Graziadio Isaia Ascoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Stemma del Regno d'Italia Parlamento Italiano
Senato del Regno d'Italia
Sen. Graziadio Isaia Ascoli

Luogo nascita Gorizia
Data nascita 16 luglio 1829
Luogo morte Milano
Data morte 21 gennaio 1907
Titolo di studio
Professione linguista, glottologo, glottoteta
Partito
Legislatura XVI
Gruppo
Coalizione
Circoscrizione
Regione {{{regione}}}
Collegio {{{collegio}}}
{{{mandato}}}
Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina
Data nomina
Incarichi parlamentari
[{{{sito}}} Pagina istituzionale]

Graziadio Isaia Ascoli (Gorizia, 16 luglio 1829Milano, 21 gennaio 1907) è stato un linguista, glottologo e glottoteta italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura.

Indice

[modifica] Biografia

Nato nel seno di un'agiata famiglia di religione israelita, apprese, adolescente, l'antico ebraico con il rabbino Samuel Vita Lolli, uno fra i massimi conoscitori italiani di tale lingua. Non compì studi regolari perché a seguito della morte del padre, dovette occuparsi, in giovane età, delle imprese di famiglia (una filanda e una cartiera). Approfondì, da autodidatta, gli studi di linguistica, acquisendo grande notorietà a livello nazionale grazie ai suoi scritti: Sull'idioma friulano e e sulla sua affinità con la lingua valaca (1846), Gorizia italiana, tollerante, concorde. Verità e speranze nell'Austria del 1848 (1848), ecc.

Professore all'accademia scientifico-letteraria di Milano, Ascoli inventò la parola glottologia e fu il primo docente italiano di tale disciplina. Precedentemente tale insegnamento era impartito dai professori di "Storia comparata delle lingue classiche". La sostituzione terminologica in "Glottologia" era opportuna in quanto non venivano studiate più solo le lingue classiche (greco e latino), ma anche il sanscrito, l'iranico ed il gotico.

L'attività di Ascoli si sviluppò dapprima nelle note etimologiche, nelle precisazioni fonetiche e nelle spiegazioni di vari fenomeni riguardanti l'iranico, si dedicò poi allo studio delle origini della lingua degli zingari italiani, contribuendo ad un filone di studi che in Europa non era ancora stato sviluppato, e nelle ricerche riguardanti il nesso ario-semitico, prima di concentrarsi nei due principali domini indoeuropeo e romanzo. [1].

Conferì ai dialetti la dignità di lingua, fondò la dialettologia scientifica e rivalutò le parlate retoromanze coi suoi "saggi ladini" nonché il franco-provenzale la terza lingua romanza parlata in Francia ed a Celle di San Vito e a Faeto in provincia di Foggia. Fondamentale è la sua elaborazione del concetto di "sostrato" linguistico", cioè dell'azione che una lingua vinta esercita su quella vincitrice; ad esempio, il fenomeno della gorgia, tipicamente toscano, ovvero l'aspirazione di 'c', 't' e 'p' in posizione intervocalica (in locuzioni tipo "la casa", "la cosa") viene attribuito dai linguisti (non concordemente, peraltro) al sostrato etrusco, cioè all'azione dell'antica lingua etrusca, parlata del tutto scomparsa con l'affermarsi del latino. Peraltro, sempre riguardo la teoria del sostrato, Ascoli fu il primo studioso ad applicarla anche alle lingue romanze. Introdusse anche nella seconda metà dell'Ottocento i concetti di superstrato e di adstrato.

Fu il fondatore, nel 1873, della rivista Archivio glottologico italiano (tuttora esistente), il cui proemio per il primo numero, scritto da Ascoli stesso, era considerato da Carlo Dionisotti «uno dei capolavori in senso assoluto della letteratura italiana».[2]. Inoltre nello stesso testo l'Ascoli prese posizione riguardo alla questione della lingua italiana, opponendosi alla soluzione di Alessandro Manzoni di usare il fiorentino parlato come lingua nazionale e proponendo invece di utilizzare l'italiano sovraregionale (la lingua comune della scienza) che di fatto veniva già utilizzato da secoli da tutti gli scrittori d'Italia, avendo anche il pretesto per innalzare il livello culturale della popolazione.

Negli stessi anni fu lo strenuo difensore dell'Accademia scientifico-letteraria di Milano, entrando anche in polemica con chi al ministero piuttosto che nel mondo universitario, la osteggiava.

Il 13 maggio 1875 entrò a far parte dell'Accademia Nazionale dei Lincei come socio nazionale per la classe di scienze morali nella I° categoria (filologia) [3].

In gioventù aveva proposto (1851) una lingua internazionale da usarsi con il telegrafo, la pasitelegrafia.

Inoltre inventò i famosi termini geografico-politici: Venezia Giulia, Venezia Euganea e Venezia Tridentina.

A lui è dedicata la Società filologica friulana, fondata a Gorizia nel 1919. Ascoli diceva: «I soi nassût a Guriza di gjenitôrs israelits, i soi fî dal Friûl e mi glori di chest» (Sono nato a Gorizia da genitori israeliti, sono figlio del Friuli e mi glorio di questo).

[modifica] Note

  1. ^ Notizie sull'opera di Ascoli.
  2. ^ C. Dionisotti, «Appunti su Ascoli» in: Ricordi della scuola italiana, Roma 1998, pp. 277-290
  3. ^ Cfr. "Atti della R. Accademia dei Lincei", anno CCLXXXI, 1883-4, serie terza, Transunti, vol. VIII, Roma, Salviucci, 1884, p. 2.

.

[modifica] Bibliografia

Targa in ricordo di Ascoli a Gorizia
  • G.I. Ascoli, La pasitelegrafia, Trieste, Tipografia del Lloyd Austraco, 1851
  • G.I. Ascoli, "Del nesso ario-semitico. Lettera al professore Adalberto Kuhn di Berlino”, Il Politecnico vol. 21 (1864), pp. 190-216
  • G.I. Ascoli, "Del nesso ario-semitico. lettera seconda al professore Francesco Bopp”, Il Politecnico vol. 22 (1864) pp. 121-151
  • G.I. Ascoli, "Studj ario-semitici", Memorie del Reale Istituto Lombardo cl. II, vol. 10 (1867), pp. 1-36
  • S. Morgana - A. Bianchi Robbiati (curr.), Graziadio Isaia Ascoli "milanese". Giornate di Studio. 28 Febbraio - 1 Marzo 2007, Milano, LED Edizioni Universitarie, 2009, ISBN 978-88-7916-415-3

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Altri progetti

Strumenti personali