Lingua ladina
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine lingua se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| Ladino (Ladin) | |
|---|---|
| Parlato in | |
| Regioni | Elenco dei comuni di lingua ladina |
| Persone | Diffusione |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Lingue indoeuropee Lingue italiche Lingue romanze Lingue italo-occidentali Lingue romanze occidentali Lingue gallo-iberiche Lingue galloromanze Lingue gallo-retiche Lingue retoromanze |
| Statuto ufficiale | |
| Nazioni | riconosciuta dallo Stato italiano come lingua minoritaria |
| Regolato da | Ufficio per la pianificazione della lingua ladina Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn Istituto Ladino Micurà de Rü Istituto Ladin de la Dolomites |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-3 | lld (EN) |
| SIL | lld (EN) |
La lingua ladina è una lingua retoromanza parlata in Trentino-Alto Adige e Veneto.
Indice |
Origini [modifica]
Sembra che il ladino derivi dall'idioma parlato dalle popolazioni del Norico rifugiatesi nelle vallate delle Alpi orientali a partire dal V secolo, fuggendo dalle invasioni dei Rugi, degli Avari e degli Slavi.
Questi gruppi, unitisi alle preesistenti etnie celtiche (breoni), erano indicati dalle popolazioni di lingua tedesca come Welsch (opponendoli a sé stessi e ai Windisch, gli Slavi), mentre essi stessi si autodefinivano latini (da cui il termine dialettale ladin). Il termine si diffuse a partire dal XVIII secolo anche negli ambienti tedeschi (Ladinisch) per designare le popolazioni in via di germanizzazione soggette al Tirolo. Le popolazioni soggette storicamente alla Repubblica di Venezia non hanno mai accettato il termine per i significati sottesi di filo-asburgicismo, per cui negli ambienti italiani si era giunti a un compromesso (ladino-dolomitici).
Il ladino ha tratti in comune con le lingue romanze occidentali, per esempio la lenizione - talvolta fino alla scomparsa - delle intervocaliche (latinu > ladin) e il plurale in -s anziché in -i, -e, ma a volte se ne discosta (la c dinanzi a e e i non passa a [ʦ] > [s] ma diventa [ʧ] come nel gruppo orientale.
Il ladino sarebbe la lingua caratterizzante della Ladinia, se non che di quest'ultimo termine si fa solitamente un uso impreciso ed ambiguo, mancando di un significato storicamente affermato. In particolare con questo termine alcuni gruppi di opinione intendono indicare la regione geografica che raggruppa i territori di lingua ladina (anticamente molto più estesi) che fino al 1918 erano dell'Impero asburgico, vale a dire Val di Fassa (Trentino), Val Gardena, Val Badia, Marebbe (Alto Adige) nonché Livinallongo, Colle e Ampezzo (Veneto).
Come tale il termine Ladinia non esaurirebbe la totalità dei territori di lingua ladina, mancando di annoverare almeno quelli adiacenti (anche linguisticamene) ma storicamente compresi nei domini veneziani, come il Cadore, lo Zoldano e l'Agordino.
Varianti [modifica]
Una possibile classificazione della lingua ladina[1] distingue sei varianti risalenti:
Gruppo atesino del Sella [modifica]
Trattasi dei dialetti parlati nella provincia autonoma di Bolzano:
- gardenese, parlato in Val Gardena (Gherdëina), 9.196 abitanti, 88,44% come lingua madre;
- badioto-marebbano, diffuso in Val Badia (nel recente passato anche in Val di Luson e in Val di Funes), 10.632 abitanti, 94,05% come lingua madre.
I dialetti atesini del Sella hanno conservato meglio degli altri i tratti originari del ladino.
Gruppo trentino del Sella [modifica]
Trattasi del fassano, parlato in Val di Fassa nella nella provincia autonoma di Trento nelle tre varianti:
In tutto si contano 7.553 abitanti di madrelingua ladina in Val di Fassa (82,8%);[3] Il dialetto fassano risente degli influssi del dialetto trentino.
