Lingua emiliano-romagnola
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso di usare nella nomenclatura delle voci il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 o ISO 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| Emiliano-romagnolo (Emiliàn-rumagnòl) | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | |
| Persone | 3.000.000 |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Occidentali Galloiberiche Galloromanze Galloitaliche Emiliano-romagnolo |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-2 | roa |
| ISO 639-3 | eml (EN) |
| SIL | EML (EN) |
L'emiliano-romagnolo (nome nativo: "emiliàn-rumagnòl") è un gruppo di dialetti della famiglia linguistica gallo-italica parlati nell'Italia settentrionale. Tale insieme di varietà linguistiche è riconosciuto fra le lingue minoritarie europee fin dal 1981 (Rapporto 4745 del Consiglio d'Europa). È inoltre censito dall'UNESCO nel Red book on endangered languages tra le lingue meritevoli di tutela, ed è riconosciuto dalla Registration Autority per lo standard ISO 639-3 con il codice "EML".
Indice |
[modifica] Classificazione
Le parlate emiliano-romagnole sono state indicate fin dai tempi di Bernardino Biondelli come parte del gruppo gallo-italico, assieme a ligure, lombardo e piemontese[2].
Le lingue gallo-italiche, per alcuni linguisti, fanno parte delle lingue gallo-romanze anziché delle lingue italo-romanze; in accordo con la ben nota distinzione tra lingue romanze occidentali e orientali descritta da von Wartburg[3], il quale comunque le classificava come italoromanze.
[modifica] Diffusione
La lingua emiliano-romagnola è diffusa nella regione Emilia-Romagna e in Toscana nella provincia di Massa-Carrara, specialmente nella città di Carrara stessa.
Secondo alcuni essa è diffusa anche nella parte settentrionale delle Marche fino a Senigallia (dove inizia ad assumere le caratteristiche delle varietà linguistiche dei dialetti italiani mediani), ma l'appartenenza di alcuni dialetti delle Marche alla lingua emiliano-romagnola è contestata, anche se in tutta la provincia di Pesaro-Urbino, nella parte settentrionale di quella di Ancona (zona di Senigallia) e nell'area del Cònero si parlano indubbiamente dialetti gallo-italici[1].
In Lombardia il pavese è da molti linguisti, a partire da Bernardino Biondelli, ritenuto un dialetto di tipo emiliano sebbene la sua posizione tra lombardo ed emiliano-romagnolo sia disputata. Stessa situazione è quella delle parlate della Provincia di Mantova e della zona sudorientale della Provincia di Cremona.
[modifica] Dialetti
Essa è normalmente divisa in due componenti principali:
Si ritiene che la differenziazione maggiore tra le due sezioni sopra descritte sia avvenuta nell'alto medioevo, all'epoca della dominazione bizantina in Romagna e longobarda in Emilia e Lombardia.
Probabilmente a causa della divisione politica, la dittongazione gallo-romanza delle vocali [ĕ] ed [ŏ] latine non si estese all'area romagnola. In seguito, con il venir meno della dominazione bizantina e con la riduzione dei dittonghi gallo-romanzi, le differenze si appianarono in parte, pur con esiti vocalici differenti.
Una koinè emiliano-romagnola non esiste ed entrambe le due componenti principali, emiliana e romagnola, risultano frammentate in numerosi dialetti.
[modifica] Quadro legislativo
L'emiliano-romagnolo si deve ritenere una lingua regionale o minoritaria ai sensi della Carta europea per le lingue regionali o minoritarie che all'Art. 1 afferma che per "lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue [...] che non sono dialetti della lingua ufficiale dello stato". La Carta europea per le lingue regionali o minoritarie è stata approvata il 25 giugno 1992 ed è entrata in vigore il 1 marzo 1998. L'Italia ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma non l'ha ancora ratificata. Lo Stato italiano dunque non riconosce i locutori dell'emiliano-romagnolo come minoranza linguistica.
La regione Emilia-Romagna ha predisposto una legge per la "Tutela e Valorizzazione dei dialetti dell'Emilia-Romagna", la "Legge Regionale 7 novembre 1994, n. 45".[4]
[modifica] Note
- ^ a b Non tutti sono d'accordo con l'inserimento dei dialetti marchigiani settentrionali all'interno del dialetto romagnolo; si veda ad esempio: AA. VV. Conoscere l'Italia vol. Marche (Pag. 64), Istituto Geografico De Agostini - Novara - 1982; Le Regioni d'Italia, Vol X Collezione diretta da Roberto Almagià, Pubblicazione sotto gli auspici del Comitato Nazionale per la celebrazione del centenario dell'Unità d'Italia, 1961; Flavio Parrino, capitolo sui dialetti nella Guida d'Italia - volume Marche del Touring Club Italiano.
- ^ Bernardino Biondelli, Saggio sui dialetti gallo-italici, 1853
- ^ Walter von Wartburg, Die Ausgliederung der romanischen Sprachräume, 1950
- ^ Legge Regionale 7 novembre 1994, n. 45, Bollettino Ufficiale Regionale n. 120 dell' 11 novembre 1994.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikipedia ha un'edizione in Lingua emiliano-romagnola
Wikisource contiene alcuni canti in Lingua emiliano-romagnola
[modifica] Collegamenti esterni
- "Saggio sui dialetti Gallo-italici" di B. Biondelli
- Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie