Punto esclamativo

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Ortografia · Segno diacritico · modifica

Il punto esclamativo, noto in passato anche come punto ammirativo,[1] è uno dei diversi segni di interpunzione adoperati nella scrittura e indica una pausa simile a quella del normale punto fermo. Viene posto dopo un'interiezione o esclamazione (da cui prende appunto nome) per segnalare un tono enfatizzante di sorpresa, forti sensazioni o grida. Molto spesso caratterizza la fine di una frase come, ad esempio, in: "Attenzione!"

Grafia e storia[modifica | modifica sorgente]

Graficamente è costituito da un classico punto fermo sormontato da un'asta. Tale forma di rappresentazione grafica nacque nel Medioevo, in epoca più o meno contemporanea alla nascita del punto interrogativo. I copisti medievali infatti, per indicare la sorpresa o la gioia in una frase, scrivevano alla fine di essa la parola latina io, che significava "evviva". Nel corso del tempo la ı si spostò al di sopra della o divenendo così l'asta del punto esclamativo, mentre il punto stesso si formò grazie al rimpicciolimento della vocale o.[2]

Il corrispondente carattere tipografico è stato introdotto nella stampa fra XVI e XVII secolo,[3] arrivando «molto lentamente a distinguersi dal punto interrogativo e a imporsi nell'uso».[4] Aldo Manuzio lo descrisse chiaramente nel suo trattato di grammatica:

(LA)
« Et quoniam tam in distinctione finali, quam in Periodo, interrogatio etiam, aut affectus quispiam esse posset, ut indignatio, admiratio, commiseratio, et huiusmodi variis id distinctionibus ostendemus, puncto scilicet ad imam literam, supra posita linea si interrogatio fuerit, retorta si affectus, recta. »
(IT)
« E poiché tanto nello stacco finale come nel periodo può esserci anche un'interrogazione o un qualche sentimento, come l'indignazione, l'ammirazione, la compassione, così similmente lo mostreremo con segnalazioni diverse, vale a dire con un punto accanto all'ultima lettera con sovrapposta una linea ritorta nel caso dell'interrogazione, retta nel caso del sentimento. »
(Institutionum Grammaticarum libri quatuor[5])

Tuttavia non lo usò mai nelle sue edizioni. Nella letteratura tedesca, se ne ha la prima testimonianza nell'edizione del 1797 della Bibbia di Lutero. Sulle macchine per scrivere il segno è stato introdotto dopo il 1970; fino ad allora si usava scrivere un punto e sovrascrivergli un apostrofo.

Utilizzo[modifica | modifica sorgente]

Nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Comment icon crystal.png

Il punto esclamativo è molto adoperato nei romanzi e in fumettistica, mentre scarseggia nei testi di cronaca e in quelli di studio. Ciò dipende dal fatto che normalmente viene posto alla fine di frasi o dopo parole esprimenti incredulità o sorpresa, gioia o entusiasmo, dolore o minaccia, che sono molto più presenti nei primi generi elencati rispetto ai secondi. In generale, l'utilizzo moderno tende ormai a evitare il punto esclamativo, considerato eccessivamente enfatico e ridondante, tanto in letteratura quanto negli articoli di giornale e nella cronaca.[6] È ben tollerato, invece, nelle opere e nella pubblicistica per ragazzi. Per le stesse ragioni va limitandosi anche l'uso dei doppi o tripli punti esclamativi, così come quello del punto esclamativo unito al punto interrogativo (per non parlare dei mai decollati punto esclarrogativo e virgola esclamativa).
In controtendenza il linguaggio dei blog (e di Internet in generale), in cui i punti esclamativi e i puntini di sospensione compaiono in abbondanza quasi a voler sopperire con i segni grafici alle carenze di espressività dei testi.[7] Nel fandom e nella fanfiction è utilizzato per sottolineare le caratteristiche di un certo personaggio.
Alcuni autori, come Francis Scott Fitzgerald lo detestano, mentre altri, come Tom Wolfe, lo apprezzano.