Gruppo agordino del Sella [modifica]
Ne fanno parte i seguenti dialetti della provincia di Belluno:
- Fodom o ladino dell'Alta Val Cordevole o Livinallese, parlato nei comuni di Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia, per circa l'80-90% della popolazione come lingua madre;
- Rocchesano presente nell'area del territorio di Rocca Pietore (Lad. La Ròcia). Tale variante risulta più conservativa nell'area di Laste di Sopra (lad. Laste de Sora) e di Sottoguda (lad. Stagùda). Nelle altre zone, invece, questa variante è meno conservativa confinando con zone di parlata ladino-veneta (Alleghe, San Tomaso, Falcade, ecc.);[4]
- sono considerati ladine anche le parlate dell'Agordino, della Valle del Biois (da Cencenighe Agordino fino a Falcade-Falciade), sebbene molti studiosi li reputino dei "semiladini" o dei dialetti veneti con influssi ladini, specie nelle località di fondo/valle (Agordo-Agort, La Valle-Val).
Gruppo ampezzano [modifica]
Si tratta dell'ampezzano, parlato a Cortina d'Ampezzo (Anpezo), dove però prevale l'uso dell'italiano. Vi sono forti somiglianze con il dialetto cadorino.
Anche nel dialetto della Valle di Zoldo (da Forno-Fôr in su) sono presenti tratti ladini.
Gruppo cadorino [modifica]
In provincia di Belluno la lingua ladina è parlata nel Cadore e nel Comelico in forma di ladino cadorino, normalmente ascritto alla lingua ladina e politicamente riconosciuto come tale,[5] quantunque per ragioni storiche e politiche questo territorio talvolta venga ignorato in riferimento all'adiacente territorio ladino ex-austroungarico, in cui la spinta al riconoscimento di minoranza etnico-linguistica è stato storicamente più forte. Si distinguono pertanto le seguenti varianti:
- cadorino, parlato in tutto il Cadore, ad eccezione del Comelico e di Sappada, con influenze più o meno sentite del veneto;
- comeliano, diffuso nel Comelico è il più conservativo tra i dialetti orientali (cfr. Proverbi ladini: le stagioni in lingua ladina);
- vajontino, isolato, ex idioma di transizione con il friulano, nell'area di Erto e Cimolais in Friuli, più spesso considerato una variante del friulano occidentale.
Gruppo solandro e nones [modifica]
In Trentino occidentale invece, in Val di Non, Val di Sole, Val di Peio, Val di Rabbi e piccola parte della Val Rendena separati dall'area dolomitica, sono diffusi dialetti di chiara origine ladina, attualmente non riconosciuti politicamente come tali, che presentano uno sviluppo proprio e qualche influsso del trentino e del lombardo. Tali dialetti vengono anche definiti ladino anaunico. Si distinguono in:
- Nones, parlato in Val di Non e con varianti nelle diverse zone della valle;
- Solandro, parlato in Val di Sole, in Val di Peio e in Val di Rabbi, con due forme differenti: la prima influenzata fortemente dal nones, e parlato nella bassa valle, un'altra, più conservatrice di termini e toponimi ormai spariti nella bassa valle, parlata nell'alta valle, con caratteri di certa derivazione celtica.
In occasione dei censiment linguistici del 2001 e del 2011 circa 9 000 trentini al di fuori dell'area ufficialmente ladina si dichiararono ladini, prevalentemente in Val di Non e in misura minore in Val di Sole.
Standardizzazione [modifica]
Recentemente è stato concluso il progetto SPELL che mira alla creazione di una lingua ladina standard. Dapprima si è realizzata una grande ricognizione sulla realtà linguistica delle valli ladine con l'informatizzazione del completo patrimonio lessicale, dopodiché si è passati alla redazione di un dizionario e di una grammatica di base.
Diffusione [modifica]
| Per approfondire, vedi Elenco dei comuni di lingua ladina. |
La lingua ladina è riconosciuta come lingua minoritaria in 54 comuni del Trentino-Alto Adige e del Veneto.[6] L'area ufficialmente ladina conta circa 92.000 abitanti, ma non è possibile indicare con esattezza il numero dei parlanti la lingua ladina, dal momento che solo in Trentino-Alto Adige è prevista la dichiarazione di appartenenza linguistica in occasione del censimento decennale della popolazione. Solo in provincia di Bolzano il censimento rileva ai fini della proporzionale etnica.
Al di fuori dell'area ufficialmente riconosciuta, in particolare in Val di Non in Trentino, il 23,19% si è dichiarato ladino, rispetto al 17,54 % nel 2001.
Provincia di Bolzano [modifica]Al censimento del 2011 20.548 altoatesini si sono dichiarati ladini, vale a dire il 4,53% della popolazione. In 8 dei 116 comuni altoatesini la lingua ladina è maggioritaria.
