Erto e Casso
| Erto e Casso comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Luciano Giuseppe Pezzin (lista civica) dal 11/04/2006 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 46°17′0″N 12°22′0″E / 46.28333°N 12.36667°ECoordinate: 46°17′0″N 12°22′0″E / 46.28333°N 12.36667°E | ||||
| Altitudine | 775 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 52,2 km² | ||||
| Abitanti | 389[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 7,45 ab./km² | ||||
| Frazioni | Casso, Erto (sede comunale)
Località[2]: Forcai, Pineda, San Martino, Val da Pont |
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| Comuni confinanti | Castellavazzo (BL), Cimolais, Claut, Longarone (BL), Ospitale di Cadore (BL), Perarolo di Cadore (BL), Pieve d'Alpago (BL), Soverzene (BL) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 33080 | ||||
| Prefisso | 0427 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 093019 | ||||
| Cod. catastale | D426 | ||||
| Targa | PN | ||||
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media) | ||||
| Cl. climatica | zona F, 3 757 GG[3] | ||||
| Nome abitanti | ertani | ||||
| Patrono | san Bartolomeo | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Erto e Casso nella provincia di Pordenone |
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| Sito istituzionale | |||||
Erto e Casso (Nert e Cas nei rispettivi dialetti[4]) è un comune italiano di 392 abitanti della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia.
Indice |
[modifica] Geografia
Erto e Casso, situato nella Valle del Vajont al confine con la Provincia di Belluno, è il comune più occidentale della regione Friuli-Venezia Giulia. La valle del Vajont, in cui si trova Erto e Casso, è comunque separata dalla Valcellina dal Passo di Sant'Osvaldo (827 m).
[modifica] Storia
L'esistenza di Erto è documentata da resti di età romana e da un atto di donazione di Sesto al Reghena risalente all'VIII secolo, mentre l'origine di Casso, più recente, è attestata nel secolo XI. Tra i due abitati permangono anche notevoli differenze linguistiche: a Erto si parla un dialetto risultante dal ladino dolomitico e il ladino friulano a Casso, invece, un dialetto veneto bellunese, simile al veneto arcaico. Anche dal punto di vista ecclesiastico i due abitati sono separati: Erto fa parte della diocesi di Concordia-Pordenone, mentre Casso è in diocesi di Belluno-Feltre.
Alla fine degli anni cinquanta la comunità era profondamente legata all'economia agricola tradizionale, integrata con il piccolo commercio ambulante. A cavallo tra gli anni '50 e '60, la SADE realizzò il progetto di utilizzo della valle del Vajont come bacino artificiale. Venne, quindi, innalzata nella forra del Colombèr una diga a doppia curvatura di 265 metri di altezza. Nel 1960, in occasione dell'inizio del primo invaso di collaudo, si verificarono due frane: di conseguenza, venne disposto il monitoraggio del versante instabile, dell'estensione di 200 ettari. Il serbatoio venne nuovamente collaudato effettuando un secondo riempimento nel 1962 e un terzo nell'anno successivo. Nonostante l'imminenza della frana non vennero adottate misure adeguate di protezione degli abitati.
La notte del 9 ottobre 1963, dal vicino Monte Toc, situato di fronte alle frazioni di Erto e Casso, si staccò una parte della montagna che finì nel sottostante bacino idrico delimitato dalla diga del Vajont. Le onde che ne scaturirono distrussero completamente le borgate di Fraseign, Spesse, Pineda, Prada, Marzana e San Martino e parte dei due capoluoghi. Questo tragico episodio, le cui vittime a Erto e Casso furono 347, è noto come strage del Vajont.
La vicenda che causò circa duemila morti per il conseguente allagamento della valle di Longarone, è stata portata in teatro ed in televisione con un monologo, scritto dall'attore Marco Paolini in collaborazione con Gabriele Vacis, dal titolo Il racconto del Vajont, e rievocata per il cinema dal film del 2001 Vajont di Renzo Martinelli.
Il comune, in base alla legge 15/96 in materia di tutela della lingua friulana, ha ritenuto di non farsi ricomprendere all'interno del perimetro del friulano storicamente parlato da sempre. Inoltre, il comune, per la sua architettura peculiare, è stato dichiarato nel 1976 monumento nazionale e, pertanto, vincolato con la Legge 1089/39.
Negli ultimi anni, da un accordo con l'Istituto Nazionale della Montagna, si sta anche sviluppando il progetto "EcoMuseo Vajont: continuità di vita", ideato per sostenere lo sviluppo del territorio e valorizzare il centro storico.