Nomi propri[modifica | modifica sorgente]

Il punto esclamativo compare in diversi nomi propri: tra di essi il noto servizio web Yahoo!, il game show Jeopardy! e il musical TV degli anni sessanta Shindig!, così come in vari musical (Oklahoma!, Oliver!, Oh! Calcutta!) e film (Airplane! e Moulin Rouge!). Lo scrittore Elliot S! Maggin e il cartonista Scott Shaw! hanno introdotto il punto esclamativo nel loro nome.

La città inglese Westward Ho! adottò tal nome dopo il romanzo omonimo di Charles Kingsley. Altri sono il paese Saint-Louis-du-Ha! Ha!, nel Québec, e la città Hamilton!, nell'Ohio, che ha aggiunto il punto esclamativo a partire dal 1986.

Segnali di avviso[modifica | modifica sorgente]

Italian traffic signs - altri pericoli.svg

Attualmente il punto esclamativo ha anche altri svariati utilizzi al di fuori del campo specifico della punteggiatura. Tali usi si riallacciano in particolare al significato di minaccia (o di avvertimento) connesso a questo segno grafico. È il caso, per esempio, della sua introduzione sui cartelli di pericolo della segnaletica stradale, dove ha sostituito la precedente barra verticale per indicare un pericolo generico fisso (su sfondo bianco) o temporaneo (su sfondo giallo). Con sfumature di significato leggermente diverse lo si applica anche sui materiali d’imballaggio (in genere su un'etichetta triangolare rossa capovolta) per indicare: “attenzione, pericolo, maneggiare con cautela”.

Out of date clock icon 2.svg

Da simili convenzioni ufficiali, o comunque accettate a vario titolo a livello internazionale, discende il particolare significato di “attenzione” che viene oggi comunemente associato al punto esclamativo, non più nell'accezione di pericolo (che comunque permane sempre, sia pure in forma larvata), bensì in quella di segnalazione importante, da ricordare, cui prestare appunto attenzione. Immagini più o meno simili a quella a lato, per esempio, sono utilizzate per ricordare il cambio fra ora solare e legale o, più semplicemente, l'ora di un appuntamento importante.

In matematica[modifica | modifica sorgente]

È invece da collegare al concetto di sorpresa l'uso di questo segno di punteggiatura in matematica, dove possiede due diversi significati:

  • La scrittura n! (dove "!" sta per fattoriale) indica il prodotto di tutti i numeri compresi tra 1 e n;
  • Invece, per esempio, nella scrittura  \forall x \in \N~ \exists !~ y | x^2=y (per tutti gli x appartenenti a N esiste una e una sola y tale che x al quadrato è uguale a y).

Computer e informatica[modifica | modifica sorgente]

  • Nelle tastiere, è possibile digitare il punto esclamativo tenendo premuto prima Shift (tasto maiuscolo) e poi 1;
  • Corrisponde al carattere 033 (21 negli esadecimali) dell'ASCII, mentre nella codifica Unicode equivale a U+0021. Invertito si trova negli ISO 8859-1, 9 e 15 alla riga 161 (A1HEX) (vedi tabella), nell'Unicode a U+00A1.
  • Generalmente nel linguaggio informatico corrisponde alla negazione logica. Nell'Unix è chiamato bang, mentre è shriek nella Stanford University, nel MIT o nel dizionario inglese di Oxford. Nei linguaggi di programmazione BBC BASIC e BCPL è definito pling (ornamento) ed è riferito a caratteri a 32 bit.
  • Nei RISC OS della Acorn denotano una "appfolder", una cartella che, quando aperta con un doppio clic esegue un programma di file interno, chiamato !Run. Altre risorse interne con questo simbolo sono !Boot, !Sprites e !Help.
  • I primi sistemi di e-mail separavano col punto esclamativo i nomi degli host (col percorso bang).
  • Nel protocollo IRC il nickname e l'ident di un utente sono separati dal punto esclamativo.
  • Nella terza versione del Geek code, "!", solo o accompagnato da alcune lettere, si riferisce a situazioni in cui l'utente è in posizione negativa rispetto ad altri.
  • Nella scrittura Unix (in genere per Shell o per Perl) la sequenza "#!" all'inizio del file indica il programma interprete utilizzato per eseguire lo script. Inoltre fa iniziare la cronologia in molti Unix Shell come nel Bash e nel Tcsh: !! esegue il comando precedente, !* si riferisce a tutti gli argomenti del precedente comando.
  • Nel linguaggio di programmazione ML (compresi Standard ML e Ocaml), il punto esclamativo è l'operatore per ottenere il valore di una struttura di dati di riferimento.
  • Nel linguaggio di programmazione Haskell, esprime rigore.
  • Nello Scheme e nel Ruby è il suffisso per funzioni e forme che mutano il loro input.
  • Nei CSS viene anteposto alla parola important per assegnare un valore di precedenza alla regola che prevale su tutte le altre specificità.

