitanti Rabiaa (che significa arrabbiati).

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 113.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Mascetti, op. cit., p. 355.
  5. ^ Mascetti, op. cit., p. 358.
  6. ^ Gabriele Vanin, I grandi astrofili - Undici personaggi che hanno fatto la storia dell'astronomia amatoriale, Milano, Sirio, 2005. ISBN 88-89308-08-7.
  7. ^ Michela Merazzi, Fratelli Bernasconi, astrofili per passione in Il Nodo, n° 2/2005, Comune di Cagno, settembre 2005, pp. 22-23.
  8. ^ Mascetti, op. cit., p. 363.
  9. ^ Elsa Albonico, L'abecedàri, Olgiate Comasco, Il bozzolo, 2007, pp. 8-9.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mario Mascetti, Cagno. La sua storia, la sua gente, Comune di Cagno, 1996.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]