[modifica] Onorificenze
Il Comune è stato insignito della Medaglia d’oro al merito civile.
| Medaglia d'oro al merito civile | |
| «In occasione dell'immane disastro abbattutosi sul suo territorio, nel quale numerose persone, perdevano la vita e molti fabbricati andavano distrutti, la forte popolazione di Erto-Casso, prodigandosi nell'opera di soccorso dei superstiti e di recupero delle salme, dava fulgida testimonianza, tra l'unanime ammirazione del Paese, di mirabile fermezza d'animo e di preclare virtù civiche.» — Disastro del Vajont, ottobre 1963. |
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
Alla fine del 2006 si contavano 407 abitanti, di cui 9 stranieri (2,2%). Nello stesso anno i nati vivi sono stati 3 (7,3‰), i morti 4 (9,8‰), con un incremento naturale di -1 unità (-2,5‰). Le famiglie contano in media 2,2 componenti.
La popolazione, già fortemente diminuita per l'emigrazione, decrebbe ulteriormente dopo la tragedia del Vajont, non tanto per i morti (158, comunque molti), ma soprattutto perché le nuove abitazioni destinate agli Ertani e ai Cassanesi furono costruite in altri comuni, spesso a notevole distanza dai luoghi di origine. Tra questi, si ricordano la Nuova Erto di Ponte nelle Alpi, i nuovi quartieri di Longarone, Cimolais e Claut, il villaggio alla Roiatta di San Quirino e Vajont, cittadina costruita da zero all'indomani dell'avvenimento e che accolse subito 732 residenti del comune.
[modifica] Lingue e dialetti
Oltre alla lingua italiana, nel territorio di Erto e Casso non sono riconosciute altre lingue ufficiali. Il comune infatti, non rientra fra quelli in cui vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[5], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.
Le due comunità di Erto e Casso differiscono notevolmente dal punto di vista dialettale, sebbene le parlate tradizionali siano oggi in forte declino.
A Erto, come nella vicina Cimolais, si parla un idioma molto vicino al ladino dolomitico. L'isola linguistica si sarebbe formata quando il ladino parlato nella valle del Piave fu soppiantato dal veneto bellunese, fenomeno che invece non interessò la valle del Vajont e l'alta val Cellina, in posizione più marginale. La classificazione di questa parlata è però molto disputata: alcuni studiosi la ritengono piuttosto friulana, altri veneta[4][6].
Casso invece si caratterizza per un dialetto veneto, detto "bellunese antico" per i suoi tratti arcaici. Si ritiene infatti che l'abitato si sia formato in tempi relativamente recenti come insediamento di boscaioli provenienti dal Bellunese[4][6].
A causa di queste peculiarità, Erto e Casso ha deciso di non farsi includere nell'elenco ufficiale dei comuni di lingua friulana (basato sulla Legge Regionale 15/96 "Norme per la tutela e la promozione della lingua e della cultura friulane ed istituzione del servizio per le lingue regionali minoritarie")[7].
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Erto e Casso
[modifica] Sito d'arrampicata
Vicino al paese di Erto si trova un famoso sito d'arrampicata. La falesia di calcare strapiombante richiede una arrampicata atletica e offre una trentina di vie superiori all'8a.
[modifica] Le vie
Le vie più difficili:
- 8c+/5.14c:
- La Grande Linea dei Sogni - 31/05/09 - Adam Ondra - Connessione tra The Big Mother e La Linea dei Sogni[8]
- La Linea dei Sogni - 14/03/09 - Luca Zardini - Allungamento dell'8b+ Sogni di Gloria[9]
- The Big Mother - 05/2000 - Luca Zardini[10]
- The Last Way - 05/1998 - Luca Zardini
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Luciano Giuseppe Pezzin (lista civica) dal 11/04/2006
Indirizzo della casa comunale: via IX Ottobre, 4 - Erto
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Lo statuto le definisce "nuclei abitati".
- ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
- ^ a b c Sergio De Filippo. La storia di Erto (PDF). 2003. URL consultato il 8 maggio 2011.
- ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.
- ^ a b Antonio Devetag, Friuli Venezia Giulia. Dalle Alpi all'Adriatico. Arte, natura, enogastronomia, Milano, Touring Editore, 2004, pp. 168-169.
- ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
- ^ La grande linea dei sogni di Luca Zardini. planetmountain.com, 10-6-2009. URL consultato il 2-1-2012.
- ^ 'La linea dei Sogni' di Erto per Luca Zardini. planetmountain.com, 1-4-2009. URL consultato il 2-1-2012.
- ^ Luca Zardini "Canon" libera "The Big Mother" ad Erto. planetmountain.com, 4-8-2000. URL consultato il 2-1-2012.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Erto e Casso
[modifica] Collegamenti esterni
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