In ogni caso, il punto esclamativo compare più spesso durante l'uso quotidiano del PC. Basti pensare ai messaggi di avviso e pericolo per l'utente, nei più svariati ambiti. La maggior parte di tali strumenti, infatti, utilizzano un'icona a forma di scudetto su cui compare il punto esclamativo per indicare l'esistenza di aggiornamenti disponibili al software installato.
In Microsoft Excel, l'espressione «Foglio1!A2» significa che la cella A2 si trova nel foglio 1.

Scacchi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Notazione algebrica#Commenti.

Nella trascrizione delle partite di scacchi un punto esclamativo ha il significato di una buona mossa, mentre un doppio punto esclamativo indica una mossa eccellente. Un punto esclamativo e uno interrogativo accanto indica una mossa interessante, ma non la migliore, mentre la scrittura inversa indica una mossa dubbia ma non per forza errata. È anche utilizzato nella variante Shogi.

Scrabble[modifica | modifica sorgente]

Nel gioco Scrabble, il punto esclamativo che segue la parola indica la sua presenza nell'Official Tournament and Club Word List ma è assente dall'Official Scrabble Players Dictionary, di solito perché la parola diventa offensiva,

Baseball[modifica | modifica sorgente]

Può indicare nei tabellini un gran gioco difensivo.

Musica[modifica | modifica sorgente]

  • La band !!! (pronunciato "Chk Chk Chk");
  • Il gruppo musicale Panic at the Disco per il periodo 2008-2009 ha inserito, nel suo nome, il punto esclamativo dopo "Panic" (Panic! at the Disco); dopodiché l'ha rimesso dopo il nome completo della band;
  • La band Bomb the Music Industry!, nel nome e in alcune produzioni come la canzone "(Shut) Up The Punx!!!" e l'album Adults!!!: Smart!!! Shithammered!!! And Excited by Nothing!!!!!!!;
  • Il cantante Pink ne usa uno nel suo nome (P!nk) e tre nella raccolta Greatest Hits... So Far!!! del 2010.
  • La band prog-rock italiana Basta! utilizza il punto esclamativo come logo e segno distintivo.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Come nei fumetti anche nei videogiochi l'uso del punto esclamativo è largo, per indicare diversi stati d'animo quali stupore (insieme al punto interrogativo) o minaccia:

  • Nella serie di Metal Gear, un punto esclamativo rosso accompagnato da un breve e forte rumore appare sui nemici che vedono il giocatore. Se ciò accade il nemico ti attaccherà.
  • Nei videogiochi della serie Pokémon, un punto esclamativo compare sopra gli allenatori che incrociano il loro sguardo con quello del giocatore: ciò dà inizio alla lotta. È molto frequente nei dialoghi, e anche nelle movenze dei vari personaggi. Inoltre compare quando un Pokémon abbocca all'amo da pesca.
  • Nella serie Paper Mario, un punto esclamativo appare sopra i nemici che avvistano Mario, Luigi, Peach o Bowser.
  • Nella serie Warcraft, un punto esclamativo giallo fluttuante appare sopra i personaggi non giocanti che assegnano missioni al giocatore. Se la missione è ripetibile, il punto è di colore blu.
  • Nei giochi Counter-Strike, un punto esclamativo verde appare sopra i giocatori che usano un comando radio.
  • In Marvel: La Grande Alleanza (e nel sequel), un punto esclamativo rosso e giallo appare su oggetti o personaggi con cui è possibile interagire, sulla base dell'urgenza.

