Gallo-italico
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Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso a seguito di discussioni di usare nella nomenclatura delle pagine il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 oppure ISO 639-3, approvata nel 2005. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
Il gallo-italico è un gruppo linguistico delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Caratteristiche considerate riconducibili alla galloromania presenti negli idiomi galloitalici sono l'indebolimento delle sillabe atone (fortissimo soprattutto nell'emiliano-romagnolo), la sonorizzazione delle consonanti occlusive intervocaliche e la riduzione delle geminate nella stessa posizione (lenizione), la caduta in molti casi delle consonanti finali e la mancanza di epitesi, la presenza in molte varianti di fonemi vocalici anteriori arrotondati (/y, ø/, in passato dette "vocali turbate").
Alcuni linguisti hanno messo in relazione le similarità tra gli idiomi galloromanzi con il comune substrato etnico celtico; questa ipotesi è ancora materia di discussione e alcuni linguisti attribuiscono l'indebolimento sillabico e i fonemi /y, ø/ ad un'evoluzione locale indipendente.
Altre caratteristiche proprie di questo sistema sono la risoluzione palatale autonoma del gruppo cl-, gl-, la palatizzazione di ca- e ga- rapidamente retrocessa e il mantenimento fino al recente passato di -s[1],[2].
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[modifica] Suddivisione
All'interno del sistema galloitalico possiamo riconoscere dei sistemi più ristretti altamente omogenei (qui presentati con i relativi codici ISO 639-3):
- piemontese (codice ISO 639-3 "pms") parlato in quasi tutto il Piemonte e in Valle d'Aosta dalla popolazione italofona.
- lombardo (codice ISO 639-3 "lmo"), suddiviso in
- lombardo orientale o Orobico parlato nelle province di Bergamo, Brescia, nel Cremasco e in buona parte del Trentino.
- lombardo occidentale o Insubre, parlato nelle zone di Milano, Como, Lecco, Varese, Lodi, Novara, Verbania, in Brianza, in Valtellina e in Svizzera nel Canton Ticino e in alcune valle dei Grigioni.
- ligure (codice ISO 639-3 "lij"), parlato in Liguria, basso Piemonte, e come variante a Mentone e Roquebrune-Cap-Martin e a Bonifacio in Francia, nel Principato di Monaco e in Sardegna (Dialetto tabarchino) nei comuni di Carloforte nell'isola di San Pietro e Calasetta nell'isola di Sant'Antioco.
- emiliano-romagnolo (codice ISO 639-3 "eml"), suddiviso in
- emiliano, parlato in Emilia, in Lombardia in parte delle province Mantova, di Pavia, in Lunigiana, e nel Veneto occidentale nella Transpadana ferrarese in provincia di Rovigo
- dialetto bobbiese, parlato a Bobbio ed in parte delle province di Piacenza e di Pavia
- carrarese
- romagnolo, parlato in Romagna, nelle Marche settentrionali e nella Repubblica di San Marino.
- emiliano, parlato in Emilia, in Lombardia in parte delle province Mantova, di Pavia, in Lunigiana, e nel Veneto occidentale nella Transpadana ferrarese in provincia di Rovigo
- galloitalico di Sicilia, parlato in parte delle province di Enna e di Messina.
- galloitalico di Basilicata, parlato in alcuni centri della provincia di Potenza.
[modifica] Classificazione
Le classificazioni che vanno per la maggiore in campo internazionale, privilegiano la classificazione del gruppo gallo italico all'interno del gruppo galloromanzo.
La classificazione dell'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura), nel Red book on endangered languages [1], inserisce le lingue galloitaliche all'interno del gruppo galloromanzo, assieme a francese, francoprovenzale e veneto (tutte lingue romanze occidentali).
La classificazione di Ethnologue (compendio di lingue pubblicato dal SIL International) inserisce le lingue galloitaliche nel gruppo galloromanzo, assieme a francese, francoprovenzale, retoromanzo e veneto.
- galloromanzo
- galloitalico (comprendente il veneto)
- galloretico
- francese
- francoprovenzale
- retoromanzo
La tesi oggetto di insegnamento e studio negli atenei italiani divide le lingue romanze parlate in Italia nei gruppi retoromanzo, italoromanzo e sardo.
