Dialetto resiano

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Resiano (Rośajanskë)
Parlato in Italia
Parlato in Friuli-Venezia Giulia (Val Resia)
Filogenesi
Il Padre Nostro in resiano

Il resiano è un dialetto[1] pertinente alla famiglia linguistica dello sloveno, anche se più parti ne reclamano il rango di lingua indipendente da esso. È endemico della Val Resia, in Friuli, e si è originato dall'insediamento altomedievale di tribù slave nelle Alpi e Prealpi Giulie, molto probabilmente contingente alla stessa ondata migratoria che condusse alla costituzione del gruppo etnico-culturale sloveno.

Rispetto all'evoluzione culturale, linguistica e nazionale la Val Resia è rimasta sostanzialmente isolata rispetto al resto del blocco sloveno, benché la sua area di pertinenza linguistica confini non solo ad est con l'area dell'Isonzo sloveno (per un breve tratto geograficamente impervio) ma anche, a sud, con la Benecìa o Slavia friulana, altra area di minoranza linguistica slovena. I resiani hanno sviluppato un'identità forte, distinta da quella slovena, per via dello storico isolamento dal mondo sloveno.

Evoluzione[modifica | modifica sorgente]

Per questo motivo le caratteristiche della parlata, che nonostante la ridotta quantità di locutori risulta addirittura frazionata in quattro varianti diverse, si sono evolute in modo del tutto differente rispetto alla maggioranza delle varianti slovene e rispetto alle stesse varietà slave contermini. Per spiegare tale variabilità si è anche ipotizzato che i pionieri di questa colonizzazione slava fossero oriundi di località diverse da quelle degli altri progenitori degli sloveni, probabilmente a loro volta provenienti al momento della migrazione di massa dall'area dell'attuale Polonia meridionale e Slovacchia settentrionale. In particolare si è a lungo sostenuto che i resiani dovessero avere un'origine da collocare nei gruppi slavi-orientali, in ragione della particolare somiglianza fonetica della loro parlata con il russo, tale da rendere i due idiomi tra loro intercomprensibili in modo relativamente facile (circostanza confermata nella memoria popolare dall'evento dell'occupazione cosacca della Carnia avutasi durante la seconda guerra mondiale, quando i nativi resiani riuscirono facilmente a capire e farsi capire dagli occupanti che, come seconda lingua, praticavano appunto il russo): tale ipotesi è tuttavia sfumata dopo attenti studi filologici e linguistici che hanno ricondotto le origini linguistiche del resiano sostanzialmente alle stesse origini dello sloveno.

Le più recenti indagini nel campo della slavistica[senza fonte] hanno mostrato come il resiano sia un idioma di transizione tra i gruppi dialettali carinziano, parlato nella Val Canale, e quello litorale, parlato nell'alta Valle dell'Isonzo (nei comuni di Caporetto e Plezzo) e nella Slavia friulana. Questa teoria si basa sulla presenza di elementi dialettali cariziani e di quelli isontini nel resiano, come anche su numerose affinità del resiano attuale con i testi medievali in lingua slovena, provenienti dall'antico Ducato di Carinzia. Lo studio della toponomastica rivela infatti che nel Medio Evo esisteva un continuum linguistico tra la Resia e la Val Canale, interrotto tra il XII e il XIV secolo dalla romanizzazione della Valle del Fella, producendo così il distacco del resiano dai dialetti carinziani. Mentre i dialetti carinziani continuarono il loro sviluppo introducendo molte innovazioni, il resiano mantenne alcuni tratti arcaici, scomparsi da altri dialetti sloveni.

Studi di J.B. de Courtenay[2] indicano che il Resiano può avere origini slave ma non slovene. In tale pubblicazione si sostiene che i Resiani non sono Bulgari, non sono Sloveni nel senso proprio della parola e nemmeno Serbo-Croati nel senso stretto. Si sostiene invece che rappresentano, dal punto di vista glottologico, una stirpe slava indipendente. Vengono esposti riferimenti a presenze slave nella regione del Friuli ma si parla di similitudini evidenziando le enormi divergenze fra il carattere generale dei dialetti resiani e di quelli sloveni a cui fa riferimento. Come si può notare dal documento uno studioso vede nell’armonia vocalica resiana una notevole somiglianza con il celto e ritiene verosimile che la lingua resiana abbia subíto una influenza celta o che i Resiani siano Celti slavizzati. Infine, al di la degli studi, che non hanno possibilità di avere delle certezze visto che un linguaggio può essere assimilato per vicinanza dettato da necessità di integrazione e non dimostrazione di provenienza, una dimostrazione scientifica è fornita dai recenti studi sul genoma Resiano da parte dell’istituto Burlo Garofalo di Trieste. Da questi studi risulta che non esiste riscontro di genoma simile al Resiano in tutta Europa[3].

