Catechismo

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La lezione di catechismo, dipinto di Jules-Alexis Muenier, 1890

Il catechismo, κατηχισμός dal greco katechéo "istruisco oralmente" (kata, con ed echos, nell'accezione di voce), è un sommario o esposizione didattica di una dottrina, esteso linguisticamente a ideologia, politica e religione.
Il termine viene utilizzato tradizionalmente nell'insegnamento religioso cristiano a partire dal Nuovo Testamento.

I catechismi sono manuali dottrinali spesso in forma di domande e risposte da mandare a memoria, un formato anche usato in contesti non religiosi (ad esempio le FAQ, elencazione di domande e risposte frequenti su un determinato argomento).

La catechesi è una forma elementare di istruzione religiosa, tipicamente orale, e tradizionalmente sotto la guida di un genitore, pastore o prete, insegnante di religione, o altra persona che occupa una funzione nell'ambito della comunità cristiana (incluso il diacono, o religioso) che pone una serie di domande e guida gli studenti (o discepoli) verso la comprensione della risposta data.

La catechetica è la pratica, o lo studio di questo tipo di istruzione. Un catechista è l'addetto a tale istruzione religiosa.

La catechesi nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della chiesa cristiana il termine "catechési" indica generalmente il corso di istruzione religiosa che viene impartito a coloro che intendono professare la fede cristiana, chiamati anche catecumeni.

Il Nuovo Testamento ci dà alcuni esempi di insegnamento catechistico. All'inizio doveva essere molto sommario e veniva impartito ai proseliti prima che ricevessero il battesimo. Vedasi quel che accade a Pentecoste (Atti 2,14-2,17), alla conversione di alcuni personaggi come Lidia (Atti 16,13-16,16), l'Etiope (Atti 8,26-8,40), il carceriere di Filippi (Atti 16,25-16,34).

Catechista e allievi in un villaggio di Madras, in India, 1939

Ben presto il catecumenato, cioè seguire una catechesi, acquista una notevole importanza. Già l'apostolo Paolo designa coloro che impartiscono tale istruzione religiosa col nome di «dottori» (Efesini 4:11-12). Essi sono necessari perché gli apostoli, i quali esercitavano un ministero itinerante, non avevano la possibilità di impartire un'istruzione religiosa a carattere permanente. La necessità del catecumenato deriva dall'esplicito ordine di Gesù agli apostoli:

« Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente »
(Matteo 28,19-28,20)

Il Cristianesimo è risposta data alla verità rivelata da Dio. È persuasione dei cristiani che tale verità debba essere conosciuta in modo adeguato affinché la fede sia salda e venga diffusa, mediante la testimonianza individuale dei credenti, a tutte le genti.

La catechesi nella storia della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

L'importanza fondamentale dell'istruzione catechistica è posta in particolare rilievo nei primi secoli dell'era cristiana. Sorgono allora scuole celebri specialmente nell'Africa cristiana (Egitto e Cartagine). I catechisti più noti sono Giustino, Ireneo, Tertulliano, Origene e Agostino, i quali si distinguono pure come apologeti della fede cristiana.

Storia dei libri di catechismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo va menzionato il Disputatio puerorum per interrogationes et responsiones, attribuito ad Alcuino e considerato modello di catechismo dall'XI secolo al XIII secolo. In questo periodo si diffusero dapprima i lucidari, come l’Elucidarium, sive dialogus de summa totius christianae theologiae di Onorio di Autun, e poi i settenari, nei quali il dogma è presentato insistendo sul numero sette; tra quest'ultimi i più diffusi furono quello di Sant'Edmondo intitolato Speculum Ecclesiae.[1]

Di grande importanza si rivelò il Catechismus Vauriensis fuoriuscito dal sinodo di Lavaur (1369), mentre opere rivolte ai bambini furono quelle come l’Opus tripartitum di Jean de Gerson.

Dopo l'invenzione della stampa riscosse grande seguito il Libretto della doctrina christiana di Sant'Antonino, arcivescovo di Firenze.