La prima suddivisione del sistema italoromanzo proposta fu nei gruppi altoitaliano, toscano e centromeridionale (esclusi i gruppi retoromanzo e sardo, solo in seguito considerati autonomi)[3]. La classificazione attuale distingue però i gruppi galloitalico, veneto (ancora a volte chiamati nel loro insieme come altoitaliani), toscano, mediano, meridionale e meridionale estremo[4].
- italoromanzo
- galloitalico
- veneto
- istrioto
- toscano (comprendente il corso)
- mediano
- meridionale
- meridionale estremo
Numerosi altri linguisti, del passato e del presente, hanno sostenuto dei sistemi di classificazione che sostenevano l'apparentamento delle lingue galloitaliche al galloromanzo. Alcune posizioni significative sono le seguenti:
- G.B. Pellegrini scrive che "si può parlare senza tema di errore di un'ampia Galloromania che include non soltanto la Rezia, ma anche la Cisalpina con buona parte del Veneto"[5];
- Pierre Bec parla direttamente di "galloromanzo d'Italia o cisalpino"[6];
- Max Pfister dell'Università di Saarbrücken è sulla stessa lunghezza d'onda[7].
Molte di queste posizioni sono state espresse nel fondamentale Convegno internazionale di studi, svoltosi a Trento il 21-23 ottobre 1993 ed intitolato: "Italia Settentrionale : crocevia di idiomi romanzi" [8].
A queste posizioni si aggancia l'ipotesi di una "Koinè lombardo-veneta", una lingua comune che nel Medioevo sarebbe arrivata ad un certo grado di assestamento, prima di retrocedere di fronte al toscano [9].
Una classificazione, semplificata per forza di cose, che si rifà alle posizioni citate, è la seguente:
- galloromanzo
- retocisalpino
- retoromanzo
- galloitalico
- veneto
- istrioto
- retocisalpino
[modifica] Qualche confronto
| latino | (Illa) Claudit semper fenestram antequam cenet. |
| Bergamasco (lombardo orientale) | (Lé) La sèra sèmper sö la finèstra prima de senà. |
| Milanese (lombardo occidentale) | (Lee) la sara semper su la finestra primma de sena. |
| Bolognese (Emiliano-Romagnolo) | (Lî) la sèra sänper la fnèstra prémma ed dsnèr. |
| Fanese (Marchigiano settentrionale) | Lìa chìud sèmpr la fnestra prema'd'cnè. |
| Piemontese | Chila a sara sempe la fnestra dnans ëd fé sin-a/siné. |
| Ligure | særa senpre u barcun primma de çennha. |
| Romancio | Ella clauda/serra adina la fanestra avant ch'ella tschainia. (Retoromanzo) |
| Nones (Ladin Nones) | (Ela) la sera semper la fenestra inant zenar. (Retoromanzo) |
| Friulano | Jê e siere simpri il barcon prin di cenâ. |
| Veneto | Ła sàra (sèra) senpre el balcòn vanti (prima) de sénare. |
| Italiano | (Lei) chiude sempre la finestra prima di cenare. |
| Toscano | Lei la 'hiude sempre la finestra pria di'ccenà. |
[modifica] Voci correlate
[modifica] Note
- ^ A.A. Sobrero, A. Maglietta Introduzione alla Linguistica Italiana
- ^ G.B. Pellegrini, Il cisalpino e l'italoromanzo
- ^ G.B.Pellegrini, La Carta dei Dialetti d'Italia
- ^ Carla Marcato Dialetto, Dialetti e Italiano
- ^ Pellegrini, Giovan Battista (1969; 1972): Delle varie accezioni ed estensione di "ladino"
- ^ Bec, Pierre (1971): Manuel pratique de philologie romane, tome II, 472
- ^ Pfister, Max (1993): Dal latino della Gallia cisalpina agli idiomi romanzi dell'Italia settentrionale
- ^ Italia Settentrionale: Crocevia di Idiomi Romanzi - Atti del convegno internazionale di studi - Trento, 21/23 ottobre 1993", a cura di Emanuele Banfi, Giovanni Bonfadini, Patrizia Cordin, Maria Iliescu. Tübingen: Niemayer, 1995. ISBN 3-484-50304-1
- ^ "Koiné in Italia dalle Origini al Cinquecento" - Atti del Convegno di Milano e Pavia, 25-26 settembre 1987 - a cura di Glauco Sanga - Pierluigi Lubrina Editore - Bergamo 1990
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda sul gruppo linguistico gallo-italico sul sito ethnologue.com
- Il galloitalico di Sicilia
- Il galloitalico di Basilicata