Maiuscolo

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Si definisce maiuscola (dal diminutivo del latino maius «maggiore») una lettera che, in contrapposizione con la grafia minuscola si evidenzia per maggiori dimensioni o per altri dettagli grafici[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi alfabeti erano caratterizzati da lettere esclusivamente maiuscole e separate tra loro. Anche in scritti greco-latini scritti in caratteri capitali e in scriptio continua però si possono trovare talvolta lettere più grandi o evidenziate rispetto al margine sinistro del testo, per segnalare, per lo più, l'inizio dei vari paragrafi o capitoli[1].

Nelle grafie minuscole che si sono affermate tra il VII e il VIII secolo d.C. la maiuscola acquisì importanza per contrasto con le lettere minuscole. Usata sempre per indicare l'inizio dei paragrafi o dei periodi, ma anche come iniziale di nomi propri o di parole enfatizzate e di rilievo. I copisti medioevali divennero poi soliti usare miniature elaborate per decorare le lettere maiuscole[1].

I primi tentativi di codificare l’uso della maiuscola furono tentati però soltanto tra Cinquecento e Seicento, non molto diversi da quello che è l'uso di oggi[1].

Uso[modifica | modifica wikitesto]

Nella lingua italiana la lettera maiuscola è il carattere con cui si inizia a scrivere la frase, la prima del testo o quelle successive al punto fermo o al punto interrogativo, o al punto esclamativo, anche all'interno delle virgolette.

Con la lettera maiuscola iniziale vanno scritti anche i nomi propri di persona e i cognomi (es. Marco Rossi, Carlo Verdi, ...), tutti i nomi geografici e i nomi delle città o delle vie (es. Monte Bianco, mar Mediterraneo, Genova, via Garibaldi, ...), i nomi propri di cosa (motonave Intrepido, grattacielo Pirelli ...) ed in genere le lettere degli acronimi (O.N.U., U.E., I.N.P.S., ...), benché sia invalsa la norma stilistica, atta a migliorare la leggibilità, di scrivere in maiuscolo solo la prima lettera dell'acronimo (in particolare, per gli acronimi di almeno tre lettere), omettendo i punti (Onu, Ue, Inps, ...)[2].

Per quanto riguarda i nomi di popolazioni, si utilizza la maiuscola solo se sono usati in funzione di sostantivi (es. gli Italiani, i Francesi, i Tedeschi, ...), né questa regola ha valore assoluto; in caso contrario (cioè se hanno funzione di aggettivo), vanno scritti sempre con la lettera minuscola (es. gli uomini italiani, i marescialli francesi, l'esercito tedesco, ...).

In italiano nei titoli di libri, film, canzoni ecc. va indicata con la maiuscola solo la prima lettera della prima parola. Ad esempio Nel blu dipinto di blu e non Nel Blu Dipinto Di Blu.

Tutta la parola viene scritta, in testi meno accurati, con lettere maiuscole ogni qualvolta s'intende darle grande importanza. I caratteri minuscoli e maiuscoli dell'alfabeto italiano sono:

caratteri minuscoli a b c d e f g h i l m n o p q r s t u v z
maiuscole A B C D E F G H I L M N O P Q R S T U V Z

Viene scritta completamente in maiuscolo una parola o frase da pronunciare a voce alta o da urlare. L'iniziale maiuscola si usa anche per attribuire ad un concetto, spesso astratto, un significato che si presume più elevato o più autentico. In linguaggio poetico sta sovente ad indicare la personificazione di un sentimento; ne è un esempio la Fama di Virgilio.

Maiuscola reverenziale[modifica | modifica wikitesto]

La si usa ancora di frequente per i pronomi e aggettivi possessivi che si riferiscono a Dio, a persone o cose sacre, a persona di riguardo (pregare Dio e avere fiducia in Lui; mi rivolgo alla Sua attenzione, signor Presidente).

L'uso moderno ha portato una diffusione nell'utilizzo soprattutto per quanto riguarda comunicazioni formali e corrispondenza commerciale (es. in merito alla richiesta da Lei inviata) estendendone l'adozione anche ai pronomi (es. colgo l'occasione per porgerLe cordiali saluti). La spiegazione dei grammatici risiede nel fatto che "la terza persona di cortesia, singolare e plurale, nell’uso scritto richiede l’iniziale maiuscola per evitare confusione con l’uso delle terze persone ordinarie, e che tale uso si estende alle forme degli aggettivi possessivi (Suo, Sua, Loro) e dimostrativi clitici (La, Li) e alle forme pronominali oblique (Le, Loro; rarissimo il plurale Glielo e simili)"[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Silvia Demartini, Maiuscola in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011. URL consultato il 13 ottobre 2013.
  2. ^ Università degli studi di Palermo, Manuale di stile
  3. ^ Paolo Belardinelli, Sui pronomi di cortesia, pubblicato su La Crusca per voi (n. 35, ottobre 2007, pp. 13-14).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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