Nel comune di Castelrotto risiede una consistente minoranza ladina del 15,37%. Provincia di Trento [modifica]Al censimento del 2011 18.550 trentini si sono dichiarati ladini. I ladini sono concentrati in Val di Fassa, dove sono una minoranza riconosciuta, e Val di Non, dove il ladino non è però riconosciuto, pur essendo i ladini nonesi più numerosi dei ladini fassani.[11]
Provincia di Belluno [modifica]Appartengono al'area ladina storicamente tirolese i comuni di Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia, Livinallongo del Col di Lana. Anche nei seguenti comuni il ladino è riconosciuto come minoranza linguistica: Agordo, Alleghe, Auronzo di Cadore, Borca di Cadore, Calalzo di Cadore, Canale d'Agordo, Cencenighe Agordino, Cibiana di Cadore, Comelico Superiore, Danta di Cadore, Domegge di Cadore, Falcade, Forno di Zoldo, Gosaldo, La Valle Agordina, Lozzo di Cadore, Ospitale di Cadore, Perarolo di Cadore, Pieve di Cadore, Rivamonte Agordino, Rocca Pietore, San Nicolò di Comelico, San Pietro di Cadore, San Tomaso Agordino, San Vito di Cadore, Santo Stefano di Cadore, Selva di Cadore, Taibon Agordino, Vallada Agordina, Valle di Cadore, Vigo di Cadore, Vodo di Cadore, Voltago Agordino, Zoldo Alto, Zoppè di Cadore. Riconoscimento giuridico [modifica]Provincia di Bolzano [modifica]In provincia di Bolzano (Balsan/Bulsan) il ladino è lingua ufficialmente riconosciuta e la minoranza ladina viene tutelata con diverse norme riguardanti tra l'altro l'insegnamento nelle scuole pubbliche e la facoltà di usare il ladino nei rapporti orali e scritti con gli uffici della pubblica amministrazione, con esclusione delle forze armate e le forze di polizia. Infatti nelle scuole delle località ladine dell'Alto Adige la lingua ladina è lingua d'insegnamento assieme al tedesco e italiano. In base alla delibera della Giunta Provinciale n. 210 del 27 gennaio 2003 (Utilizzo della lingua ladina da parte degli enti pubblici e negli atti normativi) "le varianti del ladino con riconoscimento ufficiale in provincia di Bolzano sono il ladino unificato della Val Badia e quello della Val Gardena". Per garantirne la rappresentanza politica, ai ladini è riservato un seggio in consiglio provinciale. La lingua e cultura ladina vengono curate dall'istituto ladino Micurà de Rü con sede a San Martino in Badia. Provincia di Trento [modifica]In base all'articolo 102 dello Statuto d'autonomia del Trentino-Alto Adige la lingua e la cultura ladina sono tutelate anche nella provincia di Trento (Trent). Per garantirne la rappresentanza politica, anche ai ladini trentini è riservato un seggio in consiglio provinciale. La lingua e cultura ladina in Trentino vengono curate dall'Istituto Culturale Ladino Majon di Fascegn a Vigo di Fassa. Provincia di Belluno [modifica]Recentemente anche in Provincia di Belluno (Belun), grazie alla normativa sulle minoranze linguistiche storiche (legge 482/1999), sono stati riconosciuti ladini i comuni del Cadore, del Comelico, dell'Agordino, della Valle del Biois, dell'alta val Cordevole e della Val di Zoldo. È attivo l'Istituto Ladin de la Dolomites (Istituto Culturale delle Comunità dei Ladini Storici delle Dolomiti Bellunesi), con sedi a Borca[12] e Selva di Cadore ormai chiuso da qualche anno. Esiste pure l'Istitut Cultural Ladin Cesa de Jan a Colle S. Lucia che fa riferimento ai ladini storici presenti in Provincia di Belluno dei tre comuni di Livinallongo, Colle e Ampezzo, apparteneuti alla provincia di Trento fino il 1926. Esempi [modifica]Frasi comuni [modifica]
Una leggenda [modifica]Un esempio di una leggenda in ladino dolomitico / ladin dolomitan standard:
Traduzione: Tutti i ladini sanno che il lago di ergabuan (arcobaleno) è il lago di Carezza. Questo è conosciuto tra i laghi per i suoi bei colori che cambiano dal verde fresco allo scarlatto e dal blu cielo all'oro; per questo cambiamento dei colori viene chiamato "lago arcobaleno", dai colori... La favola della volpe e del corvo [modifica]Varianti ladine [modifica]
Confronto con altre lingue retoromanze [modifica]
Numeri in Ladino [modifica]
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