Lingue gallo-italiche
| Gallo-italico | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Occidentali Galloiberiche Galloromanze Galloitaliche |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-1 | roa |
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine lingua se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
Il gallo-italico[1] è un gruppo linguistico delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Caratteristiche considerate riconducibili alla Galloromania presenti negli idiomi galloitalici sono l'indebolimento delle sillabe atone (fortissimo soprattutto in emiliano e in romagnolo), la sonorizzazione delle consonanti occlusive intervocaliche e la riduzione delle geminate nella stessa posizione (lenizione), la caduta in molti casi delle consonanti finali e la mancanza di epitesi, la presenza in molte varianti di fonemi vocalici anteriori arrotondati (/y, ø/, dette anche "vocali turbate").
Altre caratteristiche proprie di questo sistema sono la risoluzione palatale autonoma del gruppo cl-, gl-, la palatizzazione di ca- e ga- rapidamente retrocessa e il mantenimento fino al recente passato di -s[2],[3]. Ciononostante il profano si meraviglia della scelta della denominazione "gallo-italici", poiché pochissimi vocaboli richiamano dal punto di vista lessicale le lingue celtiche.
Indice |
[modifica] Suddivisione
All'interno del sistema galloitalico possiamo riconoscere dei sistemi più ristretti altamente omogenei (qui presentati con i relativi codici ISO 639-3):
- piemontese (codice ISO 639-3 "pms") parlato in quasi tutto il Piemonte (esclusa la maggior parte delle province di Novara e Verbania e la parte meridionale della provincia di Alessandria) e in Valle d'Aosta dalla popolazione italofona.
- lombardo (codice ISO 639-3 "lmo"), suddiviso in
- lombardo orientale parlato nelle province di Bergamo, Brescia, nel Cremasco, nelle Giudicarie Interiori e in Trentino (Val Rendena)
- lombardo occidentale o Insubre, parlato nelle zone di Milano, Como, Lecco, Varese, Lodi, Novara, parte settentrionale della provincia di Pavia, Verbania, in Brianza, in Valtellina e in Svizzera nel Canton Ticino e in alcune valli dei Grigioni.
- ligure (codice ISO 639-3 "lij"), parlato in Liguria, basso Piemonte, e come variante a Mentone e Roccabruna e a Bonifacio in Francia, nel Principato di Monaco e in Sardegna (Dialetto tabarchino) nei comuni di Carloforte nell'isola di San Pietro e Calasetta nell'isola di Sant'Antioco.
- emiliano-romagnolo (codice ISO 639-3 "eml"), suddiviso in
- emiliano (codice ISO 639-3 "egl"), parlato in Emilia, in Lombardia (provincia di Pavia e gran parte di quella di Mantova), in Toscana (Lunigiana) e nel Veneto meridionale (la Transpadana ferrarese in provincia di Rovigo). Ad esso appartengono:
- dialetto bobbiese, parlato a Bobbio ed in parte delle province di Piacenza e di Pavia;
- carrarese e massese, con le loro varianti montane (le più autoctone e conservative), cittadine e marinesi.
- romagnolo (codice ISO 639-3 "rgn"), parlato in Romagna e nella Repubblica di San Marino;
- emiliano (codice ISO 639-3 "egl"), parlato in Emilia, in Lombardia (provincia di Pavia e gran parte di quella di Mantova), in Toscana (Lunigiana) e nel Veneto meridionale (la Transpadana ferrarese in provincia di Rovigo). Ad esso appartengono:
- gallo-italico marchigiano, parlato nelle Marche settentrionali, in provincia di Pesaro-Urbino e parte settentrionale della provincia di Ancona, corrispondente all'area di Senigallia.
- gallo-italico di Sicilia, parlato in alcune comunità della province di Enna e di Messina, con tracce anche nel catanese, siracusano, palermitano e nel ragusano.
- gallo-italico di Basilicata, parlato in alcuni centri della provincia di Potenza.
[modifica] Classificazione
Le classificazioni che vanno per la maggiore in campo internazionale, privilegiano la classificazione del gruppo galloitalico all'interno del gruppo galloromanzo.
La classificazione proposta nel Red book on endangered languages[4], pubblicato dall'UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura), inserisce le lingue galloitaliche all'interno del gruppo galloromanzo, assieme a francese, francoprovenzale e veneto (tutte lingue romanze occidentali). Va segnalato che l'autore del libro è uno studioso di lingue ungro-finniche e che lo scopo dichiarato della pubblicazione non è classificare le lingue ma segnalare quelle in pericolo.
- galloromanzo
- francese
- francoprovenzale
- galloitalico
- veneto
La classificazione di Ethnologue (compendio di lingue pubblicato dal SIL International) inserisce le lingue galloitaliche nel gruppo galloromanzo, assieme a francese, francoprovenzale, retoromanzo e veneto che invece costituisce un gruppo a se stante.
- galloromanzo
- galloitalico
- galloretico
- francese
- francoprovenzale
- retoromanzo
La tesi oggetto di insegnamento e studio in alcuni atenei italiani divide le lingue romanze parlate in Italia nei gruppi retoromanzo, italoromanzo e sardo.
La prima suddivisione del sistema italoromanzo proposta fu nei gruppi altoitaliano, toscano e centromeridionale (esclusi i gruppi retoromanzo e sardo, solo in seguito considerati autonomi)[5]. La classificazione attuale distingue però i gruppi galloitalico, veneto (ancora a volte chiamati nel loro insieme come altoitaliani), toscano, mediano, meridionale e meridionale estremo[6].
