Arcangelo Michele

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Arcangelo Michele
L'arcangelo Michele, icona di Simon Ushakov (XVII secolo)
L'arcangelo Michele, icona di Simon Ushakov (XVII secolo)
Nascita
Morte
Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa, Islam
Beatificazione {{{beatificazione}}}
Canonizzazione
Santuario principale
Ricorrenza 29 settembre - 8 maggio
Attributi
Patrono di
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Michele è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia. Il nome Michele deriva dall'espressione "Mi-ka-El" che significa "chi è come Dio?". L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana. Nel calendario liturgico cattolico si festeggia il 29 settembre con l'arcangelo Gabriele e l'arcangelo Raffaele.

Indice

[modifica] Michele nella Bibbia

Michele è citato nella Bibbia, nel Libro di Daniele 12,1, come primo dei principi e custode del popolo di Israele.

Nel Nuovo Testamento è definito come arcangelo nella Lettera di Giuda 9, mentre nell'Apocalisse di Giovanni 12,7-8 Michele è l'angelo che conduce gli angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il demonio, e lo sconfigge.

[modifica] Michele nei libri non canonici

Nel Dizionario delle Creature spirituali di Giordano Berti (in I mondi ultraterreni, Milano 1998), sono riportati numerosi scritti apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento in cui l'arcangelo Michele compare a vario titolo. Per esempio, nell'Apocalisse siriaca di Baruch è scritto che detiene le chiavi del Paradiso; nella Vita di Adamo ed Eva si dice che fu lui ad insegnare ad Adamo a coltivare la terra; nell' Apocalisse siriaca di Mosè; detta ai figli di Adamo ed Eva i doveri rituali verso i defunti; nel Vangelo di Bartolomeo si racconta che fu lui a portare a Dio la terra e l'acqua necessarie a creare Adamo; nella Ascensione di Isaia si racconta che fu lui a rimuovere la pietra dal sepolcro di Gesù nella Apocalisse della Madre di Dio accompagnò la Vergine in un viaggio infernale per mostrarle le pene a cui sono sottoposti i dannati.

[modifica] Iconografia

L'arcangelo Michele uccide il drago (Borgogna, XII sec.)
L'arcangelo Michele uccide il drago (Borgogna, XII sec.)

L'immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l'iconografia, dipende dai passi dell'Apocalisse. È comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago. È il comandante dell'esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra. A volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime.

Sulla base del libro dell'Apocalisse ne vennero scritti altri dedicati a Michele che finirono per definirlo come essere maestoso con il potere di vagliare le anime prima del Giudizio. L'iconografia bizantina predilige l'immagine dell'arcangelo in abiti da dignitario di corte (con il loron) rispetto a quella del guerriero che combatte il demonio o che pesa le anime, più adottata invece in Occidente.

[modifica] In psicologia e nella gnosi

Nella psicologia gli angeli sono paragonabili alle passioni, cioè a stati d'animo intensi e persistenti; ad esempio la passione d'amore è raffigurata nella mitologia occidentale come l'angelo Eros che colpisce al cuore con una freccia.

Nell'Antico testamento sono menzionati solamente quattro angeli, che vengono identificati con il loro nome: Michele, Raffaele, Gabriele e Satana.

Il nome Gabriele significa: Kha-Bir-El = "Colui che brama - come l'acqua - Dio"; con il senso di indicare la passione di chi vuole ardentemente conoscere Dio, chi ha sete di Dio. È un angelo che appare all'asceta, e si ricorda ad esempio la sua apparizione a Maometto. Michele indica la passione di colui che difende a spada tratta la sua fede in Dio. Infine Satana indica la passione del credente che rinnega Dio, da cui l'espressione che "chi rinnega Dio cade nelle braccia di Satana". I tre angeli nominati nell'Antico testamento indicano quindi un percorso mistico che va dal desiderio di conoscenza di Dio (Gabriele), per andare alla fede (Michele) oppure per finire al rinnegamento della fede (Satana).

L'arcangelo Michele uccide il drago, (Corigliano d'Otranto, figura presente su uno dei quattro torrioni del castello XV-XVI secolo)
L'arcangelo Michele uccide il drago, (Corigliano d'Otranto, figura presente su uno dei quattro torrioni del castello XV-XVI secolo)
L'arcangelo Michele scaccia i pirati saraceni dall'isola di Procida (olio su tela, XVII secolo)
L'arcangelo Michele scaccia i pirati saraceni dall'isola di Procida (olio su tela, XVII secolo)

[modifica] Culto e tradizioni popolari

Il culto dell'arcangelo Michele è di origine orientale. L'imperatore Costantino I a partire dal 313 d.C. gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, l'arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge tutt'oggi il santuario di San Michele Arcangelo (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant'Angelo), che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un apposito percorso di purificazione detto Via Sacra Langobardorum.

Nella vita di papa Gregorio I riportata dalla Leggenda aurea, si narra che durante una tremenda pestilenza, al termine di una processione con il canto delle litanie istituite dal papa intorno alla città di Roma, Gregorio vide apparire su Castel Sant'Angelo San Michele che deponeva la spada nel fodero, segno che le preghiere erano state ascoltate e che la terribile epidemia sarebbe cessata. Per commemorare l'episodio sul monumento fu eretta una statua raffigurante l'arcangelo.