Le origini di tale diversità e peculiarità resiana sono quindi spiegate oggi in ragione sia del particolare status storico della comunità, che mai è appartenuta o politicamente si è relazionata a istituzioni nazionali o politiche d'Oltralpe ma al contrario è sempre gravitata sulla società carnica/friulana ed è sempre stata soggetta allo stesso controllo politico del Friuli storico, sia per il particolare isolamento geografico che ha reso la valle più naturalmente protesa agli scambi con la valle del Fella piuttosto che con quella dell'Isonzo. Tale isolamento storico è testimoniato anche su base genetica, dal momento che la popolazione della valle costituisce un'unicum soprattutto dal punto di vista dell'antropologia fisica: recenti ed approfonditi studi hanno testimoniato infatti l'elevatissima diffusione nei nativi resiani di alcuni rarissimi caratteri che risultano quasi del tutto assenti tanto nella popolazione carnica che in quella slovena. Nel corso del 2008 e del 2009 sono stati condotti studi genetici di notevole importanza al fine di creare una mappa genetica molto approfondita di questa comunità ed inoltre raffrontare con una certa attendibilità il patrimonio genetico dei resiani con quello di altre popolazioni europee, al fine di individuare il gruppo geneticamente più affine.

Ufficialità[modifica | modifica sorgente]

Lo stato italiano tutela e riconosce il resiano come una variante dello sloveno: le leggi statali 482/99 e 38/2001, tutelano le varianti dello sloveno, cioè i dialetti sloveni tra cui il resiano, alla stessa stregua della lingua standard, prevedendo quindi la possibilità di insegnare a scuola il dialetto resiano, tuttavia è diffusa in Val Resia una forte sensazione di estraneità al corpo linguistico sloveno. Il consiglio comunale di Resia ha comunque approvato, nel gennaio del 2007 una delibera con la quale reclama l'inclusione della valle nella lista dei comuni nei quali sarà vigente la Legge di tutela della minoranza linguistica storica slovena (legge 38/2001), tuttavia dopo una stagione di forti proteste il consiglio comunale di Resia ha anche votato, con la delibera num. 38 del 13 agosto 2010, la richiesta di uscire dalla legge 38 e incaricato il sindaco di promuovere ogni azione legittima finalizzata alla salvaguardia dell’etnia Resiana. È in corso in questo senso una battaglia legale per il riconoscimento del Resiano come lingua minoritaria distinta dallo Sloveno.

Programmi in dialetto resiano vengono curati dalla stazione radio della RAI in lingua slovena Radio Trst A di Trieste.

http://www.comune.resia.ud.it/fileadmin/user_resia/Delibere_Consiglio/2010/DC038-2010.pdf

Antico canto della Val Resia[modifica | modifica sorgente]

Questo è un canto dedicato al monte Canin (2.587 m), montagna simbolo della Val Resia:

(sp)
« Da öra ta Ċanïnawa

Na jë pur pali visoka
Ko won na wor sowa došly
Šċalë utïċaci so snuwali
Ja si polednol ta nu së
Za vïdët ċi tu jë bujë
Jë mokoi skala ano rob
Ja si polednol nu tu-w-dnö
Za vïdët ċi tu jë bujë
Jë mokoj wöda ano prod »

(IT)
« Il monte Canin

È molto alto
Quando siamo arrivati in cima
Gli uccellini ancora sognavano
Mi sono guardato attorno
Per vedere se c'è di meglio
Ci sono solo sassi e roccia
Ho guardato sul fondo
Per vedere se c'è di meglio
Ci sono solo l'acqua e il greto del fiume »

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
  2. ^ Jan Baudouin de Courtenay, Note glottologiche intorno alle lingue slave e questioni di morfologia e fonologia ario-europea in Atti del IV Congresso Internazionale degli Orientalisti tenuto in Firenze nel settembre 1878, vol. 2, Successori Le Monnier, 1881, pp. 3-29.
  3. ^ Resia - parcogeneticofvg

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