- italoromanzo
- galloitalico
- veneto
- istrioto
- toscano (comprendente il corso)
- mediano
- meridionale
- meridionale estremo
Numerosi altri linguisti, del passato e del presente, hanno sostenuto dei sistemi di classificazione che sostenevano l'apparentamento delle lingue galloitaliche al galloromanzo. Alcune posizioni significative sono le seguenti:
- G. B. Pellegrini scrive che "si può parlare senza tema di errore di un'ampia Galloromania che include non soltanto la Rezia, ma anche la Cisalpina con buona parte del Veneto"[7];
- Pierre Bec parla direttamente di "galloromanzo d'Italia o cisalpino"[8];
- Max Pfister dell'Università di Saarbrücken è sulla stessa lunghezza d'onda[9].
Molte di queste posizioni sono state espresse nel fondamentale Convegno internazionale di studi, svoltosi a Trento il 21-23 ottobre 1993 ed intitolato: "Italia Settentrionale : crocevia di idiomi romanzi"[10].
A queste posizioni si aggancia l'ipotesi di una "Koinè lombardo-veneta", una lingua comune che nel Medioevo sarebbe arrivata ad un certo grado di assestamento, prima di retrocedere di fronte al toscano[11].
Una classificazione, semplificata per forza di cose, che si rifà alle posizioni citate, è la seguente:
- galloromanzo
- retocisalpino
- retoromanzo
- galloitalico
- veneto
- istrioto
- retocisalpino
[modifica] Qualche confronto
| Latino | (Illa) Claudit semper fenestram antequam cenet. |
| Bergamasco (lombardo orientale) | (Lé) La sèra sèmper sö la finèstra prima de senà. |
| Milanese (lombardo occidentale) | (Lee) la sara semper su la finestra primma de zena. |
| Piacentino (emiliano) | Le la sära sëimpar sö/sü la finestra (fnestra) prima da disnä |
| Bolognese (emiliano) | (Lî) la sèra sänper la fnèstra prémma ed dsnèr. |
| Dialetto fanese (gallico marchigiano) | Lìa chìud sèmper la fnestra prima d' c'né. |
| Piemontese | (Chila) a sara sempe la fnestra dnans ëd fé sin-a. |
| Piemontese, dialetto canavesano | (Chilà) a sera sémper la fnestra doant ëd far sèina. |
| Carrarese | Lê al sèr(e)/chiode sènpre la fnestra(paravento) prima de cena. |
| Ligure | Lê a særa sénpre o barcón primma de çenâ. |
| Tabarchino (dialetto ligure della Sardegna) | Lé a sère fissu u barcun primma de çenò. |
| Romancio | Ella clauda/serra adina la fanestra avant ch'ella tschainia. (Retoromanzo) |
| Nones (Ladin Nones) | (Ela) la sera semper la fenestra inant zenar. (Retoromanzo) |
| Ladino solandro | La sèra sempro (sèmper) la fenèstra prima (danànt) da cenàr. (Retoromanzo) |
| Friulano | Jê e siere simpri il barcon prin di cenâ. (Retoromanzo) |
| Veneto | Ła sàra/sèra senpre el balcón vanti senàr/dixnàr. |
| Trentino | Èla la sèra sèmper giò/zo la fenèstra prima de zenà. |
| Istrioto (Rovignese) | Gila insiera senpro el balcon preîma da senà. |
| Italiano | (Ella) chiude sempre la finestra prima di cenare. |
| Toscano | Lei la 'hiude sempre la finestra pria di'ccenà. |
| Sardo | Issa serrat semper sa fentana in antis de si esser chenada. |
| Corso | Ella chjudi sempri a finestra primma di cenà. |
| Salentino | Quiddhra chiude sèmpre a fenéscia prìma cu mancia te sira. |
| Siciliano | Idda chiùi sèmpri la finéṣṭṛa anti ca mancia â sira. |
[modifica] Note
- ^ Il termine gallo-italico è usato spesso al plurale, gallo-italici. I dialetti gallo-italici sono spesso detti anche "dialetti alto-italiani", o "cisalpini", secondo il termine usato da G. B. Pellegrini fin dal 1973.
- ^ A. A. Sobrero, A. Maglietta, Introduzione alla Linguistica Italiana
- ^ G. B. Pellegrini, "Il “Cisalpino” e l’italo-romanzo", in Archivio Glottologico Italiano, LXXVII, 1992, pp. 272-296.
- ^ Endangered languages in Europe: indexes
- ^ G. B. Pellegrini, La Carta dei Dialetti d'Italia
- ^ Carla Marcato Dialetto, Dialetti e Italiano
- ^ Pellegrini, Giovan Battista (1969; 1972): Delle varie accezioni ed estensione di "ladino"
- ^ Bec, Pierre (1971): Manuel pratique de philologie romane, tome II, 472
- ^ Pfister, Max (1993): Dal latino della Gallia cisalpina agli idiomi romanzi dell'Italia settentrionale
- ^ Italia Settentrionale: Crocevia di Idiomi Romanzi - Atti del convegno internazionale di studi - Trento, 21/23 ottobre 1993", a cura di Emanuele Banfi, Giovanni Bonfadini, Patrizia Cordin, Maria Iliescu. Tübingen: Niemayer, 1995. ISBN 3-484-50304-1
- ^ Koiné in Italia dalle Origini al Cinquecento - Atti del Convegno di Milano e Pavia, 25-26 settembre 1987 - a cura di Glauco Sanga - Pierluigi Lubrina Editore - Bergamo 1990
[modifica] Bibliografia
| Per approfondire, vedi Bibliografia sui dialetti gallo-italici. |