Bash

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Bash
Screenshot di una semplice sessione BASH su Gentoo GNU/Linux
Screenshot di una semplice sessione BASH su Gentoo GNU/Linux
Sviluppatore Chet Ramey
Ultima versione 4.2 (13 febbraio 2011)
Sistema operativo Multipiattaforma
Linguaggio C
Genere Terminale
Licenza GNU General Public License
(Licenza libera)
Sito web www.gnu.org/software/bash/
Bash
Autore Chet Ramey, Brian Fox
Data di origine 1989
Utilizzo scripting di sistema
Paradigmi programmazione procedurale
Tipizzazione debole

Bash  (acronimo per bourne again shell) è una shell testuale del progetto GNU usata nei sistemi operativi Unix e Unix-like, specialmente in GNU/Linux, ma disponibile anche per sistemi Microsoft Windows (vedi ad esempio Cygwin).

Essa è chiamata anche Bourne shell dal nome del suo autore originario Stephen Bourne. L'espansione dell'acronimo bash, Bourne again shell, letteralmente significa un'altra shell Bourne, ma Bourne again ha la stessa pronuncia di born again, cioè rinata creando la definizione finale shell rinata.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Tecnicamente bash è un clone evoluto della shell standard di Unix (/bin/sh.) Altre shell alternative a bash e piuttosto diffuse sono la Korn shell, la C shell e tcsh.

Si tratta di un interprete di comandi che permette all'utente di comunicare col sistema operativo attraverso una serie di funzioni predefinite, o di eseguire programmi.

Bash è in grado di eseguire i comandi che le vengono passati, utilizzando la redirezione dell'input e dell'output per eseguire più programmi in cascata in una pipeline software, passando l'output del comando precedente come input del comando successivo.

Oltre a questo, essa mette a disposizione un semplice linguaggio di scripting che permette di svolgere compiti più complessi, non solo raccogliendo in uno script una serie di comandi, ma anche utilizzando variabili, funzioni e strutture di controllo di flusso.

Bash e lo standard POSIX[modifica | modifica sorgente]

Il comportamento predefinito di bash diverge da quello dello standard POSIX, ma esso si può ottenere in quattro modi:

  • specificando l'opzione "--posix" all'avvio, ad esempio con "bash --posix";
  • invocandola con il nome "sh", come è il caso in molti sistemi GNU/Linux in cui "/bin/sh" è un collegamento simbolico a "/bin/bash";
  • avviandola dopo aver impostato la variabile d'ambiente POSIXLY_CORRECT[1] con un valore qualsiasi;
  • eseguendo in essa il comando interno "set -o posix"[2].

File letti all'avvio[modifica | modifica sorgente]

Alla partenza, bash tenta di caricare automaticamente una serie di file:

  • se si tratta di una shell di login, bash tenta di caricare:
    1. il file "/etc/profile"
    2. solo il primo tra i file ".bash_profile", ".bash_login" e ".profile" collocati nella home directory dell'utente e che risulti essere disponibile;
    3. il file ".bashrc" collocato nella home directory dell'utente;

All'uscita di una shell interattiva di login, bash carica il file .bash_logout collocato nella home dell'utente (se disponibile).

  • se si tratta di una shell interattiva non di login, bash tenta di caricare il solo file ".bashrc" collocato nella home directory dell'utente;

L'utente può modificare i file nella propria home directory per personalizzare il proprio ambiente di lavoro.

Quando bash è avviata non interattivamente (ad esempio per eseguire uno script di shell) essa controlla se esiste la variabile d'ambiente BASH_ENV o ENV ed in caso positivo carica il file specificato dal valore della variabile (se bash è avviata in modalità POSIX controlla solo ENV). Procede quindi ad eseguire il resto (script o altro).

Esempi esplicativi[modifica | modifica sorgente]

Il seguente script permette di creare un archivio in "/tmp/my-backup.tar.gz" contenente l'intera propria cartella personale (tenendo conto che "~" rappresenta "/home/proprionomeutente"):

#!/bin/bash          
tar -vzcf /tmp/home.tgz ~

Un altro esempio per i sistemi basati su Debian è quello di poter aggiornare e pulire il sistema con il seguente script:

#!/bin/bash          
sudo apt-get update
sudo apt-get upgrade
sudo apt-get dist-upgrade
sudo apt-get autoclean
sudo apt-get clean

Creando in una delle directory elencate dalla variabile d'ambiente $PATH un file con il contenuto sopra esposto ed assegnandoli i permessi di esecuzione si può ottenere una comoda e semplice utility che può essere usata esattamente come qualunque altro file eseguibile.

Strutture condizionali[modifica | modifica sorgente]

Confronta se i file "file_a" e "file_b" sono identici tramite il comando cmp (effettuando la redirezione dello standard output e dello standard error a /dev/null in modo da nascondere i suoi messaggi), e scrive a video il risultato:

#!/bin/bash
if cmp file_a file_b  &>/dev/null; then 
   echo "I File a e b sono identici."
else 
   echo "I File a e b sono diversi."
fi

Controlla se il file "prova.txt" esiste e scrive un messaggio al riguardo:

#!/bin/bash
if [ -f prova.txt ]; then 
    echo "Il file prova.txt esiste."
else 
    echo "Il file prova.txt non esiste o non è un file"
fi

Chiede una riga in input e mostra un messaggio in base al contenuto:

#!/bin/bash
 
echo "Scrivi qualcosa e premi Invio:"
read linea
 
case "$linea" in
    uno)
        echo "Hai digitato 'uno'"
        ;;
 
    due|tre) 
        echo "Hai digitato 'due' oppure 'tre'"
        ;; 
    q*)
        echo "Hai digitato qualcosa che inizia con 'q'"
        ;;
    *)
        echo "Hai digitato qualcosa che non conosco"
        ;;      
esac

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Bash Variables in Bash Reference Manual. URL consultato il 4 gennaio 2009.
  2. ^ (EN) The Set Builtin in Bash Reference Manual. URL consultato il 2 gennaio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]