Lingua romancia

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Romancio (Rumantsch)
Parlato in Svizzera Svizzera (Cantone dei Grigioni)
Persone 41.519 (Censimento 2009)[1]
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue italiche
  Lingue romanze
   Lingue italo-occidentali
    Lingue romanze occidentali
     Lingue gallo-iberiche
      Lingue galloromanze
       Lingue gallo-retiche
        Lingue retoromanze
Statuto ufficiale
Nazioni Svizzera Svizzera
Regolato da Lia Rumantscha
Codici di classificazione
ISO 639-1 rm
ISO 639-2 roh
ISO 639-3 roh  (EN)
SIL roh  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Tuots umans naschan libers ed eguals in dignità e drets. Els sun dotats cun intellet e conscienza e dessan agir tanter per in uin spiert da fraternità.

Il romancio (rumantsch, romontsch, rumauntsch) è una lingua romanza parlata in Svizzera. Appartiene al sottogruppo delle lingue retoromanze, come tale ha grandi affinità col ladino e col friulano parlati in Italia.

Estensione del romancio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comuni di lingua romancia dei Grigioni.
Lingue grigioni.png

Il romancio viene parlato oggi solo in alcuni territori isolati del cantone svizzero dei Grigioni. Secondo il censimento svizzero, nel 1990 vi erano ancora 66.356 persone che parlavano regolarmente il romancio, di cui 39.632 come lingua madre. Nel 2000 soltanto 35.095 persone hanno affermato di parlare il romancio come lingua principale.

Per via della posizione remota di molte località e vallate del cantone dei Grigioni, si sono sviluppati diversi idiomi del romancio, che possono essere suddivisi in cinque gruppi:

L'elenco segue la loro presenza da Est ad Ovest.

Il Putér e il Vallader vengono riuniti e decantati dai Romanci sotto il nome di Rumantsch Ladin: ("chara lingua da la mamma, tü sonor rumantsch ladin...").

Ognuno di questi cinque idiomi ha sviluppato una lingua scritta, che tuttavia rappresenta un compromesso tra i diversi dialetti locali.

Il romancio nella sua interezza è dal 1938 la quarta lingua nazionale della Svizzera, inizialmente tuttavia senza il carattere di una lingua ufficiale. Con la nuova costituzione federale svizzera del 1999 la lingua ha ora ottenuto il rango di lingua amministrativa. Ognuno dei cinque idiomi romanzi è equiparato. Per questo il romancio viene insegnato nelle scuole dei Grigioni e vi sono anche dei programmi televisivi e giornali in questa lingua.

Vari tentativi di creare un'unica lingua scritta per tutti i romanci, però, sono falliti da tempo, perché la maggior parte dei romanci vede in ciò un pericolo per l'indipendenza dei loro idiomi.

Rumantsch Grischun[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo tentativo di creare una specie di lingua standard per tutti i romanci dei Grigioni è stato fatto dalla Lia Rumantscha, che vorrebbe mantenere e promuovere le lingue romance. Il risultato è stato il Rumantsch Grischun, in tedesco Bündner Romanisch.

Dal 1982 il Rumantsch Grischun è la lingua amministrativa ufficiale di comunicazione tra la popolazione di lingua romancia.

Tuttavia il Rumantsch Grischun non è stato accolto con entusiasmo. Molti grigionesi, non solo romanci, trovano l'uso nella comunicazione orale impraticabile e temono oltretutto che la lingua artificiale porterà alla morte definitiva delle varianti locali. Altri sono ottimisti e rimandano all'esempio della lingua scritta tedesca, che non è sostanzialmente riuscita ad influenzare i dialetti della svizzera tedesca.

Nell'agosto del 2003 il parlamento cantonale dei Grigioni ha stabilito che il materiale di formazione in lingua romancia nella scuola elementare (Volksschule), che fino ad allora era stato pubblicato soltanto nei cinque idiomi tradizionali, dovesse essere pubblicato gradualmente soltanto in Rumantsch Grischun. Nel 2011, questa decisione è stata revocata.