Illustrazione a pag. 57 del Catechismus di San Pietro Canisio, 1679

Un grande impulso verso una maggiore semplicità fu indotto da Martin Lutero con il suo libro per bambini intitolato Kleiner Katechismus, mentre invece nel campo cattolico si imposero i catechismi di San Pietro Canisio e quello redatto per volere di Pio V e diretto da San Carlo Borromeo, intitolato Catechismus ex decreto Concilii tridentini ad parochos (1566), noto anche come catechismo romano e sbocciato nel contesto del Concilio di Trento.

Nel mondo si utilizzavano Dottrina cristiana breve (1597) e Dichiarazione più copiosa della dottrina cristiana (1598) di San Roberto Bellarmino e furono tradotti in varie lingue[2] e successivamente utilizzato come catechismo dalla Chiesa Cattolica[3] per tre secoli.[4][5]


Agli inizi del Novecento si sentì la necessità di formulare un catechismo unificato almeno a livello nazionale, e quindi Pio X propose il testo del monsignor Casati del 1765. Altri tentativi di unifornare il testo di catechismo, sia per bambini sia per adulti furono numerosi, a cominciare dal cardinale Gasparri che nel 1930 con il suo Catechismus Catholicus

I catechismi della Chiesa Cattolica Romana[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol. III, pag.194-195
  2. ^ Roberto Bellarmino, Prefazione in Il Catechismo. Breve dottrina cristiana e Dichiarazione della dottrina cristiana, Fratelli Calvi, 1941, p. XX.: «Nessun libro forse, scrisse il P. Fiacchi, eccetto il Vangelo e l'Imitazione di Cristo, ebbe mai l'onore di tante versioni come il Catechismo del Bellarmino. Si contano del piccolo Catechismo in 56 lingue, dalle più dotte alle meno conosciute»
  3. ^ Roberto Bellarmino, Prefazione in Il Catechismo. Breve dottrina cristiana e Dichiarazione della dottrina cristiana, Fratelli Calvi, 1941, p. XX.: «Il Breve pontificio che lo accompagnò, lo impose nelle diocesi dello Stato pontificio, augurandosi inoltre che molti Vescovi lo adottassero per le loro diocesi e ciò avvenne in tal misura per cui si poté pensare un tempo che il Catechismo del Bellarmino stesse per diventare il Catechismo universale della Chiesa Cattolica»
  4. ^ Roberto Bellarmino, Prefazione in Il Catechismo. Breve dottrina cristiana e Dichiarazione della dottrina cristiana, Fratelli Calvi, 1941, XVII-XVIII.:«Per di più S. Roberto Bellarmino insieme con S. Carlo Borromeo veniva da S.S. Pio XI di v.m. con Breve del 26 aprile 1932 dichiarato Patrono non solo dell'Arciconfraternità Romana della Dottrina cristiana ma di "tutte le altre Opere di istruzione religiosa esistenti per tutto il mondo". In detto Breve la Santità del Papa, dopo aver ricordato i meriti insigni di S. Carlo, così si esprime a proposito del Bellarmino: "Il Santo «Maestro delle controversie» poi, oltre alle altre opere di insigne sapienza, per le quali va meritamente celebre nella Chiesa di Dio, compose quell'aureolo catechismo, che dal giudizio di Sommi Pontefici e di numerosi Vescovi e dall'uso di circa tre secoli è stato così ampiamente raccomandato ed approvato che giustamente lo si può ritenere come modello della catechesi"».
  5. ^ Roberto Bellarmino, Prefazione in Il Catechismo. Breve dottrina cristiana e Dichiarazione della dottrina cristiana, Fratelli Calvi, 1941, XXIV.:«Di esso è fatto pure grande lode nel decreto col quale S. Roberto Bellarmino è dichiarato Dottore della Chiesa Universale: "Né si deve tacere delle opere catechetiche specialmente di quel Catechismo che l'uso dei secoli e il giudizio di moltissimi Vescovi e dottori della Chiesa avvalorò. In quel Catechismo, composto per ordine di P.P. Clemente VII, l'insigne Santo teologo espose la verità cattolica ad uso del popolo cristiano e specialmente dei fanciulli con stile facile con tanta chiarezza ed esattezza ed ordine, che per quasi tre secoli servì ad offrire fruttuosissimo alimento di dottrina cristiana al popolo in molte regioni d'Europa e del mondo".»

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