Altro luogo di venerazione dell'arcangelo Michele è l'isolotto francese di Mont Saint-Michel. Qui, secondo la leggenda, l'arcangelo Michele apparve nel 709 a sant'Uberto, vescovo di Avranches, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché san Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di Sant'Uberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.

Molto caro ai russi assieme all'arcangelo Gabriele e oggetto di diverse icone. Un monastero del XII secolo a lui dedicato, costruito sulla foce della Dvina, ha dato il nome all'intera città di Arcangelo, nel nord della Russia.

Il culto di san Michele fu assai caro ai Longobardi e in Italia l'arcangelo Michele è patrono di molti paesi e alcune città. San Michele viene invocato per la buona morte ed è il santo protettore dei paracadutisti, commercianti, maestri d'arme, poliziotti, merciai, speziali, fabbricanti di bilance e schermidori. (la festa si celebra normalmente il 29 settembre, ma anche l'8 maggio, ricorrenza dell'apparizione):

in Campania: Isola di Procida,Abbazia San Michele,Procida e San Michele

Alla tradizione della Novena a San Michele Arcangelo in Grinzano (Cervere,CN) appartiene questa lode: "Oh Sant'Arcangelo, deh a noi discendi d'ogni pericolo tu ci difendi le nostre suppliche porgi al Signor di questo popolo o protettor di questo popolo o protettor!"

Inoltre ogni anno l'ultimo lundeì di settembre a Parabiago (MI) si svolge la tradizionale Fiera di San Michele, allestita in piazza Mercato, accanto alla chiesina dedicata all'Arcangelo. Inizialmente si trattava di una fiera di quartiere, circoscritta al solo rione San Michele, uno dei quattro storici rioni che dividono il centro della cittadina lombarda (S. Michele, S.ta Maria, S. Ambrogio e S. Antonio), successivamente ha preso rilevanza sulle altre fiere rionali, divenendo la principale manifestazione folcoristica del comune dell'altomilanese. Il piatto principale nei giorni della sagra è la casöra.

[modifica] Il culto micaelico nel borgo barese di Palese Macchie

Il santuario garganico fu decisivo per lo sviluppo della devozione all'arcangelo e per la sua propagazione nell’Occidente europeo. Il culto micaelico, difatti, partì dall’Oriente Bizantino e si insediò nell’Occidente Latino soprattutto grazie al Santuario Garganico che fu legato a vari protettori: Bizantini, Longobardi (dei quali l'arcangelo divenne il patrono nazionale), Normanni, Svevi, Angioini e si costituirono altre analoghe istituzioni e strutture cultuali, poste sotto il suo patrocinio .

Il culto micaelico, così, superando la valenza religiosa, divenne un formidabile collante politico, testimoniato dal fatto che varie personalità politiche, religiose, militari abbiano nei secoli visitato la Montagna Sacra.Il Santuario Garganico fu importante anche per l’ampia frequentazione di pellegrini provenienti da varie parti d’Europa. Ciò è testimoniato dalla origine da San Michele nel Gargano della “Via Sacra Langobardorum” che successivamente, raccordandosi con la “Via Francigena”, proseguì per la Val Susa per terminare in Normandia. Tale percorso fu utilizzato, al contrario- dal Nord-Europa- come itinerario utilizzato per giungere a Bari e Brindisi per l’imbarco verso la Terra Santa.

Questo tragitto è stato seguito anche dalle genti che dalla Terra di Bari si recavano presso la “Grotta Sacra”, in particolare le popolazioni modugnese e bitontina che, in forma spontanea od organizzata, in determinati periodi dell’anno, testimoniavano la loro devozione all'arcangelo Michele, divenuto in seguito patrono del borgo di Palese. Chiaramente, stante la prevalente origine modugnese ma anche bitontina della popolazione palesina, tale tradizione si è così trasfusa nella fede e nella coscienza civica della gente del nostro borgo che ,attraverso un pellegrinaggio –che fino a pochi decenni fa era irto di difficoltà e realizzato con mezzi precari- si spingeva fino alla “grotta sacra”, cuore della montagna garganica.

Ma il culto micaelico è plurisecolare perché nella zona umida attraversata dal torrente di Lama Balice tra i territori di Palese (il quartiere cintura di Bari ove, attualmente, ha sede l’Aeroporto) , Bitonto e Modugno era presente la grotta dell’Angelo, cappella rupestre bizantina di origine “basiliana” la cui ubicazione precisa, a causa dell’improprio sfruttamento della lama, è oggi ignota e ciò ne rende difficile l’identificazione, la fruizione e il suo studio. Comunque questo dato basta per inserire anche Palese come tappa del percorso che, attraverso le antiche VIÆ romane, si dipanava dal Gargano per giungere fino al Nord-Europa o, all’opposto, in Terra Santa, e che ne ha fatto uno dei luoghi posti sotto il patrocinio dell'arcangelo.

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