Storia del romancio[modifica | modifica wikitesto]

In origine l'attuale territorio occupato dai romanci era forse insediamento dei Celti e, probabilmente solo nella parte orientale dei Grigioni, dei Reti. Per quanto riguarda la classificazione della lingua retica, non ci sono dati certi. Si suppone tuttavia che la lingua retica non fosse indo-europea. Resoconti più affidabili non sono possibili a causa dei reperti soltanto parziali dei Reti. È possibile una parentela più stretta con l'etrusco, anche se incerta.

Questi popoli furono sottomessi nel 15 a.C. durante la campagna delle Alpi dai Romani, che portarono nel territorio il latino (principalmente nella forma semplificata parlata dal popolo e dai militari).

Non si sa quanto velocemente la regione fu romanizzata; Il processo, in ogni caso, deve essere durato (come anche in altre regioni) secoli. Alla fine dell'antichità, secondo studi tuttavia non ancora terminati sulla ricerca linguistica, le conoscenze linguistiche preromane originarie si erano verosimilmente estinte e rimanevano solo pochi prestiti nel latino provinciale. Questi si riferiscono soprattutto alle tipiche caratteristiche alpine dei territori della flora e della fauna così come alle descrizioni del territorio (p.es. crap "pietra").

A partire dall'VIII/IX secolo la regione finì sotto l'influsso germanico. Nel corso del tempo il tedesco divenne progressivamente lingua ufficiale, mentre il romancio venne considerato in ogni epoca come una disprezzata "lingua di contadini".

I primi documenti in romancio che si conoscano erano traduzioni di prediche tenute in latino. Solo all'epoca della riforma protestante si formarono vere e proprie lingue scritte nei diversi idiomi.

La ragione principale è che non si è mai sviluppata nessuna lingua scritta unitaria per tutti gli idiomi e che il romancio ha perduto terreno a vantaggio della lingua tedesca, a causa della mancanza di un centro politico e culturale romancio. La città di Coira, l'unica che potrebbe essere considerata tale per una simile funzione, capitò in quanto sede vescovile sotto l'influsso tedesco già in epoca antica ed era a partire dal XV secolo soltanto di lingua tedesca. Solo in tempi recenti, cioè dall'inizio del XX secolo, si è potuto ricostituire un centro culturale per la lingua romancia, in seguito all'emigrazione dei suoi parlanti dalle vallate isolate dei dintorni, da cui ancora oggi partono impulsi importanti per le terre originarie dei suoi parlanti. Quest'evoluzione si sviluppa con la crescente formazione di una coscienza linguistica romancia, che mancava ancora in larga parte prima del XIX secolo.

Il nome reto-romancio si è affermato a metà del XIX secolo. Richiama alla mente il nome della provincia romana della Rezia, che tuttavia comprendeva un territorio assai più esteso di quello dei Reti sottomessi, che, conformemente a ricerche odierne, vivevano soltanto nell'estrema parte orientale dei Grigioni, cioè nell'Engadina inferiore e in val di Monastero (Val Müstair). La parentela del romancio con il retico potrebbe quindi essere di gran lunga un mito. Tuttavia si deve accettare che la lingua e la cultura degli abitanti delle Alpi appartenenti all'impero romano, chiunque questi siano stati, si sono mantenuti in una forma ancora inspiegabile per i metodi della linguistica attuale. 1500 anni di germanizzazione non sono riusciti a portare all'estinzione totale il popolo dei romanci, così come 600 anni di romanizzazione (nei Grigioni odierni in nessun modo più totale) non sono riusciti a cancellare totalmente la lingua e la cultura della popolazione pre-romana, probabilmente celtica, che vi viveva. L'eco della lingua pre-romana e della sua cultura rivive ancora oggi nel romancio in poche definizioni.

Contrazione dell'area delle lingue retoromanze

Che la lingua fosse parlata in un territorio notevolmente più ampio, lo si nota dalla toponimia romancia così come anche dai molti prestiti nelle regioni oggi di lingua tedesca nei cantoni di Svitto, Glarona e San Gallo.