Il punto esclamativo in alcune lingue[modifica | modifica sorgente]

È comune nell'alfabeto latino, pur con differenze tra i vari idiomi, ma si trova anche in altri linguaggi (greco, russo, arabo, ebreo, cinese, coreano e giapponese).

In inglese[modifica | modifica sorgente]

Nell'inglese britannico, (!) esplicita un commento sarcastico. Questo succede sia nello scritto sia, soprattutto, nei sottotitoli.

In francese[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo è pressappoco lo stesso, ma tra l'ultima parola e il segno di punteggiatura c'è uno spazio.

In tedesco[modifica | modifica sorgente]

  • nell'esordio di una lettera, dopo il nome del destinatario al posto della virgola (ovviamente la frase che seguirà inizierà con la lettera maiuscola;
  • viene usato per enfatizzare gli avvertimenti;
  • alla fine di un imperativo.

In spagnolo e catalano[modifica | modifica sorgente]

PuntoEsclamativoSpagna.png

In spagnolo il punto esclamativo, come anche quello interrogativo, si pone anche ad inizio frase, capovolto. La frase italiana "Che bella giornata!" diviene in spagnolo "¡Qué día tan bello!". Questo uso va però perdendosi, in quanto le nuove generazioni, a causa del ritmo frenetico imposto loro dal progresso tecnologico, non sono più solite adoperare questa regola ortografica nelle loro comunicazioni scritte. Un'altra lingua in cui si può usare il punto esclamativo capovolto in apertura di esclamazione è il catalano, anche se la normativa lo accetta solo quando l'intera frase si estende per più di un rigo.

In turco[modifica | modifica sorgente]

È usato per enfatizzare la frase (i destinatari sono dopo il punto). Tra due parentesi tonde, a fine frase, indica sarcasmo.

In fonetica[modifica | modifica sorgente]

Questo segno grafico (oppure la barra /) è anche usato in fonetica per indicare il tipico suono postalveolare (detto clic) delle Lingue khoisan. La sigla Unicode, U+01C3, è usata nell'alfabeto fonetico internazionale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «Ammirativo. Dicesi assolutamente per quel segno che si pone dopo qualche interiezione ammirativa in questa forma: !»
    (Vocabolario degli Accademici della Crusca, 3ª edizione, Firenze, 1691).
  2. ^ Jan Viktor White, Ideografia. Segni, simboli e immagini. Corso avanzato di grafica professionale, Milano, Editiemme, 1985. ISBN 88-7022-042-7.
  3. ^ (EN) Thomas MacKellar, The American printer. A manual of typography, Philadelphia, MacKellar, Smiths & Jordan, 1870, p. 49 (consultabile anche su Google Libri).
  4. ^ Bruno Migliorini, Storia della lingua italiana, Milano, Bompiani, 2000, p. 350. ISBN 88-452-2153-9.
  5. ^ Aldo Manuzio, Institutionum Grammaticarum libri quatuor, Parigi, Roberto Stefani, 1801, libro 4º, cap. De posituris, p. 345 (parzialmente consultabile anche su Google Libri).
  6. ^ «Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani...»
    (Ugo Ojetti, Cose viste, Milano, Treves, 1923-1929.)
  7. ^ «Tanti scrittori, mini-minimalisti, filosofici, satirici, maledetti, intimisti, con un solo tratto comune: il punto esclamativo facile, i puntini sospensivi appena si può. Tutto lo stupore indicibile, tutta la rabbia inconfessabile concentrati in tre puntini di sospensione o in un punto esclamativo, massimo segno di espressività post-novecentesca. L'estetica blog? Carramba, che originalità! E che potenza…»
    (Paolo Di Stefano, “Ho scritto t'amo sul blog. Punto esclamativo”, in Corriere della Sera, 20 agosto 2003.)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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