Dimostrano che il confine linguistico si trovava ancora nell'Alto medioevo e in parte anche in tempi più recenti ad ovest presso Gaster o al Lago di Walenstadt (dal tedesco "Walsch" =chi parla una lingua latina) e nella valle del Reno al salto del cervo (Hirschensprung); in Austria buona parte del Vorarlberg e della parte occidentale del Tirolo erano di lingua romancia.

Solo in epoca tarda (dopo l'XI secolo) furono germanizzate regioni, i cui nomi di località non erano accentati sulla prima sillaba, p.e. Bad Ragaz, Sargans, Vaduz (che deriva dal latino aquaeductus, acquedotto), il Montafon, Tschagguns e Galtür.

La lingua[modifica | modifica wikitesto]

Il romancio ha, come molte altre lingue romanze, solo due generi: maschile e femminile. I bambini che parlano come lingua madre il romancio e che studiano tedesco a scuola notano subito la "stranezza" dell'articolo tedesco: der, die, das presente in tre generi.

Il romancio assomiglia a primo acchito forse ad una lingua galloitalica. Ma ad un ascolto più attento si nota che sono presenti desinenze in "-ziun" o combinazioni di parole in "tg" e "aun/eaun", come la costruzione del plurale tramite l'aggiunta di -s o -ls, che è assente nel Gallo-Italico.

Una caratteristica della lingua scritta, ma anche delle lingue parlate, sono due suoni approssimanti assenti sia nelle lingue romanze che nelle lingue germaniche, ma presenti in ungherese e anche nelle lingue slave. Una corrisponde alla combinazione di "d" e "j", che assomiglia alla "g" italiana di Genova o gennaio. Ciò che in italiano viene articolato come "g" dolce, corrisponde al romancio "dch" o "dj".

Il secondo suono è la variante sorda corrispondente, cioè una "t" seguita da un suono tra "j" e una spirante velare. Per questo esistono solo due varianti. Nelle varietà del sursilvano, del sottosilvano e del surmirano viene scritto "tg", certamente la combinazione romancia che più dà nell'occhio. Nell'engadino superiore e nell'engadino inferiore al contrario si ha il nesso "ch" per questo suono. Poiché però da un lato il suono approssimante che corrisponde al tedesco "sch", viene scritto anche in questo caso come "sch", d'altro canto tuttavia anche la combinazione di "s" e "ch" è piuttosto frequente e entrambi i suoni vengono uniti da un trait d'union per differenziarli nella lingua scritta, il che si prospetta piuttosto necessario. Nomi di località come "S-chanf" o Cinuos-chel sono quindi una parola e devono essere pronunciati "s-cianf" e "zinuosc(i)-ciel".

Nel rumantsch grischun si dovette giungere ad un compromesso: all'inizio della parola si trova per questo suono regolarmente una "ch", all'interno della parola e a fine di parola invece un "tg". Nei toponimi tuttavia non si trova alcun adattamento per rispetto della storia.

Esempi linguistici[modifica | modifica wikitesto]

La volpe e il corvo nelle Favole di Fedro[modifica | modifica wikitesto]

Sursilvano (Sursilvan)[modifica | modifica wikitesto]

L'uolp era puspei inagada fomentada. Cheu ha ella viu sin in pegn in tgaper che teneva in toc caschiel en siu bec. Quei gustass a mi, ha ella tertgau, e clamau al tgaper: "Tgei bi che ti eis! Sche tiu cant ei schi bials sco tia pareta, lu eis ti il pli bi utschi da tuts."

Sottosilvano (Sutsilvan)[modifica | modifica wikitesto]

La vualp eara puspe egn'eada fumantada. Qua à ella vieu sen egn pegn egn corv ca taneva egn toc caschiel ainten sieus pecel. Quegl gustass a mei, à ella tartgieu, ed ha clamo agli corv: "Tge beal ca tei es! Scha tieus tgànt e aschi beal sco tia pareta, alura es tei igl ple beal utschi da tuts".

Surmirano (Surmiran)[modifica | modifica wikitesto]

La golp era puspe eneda famantada. Cò ò ella via sen en pegn en corv tgi tigniva en toc caschiel an sies pecal. Chegl am gustess, ò ella panso, ed ò clamo agl corv: "Tge bel tgi te ist! Schi ties cant è schi bel scu tia parentscha, alloura ist te igl pli bel utschel da tots".

Engadino superiore (Putér)[modifica | modifica wikitesto]

La vuolp d'eira darcho üna vouta famanteda. Cò ho'la vis sün ün pign ün corv chi tgnaiva ün töch chaschöl in sieu pical. Que am gustess, ho'la penso, ed ho clamo al corv: "Che bel cha tü est! Scha tieu chaunt es uschè bel scu tia apparentscha, alura est tü il pü bel utschè da tuots".

Engadino inferiore (Vallader)[modifica | modifica wikitesto]

La vuolp d'eira darcheu üna jada fomantada. Qua ha'la vis sün ün pin ün corv chi tgnaiva ün toc chaschöl in seis pical. Quai am gustess, ha'la pensà, ed ha clomà al corv: "Che bel cha tü est! Scha teis chant es uschè bel sco tia apparentscha, lura est tü il plü bel utschè da tuots".

Romancio grigionese (Rumantsch Grischun)[modifica | modifica wikitesto]

La vulp era puspè ina giada fomentada. Qua ha ella vis sin in pign in corv che tegneva in toc chaschiel en ses pichel. Quai ma gustass, ha ella pensà, ed ha clamà al corv: "Tge bel che ti es! Sche tes chant è uschè bel sco tia parita, lura es ti il pli bel utschè da tuts".

Italiano[modifica | modifica wikitesto]

La volpe era nuovamente affamata. Vide un corvo posato su un pino con un pezzo di formaggio nel becco. Come lo gusterei, pensò la volpe, e disse al corvo: « Come sei bello ! Se il tuo canto è così bello come il tuo aspetto, allora sei il più bello fra gli uccelli ».

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

Parentela con il ladino dolomitico e con il friulano[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista linguistico sussiste una stretta parentela tra il romancio e il ladino dolomitico, come anche con la lingua friulana, non solo nell'ovvia comune derivazione dal latino, ma in altre caratteristiche peculiari di grammatica e fonetica che hanno accomunato lo sviluppo di queste tre lingue. Per questo motivo le tre lingue vengono riunite in senso lato nel gruppo linguistico "reto-romanzo", confortato in senso storico-geografico dall'antica continuità geografica dei tre gruppi linguistici (che si è persa del tutto solo nel tardo medioevo, con la germanizzazione e il regresso dei parlanti del ladino dolomitico). Questo sottogruppo all'interno delle lingue romanze, che sta in stretta connessione con la Questione ladina, è stato tuttavia contestato, soprattutto per ciò che concerne l'affermazione per cui la simile evoluzione dei tre gruppi linguistici sia imputabile ad un comune substrato linguistico retico, antecedente alla latinizzazione dell'area. La ricerca linguistica non è finora riuscita a confermare che tale comune substrato retico sia esistito veramente, viste anche le scarse conoscenze della antica lingua retica e visto anche che le popolazioni preromane dell'intera area furono solo in parte retiche, essendo presenti e forse prevalenti gruppi celtici stabili soprattutto nelle regioni grigionese (ad ovest) e carnica (ad est).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Censimento federale della popolazione 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Werner Catrina, I Retoromanci oggi. Grigioni Dolomiti Friuli, Gianpiero Casagrande Editore, Lugano 1989;
  • Rätoromanisch (Facts & Figures), Lia Rumantscha, Coira 2004 (dovrebbe essere ottenibile oltre che in tedesco anche francese e inglese, forse pure in italiano);
  • Arthur Baur, Allegra genügt nicht. Rätoromanisch als Herausforderung für die Schweiz, Bündner Monatsblatt/Desertina AG, Coira 1996
  • Decurtins Rätoromanische Chrestomathie

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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